Noto anche come
Aggregazione piastrinica
Nome ufficiale
Funzionalità piastrinica
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
27.05.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Come supporto nel determinare la causa di un eccessivo sanguinamento e/o nel diagnosticare una disfunzione piastrinica; per monitorare la funzionalità piastrinica; per monitorare la presenza e l’efficacia di un farmaco anti-aggregante.

Quando Fare il Test?

Quando al paziente si formano facilmente ecchimosi o va incontro a sanguinamenti eccessivi o prolungati; quando è in cura con farmaci che possono alterare la funzionalità piastrinica; prima di o durante certi tipi di interventi chirurgici.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue prelevato da una vena del braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

E’ possibile che venga richiesto al paziente di smettere di prendere farmaci che influiscono sul risultato di questi esami, come aspirina, anti-infiammatori non-steroidei (FANS), o altri prodotti da banco che contengono questi farmaci. I FANS più utilizzati sono l’ibuprofene, il naproxene e gli inibitori della COX-2. E’ bene però non smettere di prendere farmaci, senza prima discuterne col medico.

L'Esame

Le piastrine (anche conosciuti come trombociti) sono piccoli e rotondi frammenti cellulari necessari per la normale coagulazione. Il test di funzionalità piastrinica valuta indirettamente come lavorano le piastrine nel fermare il sanguinamento.

Le piastrine sono prodotte nel midollo osseo e circolano nel sangue. Quando c’è un danneggiamento dei vasi sanguigni e inizia il sanguinamento, le piastrine fermano il sanguinamento in tre modi. Essi:

  • Aderiscono al sito di danneggiamento
  • Si aggregano insieme
  • Rilasciano composti che stimolano ulteriormente l’aggregazione

Queste reazioni hanno come risultato la formazione di un tappo piastrinico in un processo chiamato emostasi primaria. Nello stesso momento, le piastrine attivate supportano la cascata della coagulazione, una serie di passaggi che implica l’attivazione sequenziale di proteine chiamate fattori della coagulazione. Essa è chiamata emostasi secondaria e i due processi danno luogo alla formazione di un coagulo stabile che rimane sul posto finché il danno non è risolto.

Se il numero di piastrine è insufficiente o se non funzionano normalmente in nessuno dei tre modi principali, è probabile che il coagulo stabile non si formi e che il paziente abbia un rischio di sanguinamento eccessivo aumentato. Il numero di piastrine nel sangue può essere determinato con la conta piastrinica e possono essere diagnosticate patologie che hanno a che fare con un numero di piastrine troppo alto o troppo basso. D’altra parte, l’abilità totale delle piastrine di funzionare adeguatamente nell’organismo è più difficile da misurare.

I test di funzionalità piastrinica sono un gruppo di esami che usa materiale specifico per misurare l’abilità delle piastrine di aggregarsi e di promuovere la formazione del coagulo in un campione di sangue. Ci sono diversi test disponibili ma nessuno che identifichi tutti i problemi di funzionalità piastrinica. Inoltre, non c’è un consenso diffuso su quali siano i test migliori nelle diverse circostanze.

Inoltre, per valutare i pazienti con eccessivo sanguinamento, i test di funzionalità piastrinica possono essere usati in altre situazioni. Ci sono situazioni in cui è desiderabile diminuire l’abilità delle piastrine di aggregare, come nelle persone che hanno un aumentato rischio di sviluppare coaguli pericolosi o di avere un infarto. A queste persone possono essere prescritti farmaci che riducano l’attivazione piastrinica o la loro abilità di aggregare. Le persone che seguono questo tipo di terapia anti-aggregante, come l’aspirinetta o il clopidogrel, possono sottoporsi al test di funzionalità piastrinica per monitorare il trattamento. D’altra parte però non c’è un largo consenso di esperti su quale test di funzionalità piastrinica sia più efficace nel monitoraggio della terapia antiaggregante.

Test di Screening
Esame del tempo di chiusura 

Questo esame misura il tempo richiesto alle piastrine per formare un coagulo in un piccolo foro all’interno di una provetta dopo essere state esposte a varie sostanze attivanti. Questo esame è chiamato tempo di chiusura. Il tempo di chiusura prolungato indica una funzionalità piastrinica più bassa senza identificarne la causa. Questo esame può dare un risultato anomalo anche il numero di piastrine è basso, se la funzionalità piastrinica è ridotta, se le altre proteine necessarie per il normale funzionamento piastrinico sono diminuite, o se sono presenti farmaci anti- aggreganti. Questo tipo di esame può essere usato per fare lo screening della malattia di von Willebrand e di alcune patologie riguardanti la funzionalità piastrinica, ma non determina tutte le patologie riguardanti la funzionalità piastrinica, in particolare le forme più lievi. Questo test è relativamente facile da eseguire ed è disponibile in molte strutture sanitarie.

Viscoelastometria (o tromboelastometria)

I coaguli di sangue devono essere forti finché è necessario per fermare il sanguinamento e per evitarne di nuovi. Questo tipo di esame è stato studiato per determinare la forza del coagulo che si forma. E’ molto spesso eseguito nei grandi ospedali, sia nelle sale operatorie che come test al letto del paziente o nei laboratori clinici.

Punto finale dell’aggragazione piastrinica

Questo esame determina il numero di biglie rivestite o di piastrine che si aggregano dopo che sono stati aggiunti delle sostanze per l’attivazione piastrinica al campione di sangue. Questo test fornisce in una singola misura di aggregazione (endpoint) piuttosto che una misura dell’aggregazione nel tempo. Più piastrine aggregate o attaccate indicano un miglior funzionamento piastrinico. Questo test può dare un risultato anomalo se la conta piastrinica è bassa, se la funzionalità piastrinica è ridotta, o se il paziente è in terapia con antiaggreganti.

Tempo di sanguinamento

In passato, lo screening iniziale per la disfunzione piastrinica era il tempo di sanguinamento. Questo è l’unico test che misura direttamente la funzionalità piastrinica nell’organismo. Questo esame prevede che il medico pratichi due piccoli tagli superficiali (di dimensione standardizzata) all’interno dell’avambraccio e misuri il tempo necessario affinché la ferita smetta di sanguinare. Il tempo di sanguinamento ha perso consenso negli ultimi anni. Molti Ospedali non lo eseguono più e diverse organizzazioni hanno emesso raccomandazioni contro il suo uso. Il tempo di sanguinamento non è sensibile o specifico, e non riflette necessariamente il rischio o la gravità di sanguinamento operatorio. E’ poco riproducibile, può essere influenzato dall’ingestione di aspirina e dall’abilità dell’operatore di eseguire il test, e di solito lascia delle piccole cicatrici sull’avambraccio.

Test Diagnostici
Aggregometria piastrinica

Alcune sostanze differenti possono attivare le piastrine, incluse le proteine in una ferita, i fattori rilasciati dalle altre piastrine, e i fattori prodotti dal sistema della coagulazione che permette alle piastrine di formare un coagulo resistente per fermare il sanguinamento. Alcune differenti anomalie piastriniche dovute ad uno o più di questi sistemi di attivazione sono state descritte. L’aggregometria piastrinica consiste in diversi test separati, da 4 a 8. In ogni test, viene aggiunta al sangue, una differente sostanza attivante le piastrine, seguita dalla misurazione dell’aggregazione piastrinica nei minuti successivi. Quando i test sono completi, il medico rivede e interpreta l’intero pannello di test per determinare se ci sono evidenze di funzionalità piastrinica anomala. Il test di aggregazione piastrinica può diagnosticare varie patologie ereditate o acquisite riguardanti la funzionalità piastrinica. Di solito questo esame date le complessità di esecuzione del test e della sua interpretazione viene eseguito nei policlinici universitari o nei grandi Ospedali.

Citometria a flusso

Le piastrine possono essere valutate per i difetti funzionali usando un citometro a flusso. Questo esame usa dei laser per determinare le proteine presenti sulla superficie delle piastrine  e come esse cambino quando le piastrine sono attivate. La citometria a flusso per le piastrine è una procedura altamente specializzata disponibile in pochi centri di riferimento per la diagnosi di patologie della funzionalità piastrinica ereditaria.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Un campione di sangue prelevato da una vena del braccio.

  • ​​​​​​​Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    E’ probabile che venga richiesto al paziente di smettere di prendere che influiscono sul risultato di questi esami, come aspirina, anti-infiammatori non-steroidei (FANS), o altri prodotti da banco che contengono questi farmaci. I FANS più utilizzati sono l’ibuprofene, il naproxene e gli inibitori della COX-2. E’ bene però non smettere di prendere farmaci, senza prima discuterne col medico.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Vari test di funzionalità piastrinica sono usati nella valutazione della capacità delle piastrine di aggregarsi e di formare un coagulo. Essi possono essere usati per varie ragioni. Esempi di alcune situazioni in cui possono essere usati, sono:

    • Per identificare e come supporto nella diagnosi di disfunzione piastrinica in coloro con una storia di eccessivo sanguinamento. E’ in quest’area che i test di funzionalità piastrinica sono più usati. Essi possono essere usati come screening per la disfunzionalità e, insieme ad altri test per i disordini dell’emostasi come l’aggregometria piastrinica, come supporto nella diagnosi di disfunzioni piastriniche ereditate o acquisite. La malattia di von Willebrand, ad esempio, è la più comune forma di patologia associata alla disfunzione piastrinica. La diminuita produzione o il mal funzionamento del fattore di von Willebrand (FVW) risulta in una ridotta aderenza piastrinica al sito di danneggiamento del vaso e in un’aumentata perdita di sangue.
    • Per monitorare la funzionalità piastrinica durante un intervento chirurgico complesso, inclusi gli interventi di bypass cardiopolmonare, il cateterismo cardiaco, il trapianto di fegato e la chirurgia dei traumi. Ad esempio, a coloro che si sottopongono a bypass cardiopolmonare vengono somministrati anticoagulanti per ridurre la formazione di coaguli, il che da luogo ad un aumentato rischio di sanguinamento. Allo stesso tempo, il bypass cardiaco e la circolazione meccanica del sangue attiva un gran numero di piastrine e ne causa la disfunzionalità. Il monitoraggio del numero di piastrine nel sangue (conta piastrinica) durante la chirurgia vascolare può inoltre aiutare il medico a mantenere il delicato equilibrio tra sanguinamento e coagulazione.
    • Per lo screening del rischio pre-operatorio per determinare se è oprobabile che il paziente abbia un sanguinamento eccessivo durante una procedura invasiva. Questi test includono, ad esempio, le persone con storie di sanguinamenti o coloro che fanno uso di farmaci che inibiscono la formazione di coaguli, come l’aspirina e gli antinfiammatori non steroidei (FANS). I medici di solito valutano la persona per i fattori di rischio conosciuti e si basano sulla storia clinica del paziente e su altri test della coagulazione come PT e PTT per determinare il rischio totale di sanguinamento eccessivo. Non c’è un unico test di funzionalità piastrinica che possa predire in modo definitivo se le persone siano a rischio sanguinamento durante l’intervento.
    • Per monitorare la terapia anti- aggregantesomministrata ad alcune persone dopo ictus e infarti per inibire la formazione di coaguli. Ad oggi, la maggior parte delle terapie anti- aggreganti non sono monitorate in routine con i test di funzionalità piastrinica. Più terapie anti- aggreganti vengono messe a punto, più metodi di monitoraggio verranno sviluppati per monitorarle.
    • Per determinare la resistenza all’aspirina. L’aspirinetta viene somministrata come terapia antiaggregante alle persone che hanno avuto eventicradiovascolari, come infarti o ictus. Alcune persone in terapia manifestano comunque altri incidenti cardiovascolari, cosa che fa pensare ad una resistenza all’aspirinetta. Al momento, la resistenza all’aspirinetta è qualcosa di vago, non c’è una linea di consenso sulla sua definizione, su quante persone ne siano affette o su come misurarla. Gli esperti si domandano inoltre se testarla possa essere predittivo di che cosa accade all’interno della persona, se la resistenza è persistente o transitoria, e se è associato a resistenza ad altri farmaci, come il clopidogrel. Manca inoltre una linea di consenso su come cambiare la terapia per risolvere il problema. Alcuni medici non raccomandano di testare il paziente per la resistenza all’aspirinetta al momento e/o concepiscono questo esame solo a scopo di ricerca. La maggior parte concorda sul fatto che deve essere fatto ancora molto lavoro per determinarne la rilevanza clinica. Pochi medici cercano di identificare la resistenza all’aspirinetta nei pazienti prescrivendo uno o più test di funzionalità piastrinica.
       

    Il test di funzionalità piastrinica può includere uno o più dei seguenti esami:

    • Tempo di chiusura
    • Viscoelastometria
    • Tempo di sanguinamento
    • Aggregometria piastrinica
    • Citometria a flusso
       

    Alcuni altri test che possono essere eseguiti insieme a o a seguito dei test di funzionalità piastrinica per valutare le patologie piastriniche, sono: esame emocromocitometricoconta piastrinicaPTPTT e fattore von Willebrand.

  • Quando viene prescritto?

    Uno o più test di questi test sono prescritti ogni volta che il medico voglia valutare la funzionalità piatrinica. Ciò può avvenire quando:

    • Prima di un intervento chirurgico o di una procedura invasiva
    • Quando il paziente sperimenta sintomi di disfunzione piastrinica, come sanguinamento eccessivo; ciò include facilità nella formazione di ecchimosi, frequenti sanguinamenti del naso, mestruazioni molto abbondanti, gengive sanguinanti, eccessivi sanguinamenti dal dentista, ecc.
    • Durante gli interventi chirurgici, specialemente durante le procedure prolungate
    • Quando il paziente è in terapia con farmaci che hanno un effetto sulla funzionalità piastrinica
  • Cosa significa il risultato del test?

    L’interpretazione dei risultati dei vari tipi di funzionalità piastrinica dipende dal perchè i test sono eseguiti.

    Nell’indagare le cause di un sanguinamento eccessivo o di un potenziale sanguinamento durante un intervento chirurgico, risultati anomali possono indicare la presenza di una patologia piastrinica. Esami ulteriori, come i test sui disordini dell’emostasi o la valutazione clinica, sono spesso necessari per identificare malattie ereditarie o acquisite come causa di disfunzione.

    Esempi di patologie ereditarie della funzionalità piastrinica sono:

    • Malattia di von Willebrand, con diminuita produzione o disfunsione del fattore von Willebrand provoca una ridotta aderenza piatrinica ai vasi sanguigni danneggiati ed un’ aumentata perdita di sangue
    • Trombastenia di Glanzmann, che limita la capacità di aggregazione delle piastrine
    • Sindrome di Bernard-Soulier, caratterizzata da ridotta adesione piastrinica
    • Patologie da accumulo, possono sfavorire la capacità delle piastrine di rilasciare sostanza che promuovano l’aggregazione
       

    Le disfunzioni piastriniche acquisite, cioè quelle che non sono ereditate, possono essere dovute a malattie croniche, come:

    • Insufficienza renale (uremia)
    • Sindrome mielodisplastica (SMD)
       

    Alcune patologie piastriniche acquisite che sono temporanee, includono:

    • Diminuita funzionalità dovuta a farmaci come aspirina e antinfiammatori non steroidei
    • Funzionalità anomala dopo un intervento chirurgico lungo, ad esempio di bypass cardiaco
       

    Quando il paziente sta prendendo dei farmaci anti- aggreganti, come l’aspirina, il risultato del test riflette la risposta piastrinica alla terapia.

  • C’è altro da sapere?

    Il test di funzionalità piastrinica non riflette perfettamente il processo di coagulazione nell’organismo (in vivo). Un individuo con un test di funzionalità piastrinica normale può sperimentare sanguinamenti eccessivi o formazione inappropriata di coaguli durante e dopo un intervento chirurgico.

    La maggior parte dei campioni prelevati per i test di funzionalità piastrinica sono stabili solo per poco tempo. La scelta del test è spesso limitata a cosa è disponibile sul posto.

    Ci sono diversi farmaci che possono interferire sul risultato dei test di funzionalità piastrinica, tra cui:

    • Aspirina e componenti conenti aspirina (salicitati)
    • Antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene e altri farmaci da banco contenti FANS.
    • Antidepressivi triciclici
    • Antistaminici
    • Alcuni antibiotici
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Domande Frequenti
  • Tutti dovrebbero fare i test di funzionalità piastrinica?

    Alcune persone non avranno mai bisogno di eseguire il test. E’ di solito indicato per coloro che hanno avuto sanguinamenti, che prendono farmaci specifici o che si devono sottoporre ad un certo tipo di interventi chirurgici. Questi test non sono indicati per lo screening generico.

  • Il medico può scegliere tra diversi test di funzionalità piastrinica?

    Di solito, un ospedale o un laboratorio può offrire uno o più test ma non tutti. Questi esami valutano la stessa cosa, ovvero la funzionalità piastrinica, in differenti modi. Dal momento che la funzionalità piastrinica deve essere valutata velocemente, il medico sceglierà tra quelli disponibili. Raramente, se il medico vuole avvalersi di uno dei test in modo particolare, allora sceglierà di mandare il paziente in un luogo dove il tale test venga eseguito (clinica, ospedale, anche di altre città).

  • La funzionalità piastrinica può cambiare nel tempo?

    Potrebbe. Mentre alcune patologie associate alla disfunzione piastrinica sono ereditate, altre sono acquisite e possono sopraggiungere in ogni momento della vita. La disfunzionalità piastrinica è dovuta a patologie croniche che possono essere persistenti ma, di solito, gestibili. La disfunzione dovuta a farmaci si risolvono con la sospensione della terapia.

Fonti

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