Noto anche come
Test di immunità per il Morbillo/Parotite
Anticorpi anti-morbillo/parotite
IgG e IgM anti Morbillo/Parotite
Test colturali per il virus del morbillo/parotite
RT-PCR per morbillo/parotite
Nome ufficiale
Anticorpi anti-morbillo/parotite IgG IgM; Test colturali morbillo/parotite; RT-PCR morbillo/parotite
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
22.05.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Il test viene effettuato per la diagnosi di morbillo o parotite; per stabilire se una persona sia immunizzata contro il morbillo o la parotite grazie a precedenti infezioni o vaccinazioni, per confermare un caso di morbillo o parotite e ricercarne la fonte.

Quando Fare il Test?

Nel caso in cui siano presenti segni e sintomi che facciano sospettare al clinico la presenza di un’infezione del virus del morbillo o della parotite; ogni volta in cui sia necessario valutare lo stato immunitario di un paziente nei confronti di morbillo/parotite; in corso di epidemie di morbillo/parotite al fine di tracciarle e contenerle.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Per i test sierologici di ricerca degli anticorpi anti-morbillo/parotite, viene richiesto un campione di sangue prelevato dal braccio. Nel caso in cui venga ricercato il virus, allora il campione può essere costituito da sangue, urine, aspirati/lavaggi nasali (nasofaringei), tamponi orali, tamponi faringei, liquido cerebrospinale o altri tessuti.

Il Test Richiede una Preparazione?

Prima del prelievo di un tampone orale, le ghiandole salivari presenti davanti e sotto le orecchie (ghiandole parotidee) vengono massaggiate. Per altri campioni non è richiesta alcuna preparazione.

L’Esame

Il virus del morbillo (rubeola) e il virus della parotite sono virus appartenenti alla famiglia dei Paramnixoviridae. Entrambi causano delle infezioni che di solito si risolvono spontaneamente entro pochi giorni; tuttavia possono causare complicanze gravi, motivo per il quale sono inseriti all’interno dei protocolli di vaccinazione. I test diagnostici per il morbillo e la parotite comprendono l’esame colturale per la ricerca del virus, i metodi molecolari (PCR, polymerase chain reaction) per la ricerca del materiale genetico virale o i test sierologici per la ricerca di anticorpi anti-virus del morbillo o della parotite. Questi metodi possono essere applicati su differenti tipi di campioni.

Secondo il report di sorveglianza del 2016 (relativo al 2015) dell’ECDC (European Center for Disease Prevention and Control), in Europa sono stati segnalati quasi 4000 casi di morbillo (di cui il 62% dei casi in Germania in seguito ad una recente epidemia), con la tendenza alla diminuzione (rispetto al picco registrato negli anni 2010-2011).

Nell’84% dei casi di morbillo in persone di cui fosse noto lo stato (vaccinato o non vaccinato), le persone affette sono risultate non vaccinate. Nel gruppo al quale viene rivolto il programma di vaccinazione MMR (bambini di 1-4 anni), il 77% non era vaccinato. In Italia il vaccino del morbillo (così come quello per la parotite) è diventato un requisito obbligatorio per l'accesso alle scuole dell'infanzia a partire dall'anno scolastico 2017/2018, in seguito all'attuazione della legge 31 luglio 2017, n. 119.

Il morbillo è una malattia molto contagiosa trasmessa tramite secrezioni respiratorie. Il virus infetta le cellule dei polmoni e della gola e, dopo 1-2 settimane di incubazione, determina la comparsa di sintomi come febbre alta, tosse secca, occhi rossi, fotosensibilità, rinite, mal di gola, piccole macchie bianche in bocca e il caratteristico sfogo cutaneo che comincia solitamente sul viso per poi diffondersi sul tronco e gli arti.

Molte persone guariscono nel giro di un paio di settimane ma nel 20% dei casi possono svilupparsi delle complicanze che possono includere infezioni alle orecchie, bronchite, polmonite, diarrea e più raramente encefalite e cecità. I soggetti a maggior rischio di sviluppare complicanze sono malnutriti, hanno carenza di vitamina A e il sistema immunitario compromesso. Se in gravidanza, le donne sono ad alto rischio di aborto o di parto pre-termine.

Nonostante le campagne di vaccinazione abbiano permesso la diminuzione del numero di morti in molte parti del mondo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indica ancora il morbillo tra le cause di morte prematura. Secondo le stime dell’OMS, il morbillo nel 2013 ha ucciso 145700 persone, la maggior parte dei casi di età inferiore ai 5 anni.

Nonostante il morbillo non venga più considerata una malattia endemica (ossia costantemente presente sul territorio) con cadenze annuali continuano a svilupparsi focolai epidemici. La maggior parte dei casi si sviluppano in persone non vaccinate e delle quali lo stato del vaccino non è noto e molte epidemie si sviluppano in seguito a viaggi in paesi nei quali il morbillo è ancora endemico.

Il virus della parotite è trasmissibile tramite le vie respiratorie e la saliva. Dopo 2 o 3 settimane di incubazione, si sviluppano sintomi simil-influenzali come mal di testa, dolori muscolari e febbre, seguiti dalla caratteristica parotite ossia gonfiore delle ghiandole salivari presenti sotto una o entrambe le orecchie. Per molte persone è una malattia lieve e che si risolve spontaneamente, ma talvolta possono svilupparsi complicanze temporanee o permanenti come sordità, infiammazione dei testicoli (orchite) o delle ovaie (ovarite), pancreatine, meningite o encefalite.

La parotite è una patologia più lieve del morbillo e, nonostante sia più rara di questo, in alcune parti del mondo è ancora endemica. Nel 2014 in Europa sono stati segnalati circa 11000 casi di parotite (191 in Italia), con un trend in diminuzione (nel 2004: 215000 casi in Europa) dovuto ad un aumento delle campagne di vaccinazione.

Come il morbillo, anche la parotite si diffonde prevalentemente in corrispondenza di focolai epidemici che spesso si hanno in corrispondenza di ambienti nei quali le persone stanno a stretto contatto, come scuole, dormitori o gruppi sportivi. Ad esempio, nel 2011-2013 in diversi college degli Stati Uniti si svilupparono alcuni piccoli focolai epidemici la cui diffusione all’esterno però è stata limitata.

Gli intervalli di Riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests On Line raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti e riportati sul referto di laboratorio.

Per maggiori informazioni si rimanda all’articolo: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Il test sierologico per la ricerca di anticorpi richiede un campione di sangue venoso prelevato dal braccio. L’esame colturale e il test molecolare possono essere effettuati su molti campioni, incluso sangue, urine, aspirato/lavaggio nasofaringeo, tampone faringeo, tampone orale, liquido cerebrospinale o altri tessuti.

    Un tampone nasofaringeo viene prelevato piegando la testa del paziente all’indietro e inserendo nelle narici un tampone simile ad un cotton fioc fino a che non si incontra una resistenza. Il tampone viene lasciato all’interno delle narici per alcuni secondi e quindi ruotato alcune volte prima di disinserirlo. Non è una procedura dolorosa ma può essere fastidiosa e indurre la lacrimazione. Per il naso-aspirato viene utilizzata una siringa con la quale viene inserita un po’ di soluzione salina nel naso del paziente e quindi aspirarta una piccola quantità di fluido.

    Nel caso in cui si sospetti il morbillo, viene raccomandato il prelievo di sangue insieme all’analisi colturale e molecolare. Per la parotite invece viene raccomandato il prelievo di sangue e di tampone orale.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    Prima del prelievo di un tampone orale, le ghiandole salivari presenti davanti e sotto le orecchie (ghiandole parotidee) vengono massaggiate. Per altri campioni non è richiesta alcuna preparazione.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    I test per il morbillo e la parotite vengono utilizzati per:

    • Confermare l’immunizzazione di un paziente dovuta ad una precedente infezione o ad un vaccino
    • Diagnosticare un caso attivo di morbillo o parotite
    • Rilevare, monitorare e tracciare focolai epidemici per ragioni di salute pubblica
       

    Per il morbillo e la parotite sono disponibili diversi test:

    Test sierologici

    Questi test rilevano la presenza di anticorpi anti-morbillo/parotite nel sangue e servono per valutare una precedente immunizzazione (dovuta ad una passata malattia o vaccinazione), per la diagnosi di un caso attivo e per tracciare eventuali epidemie.

    Gli anticorpi anti-morbillo/parotite sono delle proteine virus-specifiche prodotte dal sistema immunitario in risposta ad un’infezione di questi virus o ad una vaccinazione. Esistono due tipi di anticorpi prodotti: IgG e IgM. I primi anticorpi a comparire in circolo in seguito ad un’infezione sono le IgM. I livelli di IgM aumentano per alcuni giorni fino a raggiungere un picco e quindi cominciare a diminuire progressivamente nelle settimane successive. Gli anticorpi IgG impiegano più tempo per formarsi ma, una volta prodotti, essi permangono in circolo per il resto della vita fornendo una protezione contro eventuali nuove infezioni. Talvolta vengono effettuati dei test sierologici in settimane differenti (durante la fase acuta e durante la convalescenza) in modo da confrontare i livelli di anticorpi e valutare la presenza o meno di malattia attiva.

    Ricerca del virus – esame colturale e/o molecolare

    La rilevazione del virus può essere effettuata tramite esame colturale o ricerca del materiale genetico virale tramite PCR. Questi esami possono essere effettuati a partire da una grande varietà di campioni ma servono solo per confermare un’infezione attiva e non l’avvenuta immunizzazione.

    I test molecolari (RT-PCR) ricercano ed identificano il ceppo virale. Questi test vengono effettuati nei laboratori pubblici o di sorveglianza (ECDC).

    I test di ricerca del virus possono essere talvolta effettuati per identificare la causa di gravi complicanze che potrebbero essere associate con il morbillo o la parotite. Poiché le persone con il sistema immunitario compromesso potrebbero non avere una risposta anticorpale efficace, i test di ricerca del virus possono avere un ruolo importante nella diagnosi di morbillo o parotite in questi soggetti, in particolar modo qualora i risultati sierologici non siano in accordo con le evidenze cliniche.

  • Quando viene prescritto?

    Il test di ricerca delle IgG viene prescritto nel caso in cui il clinico voglia sapere se un paziente è immunizzato verso uno o entrambi i virus sia per infezioni pregresse che per precedenti vaccinazioni.

    I test di ricerca delle IgG e IgM anti-morbillo/partorite, gli esami colturali o quelli molecolari vengono effettuati nel caso in cui siano presenti i caratteristici segni e sintomi di morbillo/parotite o nel caso in cui persone che sono state a stretto contatto con qualcuno infetto sviluppino febbre e qualche sintomo riconducibile a queste malattie. Questi test di solito vengono richiesti precocemente nel corso dell’infezione.

    I segni e sintomi del morbillo si sviluppano nel giro di 7-18 giorni dopo l’esposizione al virus, e possono includere:

    • Un caratteristico sfogo cutaneo che comincia sul volto per poi diffondersi nel resto del corpo, sul tronco e gli arti
    • Febbre alta
    • Tosse secca
    • Occhi arrossati, che prudono e lacrimano
    • Fotosensibilità
    • Naso che cola
    • Mal di gola
    • Piccoli puntini bianchi all’interno della bocca
       

    I segni e sintomi della parotite si sviluppano dopo 2-3 settimane e sono spesso simil-influenzali:

    • Mal di testa
    • Dolori muscolari
    • Febbre
    • Caratteristico ingrossamento delle ghiandole salivari poste sotto uno o entrambe le orecchie
       

    I test possono essere richiesti anche in caso di epidemie, per testare le persone esposte che presentino i segni e sintomi sopra elencati.

  • Cosa significa il risultato del test?
    Test sierologici

    Nel caso in cui gli anticorpi IgM anti-morbillo/parotite siano presenti in persone non precedentemente vaccinate, allora è probabile che vi sia un’infezione in corso. Nel caso in cui siano presenti sia IgG che IgM o che vi sia un incremento di 4 volte nella concentrazione delle IgG nel confronto di campioni prelevati durante la fase acuta e durante la convalescenza, allora è verosimile che vi sia una recente infezione di morbillo/parotite.

    Nel caso in cui siano presenti le IgG in persone vaccinate e sane, queste indicano l’avvenuta immunizzazione verso questi virus. L’assenza di IgG anti-morbillo/parotite invece indica che il soggetto non è protetto contro questi virus. L’assenza di IgG può essere dovuta alla non esposizione al virus o all’assenza di una risposta anticorpale normale.

    La tabella seguente riassume i possibili risultati dei test sierologici:

    IgM

    IgG

    Interpretazioni possibili

    Positivo

    Negativo

    Infezione recente

    Positivo

    Positivo (con un aumento dei livelli tra il campione della fase acuta e della convalescenza; questo viene effettuato solo nel caso in cui il test IgM non sia disponibile)

    Infezione presente o recente

    Negativo

    Positivo

    Vaccinazione o infezione precedente

    Negativo

    Negativo

    Né vaccinazione né infezione precedente; soggetto non immunizzato; sistema immunitario compromesso

    Ricerca del virus

    Un esame colturale positivo o un test PCR positivo indica che il virus è presente e quindi è in corso un’infezione.

    Nel caso in cui venga identificato uno specifico ceppo del virus del morbillo o della parotite, l’informazione ottenuta è indicativa del ceppo che ha causato l’infezione e può quindi fornire informazioni utili circa la provenienza del virus e quindi la sorgente dell’infezione (viaggi recenti o stretto contatto con persone infette). Queste informazioni vengono quindi utilizzati dagli organi di sorveglianza per monitorare la diffusione del virus, identificare le epidemie e prevenirne la diffusione.

    Nel caso in cui l’esame colturale o la PCR siano negativi, è probabile che i segni e sintomi siano dovuti ad un’altra causa e non all’infezione ad opera di questi virus. Tuttavia, un risultato negativo non esclude necessariamente l’infezione perché il virus potrebbe essere presente in quantità troppo basse per essere rilevato. Nel caso in cui il risultato di questi test sia negativo ma vi sia un forte sospetto della presenza dell’infezione, è necessario ripetere il test.

  • C’è altro da sapere?

    Molte persone si ristabiliscono dopo aver contratto il morbillo nel giro di un paio di settimane ma nel 20% dei casi possono svilupparsi delle complicanze come infezioni alle orecchie, bronchiti, polmoniti, diarrea o più raramente encefaliti o cecità.

    La parotite in genere si risolve spontaneamente ma alcune persone sviluppano complicanze come sordità, infiammazione dei testicoli (orchite) o delle ovaia (ovarite), pancreatite, meningite o encefalite.

    Il vaccino trivalente per il morbillo, parotite e rosolia (measles + mumps + ribella, MMR) contiene virus attenuati. Perciò il vaccino non può essere somministrato a persone con il sistema immunitario compromesso, in donne in gravidanza o in quelle che progettano una gravidanza nei mesi successivi. La prima dose del vaccino viene raccomandata intorno ai 12-15 mesi e la seconda intorno ai 4-6 anni.

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Domande Frequenti
Fonti

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