Noto anche come
PSA totale
PSA libero
Nome ufficiale
Antigene prostatico specifico
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 09.01.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per fare lo screening del tumore prostatico, per capire se sia necessario eseguire una biopsia della prostate, per monitorare l’efficacia del trattamento per il tumore prostatico e/o per diagnosticare una recidiva di tumore prostatico

Quando Fare il Test?

Quando l’uomo ha sintomi riconducibili al cancro prostatico, come aumentato bisogno di urinare, dolore, difficoltà durante la minzione; può inoltre essere prescritto a intervalli regolari durante il trattamento del tumore prostatico come monitoraggio; anche gli uomini asintomatici possono decidere di fare l’esame dopo aver discusso col proprio medico curante di rischi e benefici dell’esame (per maggiori dettagli, vedere la sezione di Screening delle patologie tumorali)

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue prelevato da una vena del braccio

Il Test Richiede una Preparazione?

E’ necessario evitare l’eiaculazione nelle 24 ore precedenti al test poiché essa è associata ad un aumento della concentrazione di PSA; il campione dovrebbe esser raccolto prima che il medico faccia una DRE (esplorazione rettale) e prima di fare la biopsia, o alcune settimane dopo.

L'Esame

L’antigene prostatico specifico è una proteina prodotta principalmente dalle cellule della prostata, una piccola ghiandola che circonda l’uretra nei maschi e produce una parte del liquido seminale. La maggior parte del PSA prodotto dalla prostata è rilasciata in questo liquido, anche se piccole quantità si trovano anche nel circolo ematico. Questo esame misura la quantità di PSA nel sangue.

Il test del PSA è usato come marcatore tumorale per fare lo screening e il monitoraggio del tumore prostatico. E’ un buon strumento, anche se non perfetto e la maggior parte degli esperti convengono sul fatto che lo screening dovrebbe essere fatto sugli uomini asintomatici dopo che essi abbiano discusso col proprio medico curante circa i benefici e i rischi del test. Una concentrazione elevata di PSA è associata alla presenza di tumore, ma è osservabile anche durante le prostatiti e l’iperplasia prostatica benigna. Il PSA tende ad aumentare in tutti gli uomini col passare del tempo e gli afroamericani hanno normalmente concentrazioni più alte rispetto alle altre etnie, anche in età giovanile. 

Il PSA non è diagnostico di tumore. Il gold standard per la diagnosi del tumore prostatico è la biopsia, ovvero la raccolta di una piccola quantità di tessuto prostatico e l’identificazione delle cellule anomale al microscopio. (Per maggiori dettagli sulle biopsie leggere l’articolo Anatomic Pathology). Il test del PSA e il risultato della DRE (esplorazione rettale) sono usati insieme come supporto nell’identificare la necessità di biopsia alla prostata.

L’obiettivo dello screening è quello di determinare il tumore quando è ancora confinato alla prostata. Dopo l’identificazione del tumore, confermata dalla biopsia, deve essere presa un’altra decisione sul trattamento. Il tumore prostatico è abbastanza comune negli uomini dopo una certa età, ma alcuni tipi crescono molto lentamente. Anche se il tumore prostatico è la seconda causa di morte negli uomini, alcune tipologie crescono molto lentamente e non sono quasi mai la causa del decesso. Il patologo è di solito in grado di differenziare i tumori che crescono lentamente da quelli in rapida proliferazione e che si diffondono ad altri organi (formazione di metastasi a distanza).

La diagnosi e il trattamento “eccessivi” sono problemi con cui i medici si devono confrontare. In alcuni casi, la cura può essere peggiore del tumore, poiché può provocare effetti collaterali importanti tra cui l’incontinenza e la disfunzione erettile. Il PSA e la DRE in generale, non possono predire il corso della malattia.

Il PSA è presente nel sangue in due forme: complessato (cPSA, legato ad altre proteine) e libero (non legato). Il test del PSA usato più frequentemente è il PSA totale, che misura sia quello legato che quello libero.

Il PSA libero talvolta è usato come supporto nel determinare se deve essere fatta la biopsia in presenza di PSA un po’ più alto del normale. Il PSA è un enzima (proteina che agevola le reazioni chimiche) che quando viene rilasciato nel sangue, è inattivato dal legame con alcune proteine. Le cellule prostatiche benigne tendono a rilasciare il PSA non attivo (e, quindi, meno facilmente legato ad altre proteine circolanti), mentre le cellule tumorali tendono a rilasciare PSA già complessato a proteine.

Per questo motivo gli uomini con ipertrofia prostatica benigna tendono ad avere concentrazioni di PSA libero più alte rispetto agli uomini con tumore prostatico. Una concentrazione relativamente bassa di PSA libero aumenta le probabilità che sia presente un tumore, anche se il PSA totale non è significativamente elevato.

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Come e Perché
  • Che tipo di campione viene richiesto?

    Un campione di sangue prelevato da una vena del braccio.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    E’ necessario evitare l’eiaculazione nelle 24 ore precedenti al test poiché essa è associata ad un aumento della concentrazione di PSA; il campione dovrebbe esser raccolto prima che il medico faccia una DRE (esplorazione rettale) e prima di fare la biopsia, o alcune settimane dopo.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test del PSA e la DRE (esplorazione rettale) possono essere usati per lo screening sia di pazienti asintomatici che di uomini con sintomi di tumore prostatico. Il PSA è una proteina prodotta principalmente dalle cellule della prostata ed è rilasciata nel liquido seminale, ma piccole quantità si riversano anche nel sangue. Il PSA esiste in due forme: libero (non legato) e complessato (cPSA, legato ad altre proteine). I test di laboratorio possono misurare sia il PSA libero che quello totale (legato e non legato).

    Alcune associazioni, come la U.S. PreventiveServices Task Force, ritiene che il pericolo associato alla diagnosi e al trattamento a volte superi il pericolo della patologia stessa e raccomanda di non fare lo screening a tappeto su tutta la popolazione maschile. L’American Cancer Society e l’ American Urological Association raccomandano che gli uomini discutano dei vantaggi e degli svantaggi dello screening col PSA insieme al proprio medico prima di decidere se sottoporsi al test.

    Anche se l’aumento del PSA è associato al tumore, può essere causato anche da altre patologie, come l’iperplasia prostatica benigna e l’infiammazione della prostata. Un aumento di PSA può essere seguito da una biopsia, che è però rischiosa per le complicazioni: dolore, febbre, sangue nell’urina o infezioni delle vie urinarie. (Leggere l’articolo su Anatomic Pathology per informazioni più dettagliate sulle biopsie).

    Anche se il tumore prostatico è relativamente frequente ed è la seconda causa di morte negli uomini, alcuni tipi di questo tumore crescono molto lentamente. Queste forme possono non provocare sintomi e/o non diventare pericolosi per la salute. Il tumore prostatico viene diagnosticato con la biopsia e può essere trattato con un intervento chirurgico o la radioterapia, che hanno degli effetti indesiderati anche seri, come l’incontinenza e la disfunzione erettile.

    Il PSA totale può aumentare temporaneamente per vari motivi, se il primo PSA è aumentato, allora il test viene ripetuto dopo qualche settimana per vedere se si è abbassato o è rimasto tale. Se anche nel secondo esame rimane il PSA aumentato, allora il medico può prescrivere una serie di PSA nel tempo per verificare se scende, rimane aumentato o continua ad aumentare. Nei casi in cui il tumore cresca lentamente, medico e paziente possono decidere insieme di monitorarlo piuttosto che trattarlo immediatamente.
    Se la DRE è normale ma il PSA moderatamente elevato, può essere misurato il PSA libero per calcolare il rapporto libero/totale che può aiutare a distinguere tra tumore prostatico e altri tipi di cause non tumorali di aumento del PSA.

    Possono esser raccomandati anche altri esami se sia il PSA che la DRE sono anormali. Può anche essere seguita un’analisi dell’urina, ad esempio, per verificare la presenza di infezione delle vie urinarie nonché un’ecografia prostatica per esaminare meglio la ghiandola.

    Dopo la diagnosi di tumore prostatico il PSA può essere usato come strumento di monitoraggio per verificare l’efficacia del trattamento. Può essere prescritto dopo la fine del trattamento a intervalli regolari per verificare la comparsa di eventuali recidive.

  • Quando viene prescritto?

    Per coloro che vogliono sottoporsi a screening per il tumore prostatico: l’American Cancer Society raccomanda che gli uomini sani con rischio intermedio aspettino fino ai 50 anni per fare il test, mentre l’American Urological Association raccomanda lo screening per gli uomini dai 55 ai 69 anni (dai 70 anni in poi no).

    Per gli uomini ad alto rischio, come i discendenti di afroamericani e coloro che hanno una storia familiare di tumore prostatico, lo screening dovrebbe essere iniziato prima, tra i 40 e i 45 anni. (Vedere la sezione Patologie tumorali, nei test di screening).
    Il PSA totale e la DRE(esplorazione rettale) possono essere richieste quando il paziente ha sintomi che potrebbero essere ricondotti al tumore prostatico, dolori e difficoltà nella minzione, frequente bisogno di urinare, dolore alla schiena e/o pelvico.
    Se il PSA totale è aumentato, il medico può far ripetere il test dopo alcune settimane per capire se la concentrazione è tornata alla normalità.

    Il PSA libero è prescritto principalmente se un uomo ha il PSA totale moderatamente elevato. I risultati forniscono informazioni aggiuntive se il paziente ha un rischio aumentato di essere affetto da tumore prostatico e sono di supporto nel decidere sull’opportunità di fare una biopsia.

    Il PSA totale può essere prescritto a intervalli regolari durante il trattamento della patologia o quando la progressione del tumore viene monitorata senza intervenire.

  • Che cosa significa il risultato del test?

    I risultati del test del PSA possono essere interpretati in vari modi ed esistono differenze sui valori di cut-off tra diversi laboratori.

    • Il valore di PSA totale sotto il quale si considera che con ogni probabilità non sia presente il tumore prostatico è 4.0 ng/mL (nanogrammi per millilitri di sangue). Alcuni professionisti ritengono che questa soglia debba essere abbassata  a 2.5 ng/mL per diagnosticare più casi di tumore prostatico. Altri invece ritengono che ciò porterebbe a diagnosi e trattamenti di tumori non rilevanti clinicamente.
    • C’è una linea di consenso per la quale gli uomini con un PSA totale superiore ai 10.0 ng/ml hanno un rischio aumentato di tumore prostatico (più del 50% della probabilità, in accordo con l’American Cancer Society- ACS )
    • Il PSA totale compreso tra 4.0 e 10.0 ng/ml può indicare tumore prostatico (circa il 25% di probabilità, in accordo con l’ACS), iperplasia prostatica benigna o infiammazione della prostata. Queste patologie sono più frequenti negli anziani, con un generale aumento della concentrazione di PSA. Il PSA totale tra 4.0 e 10.0 ng/mL si chiama in gergo “zona grigia”, in cui il PSA libero riveste una particolare importanza (vedere il paragrafo successivo)
    • PSA libero- I tumori prostatici di solito producono per lo più PSA legato, non PSA libero. Le cellule normali della prostata tendono a produrre più PSA libero, non complessato a proteine. Per questo, quando i pazienti della cosiddetta “zona grigia” hanno il PSA libero diminuito, significa il PSA complessato è più alto e che hanno una probabilità più elevata di avere un tumore prostatico. Viceversa, se hanno il PSA libero aumentato e quello complessato basso, il rischio diminuisce. Il rapporto libero/ totale può aiutare il paziente e il medico a decidere se fare o meno la biopsia.
       

    Valutazioni aggiuntive dei risultati dei test del PSA sono usati talvolta per aumentare l’utilità del PSA totale come strumento di screening:

    • PSA velocity, il cambiamento di concentrazione del PSA nel tempo; se il PSA continua a crescere in modo significativo nel tempo (circa 3 campioni in 18 mesi), è più probabile che il tumore prostatico sia presente. Se aumenta rapidamente, allora è probabile che la forma tumorale sia aggressiva
    • PSA doubling time, un’altra versione della PSA velocity; misura la rapidità con cui il PSA duplica
    • PSA density, in cui la concentrazione di PSA viene messa in relazione con il volume prostatico (misurato con l’ecografia); se il PSA è maggiore di quello che ci si aspetterebbe dalla grandezza della prostata, la probabilità che il tumore sia presente aumenta.
    • PSA per età, dal momento che il PSA aumenta con l’invecchiamento, è stato suggerito un aggiustamento dei valori di riferimento per fasce d’età.
       

    Durante il trattamento per il tumore prostatico, il PSA dovrebbe iniziare a diminuire. Alla fine del trattamento dovrebbe essere così basso da non essere più rilevabile nel sangue. Se le concentrazioni non scendono fino a raggiungere livelli molto bassi, il trattamento non è stato del tutto efficace. Durante il trattamento e subito dopo, il test del PSA viene eseguito a intervalli regolari per monitorare la presenza di recidive. Poiché anche piccoli aumenti possono in questi casi essere rilevanti, i pazienti affetti dovrebbero monitorare il proprio PSA sempre nello stesso laboratorio per minimizzare la variabilità del test.

    Il test chiamato “PSA ultrasensibile” può essere utile nel monitoraggio della persistenza o della recidiva di tumore dopo il trattamento. Questo esame determina il PSA a concentrazioni molto basse rispetto al test tradizionale. Gli aumenti del PSA dovuti alla persistenza o alla ricomparsa del tumore possono essere identificati precocemente con questo esame. D’altra parte, i risultati del test devono essere interpretati con cautela. Poiché il test è molto sensibile, ci possono essere degli aumenti moderati del PSA tra una ripetuta e l’altra anche se il tumore non è presente (falsi positivi).

  • C'è altro da sapere?

    Poiché la DRE può causare un temporaneo rialzo del PSA, il sangue di solito viene prelevato prima di eseguire questo esame.
    La manipolazione prostatica che avviene con la biopsia o la resezione della ghiandola aumenta significativamente la concentrazione di PSA. L’esame del sangue dovrebbe essere fatto prima dell’intervento o dopo sei settimane dalla manipolazione.
    L’attività fisica sostenuta può influenzare la produzione prostatica, ad esempio il ciclismo può provocare un aumento temporaneo nella concentrazione del PSA. L’eiaculazione nelle 24 ore precedenti al test dovrebbe essere evitata perché anch’essa associata ad un aumento del PSA.

    Dosi massicce di chemioterapici, come la ciclofosfamide e il metotrexate, possono aumentare o diminuire la concentrazione di PSA.

    In alcuni uomini, il PSA può aumentare temporaneamente per altri problemi prostatici, specialmente per infezioni. Uno studio ha messo in evidenza come in circa la metà degli uomini con il PSA alto, il valore poi decresca nel tempo, tornando normale. Alcune autorità raccomandando che dopo un risultato aumentato il PSA venga ripetuto, dopo un periodo che va da 6 settimane a 3 mesi, prima di prendere qualsiasi altra decisione. Alcuni medici in questo intervallo prescrivono degli antibiotici se c’è l’evidenza di un’infezione prostatica in atto.

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Domande Frequenti
  • Per gli affetti da tumore prostatico, quali sono le opzioni?

    I trattamenti più comuni sono la radioterapia, la terapia ormonale e l’intervento chirurgico. Per maggiori informazioni leggere la sezione tumore prostatico e i link riportati in fondo a questa sezione.

  • Il test del PSA rileva la presenza di tutti i tumori prostatici?

    No. Alcune cellule tumorali non producono abbastanza PSA e il test può risultare negativo anche se il tumore è presente.

  • Tutti gli uomini dovrebbero fare il test del PSA?

    In generale, se il paziente mostra sintomi che possono indicare un problema prostatico, l’esame è raccomandato. In altri casi, il test e il momento di esecuzione riguardano il paziente e il medico curante.

  • Quali altri esami possono essere fatti quando il PSA è aumentato di poco, per capire se possa essere presente un tumore prostatico?

    Anche se il PSA può essere di supporto nel diagnosticare il tumore, talvolta ci sono dei risultati falsi- positivi, specialmente se il PSA è solo moderatamente elevato. Le biopsie usate nel follow-up di un risultato positivo possono provocare fastidio, ansia e talvolta complicazioni. Dal momento che questi esami ora sono disponibili in molti laboratori, possono indirizzare il medico e il paziente verso una decisione sulle successive cure:

    •  [-2] proPSA, questo esame misura il precursore del PSA, prodotto dalle cellule tumorali in maggior quantità rispetto alle cellule normali. La percentuale di [-2] proPSA relativa al PSA totale è usata, così come la percentuale del PSA libero, come supporto nel decidere se è necessaria la biopsia.
    • PCA3 è una proteina prodotta solo dalla ghiandola prostatica. Questo esame misura la concentrazione di RNA messaggero (mRNA, filamento di acidi nucleici speculare al gene, che funge da stampo per la produzione della proteina PCA3) del PCA3 nell’urina. Aumentate quantità di mRNA (sovraespressione) sono prodotte dal 95% delle cellule tumorali, così che una concentrazione aumentata può essere indicativa di presenza del tumore prostatico.
    • Fusione genica TMPRSS2-ERGanche questo esame è eseguito sull’urina. Determina la presenza di un mRNA, risultante da un riarrangiamento genico. Il gene riarrangiato è sovraespresso in più del 50% dei tumori prostatici, così che un livello aumentato può indicare la presenza di tumore prostatico.
       

    Questi esami non forniscono una risposta definitiva circa la presenza o l’assenza di tumore prostatico. Una biopsia positiva rimane il gold standard per la diagnosi. Rimangono però molto utili per stabilire se vi sia necessità di eseguire una biopsia.

  • Quali sono gli esami che permettono di stabilire se il tumore cresce rapidamente e può metastatizzare e quindi debba essere rimosso?
    • Gleason score, è una stadiazione, riportata nella parte del referto in cui il patologo descrive, dopo aver guardato la biopsia, il tipo di tumore presente nella prostata del paziente. Alcuni tipi sono più aggressivi di altri e sono associati ad una prognosi infausta.
    • Profilo di espressione genica, questo esame fatto sul materiale ottenuto dalla biopsia consiste nell’analisi con tecniche di genetica molecolare per determinare il grado di attivazione di alcuni geni associati a prognosi infausta.
    • Fusione genica TMPRSS2-ERG è un esame su urina, indica se sia necessaria o meno la biopsia e aiuta a predire il decorso della patologia.
       

    A parte il Gleason score che viene riportato per tutti i nuovi tumori prostatici diagnosticati, gli altri esami sono ancora oggetto di studio. E’ molto difficile infatti poter dire che il tumore si diffonderà o meno, o che crescerà velocemente o lentamente, e se sarà letale o meno. Sono però esami che possono aiutare il clinico e il paziente, a prendere alcune decisioni sul trattamento e sul follow-up.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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