Noto anche come
Zika NAATs (test di amplificazione degli acidi nucleici)
Zika PCR (test di amplificazione genica)
Anticorpi anti Zika IgG e IgM
Anticorpi anti Zika conferma mediante test di neutralizzazione (PRNT)
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 09.09.2019.
In Sintesi
​​​​​​​Perché Fare il Test?

In caso di sospetto clinico ed epidemiologico d’infezione da virus Zika.

Quando Fare il Test?

In presenza di febbre, cefalea, eruzioni cutanee, dolore articolare e muscolare, congiuntivite manifestatesi dopo un viaggio in aree endemiche per il virus Zika (Bolivia, Brasile, Messico, Guatemala, Giamaica, Venezuela, Cuba, Repubblica Dominicana, Perù, Maldive, Tailandia, Sri Lanka (Ceylon), India, Angola, Capo Verde, Guinea Bissau, ecc); dopo contatti sessuali con soggetti che abbiano recentemente viaggiato nelle stesse aree; nelle donne in gravidanza che hanno viaggiato nelle stesse aree, indipendentemente dai sintomi; nei bambini nati con microcefalia.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio e/o un campione di urina raccolto in un contenitore pulito; più raramente un campione di liquido cefalorachidiano o di liquido amniotico.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L'Esame

Il virus Zika è un patogeno riemergente trasmesso da artropodi, che appartiene alla famiglia Flaviviridae, responsabile di un'infezione contratta generalmente attraverso la puntura di una zanzara infetta appartenente al genere Aedes (prevalentemente Aedes aegypti, il vettore principale in tutto il mondo di molte arbovirosi), ma anche, seppur meno frequentemente, tramite trasmissione sessuale.  Gli esami che permettono di porre diagnosi d’infezione da virus Zika sono rappresentati dalla ricerca del materiale genetico virale (RNA) su sangue, urina, liquido cefalorachidiano, liquido amniotico mediante test di amplificazione degli acidi nucleici (NAATs), oppure dalla ricerca degli anticorpi prodotti in risposta all'infezione, mediante test sierologici (con successiva conferma mediante test di neutralizzazione).

Circa l'80% delle persone infettate con il virus Zika è asintomatica, mentre la restante percentuale presenta solo sintomi lievi. I sintomi precoci dell'infezione includono di solito febbre, cefalea, eruzioni cutanee, dolori articolari e muscolari, congiuntivite, che permangono per qualche giorno fino ad una settimana. Si tratta di sintomi simili a quelli di altre infezioni trasmesse dalla puntura di zanzara, come la Dengue o La Chikungunya. La somiglianza nelle manifestazioni cliniche di questo tipo d'infezioni, rende il ruolo del laboratorio centrale per una corretta diagnosi.

Nonostante sia stato isolato per la prima volta in Uganda nel 1947 dalle scimmie della foresta Zika, per i successivi 60 anni, vennero identificati solo casi sporadici in Africa e in Asia, finché nel 2007 si realizzò una epidemia in nell’isola di Yap in Micronesia. Nel 2014 e 2015 comparvero allarmanti epidemie nella Polinesia Francese ed altre Isole del Pacifico; nel 2015–2016 estese epidemie si realizzarono in Brasile e successivamente si diffusero a tutte le Americhe (Bolivia, Colombia, Perù, Caraibi, Texas, Florida, ecc), durante le quali emersero nuove modalità di trasmissione (congenita, perinatale e sessuale) e furono identificate nuove manifestazioni cliniche (aborto, parto pre-termine, microcefalia, gravi difetti alla nascita del cervello e dell’occhio, sindrome di Guillain-Barré, altre sindromi neurologiche, severa piastrinopenia). La microcefalia causata dall'infezione virale, comporta seri problemi come disabilità cognitiva, convulsioni, sordità e cecità.

Il 1° febbraio 2016 il Comitato di Emergenza del Regolamento Sanitario Internazionale (International Health Regulations, IHR 2005) dell’OMS ha dichiarato che l'incremento della diffusione del virus Zika, potenzialmente associato ai casi di microcefalia e altri disordini neurologici riportati dal Brasile e nelle Americhe, costituiva un’emergenza di sanità pubblica di livello internazionale. Dal momento in cui l’epidemia nelle Americhe ha raggiunto il picco nella primavera del 2016, si è realizzata una continua riduzione nel numero dei casi di malattia riportati nella maggior parte dei paesi nelle Americhe e nei Caraibi. La trasmissione inoltre sembra essersi interrotta nel 2017 e inizio 2018 in molte isole caraibiche. Al contrario, in Asia, studi retrospettivi suggeriscono un’ampia distribuzione geografica del virus Zika. In Africa le informazioni sulla circolazione virale sono limitate. Il 18 novembre 2016, durante il quinto meeting del Comitato di Emergenza sopracitato sull’infezione da virus Zika è stato annunciata la fine della emergenza di sanità pubblica di livello internazionale. Sia l’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), sia i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americani hanno avviato un’attività di sorveglianza epidemiologica. Anche in Italia, dal 16 giugno 2016, è stata introdotta la sorveglianza sanitaria, con il “Piano nazionale di sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare (Aedes sp.) con particolare riferimento a virus Chikungunya, Dengue e virus Zika”, pubblicato dal Ministero della Salute e successivamente aggiornato nel 2017 e 2018; le stesse raccomandazioni sono state prorogate per tutto il 2019.

Attualmente non sono stati registrati in Europa focolai autoctoni di virus Zika, ma solo infezioni presenti in viaggiatori di ritorno dalle aree endemiche.

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità nel periodo 2015-2018 in Italia si sono osservati 131 casi confermati d’infezione da virus Zika, tutti associati a viaggi all’estero nei Paesi sopra indicati; dal 1 gennaio al 30 giugno 2019, si sono osservati 2 casi confermati d'infezione da virus Zika (di cui un caso di sindrome congenita da Zika virus) associati a viaggi all’estero.

Tra le raccomandazioni vi sono quelle rivolte alle donne in gravidanza, alle quali viene consigliato di evitare o rimandare i viaggi nelle aree endemiche. Attualmente non è disponibile un vaccino contro il virus Zika e il miglior modo per evitare di contrarre la malattia è quello di evitare la puntura delle zanzare Aedes.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    L'esame del virus Zika viene usato porre diagnosi d’infezione in persone con segni e sintomi riconducibili all'infezione da virus Zika potenzialmente contratta in aree endemiche o tramite rapporti sessuali con viaggiatori di ritorno da aree endemiche.

    Senza il supporto del laboratorio, l'infezione da virus Zika è difficilmente diagnosticabile poiché asintomatica o caratterizzata da manifestazioni cliniche analoghe a quelle di altre malattie come la Dengue o la Chikungunya.

    Esistono due tipi di test:

    • Esami molecolari (NAATs, PCR) - questi esami rilevano la presenza di RNA del virus e consentono la formulazione di una diagnosi entro una settimana dalla comparsa dei sintomi. Tali tecniche consentono di rilevare, oltre al virus Zika, anche altri virus trasmissibili dalla puntura di zanzara, come Dengue e Chikungunya. Questo esame ricerca il virus nel sangue, liquido cefalorachidiano, nel liquido amniotico o nell'urina.
      Gli esami molecolari consentono di rilevare il virus nel sangue entro 7 giorni dalla comparsa dei sintomi, nell’urina fino a tre settimane.
      Nel caso in cui l'esame molecolare fornisca un risultato negativo, è possibile utilizzare l'approccio sierologico.
    • Ricerca degli anticorpi - consiste nella ricerca delle IgM prodotte dal sistema immunitario in risposta all'infezione da virus Zika. Questo esame può essere richiesto nel caso in cui il test molecolare risulti negativo o siano passati troppi giorni dal contagio, per l'esecuzione del test molecolare. Le IgM sono rilevabili nel sangue dopo 7 giorni dal contagio e permangono in circolo per circa 12 settimane. L'esecuzione del test al di fuori di questa finestra temporale, come ad esempio un esame  eseguito troppo precocemente, potrebbe comportare la presenza di risultati falsamente negativi. Esiste la possibilità che questo esame risulti positivo (cross reazione) anche in presenza d'infezioni da virus simili a Zika, come il virus Dengue. In questo caso, è necessario eseguire un test di conferma chiamato PRNT (Plaque Reduction Neutralization Test) utile per confermare la presenza del virus Zika ed escludere la presenza di altri agenti virali.

    Ai fini della corretta valutazione clinica dei risultati di laboratorio, si deve però tenere conto delle criticità derivanti dalla estesa cross-reattività tra diversi flavivirus, in particolare in seguito a infezioni da parte di un flavivirus in soggetti già in precedenza infettati o immunizzati da altri flavivirus. Questo è particolarmente importante nel caso del virus Zika, date le conseguenze che una diagnosi d’infezione, in particolare in donne in gravidanza, potrebbe avere.

  • Quando viene prescritto?

    L'esame per il virus Zika può essere richiesto in persone con segni e sintomi riconducibili ad un'infezione da virus Zika che abbiano viaggiato in aree endemiche o che abbiano avuto rapporti sessuali con viaggiatori di ritorno dalle stesse aree.

    I segni e sintomi in genere si manifestano dopo 2-7 giorni dal contagio, e possono includere:

    • Febbre
    • Dolore articolare e muscolare
    • Eruzioni cutanee
    • Congiuntivite
    • Cefalea

    Secondo le raccomandazioni, le donne in gravidanza che sono state in aree endemiche, dovrebbero informare il proprio medico curante per essere adeguatamente monitorate, così come quelle che hanno avuto contatti sessuali con viaggiatori di ritorno dalle stesse aree.

    L'esame può essere richiesto anche per neonati microcefalici o in persone affette da sindrome di Guillain-Barré a rischio di aver contratto l'infezione da virus Zika.

    Il test non è raccomandato per le donne non gravide asintomatiche e per lo screening pre-concezionale.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Esame molecolare

    La PCR rileva la presenza del materiale genetico virale (RNA) ed è di solito considerato il test maggiormente attendibile per la diagnosi. Un risultato positivo alla PCR per la presenza del virus Zika, viene considerato diagnostico. Tutti i risultati positivi devono essere correttamente segnalati agli organi di sorveglianza sanitaria nazionale.

    Un risultato negativo della PCR potrebbe indicare l'assenza dell'infezione o la presenza di quantità di virus troppo basse per poter essere rilevate. Questo può accadere se l'esame su sangue viene eseguito oltre la finestra di 7 giorni e/o quello su urina dopo le 2-3 settimane nelle quali il virus permane. Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) raccomanda l'esecuzione dell'esame sierologico in seguito ad un risultato negativo ottenuto con quello molecolare.

    Esame sierologico

    La rilevazione della presenza di anticorpi IgM anti-Zika deve essere seguita dall'esecuzione dell'esame PRNT (Plaque Reduction Neutralization Test) per la conferma dell'effettiva presenza di anticorpi specifici. Per l'elevato rischio di risultati falsamente positivi, nessuna decisione clinica deve essere presa prima della conferma del test sierologico. Un risultato positivo all'esame PRNT conferma un’infezione recente da virus Zika e l'assenza del virus Dengue.

    Un risultato negativo all'esame sierologico non esclude la possibilità di un'infezione da virus Zika: potrebbe essere dovuto all'effettiva assenza dell'infezione o alla presenza di quantità di anticorpi troppo basse per poter essere rilevate. Questo è particolarmente vero nel caso in cui l'esame venga eseguito troppo precocemente rispetto al momento del contagio e quindi prima che vengano prodotte quantità rilevabili di anticorpi. Nelle fasi precoci è raccomandabile l'esecuzione dei test molecolari.

  • C'è altro da sapere?

    Gli esami per la rilevazione dell'infezione da virus Zika non forniscono informazioni circa lo stato di salute del feto di donne in gravidanza.

    La sintomatologia clinica, come le eruzioni cutanee o il dolore articolare, è aspecifica e non consente la formulazione di una diagnosi certa.

    Per informazioni circa le modalità di sorveglianza dei donatori di sangue, si rimanda alla pagina del Centro Nazionale Sangue.

    L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha aggiornato le linee guida per la prevenzione della trasmissione per via sessuale del virus Zika riducendo il periodo in cui viene raccomandato di avere rapporti sessuali protetti o di praticare l’astinenza sessuale da sei mesi a tre mesi per gli uomini e da sei mesi a due mesi per le donne.

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Domande Frequenti
  • Quanto tempo è necessario per l'esecuzione del test?

    Il tempo necessario per l'esecuzione dell'esame dipende dalla sede presso la quale questo viene eseguito. In Italia esistono centri di riferimento per ogni regione che eseguono i test in pochi giorni.

  • Il virus Zika può essere trasmesso da persona a persona?

    Si. Il virus può essere trasmesso dalla madre al feto e, in rari casi, anche attraverso i rapporti sessuali. E' raccomandato alle donne in gravidanza d'informarsi circa le modalità di trasmissione e prevenzione dell'infezione, come, ad esempio, evitare di avere rapporti sessuali non protetti con uomini che abbiano vissuto o viaggiato in aree nelle quali il virus è endemico.

    Sono in atto misure di prevenzione per evitare la trasmissione attraverso la donazione di organi, sangue e tessuti (Centro Nazionale Sangue).

  • In cosa consiste la prevenzione?

    Attualmente non esiste un vaccino o un trattamento per l'infezione. L'unica misura preventiva consiste nella protezione contro la puntura delle zanzare:

    • Indossare magliette a maniche lunghe e pantaloni lunghi, preferibilmente di colore chiaro Utilizzare repellenti antizanzare contenenti DEET, picaridina, olio essenziale di eucalipto limone (OLE) o IR3535, anche nelle donne in gravidanza e nei bambini
    • Trattare le scarpe, i calzini, i pantaloni e le tende con permetrina, un repellente Dormire in aree trattate per escludere l'ingresso d’insetti o sotto una zanzariera
    • Vuotare l'acqua contenuta in sedi di possibile riproduzione delle zanzare, come i sottovasi
    • Per evitare la trasmissione sessuale, utilizzare il preservativo. L'unico modo sicuro per evitare la trasmissione per via sessuale consiste nell'astensione.

    L’ECDC riporta (aprile 2019) che nei paesi dell’Europa continentale (Unione Europea e Area Economica Europea), inclusa l’Italia, esistono due specie di zanzare, la cui competenza come vettori di virus Zika è stata dimostrata in laboratorio: Aedes albopictuse e Aedes japonicus. Tuttavia la competenza di tali vettori è minore di quella di Aedes aegypti. La probabilità di trasmissione attraverso la puntura di zanzara è molto bassa in primavera, mentre in estate ed autunno, quando le temperature sono maggiori e i vettori sono più attivi, qualora il virus venga introdotto con un viaggiatore viremico, potrebbe essere possibile l’instaurarsi di trasmissione autoctona.

  • E' possibile contrarre l'infezione più di una volta?

    No, è improbabile.

approved

Ultima revisione: 05/09/2019

Revisori:
Dr.ssa Paola Pauri - UOC Patologia Clinica AV2 Jesi, ASUR Marche
Dr.ssa  Alessandra Cosenza - UOC Patologia Clinica AV2 Jesi, ASUR Marche

Fonti
Fonti utilizzate nella revisione corrente

Piano Nazionale di sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare invasive (Aedes sp.) con particolare riferimento ai virus Chikungunya, Dengue e Zika - 2018.

Guida ai test per infezione da virus Zika: https://www.cdc.gov/zika/laboratories/lab-guidance.html

Interpretazione dei risultati: https://www.cdc.gov/zika/laboratories/lab-guidance.html#table1

Interpretazione dei risultati in assenza di gravidanza: https://www.cdc.gov/zika/laboratories/labguidance.html#table2

Guida provvisoria per la diagnosi, valutazione e gestione di neonati con possibile infezione congenita da virus Zika: https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/66/wr/mm6641a1.htm

Dengue and Zika Virus Diagnostic Testing for Patients with a Clinically Compatible Illness and Risk for Infection with Both Viruses Recommendations and Reports / June 14, 2019 / 68(1);1–10

RAPID RISK ASSESSMENT Zika virus transmission worldwide 9 April 2019 ECDC

Piano nazionale di sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare (Aedes sp.) con particolare riferimento ai virus Chikungunya, Dengue e Zika – 2017

Circolare Piano nazionale di sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare (Aedes sp.) con particolare riferimento a virus Chikungunya, Dengue e virus Zika – 2016 del 16 giugno 2016

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