Noto anche come
Test del respiro all’idrogeno
Breath test all’idrogeno
Test ematico di tolleranza al lattosio
Test genetico sul gene LCT
Nome ufficiale
Test di intolleranza al lattosio
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 10.01.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Come sostegno alla diagnosi di intolleranza al lattosio in persone con difficoltà nel digerire prodotti caseari o, talvolta, come parte degli approfondimenti eseguiti in caso di sindromi da malassorbimento.

Quando Fare il Test?

In presenza di sintomi come dolore addominale, gonfiore o diarrea dopo il consumo di latte o altri prodotti caseari.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Una serie di campioni di respiro inalati dentro uno specifico macchinario o una serie di campioni di sangue venoso prelevati dal braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

È richiesto un digiuno di 12 ore, fatta eccezione per l’acqua. Nelle due settimane precedenti l’esame deve essere evitato l’uso di antibiotici o farmaci come lassativi, antiacidi o emollienti delle feci. È importante avvisare il proprio medico riguardo qualunque farmaco sia stato assunto. Evitare l’attività fisica intensa. È possibile che venga richiesto di lavarsi i denti e/o sciacquare la bocca con acqua, prima e durante il test del respiro.

L'Esame

Il test di intolleranza al lattosio misura la quantità di idrogeno dell'espirato o i cambiamenti dei livelli di glucosio nel sangue (glicemia) dopo la somministrazione di una bevanda contenente lattosio, al fine di valutare le capacità del paziente di digerire il lattosio.

Il lattosio è uno zucchero complesso (disaccaride) presente nel latte ed in molti prodotti caseari. Per poter essere assorbito ed utilizzato dall’organismo, esso deve essere scomposto nei due zuccheri semplici che lo compongono: il glucosio e il galattosio. Questa digestione è operata dall’enzima lattasi, prodotto dalle cellule della parete dell’intestino tenue.

La mancanza della lattasi determina il passaggio del lattosio non digerito dall’intestino tenue al crasso, dove i batteri della flora residente sono in grado di digerirlo producendo gas idrogeno ed acido lattico. Questo processo può comportare lo sviluppo di gas, gonfiore e dolori addominali con lo sviluppo di flatulenza e diarrea entro 30 minuti e fino a due ore dopo l’assunzione di latte o prodotti caseari. Quasi tutti i bambini nascono con la capacità di digerire il lattosio, ma la produzione della lattasi diminuisce in genere con l’età. Nel mondo, circa il 60-70% della popolazione sviluppa un qualche grado di intolleranza al lattosio dopo il raggiungimento dell’età adulta, con una frequenza che varia in base all’etnia. Infatti, mentre solo il 5% dei nord-europei è intollerante al lattosio, gli asiatici ed i nativi americani diventano intolleranti al lattosio nel 90% dei casi.

Esistono essenzialmente due tipi di test di intolleranza al lattosio. In entrambi i casi, prima dell’esecuzione del test viene somministrata alla persona esaminata una bevanda contenente quantità standard di lattosio. Un campione per il test viene prelevato immediatamente prima, mentre una serie di campioni vengono prelevati successivamente ad intervalli di tempo regolari.

Test del respiro (Breath test) all’idrogeno

Attualmente è il test eseguito più frequentemente per la diagnosi di intolleranza al lattosio. Per l’esecuzione del test, al paziente viene somministrata una bevanda contenente una quantità nota di lattosio; quindi viene gli chiesto di espirare, ad intervalli di tempo regolari, in un macchinario in grado di misurare la quantità di idrogeno presente nell’aria espirata. Infatti nelle persone intolleranti al lattosio, il lattosio non digerito viene metabolizzato dalla flora batterica residente presente nell’intestino crasso con la conseguente produzione di quantità in eccesso di gas idrogeno. Questo passa nel circolo ematico e viene eliminato tramite l’espirazione. L’aumento dei livelli di idrogeno nel respiro indica con buona probabilità la presenza di un’intolleranza al lattosio.

Test ematico di tolleranza al lattosio

Questo test viene eseguito talvolta come supporto alla diagnosi di intolleranza al lattosio. Per l’esecuzione del test viene somministrata per via orale al paziente una quantità nota di lattosio; quindi vengono raccolti dei campioni di sangue ad intervalli regolari, utilizzati per misurare la quantità di glucosio presente (glicemia). Poiché la digestione del lattosio determina la liberazione di glucosio e galattosio, il mancato aumento dei livelli di glucosio nel sangue indica la presenza di intolleranza al lattosio.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    I campioni di respiro vengono inalati dentro uno specifico macchinario. I campioni di sangue venoso vengono prelevati dal braccio.
     

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    Prima e durante l’esecuzione del test è richiesto il digiuno. Nelle due settimane precedenti l’esame deve essere evitato l’uso di antibiotici o farmaci come lassativi, antiacidi o emollienti delle feci. È importante avvisare il proprio medico riguardo qualunque farmaco sia stato assunto poiché esistono molti farmaci in grado di interferie con il risultato del test. Alcune ore prima l’esecuzione del test deve anche essere evitata l’attività fisica o il fumo di sigaretta. In alcune situazioni potrebbero essere fornite ulteriori indicazioni sia dal clinico che dal laboratorio. Per esempio potrebbe essere richiesto di lavarsi i denti e/o sciacquare la bocca con acqua, prima e durante il test del respiro. Seguire tutte le istruzioni fornite.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test di intolleranza al lattosio è un sostegno alla definizione delle cause di sintomi come dolore addominale e diarrea che compaiono dopo l’ingestione di latte e prodotti caseari e suggeriscono quindi la presenza di un’intolleranza al lattosio. Questo test può essere richiesto da solo o come parte di un pannello di test richiedibili nel caso in cui si sospettino delle sindromi da malassorbimento. Il test del respiro all’idrogeno viene usato più spesso rispetto al test ematico.

  • Quando viene prescritto?

    Il test viene richiesto nel caso in cui una persona presenti segni e sintomi di intolleranza al lattosio che compaiono da 30 minuti a due ore dopo l’ingestione di latte o prodotti caseari. Alcuni segni e sintomi includono:

    • Dolore addominale
    • Diarrea
    • Nausea
    • Flatulenza
  • Che cosa significa il risultato del test?
    Test del respiro (Breath test) all’idrogeno

    Prima dell’assunzione della bevanda contenente lattosio, al paziente viene richiesto un campione di respiro (livello di base). L’aumento significativo della quantità di gas idrogeno nell’espirato dopo l’assunzione della bevanda, indica che con buona probabilità la persona è intollerante al lattosio.

    Se la quantità di idrogeno nell’espirato è nulla o minima, allora è improbabile che la persona esaminata sia intollerante al lattosio. I segni e sintomi potrebbero pertanto essere dovuti ad altre cause. Tuttavia esistono persone intolleranti al lattosio con test del respiro negativo. In questi casi i batteri intestinali non producono idrogeno. Questa eventualità può essere confermata dall’ingestione del lattulosio, un disaccaride sintetico e non digeribile dall’intestino che però viene rotto in maniera analoga al lattosio dai batteri della flora intestinale, con la produzione di gas idrogeno. La mancata produzione di idrogeno in seguito all’ingestione di lattulosio suggerisce la presenza di un risultato falso negativo al test del respiro,in persone intolleranti al lattosio.

    Test ematico di tolleranza al lattosio

    Per questo test vengono prelevati campioni di sangue ad intervalli regolari dopo l’assunzione di una bevanda contenente lattosio, nei quali viene misurata la quantità di glucosio. Se i livelli di glucosio non aumentano, ed il soggetto ha sintomi attribuibili ad intolleranza al lattosio, allora è verosimile che sia effettivamente intollerante. L’aumento dei livelli di glicemia durante il test indica invece che con buona probabilità i segni e sintomi del paziente sono riconducibili a cause diverse dall’intolleranza al lattosio.

    L’interpretazione dei risultati di questo test richiede molta attenzione. Le persone affette da diabete possono presentare un aumento dei livelli di glucosio nonostante la produzione di quantità insufficienti di lattasi.

     

  • C’è altro da sapere?

    L’assunzione di antibiotici nel corso dell’ultimo mese o due prima dell’esecuzione del test, può determinare la diminuzione della flora batterica intestinale con la conseguente presenza di risultati falsamente negativi al test di intolleranza al lattosio.

    Il transito intestinale troppo veloce e quindi la diminuzione del tempo di permanenza del lattosio al livello dell’intestino tenue, può determinare la difficoltà nella digestione dello zucchero nonostante la presenza dell’enzima lattasi, con conseguente comparsa di sintomi analoghi a quelli presenti in persone realmente intolleranti al lattosio.

    La Sindrome da proliferazione batterica intestinale può comportare la presenza di sintomi analoghi a quelli presenti in caso di intolleranza al lattosio, così come molti altri disordini intestinali.

    Sebbene non venga fatto di solito, è possibile anche eseguire il test per la ricerca delle mutazioni del gene LCT, il gene che regola la produzione del lattosio.

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Domande Frequenti
Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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