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Ultima Modifica: 22.05.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?
  • Per monitorare l’aderenza dei pazienti alle prescrizioni mediche
  • Per lo screening delle sostanze oppioidi d’abuso o la diversione (la cessione, vendita o acquisto della ricetta da altri pazienti)
  • Per il monitoraggio di persone affette da dipendenza da oppioidi
  • Per rilevare un’overdose da oppioidi
Quando Fare il Test?
  • In persone in trattamento cronico del dolore con oppioidi
  • Nell’ambito della medicina legale e del lavoro
  • In pazienti in trattamento per dipendenza e abuso di droghe
  • In presenza di segni e sintomi indicativi di overdose
Che Tipo di Campione Viene Richiesto?
  • Le urine sono il campione maggiormente testato per gli oppioidi. Devono essere raccolte in un contenitore pulito.
  • Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio.
  • Capelli provenienti dalla parte superiore della testa o peli toracici o ascellari.
  • Un campione di saliva raccolto tramite un tampone posto per qualche minuto tra le gengive e la parete interna delle guance.
  • Un campione di sudore raccolto tramite un cerotto indossato per alcuni giorni.
Il Test Richiede una Preparazione?

Prima dell’esecuzione del test è necessario riferire al personale sanitario tutte le informazioni relative a qualsiasi farmaco da banco o con prescrizione medica assunto, inclusi eventuali integratori, che potrebbero interferire con il risultato del test. Alcuni farmaci e sostanze potrebbero infatti determinare la presenza di risultati falsamente positivi. Questi includono i chinoloni ad attività antibatterica e l’antibiotico rifampicina. Anche il verapamil, la quetiapina, la difenidramina e la doxilamina possono determinare risultati falsi positivi.

Il consumo di alimenti contenenti semi di papavero è noto produrre risultati positivi per gli oppiacei; pertanto il consumo di semi di papavero dovrebbe essere evitato prima del test.

Nel caso in cui debba essere prelevato un campione di saliva e necessario non mettere nulla in bocca nei precedenti 10 minuti.

Seguire tutte le indicazioni fornite dal personale sanitario.

L’Esame

Gli oppioidi sono una classe di farmaci utilizzati per ridurre il dolore (analgesici narcotici). La categoria degli oppioidi include gli oppiacei, derivati da sostanze naturali (eroina e morfina) e gli oppioidi sintetici e semisintetici (ossicodone, idrocodone e fentanyl). I metodi disponibili possono consentire la rilevazione di solo pochi oppiacei o includere un grande numero di oppioidi.

Questi test possono essere richiesti per motivazioni sanitarie come, per esempio, la valutazione dell’aderenza alla terapia in pazienti in cura con questi farmaci, per valutare i pazienti inclusi in un programma di riabilitazione per passata tossicodipendenza o per motivi legali.

La dipendenza da oppioidi è spesso epidemica e in molti paesi (soprattutto negli USA) viene considerata una vera emergenza sanitaria. Secondo i dati del Centers for Disease Control and Prevention (CDC), l’overdose di oppioidi sarebbe quadruplicata dal 1999. Per contrastare in parte questo fenomeno, le linee guida del 2016 del CDC raccomandano di monitorare i pazienti in cura con queste sostanze, con cadenza annuale, tramite esami sulle urine volti ad accertare eventuali abusi e/o la diversione degli oppioidi. Molte società scientifiche raccomandano di testare annualmente, e prima dell’inizio della terapia, tutti i pazienti ai quali venga prescritto l’utilizzo di queste sostanze per più di 90 giorni.

Le persone che assumono oppioidi possono ingerirli, inalarli, fumarli o assumerli per via endovenosa.Gli effetti dipendono dalla sostanza utilizzata, la sua quantità e purezza e dal metodo di assunzione.

Il test viene di solito eseguito su un campione di urine. Sono disponibili anche dei metodi POCT, che prevedono l’immersione di una striscia reattiva nel campione di urine e la valutazione del colore assunto. La maggior parte dei test consentono di rilevare l’assunzione di oppioidi nei 3 giorni precedenti, anche se dipende dal tipo di oppioide assunto e dal metabolismo della persona analizzata.

Alcuni oppioidi possono essere difficili da rilevare tramite gli esami eseguiti routinariamente, poiché questi test potrebbero non essere in grado di rilevare tutte le sostanze. Il clinico dovrebbe, se possibile, fornire indicazioni riguardo il tipo di oppioide che intende ricercare, al momento della richiesta del test. Spesso i laboratori utilizzano dei pannelli di esami in grado di rilevare gli oppioidi utilizzati più frequentemente. Nella tabella seguente sono riportati alcuni esempi di questi oppioidi e dei loro metaboliti:

Tipo di Oppioide

Esempio

Oppiacei (da fonti naturali)

Codeina, morfina, eroina e suoi metaboliti (6-monoacetilmorfina)

Oppioidi semisintetici

Idrocodone, idromorfone, ossicodone, ossimorfone

Oppioidi sintetici

Fentanyl e analoghi del fentanyl, meperidina, metadone, propossifene, tremadolo, tapentadolo

Altri farmaci comunemente definiti oppioidi (antagonisti e agonisti/antagonisti)

Buprenorfina, naloxone, nalterxone

 

Un risultato positivo al test di screening non consente di stabilire con certezza che la persona esaminata abbia fatto effettivamente uso di oppioidi. Potrebbe trattarsi di un risultato falso positivo. Per questo motivo i test di screening positivi richiedono l’esecuzione di un test di conferma maggiormente specifico per la sostanza rilevata. In genere i test di conferma vengono effettuati tramite spettrometria di massa, come la gascromatografia/spettrometria di massa (GC/MS) e la cromatografia liquida/spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS).

Sia i test di screening che quelli di conferma vengono interpretati sulla base di un valore soglia. Nel caso in cui la sostanza non sia presente o sia presente in concentrazioni troppo basse da poter essere rilevata, il risultato del test viene riportato come “negativo”, “assente” o “non rilevabile”. Nel caso in cui invece sia presente in concentrazioni superiori al valore soglia, allora il test verrà refertato come “positivo”, “presente” o “rilevato”.

I test spesso consentono anche di rilevare eventuali adulterazioni del campione di urine, come l’aggiunta di acqua, candeggina o altre sostanze che potrebbero essere aggiunte per alterare il risultato dei test. La diluzione delle urine può tuttavia essere la conseguenza anche di alcune patologie. La presenza di urine diluite non consente di eseguire un test accurato. Pertanto, in questi casi, il risultato del test sarà “invalido” o “adulterato”.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test degli oppioidi è utilizzato per rilevare la presenza di una o più sostanze oppioidi nelle urine, nella saliva, nel sangue o nei capelli del soggetto analizzato.

    Il test può essere eseguito per vari scopi:

    Monitoraggio di farmaci prescritti per la cura del dolore

    Il test degli oppioidi su campioni di urine spesso viene richiesto per il monitoraggio di pazienti in terapia con oppioidi per dolore cronico, per valutare l’aderenza alla terapia. Il clinico può richiedere un pannello di esami volti ad accertare l’effettiva assunzione del farmaco da parte del paziente e l’abuso di altre sostanze analoghe o illegali.

    L’attento monitoraggio di questi pazienti è fortemente raccomandato dalle organizzazioni internazionali, al fine di prevenire e rendere minimi i rischi correlati all’utilizzo di queste sostanze.

    Screening sanitari

    Il test degli oppioidi può essere richiesto anche nel caso in cui il clinico voglia accertare quale o quali sostanze una persona abbia assunto così da somministrare la corretta terapia. Gli effetti di un’overdose da oppioidi dipendono dal tipo e dalla quantità di sostanze assunte, dalla frequenza dell’assunzione e dalla sua eventuale combinazione con altri farmaci o droghe.

    Il clinico può richiedere questo test in persone che:

    • Manifestino sintomi correlati all’assunzione di oppioidi o segni di intossicazione, come perdita di coscienza, nausea, delirio, panico, paranoia, aumento della temperatura corporea, dolore toracico, insufficienza respiratoria, convulsioni e/o cefalea.
    • Siano coinvolti in incidenti che il clinico sospetti essere correlati all’uso e abuso di droghe
    • Siano note per consumare abitualmente sostanze illegali o abusare di sostanze legali
    • Siano inserite in programmi di recupero per tossicodipendenti
       

    Per maggiori dettagli si rimanda alla pagina “Screening tossicologico in emergenza”.

    Scopi legali e forensi

    Lo screening tossicologico per motivi legali e forensi differisce dal precedente per le modalità di raccolta del campione da analizzare. In questo caso la raccolta del campione viene attentamente controllata e viene mantenuta e documentata la “catena di custodia”, per la prevenzione della adulterazioni. Dopo la raccolta, il campione deve essere anche sigillato con un sigillo antimanomissione e tutti i passaggi subiti essere attentamente registrati.

    Possono essere utilizzate questo tipo di cautele in diverse situazioni, come:

    • Screening tossicologico in persone accusate di uso di sostanze illegali.
    • Screening tossicologico forense nell’ambito di accertamenti riguardanti dei crimini per i quali l’uso e l’abuso di oppioidi sia sospettato essere un fattore scatenante (ad esempio guida sotto l’influenza di droghe). Il test può essere utile nel caso in cui sia necessario accertare una morte per overdose.
    • Analisi della medicina del lavoro, per persone addette a particolari mansioni considerate a rischio.
    • Analisi eseguite dalla medicina dello sport, in particolare per atleti professionisti.
       

    Per maggiori dettagli si rimanda alla pagina “Il mondo delle analisi forensi”.

  • Quando viene prescritto?
    Monitoraggio di pazienti in terapia

    Il test degli oppioidi può essere richiesto in pazienti che necessitino di una terapia di durata maggiore di 90 giorni, al fine di accertare l’aderenza alla terapia e di escludere l’assunzioni di altri farmaci oppioidi non prescritti o sostanze illegali.

    Screening a scopo medico

    Il test degli oppioidi può essere richiesto dal clinico per persone note per usare e/o abusare di oppioidi o per persone che manifestino segni e sintomi indicativi di uso e/o abuso di oppioidi. Questi sintomi possono influenzare lo stato d’animo del paziente, il suo comportamento e lo stato fisico:

    • Pupille dilatate o ristrette
    • Sonnolenza
    • Difficoltà nel parlare
    • Agitazione
    • Nausea
    • Difficoltà respiratorie
    • Delirio
    • Convulsioni
    • Alterazioni della pressione sanguigna e del ritmo cardiaco
       

    I sintomi associati con l’uso e l’abuso di oppiodi possono tuttavia variare da persona a persona.

    Scopi legali

    Il test può essere eseguito in caso di accertamenti legali, nell’ambito dei controlli per la medicina del lavoro ecc…

  • Cosa significa il risultato del test?

    Un risultato positivo al test di screening deve essere sempre confermato tramite l’esecuzione di un test di conferma.

    Il test delle urine non consente di stimare il momento o la quantità di farmaco/droga assunto, né fornire indicazioni certe sugli effetti che questa abbia avuto sulla persona.

    Un risultato negativo non significa necessariamente che la persona testata non abbia assunto oppioidi; questi potrebbero essere presenti a concentrazioni troppo basse per poter essere rilevate, potrebbero essere già state metabolizzate ed eliminate dall’organismo o il metodo usato potrebbe non essere in grado di rilevare la specifica sostanza presente.

    I test eseguiti su campioni diversi consentono di ottenere informazioni riguardo l’uso di oppioidi in diversi intervalli di tempo. Ad esempio:

    • Il test delle urine consente di rilevare sostanze assunte negli ultimi 1-3 giorni.  Alcuni oppioidi sono rilevabili entro 1 giorno o meno dall’assunzione mentre altri permangono anche per  più di tre giorni dall’ultima assunzione. Questo intervallo di tempo dipende anche dal valore soglia impostato dal metodo in utilizzo.
    • I test ematici consentono di rilevare farmaci e droghe presenti nel sangue. Questi permangono però in circolo per un tempo minore rispetto alle urine.
    • I campioni di capelli, consentono di rilevare le sostanze assunte negli ultimi 90 giorni. Questo valore dipende anche dal tipo di sostanza assunta, la velocità di crescita dei capelli e altri fattori.
    • I campioni di saliva consentono di rilevare l’uso di oppioidi avvenuto da poche ore fino a circa 50 ore, in base al tipo di oppioide.
    • I campioni di sudore possono essere raccolti tramite l’utilizzo di un cerotto portato per alcuni giorni; un risultato positivo al test indica l’utilizzo di oppioidi in un qualsiasi momento del periodo nel quale il cerotto è rimasto in sede.
  • C’è altro da sapere?

    I test di screening sulle urine possono prevedere anche l’uso di alcuni metodi volti a rilevare eventuali adulterazioni dei campioni forniti. Queste analisi includono la valutazione visiva delle urine, la temperatura rilevata immediatamente dopo la raccolta, la misura della creatinina urinaria, e del pH. Inoltre le urine possono essere testate per la presenza di ossidanti, nitriti, glutaraldeide ed altre possibili sostanze adulteranti.

    Le aree di raccolta delle urine possono essere modificate per impedire la manomissione del campione; può essere eliminata l’acqua calda o corrente o può essere aggiunto un colorante blu nell'acqua del water. In alcuni casi può essere richiesta la raccolta sotto ispezione visiva.

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Domande Frequenti
  • Perché il clinico potrebbe chiedere l’esecuzione del test solo su uno o pochi oppioidi?

    Il clinico potrebbe richiedere un test mirato nel caso in cui fosse sufficientemente sicuro che la persona abbia preso uno specifico oppioide. Altrimenti potrebbe essere richiesto un test per rilevare una sostanza non inclusa nei pannelli di routine.

  • Perché qualcuno dovrebbe essere testato per l’uso di farmaci legali?

    Una sostanza può essere legale ma solo per usi specifici. In alcuni casi esiste un forte rischio di dipendenza dal farmaco o di diversione (acquisto, vendita o cessione di un farmaco ad un’altra persona). Inoltre il test può essere utile nel monitoraggio dei pazienti per valutare l’aderenza alla terapia.

  • Quali informazioni è bene avere prima di assumere queste sostanze a scopo terapeutico?

    È importante che il clinico informi su quali siano i rischi ed i benefici ottenibili dall’assunzione di queste sostanze, considerando gli obiettivi terapeutici. È raccomandato riferire al clinico qualsiasi preoccupazione circa l’assunzione di queste sostanze. Nel caso in cui il paziente non si senta tranquillo ad assumerle, può preferire farmaci alternativi.

    Le linee guida del 2016 del CDC statunitense, raccomanda la gestione del dolore con metodi alternativi, come la terapia comportamentale cognitiva, l’esercizio e l’uso di farmaci come i FANS. Gli oppioidi non vengono raccomandati come terapia di prima linea per il trattamento del dolore, in linea con quanto avviene in Italia dove l’uso degli oppioidi è limitato ad una casistica inferiore rispetto a quella statunitense (sebbene anche qui il consumo sia in aumento). La gestione del dolore cronico è tuttavia molto complicata e necessita di una collaborazione attiva tra medico e paziente.

Fonti
Fonti utilizzate nella revisione corrente

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