Noto anche come
Test dell’antiglobulina indiretto
IAT
Test di Coombs indiretto
Test dell’antiglobulina umana indiretto
Screening anticorpale
Nome ufficiale
Screening anticorpale sui globuli rossi
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 10.01.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per determinare se ci sono anticorpi diretti contro gli antigeni presenti sui globuli rossi.

Quando fare il test?

Prima di una trasfusione; durante la gravidanza e al parto.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue viene prelevato da una vena del braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L’Esame

Il test di Coombs indiretto determina la presenza di anticorpi nel sangue diretti contro i globuli rossi. La ragione principale per cui una persona può avere questo tipo di anticorpi è che sia stata esposta a globuli rossi non suoi, a causa di una trasfusione o di una gravidanza.

I globuli rossi presentano sulla superficie delle strutture chiamate antigeni. Ogni persona ha i propri antigeni, ereditati dai genitori., sui globuli rossi. I principali antigeni identificati sulla superficie dei globuli rossi sono gli 0, A e B e, di conseguenza il sangue degli individui può essere di gruppo A, B, AB e 0, in accordo con la presenza o l’assenza degli antigeni. Un altro importante antigene presente sulla superficie dei globuli rossi è il fattore Rh, noto anche come antigene D. Se presente sulla superficie dei globuli rossi, il sangue è di gruppo Rh + (positivo), se assente il sangue è Rh – (negativo). Per maggiori informazioni, visitare la pagine Medicina Trasfusionale. Ci sono anche altri antigeni meno conosciuti che rivestono la superficie dei globuli rossi, come gli antigeni Kell, Lewis e Kidd.

Ci sono poche ragioni per cui un individuo potrebbe produrre anticorpi diretti contro i globuli rossi:

  • Dopo una trasfusione: gli anticorpi diretti contro gli antigeni A e gli antigeni B, vengono prodotti naturalmente, senza che il soggetto debba essereesposto al gruppo estraneo. Prima di una trasfusione, il sangue del donatore e del ricevente vengono confrontati sul sistema AB0 ed Rh, per prevenire una reazione avversa alla trasfusione. Il sangue del donatore deve essere compatibile con quello del ricevente in modo che il sistema immunitario di quest’ultimo non reagisca distruggendo i globuli rossi. Se un individuo riceve una trasfusione, il suo corpo può riconoscere come estranei anche altri antigeni (ad esempio Kell o Kidd) presenti sulla superficie dei globuli rossi del donatore e produrre anticorpi diretti contro essi. Le persone che hanno ricevuto più trasfusioni producono anticorpi contro i globuli rossi, perché sono stati esposti a globuli rossi estranei.
  • Incompatibilità sierica materno-fetale: Il bambino può aver ereditato gli antigeni degli GLOBULI ROSSI dal padre, che la madre non possiede. La madre può essere esposta ai globuli rossi del figlio, durante la gravidanza o al parto se qualche cellula del bambino entra nel circolo materno(i due circoli sono separati dalla placenta). La madre può iniziare a produrre degli anticorpi diretti contro i globuli rossi estranei, causando anemia emolitica del neonato, che generalmente non colpisce il primogenito ma i figli successivi, quando gli anticorpi della mamma passano la placenta e attaccano i globuli rossi del feto, emolizzandoli. Un test di Coombs indiretto può aiutare a capire se la madre ha prodotto anticorpi fuori dal sistema AB0.
     

La prima volta che una persona è esposta a globuli rossi estranei, per trasfusione o gravidanza, può iniziare a produrre anticorpi, ma non ha sufficiente tempo per produrne abbastanza da distruggere i globuli rossi. Alla seconda esposizione, per gravidanza o trasfusione, il sistema immunitario è preparato per produrre più anticorpi, che attaccano ed emolizzano i globuli rossi trasfusi o del bambino. Gli anticorpi del sistema AB0 sono prodotti naturalmente  e non hanno bisogno di esposizione ad globuli rossi estranei. Il test per la valutazione degli anticorpi diretti contro i globuli rossi determina la presenza di anticorpi (non del sistema AB0) diretti contro i globuli rossi. Gli anticorpi possono essere identificati con un test di identificazione degli anticorpi.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Tramite un prelievo di sangue da una vena del braccio.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No, nessuna.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test di Coombs indiretto viene usato per valutare la presenza o l’assenza di anticorpi diretti contro gli antigeni, non A e non B dei globuli rossi. Questo esame fa parte della tipizzazione e dello screening che di norma si esegue prima di trasfondere il sangue. Se viene rilevata la presenza di anticorpi, allora viene effettuato un test di identificazione degli anticorpi, per capire di che tipo di anticorpi si tratti. Se durante una prova crociata sono presenti anticorpi clinicamente significativi, lo screening degli anticorpi anti-globuli rossi viene variato. Nel caso di una trasfusione, bisogna tenere conto degli anticorpi diretti contro i globuli rossi e verificare che i i globuli rossi del donatore non presentino gli antigeni contro i quali il ricevente produce anticorpi.

    Se un paziente presenta una reazione avversa immediata o ritardata ad una trasfusione, il medico deve richiedere un Test di Coombs diretto, per capirne la causa (Il test di Coombs diretto rileva gli anticorpi che hanno attaccato i globuli rossi). In caso di test di Coombs positivo, deve essere effettuato un Test di Coombs indiretto per valutare se l’individuo ha sviluppato dei nuovi anticorpi.

    Durante la gravidanza, il Test di Coombs indiretto viene usato per rilevare nel sangue della madre gli anticorpi che possano passare la placenta e attaccare i globuli rossi del bambino, causando anemia emolitica del neonato. La causa più grave è dovuta ad anticorpi diretti verso l’antigene D, del sistema Rh. Un individuo è considerato Rh positivo se è presente l’antigene D sulla superficie dei suoi globuli rossi ed Rh negativo se l’antigene è assente. Una madre Rh negativa può sviluppare anticorpi quando è esposta ai globuli rossi Rh positivi del feto. Per prevenire questo evento una madre Rh negativa dovrebbe sottoporsi a Test di Coombs indiretto precocemente, intorno alla 28° settimana di gravidanza e poi al parto. Se non sono presenti anticorpi anti-Rh alla 28° settimana, allora alla madre vengono iniettate delle immunoglobuline Rh (RhIg) per togliere tutti globuli rossi fetali Rh positivi eventualmente presenti nel circolo ematico della madre e per prevenire la sua produzione di anticorpi anti-Rh.

    Alla nascita viene determinato il gruppo Rh del bambino. Se il bambino è Rh negativo, allora la madre non necessita di alcuna iniezione di RhIg. Se  il bambino è Rh positivo e la madre è Rh negativa, vengono somministrate alla madre altre RhIg.

    Questo test, insieme al test di Coombs diretto, è utile anche nella diagnosi di anemia emolitica di origine autoimmunitaria. Questa patologia ha origine quando una persona produce anticorpi verso i propri globuli rossi.Questo si può verificare in caso di malattie autoimmuni, come il lupus eritematoso sistemico, o in altre patologie quali il linfoma o la leucemia linfatica cronica, durante alcune infezioni come la mononucleosi e la tubercolosi (mycoplasma pneumonia). Può verificarsi anche in seguito all’uso di farmaci come la penicillina.

  • Quando viene prescritto?

    Prima di una trasfusione e come parte degli esami in gravidanza. Nelle donne Rh negative viene effettuato alla 28° settimana prima di iniettare RhIg e dopo il parto se il bambino è Rh positivo. Nelle donne gravide Rh- con presenza di anticorpi nel circolo, il test viene effettuato come monitoraggio della quantità di anticorpi presenti.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Se il test di Coombs indiretto è positivo, allora uno o piùi anticorpi anti-globuli rossi sono presenti. Alcuni anticorpi sono più importanti di altri. Prima di una trasfusione un test di Coombs indiretto positivo indica la necessità di effettuare un test di identificazione degli anticorpi per capire di che natura siano gli anticorpi presenti. Una volta identificati gli anticorpi, il sangue del donatore non deve contenere gli antigeni corrispondenti perché i globuli rossi non siano attaccati e distrutti  dal ricevente dopo la trasfusione.

    Se una madre Rh negativa ha un test di Coombs indiretto negativo, allora viene fatta un’iniezione di immunoglobuline Rh entro 72 ore per prevenire la formazione di anticorpi. Se ha un test di Coombs indiretto positivo allora gli anticorpi devono essere identificati. Se la madre produce anticorpi contro l’antigene D, allora l’iniezione di RhIg sarà inutile. Se invece presenta un altro tipo di anticorpi, allora l’iniezione può servire a non farle produrre anche anticorpi contro l’antigene D.

  • C’è altro da sapere?

    Gli anticorpi diretti contro gli globuli rossi una volta prodotti, non spariscono mai dal circolo ematico, ma rimangono presenti a concentrazioni anche molto basse. Se la persona è esposta all’antigene di nuovo, la produzione può ricominciare rapidamente e gli anticorpi possono attaccare i globuli rossi, per questo bisogna comportarsi come se gli anticorpi fossero sempre presenti, anche quando non sono rilevabili.

    Tutte le trasfusioni fanno si che il ricevente sia esposto ai globuli rossi del donatore. Tutte le volte che i globuli rossi trasfusi presentano antigeni estranei al ricevente, si possono potenzialmente produrre anticorpi. Se un individuo riceve più trasfusioni in un periodo di tempo, è probabile che produca anticorpi diretti contro diversi antigeni e questo rende difficoltoso trovare di nuovo un donatore compatibile.

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Domande Frequenti
  • Che cosa succede prima di ricevere un’iniezione di RhIg (Immunoglobuline Rh)?

    Prima di ricevere l’iniezione, la madre Rh negativa, sensibilizzata all’antigene a causa del sangue del primo figlio Rh positivo, ha cominciato a produrre anticorpi. Nelle successive gravidanze i bambini Rh positivi possono sviluppare anemia emolitica dovuta agli anticorpi della madre che possono attaccare i suoi globuli rossi. In passato aborti e bimbi nati morti erano una realtà relativamente comune e i bambini nati vivi, dovevano essere trasfusi immediatamente. Oggi le iniezioni di immunoglobuline prevengono ampiamente queste complicazioni, tanto che solo una piccola percentuale di donne sviluppa anticorpi anti Rh.

  • Una donna di gruppo 0 ha possibilità di avere un bambino affetto da anemia emolitica per incompatibilità del sistema AB0?

    Sì, l’ anemia emolitica del neonato si può sviluppare anche per incompatibilità tra madre e figlio, specialmente se la madre è di gruppo 0. In questo caso il test di Coombs non è d’aiuto perché il corpo produce naturalmente anticorpi contro gli antigeni A e/o B, che il soggetto non ha sui suoi globuli rossi. Una madre di gruppo A ha naturalmente gli anticorpi anti-antigeni B e una madre di gruppo B, ha gli anticorpi anti- antigeni A, e così via. Generalmente però si sviluppa una reazione avversa molto blanda, di solito trattabile.

  • Si possono sviluppare gli anticorpi donando sangue?

    No, donando il proprio non si viene esposti al sangue altrui.

Fonti

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