Noto anche come
Insulinemia
Nome ufficiale
Insulina
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 04.01.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per la valutazione della capacità di produzione di insulina da parte delle cellule beta del pancreas; come supporto alla diagnosi della presenza di un tumore delle cellule beta del pancreas secernente insulina (insulinoma); per la determinazione delle cause della presenza di bassi livelli di glucosio nel sangue (ipoglicemia); per l’identificazione di un’insulino-resistenza o per la valutazione e l’ottimizzazione della terapia insulinica in un paziente affetto da diabete di tipo 2.

Quando Fare il Test?

Nel caso in cui siamo presenti livelli eccessivamente bassi di glucosio nel sangue accompagnati da sintomi quali sudorazione, palpitazioni, vertigini e svenimenti; nel caso di pazienti diabetici nel monitoraggio della produzione di insulina; talvolta quando il clinico sospetti la presenza di insulino-resistenza.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

Può essere richiesto il digiuno nelle 8 ore precedenti l’esecuzione del test ma, talvolta, il clinico può richiedere questo test contestualmente al test di tolleranza del glucosio. In alcuni casi può invece essere richiesto un digiuno più prolungato.

L'Esame

L’insulina è un ormone prodotto ed immagazzinato dalle cellule beta del pancreas. È vitale per il trasporto e l’immagazzinamento del glucosio, la fonte principale di energia dell’organismo. L’insulina favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule e ha un ruolo importante nella regolazione dei livelli di glucosio nel sangue e del metabolismo dei lipidi. Questo test misura la quantità di insulina nel sangue.

I livelli di insulina e di glicemia devono essere in equilibrio. Dopo un pasto, i carboidrati vengono metabolizzati in glucosio e altri zuccheri semplici. Questo causa l’innalzamento dei livelli di glucosio nel sangue (glicemia) e determina la stimolazione del pancreas al rilascio di insulina. Non appena il glucosio entra nelle cellule, i livelli di glicemia diminuiscono e conseguentemente anche il rilascio di insulina.

Se un individuo non è in grado di produrre quantità sufficienti di insulina o se le cellule dell’organismo sono resistenti ai suoi effetti (insulino-resistenza), il glucosio non è in grado di raggiungere la maggior parte delle cellule dell’organismo che quindi sono carenti dell’energia necessaria per sopravvivere, mentre i livelli di glicemia aumentano fino a livelli patologici. Questi eventi possono portare all’alterazione dei normali processi metabolici con la conseguente comparsa di vari disordini e complicazioni, incluse le malattie renali, cardiovascolari e problemi neurologici e della vista.

Il diabete è una patologia potenzialmente pericolosa per la vita associata all’innalzamento dei livelli di glucosio nel sangue e la diminuzione degli effetti dell’insulina. Le persone con diabete di tipo 1 producono quantità minime di insulina e spesso necessitano di terapia insulinica. Le persone con diabete di tipo 2 invece hanno generalmente un’insulino-resistenza che peggiora nel tempo.

In presenza di insulino-resistenza, l’organismo è incapace di rispondere all’insulina ma tenta di compensare tale situazione stimolandone ulteriormente la produzione. Come conseguenza, i livelli di insulina nel sangue (insulinemia) aumentano, andando a stimolare eccessivamente alcuni tessuti ancora sensibili all’azione dell’insulina. Con il tempo questo processo può causare uno sbilanciamento nella relazione tra glucosio e insulina e, senza trattamento, può portare allo sviluppo di varie complicanze a carico di più organi.

Oltre che nel diabete di tipo 2, l’insulino-resistenza può svilupparsi in corso di altre patologie come la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), il prediabete, le patologie cardiache, la sindrome metabolica e alcuni disordini correlati con l’ipofisi e le ghiandole surrenali.

Oltre che in presenza di insulino-resistenza, l’iperinsulinemia può essere presente anche in pazienti affetti da insulinomi (tumori delle cellule beta del pancreas) o in seguito all’eccessiva somministrazione di insulina esogena. L’iperinsulinemia causa la diminuzione dei livelli di glucosio nel sangue (ipoglicemia), con la possibile comparsa di sudorazione, palpitazioni, fame, stato confusionale, visione offuscata, vertigini, svenimenti e convulsioni. Poiché il cervello è strettamente dipendente dal glucosio come fonte energetica, una grave ipoglicemia dovuta a iperinsulinemia può portare velocemente a shock insulinico e morte.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Tramite un prelievo di sangue venoso dal braccio.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    Può essere richiesto il digiuno nelle 8 ore precedenti l’esecuzione del test ma, talvolta, il clinico può richiedere questo test contestualmente al test di tolleranza del glucosio, quando il digiuno non è possibile. In alcuni casi può invece essere richiesto un digiuno più prolungato.

     

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test dell’insulina ha molteplici applicazioni. L’insulina è un ormone prodotto e immagazzinato dalle cellule beta del pancreas e svolge un ruolo importante nel trasporto del glucosio dal sangue fino all’interno delle cellule dove viene utilizzato come fonte principale di energia. Se una persona produce quantità minime di insulina o è resistente ai suoi effetti, le cellule del suo organismo soffrono per una carenza energetica. Nel caso invece in cui la persona abbia quantità eccessive di insulina nel sangue (iperinsulinemia), come spesso avviene in presenza di tumori secernenti insulina (insulinomi), allora si svilupperanno i sintomi di ipoglicemia, ossia da carenza di glucosio nel sangue.

    Il test dell’insulina può essere utilizzato per vari scopi:

    • Nella diagnosi di insulinoma, per verificare la completa rimozione chirurgica del tumore e per il monitoraggio di eventuali ricadute
    • Nella diagnosi della causa di ipoglicemia in pazienti con i relativi segni e sintomi
    • Per identificare un’insulino-resistenza
    • Per il monitoraggio della quantità di insulina prodotta dalle cellule beta del pancreas (endogena); in questi casi può essere effettuato anche un test del peptite-C. L’insulina e il peptide-C vengono prodotti dall’organismo alla stessa velocità, come risultato della conversione nel pancreas della proinsulina in insulina. Il clinico può richiedere entrambi i test per discriminare la quantità di insulina endogena da quella esogena, ossia assunta dall’esterno tramite iniezioni. Il test per l’insulina misura infatti sia l’insulina endogena che esogena mentre la quantità di peptide-C riflette solo la quantità di insulina endogena.
    • Nella valutazione della terapia del diabete di tipo 2, per valutare la necessità di somministrazione di insulina.
    • Nella valutazione dell’efficacia di un trapianto delle cosiddette isole pancreatiche, cioè le cellule del pancreas che producono insulina
       

    La misura dell’insulinemia può essere richiesta insieme a quella del peptide-C e, talvolta, contestualmente all’esecuzione del test di tolleranza al glucosio. In questa situazione, i livelli di glucosio e insulina nel sangue vengono misurati ad intervalli di tempo definiti, volti alla valutazione della presenza di un’insulino-resistenza.

  • Quando viene prescritto?

    La misura dei livelli di insulina nel sangue viene di solito richiesta in seguito alla rilevazione occasionale di bassi livelli di glucosio nel sangue e/o in presenza di segni e sintomi acuti o cronici di ipoglicemia causati, per esempio, da un’insulinoma. I sintomi di ipoglicemia possono includere:

    • Sudorazione
    • Palpitazioni
    • Senso di fame
    • Stato confusionale
    • Visione offuscata
    • Vertigini
    • Svenimenti
    • In casi gravi, convulsioni e perdita dello stato di coscienza
       

    Questi sintomi possono indicare ipoglicemia ma possono essere presenti anche in altre patologie.

    La misura dell’insulina può essere richiesta anche nel caso in cui il clinico sospetti la presenza di un’insulino-resistenza in pazienti affetti da diabete di tipo 2, sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), prediabete, malattie cardiache o sindrome metabolica.

    La misura dell’insulinemia e del peptide-C possono essere richiesti anche in seguito alla rimozione chirurgica di un insulinoma, per valutare l’efficacia dell’intervento e per monitorare eventuali ricadute.

    Infine, il test può essere utilizzato in seguito a trapianto di isole pancreatiche per la valutazione della  loro capacità di produrre insulina.

  • Che cosa significa il risultato del test?

    I livelli di insulina devono essere valutati all’interno del contesto clinico.

    La tabella sottostante riporta alcuni esempi:

    PATOLOGIE

    LIVELLO DI INSULINA A DIGIUNO

    LIVELLO DI GLUCOSIO A DIGIUNO

    Nessuna

    Normale

    Normale

    Insulino-resistenza

    Alto

    Normale o piuttosto elevato

    Produzione insufficiente di insulina da parte delle cellule beta (ad esempio nel diabete e nella pancreatite)

    Basso

    Alto

    Ipoglicemia dovuta all’eccesso di insulina (ad esempio in presenza di insulinoma, sindrome di Cushing, somministrazione eccessiva di insulina esogena, ecc…)

    Normale o alto

    Basso

     

    Livelli elevati di insulina si possono avere in presenza di:

    • Acromegalia
    • Sindrome di Cushing
    • Uso di farmaci come corticosteroidi, levodopa e contraccettivi orali
    • Intolleranza al fruttosio e al galattosio
    • Obesità
    • Insulino-resistenza, come nel diabete di tipo 2 o nella sindrome metabolica
       

    Una diminuzione dei livelli di insulina si può avere in presenza di:

  • C’è altro da sapere?

    L’insulina storicamente utilizzata per la terapia sostitutiva è strettamente di origine animale (cellule del pancreas di mucca o di maiale). La maggior parte dell’insulina utilizzata oggi invece è sintetica, prodotta tramite la sintesi biochimica in modo da sovrapporsi perfettamente a quella di origina umana.

    Esistono differenti forme farmaceutiche di insulina caratterizzate da proprietà diverse. Alcune sono a rilascio rapido ed azione veloce, altre sono a lento rilascio in modo da poter agire su un periodo più prolungato. I pazienti diabetici possono assumere miscele e/o vari tipi di insulina durante il giorno.

    Il test per la misura dell’insulinemia è concepito per misurare la quantità di insulina umana di origine endogena. Tuttavia, esistono vari tipi di test in grado di reagire con l’insulina esogena di origine animale o sintetica. Nel caso in cui un paziente si sottoponga a terapia insulinica, dovrebbe avvisare il laboratorio di analisi e dovrebbe fare attenzione ad eseguire eventuali controlli periodici sempre nello stesso laboratorio per assicurare la coerenza dei risultati.

    Il test di tolleranza all’insulina non viene molto utilizzato ma è uno dei metodi utilizzati per determinare la sensibilità o la resistenza all’insulina, specialmente nei soggetti obesi o con la sindrome dell’ovaio policistico. Questo test consiste nell’infusione per via endovenosa di insulina con la conseguente misura dei livelli di glucosio e di insulina nel sangue.

    Nel caso in cui un paziente sviluppi anticorpi anti-insulina, in special modo in seguito all’assunzione di insulina sintetica o di origine animale, questi anticorpi potrebbero interferire con il risultato del test. In questi casi può essere richiesta la misura del peptide-C come metodo alternativo per la misura della quantità di insulina presente. È importante sottolineare che molte persone affette da diabete di tipo 1 presentano anticorpi anti-insulina.

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Domande Frequenti
  • È possibile misurare l’insulinemia a casa propria?

    No. Sebbene la misura della glicemia può essere effettuata a domicilio per autocontrollo, il test dell’insulina richiede strumentazioni specializzate e personale di laboratorio.

  • Perché l’insulina deve essere iniettata?

    L’insulina deve essere iniettata e non può essere assunta per via orale perché, per la sua natura proteica, sarebbe digerita e degradata dallo stomaco prima di essere assorbita.

  • Come viene trattato l’insulinoma?

    L’insulinoma è un tumore producente insulina solitamente benigno. In genere viene localizzato e rimosso chirurgicamente. Dopo la rimozione la percentuale di recidive è bassa.

  • Cos’altro è importante sapere riguardo l’insulino-resistenza?

    L’insulino-resistenza è un segnale di allarme dei problemi di processamento del glucosio da parte dell’organismo ed è una caratteristica del prediabete. Le persone con insulino-resistenza precoce o moderata non hanno di solito alcun sintomo ma, nel caso in cui tale condizione venga ignorata, possono avere un rischio aumentato di sviluppare diabete di tipo 2, ipertensione, iperlipidemia e/o patologie cardiache. L’obesità addominale, l’insulino-resistenza, la dislipidemia e l’ipertensione rappresentano tutti fattori di rischio per la sindrome metabolica.

    I fattori di rischio per l’insulino-resistenza includono:

    • Obesità, in particolare obesità addominale
    • Storia familiare di diabete o di insulino-resistenza
    • Diabete gestazionale
    • Sindrome dell’ovaio policistico
       

    Il trattamento dell’insulino-resistenza consiste in cambiamenti nella dieta e negli stili di vita. Le associazioni internazionali raccomandano la perdita di peso, lo svolgimento regolare di attività fisica di intensità moderata e l’incremento dell’assunzione di fibre in grado di diminuire i livelli di insulina nel sangue ed aumentare la sensibilità dell’organismo ad essa.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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