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Troponina

Noto anche come: Troponina I e Troponina T cardiache
Nome ufficiale: Troponina I e Troponina T cardiache
Ultima Revisione: 27.03.2019
Ultima Modifica: 24.08.2021

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Revisore:

Prof. Aldo Clerico - Scuola Superiore Sant'Anna, Pisa

In Sintesi

Perché?

Come supporto alla diagnosi di una malattia cardiaca, sia in età pediatrica che adulta, o per valutare il rischio cardiovascolare, in accordo con la prescrizione del medico di famiglia o di uno specialista.

Quando?

Quando indicato dal medico curante. In particolare, in presenza di segnisintomi riconducibili a una malattia cardiaca, come dolore al torace, alle spalle, alla mandibola e al collo e/o di difficoltà respiratorie; al peggiorare dell’angina, soprattutto se non migliora con il riposo.

Il campione

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio.

La preparazione

No, nessuna. Tuttavia è raccomandato riferire al personale sanitario tutte le informazioni relative a farmaci da banco, farmaci con prescrizione e/o integratori assunti abitualmente.

L'Esame

Le troponine sono una famiglia di proteine presenti nei muscoli scheletrico e cardiaco (miocardio), implicate nel meccanismo di contrazione muscolare. I test delle troponine misurano la concentrazione nel sangue delle troponine cardiache (specifiche del cuore) come supporto alla diagnosi di danno cardiaco.

Nel muscolo (sia cardiaco che scheletrico), le troponine sono associate a formare il complesso troponinico. Il complesso troponinico è costituito da 3 subunità: troponina C (legante il calcio), troponina T (legante la tropomiosina) e troponina I (inibitoria). L’aumento della concentrazione di calcio permette l’innesco della contrazione muscolare, tramite il suo legame alla troponina C. Questo legame causa l'allontanamento della troponina I e l'interazione delle proteine che muovono le fibre muscolari. La troponina T, ancora il complesso delle troponine alla fibra muscolare. Le isoforme di troponina C scheletrica e cardiaca sono quasi identiche, mentre le isoforme di troponina I e T cardiache (cTnT, cTnI) hanno caratteristiche peculiari rispetto alle isoforme scheletriche, dalle quali possono essere facilmente differenziate con metodiche appropriate. La misura della concentrazione ematica della cTnT e/o cTnI fornisce informazioni circa la presenza di un possibile danno al miocardio (il muscolo cardiaco).

La troponina, presente in condizioni fisiologiche in quantità non misurabili nel sangue, viene rilasciata nel circolo ematico in seguito a danno cardiaco: maggiore è il danno, più è alta la concentrazione di troponina rilasciata nel sangue. Il test della troponina è utile nella diagnosi di infarto miocardico acuto (IMA) ma può essere utile anche nella valutazione di altre forme di danno al miocardio e per la valutazione del rischio cardiovascolare, soprattutto nei soggetti con età > 55 anni con co-morbidità (come diabete, obesità, insufficienza renale, malattie dell’apparato respiratorio). 

La diffusione, relativamente recente, dei metodi per la misura della troponina ad elevata sensibilità (metodi hs-cTn) ha comportato l'introduzione di modifiche essenziali nei protocolli diagnostici. La misura ad elevata sensibilità per la troponina I (hs-cTnI) e T (hs-cTnT) consente la diagnosi precoce di IMA e sindrome coronarica acuta, ma può risultare alterata anche in presenza di angina e in persone asintomatiche. L'aumento dei livelli circolanti di hs-cTnI e hs-cTnT in questa categoria di pazienti indica un rischio aumentato di futuri episodi cardiaci. La sindrome coronarica acuta (SCA) è un termine che descrive diverse condizioni che riducono il flusso sanguigno al cuore e che possono causare IMA ed angina instabile. Sintomi tipici dell’angina sono dolore al petto, senso di malessere o di oppressione.

In corso d'infarto, i livelli circolanti di hs-cTnI e hs-cTnT aumentano alcuni minuti dal danno e possono rimanere elevate per più giorni (mediamente 5-7). I test per la misura di hs-cTnI e hs-cTnT sono così sensibili che consentono di rilevare delle alterazioni significative nella concentrazione del biomarcatore già dopo un’ora dall’inizio della sintomatologia anginosa.

Come e Perchè

Quali informazioni è possibile ottenere?

L'esame per la misura della troponina ad elevata sensibilità (hs-cTnI e hs-cTnT) è il test raccomandato dalle linee guida per la diagnosi clinica di danno cardiaco e IMA.  Generalmente, possono essere utilizzati senza distinzione i metodi sia per la misura di hs-cTnI che hs-cTnT. Infatti, nonostante che i limiti di riferimento per i metodi hs-cTnI e hs-cTnT siano differente, questi test di laboratorio forniscono la stessa informazione fisiopatologica e clinica. È importante quindi effettuare la misura di hs-cTnI e hs-cTnT sempre nello stesso laboratorio e conoscere esattamente i valori di riferimento del metodo hs-cTnI e hs-cTnT utilizzato per la misura (espressi come ng/L).

Talvolta, il test delle troponine viene usato per la diagnosi differenziale tra infarto cardiaco ed altri tipi di danno cardiaco o altre patologie caratterizzate da una sintomatologia simile, come il dolore toracico. I test possono anche essere utilizzati nel monitoraggio di individui affetti da angina in progressivo peggioramento.

La determinazione delle hs-cTnI e hs-cTnT è in genere prescritta dal medico curante o specialista insieme a quella degli altri biomarcatori cardio-specifici, cioè i peptidi natriuretici cardiaci, soprattutto i peptidi BNP e NT-proBNP. La misura combinata delle troponine cardiache e dei peptici natriuretici fornisce informazioni aggiuntive rispetto a quella di un singolo biomarcatore, quando si sospetti una malattia cardiovascolare. In particolare, un valore elevato dei peptidi natriuretici indica che la funzione cardiaca è sotto stress, mentre un valore elevato di hs-cTnI o hs-cTnT permette la diagnosi di danno cardiaco, cioè indica che lo stress è stato così grave o duraturo da produrre un danno cellulare al tessuto miocardico.

Domande Frequenti

Cosa significa il termine infarto?

Il termine infarto del miocardio indica la morte (danno irreversibile) delle fibrocellule del tessuto muscolare cardiaco (miocardiociti) dovuto ad ischemia cardiaca. Poiché non è sempre possibile determinare, utilizzando solo i segni e sintomi clinici del paziente, se vi sia un infarto ischemico del miocardio, il termine più generico è sindrome coronarica acuta. Quindi, la definizione di Sindrome Coronarica Acuta (SCA) è più ampia ed articolata di quella di IMA, poiché comprende tutti i pazienti con sintomi riconducibili ad un'ischemia miocardica (carenza di ossigeno a livello del tessuto cardiaco) che hanno un infarto miocardico acuto o che sono ad elevato rischio disviluppare necrosi cardiaca nell'immediato futuro.

Nella maggior parte dei casi, l’infarto comincia con una sensazione di pressione forte o dolore al petto, che spesso si estende al collo o al braccio sinistro. E’ possibile che il paziente colpito abbia difficoltà respiratorie, che si senta stanco o che sudi freddo.

L’infarto di solito si manifesta per il blocco di uno dei vasi sanguigni (chiamati arterie coronarie) che portano il sangue al cuore. Ciò accade per la formazione di un coagulo in un vaso che spesso è già parzialmente bloccato per la presenza di aterosclerosi. L’ostruzione può manifestarsi gradualmente negli anni, a causa del progressivo deposito delle placche lipidiche sulle pareti dei vasi. Queste placche restringono e irrigidiscono le arterie e possono rompersi all’improvviso, bloccando totalmente l’arteria.

Immagini Correlate

Localizzazione del cuore nel torace
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Il colesterolo in eccesso nel sangue può depositarsi sulle pareti dei vasi e formare placche, aumentando il rischio di infarto o ictus.
Il colesterolo in eccesso nel sangue può depositarsi sulle pareti dei vasi e formare placche, aumentando il rischio di infarto o ictus.
Struttura del cuore
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Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

(February 2018) Efficacy of High-Sensitivity Troponin T in Identifying Very-Low-Risk Patients with Possible Acute Coronary Syndrome. JAMA Cardiology. Available online at https://jamanetwork.com/journals/jamacardiology/fullarticle/2666121. Accessed on 9/13/18.

(October 17, 2017) Troponin Test. MedlinePlus, U.S. National Library of Medicine. Available online at https://medlineplus.gov/ency/article/007452.htm. Accessed on 9/13/18.

Troponin I, Serum. Mayo Medical Laboratories. Available online at https://www.mayomedicallaboratories.com/test-catalog/Clinical+and+Interpretive/81767. Accessed on 9/13/18.

(October 17, 2017) Troponin Test. MedlinePlus. Available online at https://medlineplus.gov/ency/article/007452.htm. Accessed on 10/3/18.

(January 14, 2015) Troponins. Medscape. Available online at https://emedicine.medscape.com/article/2073935-overview. Accessed on 10/3/18.

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