Noto anche come
Pannello TORCH
Nome ufficiale
Test TORCH
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 06.12.2017.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Come parte dello screening delle donne in gravidanza o nei neonati per rilevare la presenza di infezioni in grado di causare difetti congeniti nei neonati.

Quando Fare il Test?

Nel caso in cui un neonato presenti difetti congeniti che potrebbero essere stati causati da uno degli agenti infettivi presenti nel pannello TORCH; talvolta nel caso in cui una donna in gravidanza venga esposta a certi agenti infettivi e manifesti segni e sintomi di malattia.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio per gli adulti o tramite la puntura del tallone nel caso di un neonato.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L'Esame

L’acronimo TORCH si riferisce ad un gruppo di malattie infettive che, se contratte durante la gravidanza, possono determinare la presenza di difetti congeniti nel bambino. Il test verifica la presenza di alcuni degli anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta a queste infezioni. La conferma di un’infezione attiva però richiede l’esecuzione di esami più specifici.

Il pannello TORCH è composto dai seguenti esami: Toxoplasmosi, Rosolia, Citomegalovirus e virus dell’Herpes simplex.

  • La Toxoplasmosiè un’infezione parassitaria che può essere trasmessa dalla madre al figlio attraverso la placenta durante la gravidanza. Un’infezione con Toxoplasma gondii può causare patologie all’occhio e al sistema nervoso centrale così come cisti presenti in sede muscolare e nell’encefalo. L’infezione di una donna in gravidanza ad opera del parassita responsabile della Toxoplasmosi può comportare, in base al periodo gestazionale, un aborto spontaneo o lo sviluppo di difetti congeniti del nascituro. La Toxoplasmosi si contrae mediante l’ingestione del parassita in seguito alla manipolazione di escrementi di gatti infetti, bevendo latte di capra non pastorizzato e, più comunemente, mangiando carne contaminata.
  • La Rosoliaè causata da un virus appartenente alla famiglia dei Rubivirus. Se contratto precocemente durante la gravidanza, il bambino può sviluppare patologie cardiache, ritardo della crescita, perdita dell’udito, disturbi del sistema circolatorio, problemi di vista o polmonite. Gli effetti che possono manifestarsi durante l’infanzia comprendono alcune malattie del sistema nervoso centrale, disordini del sistema immunitario o una patologia tiroidea.
  • Il Citomegalovirus (CMV) è responsabile di un’altra infezione virale che la donna può acquisire in gravidanza. Più della metà degli adulti italiani viene infettata dal CMV nel corso della vita, senza, nella maggior parte dei casi, conseguenze gravi. Il virus CMV può però passare al bambino durante il parto o attraverso il latte materno. I neonati infettati possono andare incontro a gravi problemi come perdita dell’udito, ritardo mentale, polmonite, epatite o sviluppo di disordini a livello ematico.
  • Il virus dell’Herpes simplex (HSV) è una infezione virale comune. Le due patologie più comuni causate dall’infezione di HSV sono l’“herpes labiale” che colpisce le labbra e l’herpes genitale. Entrambe le infezioni possono essere ricorrenti. L’HSV viene di solito trasmesso per via orale o  per contatto genitale. I neonati, generalmente, contraggono il virus da madri infette al livello genitale, durante il passaggio nel canale del parto. Il virus può diffondersi in tutto il corpo del neonato attaccando organi vitali. Il trattamento nel neonato infetto prevede l’utilizzo di farmaci antivirali specifici e deve iniziare il più presto possibile. Anche dopo il trattamento, i bambini sopravvissuti, possono subire danni permanenti al sistema nervoso centrale.

Contemporaneamente a questi test, possono essere effettuati altri test per rilevare altri tipi di infezione, come la sifilide, l’epatite B, il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), l’enterovirus, il virus di Epstein-Barr,  della varicella-zoster e il parvovirus umano.         

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Tramite un prelievo di sangue venoso dal braccio o ottenuto pungendo il tallone del neonato.

  • Esiste una preparazione al  test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No, non è necessaria alcuna preparazione.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il pannello TORCH è composto da una serie di esami utilizzati come screening nei neonati e, talvolta, nelle donne in gravidanza al fine di rilevare delle infezioni potenzialmente dannose per i neonati e in grado di essere trasmesse dalla madre al bambino durante la gravidanza o il parto. Questi test rilevano gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta a queste infezioni.
    Alcuni dei test anticorpali vengono richiesti da soli, altri nell’ambito del pannello TORCH, che però è caratterizzato da una minore sensibilità e specificità rispetto ad altri metodi.

    I test eseguiti nell’ambito del pannello TORCH rilevano:

    Contemporaneamente a questi test, possono essere effettuati altri test per rilevare altri tipi di infezione, come la sifilide, l’epatite B, il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), l’enterovirus, il virus di Epstein-Barr, della varicella-zoster e il parvovirus umano B19.         

  • Quando viene prescritto?

    Il test può essere richiesto per il neonato nel caso in cui mostri alcuni segni tipici di tali infezioni, come:

    • dimensione del feto troppo piccola rispetto all’età gestazionale
    • sordità
    • ritardo mentale
    • convulsioni
    • difetti cardiaci
    • cataratta
    • ingrossamento di fegato o milza
    • basso numero di piastrine
    • ittero
       

    Talvolta questo test viene richiesto nelle donne che stanno progettando una gravidanza o nelle donne  già in gravidanza durante i test di screening del primo trimestre.

  • Che cosa significa il risultato del test?

    I risultati sono generalmente espressi come positivo o negativo, indicando la presenza o l’assenza degli anticorpi per ciascuno degli agenti infettivi testati.

    Un risultato negativo (non rilevabile) è normale e significa che è inverosimile che la persona testata sia infetta. Tuttavia, qualora nonostante un risultato negativo permanga un forte sospetto clinico per la presenza dell’infezione, è consigliabile ripetere l’esame tramite una metodica diversa.

    Un risultato positivo indica la presenza dell’infezione con un buon grado di sicurezza. Tuttavia la conferma diagnostica necessita di ulteriori test, poiché la sola positività anticorpale non è sufficiente per la formulazione di una diagnosi certa.

  • C’è altro da sapere?

    L’impiego del pannello TORCH per la diagnosi di queste infezioni è diventato meno comune per la presenza di esami più specifici e sensibili attualmente disponibili. La ricerca degli anticorpi infatti potrebbe ritardare la diagnosi visto che la loro produzione richiede da qualche giorno a diverse settimane.

    Il rilevamento degli antigeni o la crescita in coltura del microrganismo sono metodiche che permettono una diagnosi più specifica e precoce.
    Alcuni studi recenti hanno dimostrato che l’utilizzo del test di screening TORCH in presenza di sintomi evidenti, come le dimensioni ridotte rispetto all’età gestazionale, può essere sostituito con maggiori vantaggi con esami più specifici, come la ricerca in coltura del CMV.

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Domande Frequenti
  • Quale tipo di test viene usato per confermare l’infezione ad opera di questi microrganismi?

    Per la diagnosi definitiva di un’infezione attiva operata da uno degli agenti patogeni indagati nell’ambito del pannello TORCH, devono essere eseguiti test di conferma più specifici. In un bambino, l’analisi  del liquido cefalorachidiano (che richiede una puntura lombare) viene spesso usato per confermare la presenza di toxoplasmosi, herpes e rosolia; per il citomegalovirus può essere effettuata una coltura di un campione di urine; per il virus dell’herpes simplex, in presenza di lesioni cutanee, può essere effettuata una coltura del materiale ottenuto da una raschiatura superficiale della lesione. Per la diagnosi di toxoplasmosi in una donna in gravidanza, possono essere necessari campioni di sangue aggiuntivi, i quali devono essere inviati ad un laboratorio di riferimento specializzato per questo test.

Fonti

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Fonti utilizzate nelle precedenti revisioni

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(Update May 1, 2007) Lewis R. MedlinePlus Encyclopedia. TORCH screen. Available online at http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/ency/article/003350.htm. Accessed October 2008.

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