Noto anche come
Immunofenotipo tramite citometria a flusso o immunoistochimica
Nome ufficiale
Immunofenotipo
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
23.05.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Come supporto alla diagnosi di leucemia o linfoma; come supporto alla scelta dei trattamenti terapeutici, per ricercare e caratterizzare eventuali cellule cancerose rimaste alla fine di un ciclo terapeutico o in seguito a ricaduta.

Quando Fare il Test?

Nel caso in cui siano presenti segni e sintomi riconducibili alla leucemia o al linfoma; nel caso in cui sia necessario caratterizzare una leucemia o un linfoma già diagnosticato; talvolta per valutare l’efficacia di un trattamento o rilevare eventuali ricadute.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio; talvolta il clinico può anche prelevare un campione di midollo osseo, biopsia tissutale o altri fluidi corporei.

 

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L'Esame

L’immunofenotipo rileva la presenza o l’assenza di specifici antigeni espressi nei globuli bianchi o leucociti (WBC). Questi antigeni sono proteine presenti sulla superficie o all’interno dei WBC. Nei WBC normali sono presenti un gruppi di antigeni caratteristici degli specifici tipi di cellule. In presenza di leucemia o linfoma sono presenti dei quadri antigenici alterati ma caratteristici per ciascun tipo di patologia e sottoclasse. Queste caratteristiche permettono la formulazione di una diagnosi accurata e la classificazione di queste cellule tumorali del sangue.

La leucemia e il linfoma originano da una singola cellula anomala che comincia a moltiplicarsi in maniera clonale. I linfociti e le cellule monoclonali mieloidi anomale proliferanti non sono in grado di combattere le infezioni o svolgere le altre funzioni dei leucociti normali. Queste cellule anomale non vengono eliminate ad una velocità normale e tendono ad accumularsi nel midollo osseo, nei linfonodi e in altri tessuti. La crescita incontrollata delle cellule tumorali nel midollo osseo spiazza e inibisce la produzione dei normali globuli rossi e leucociti. Talvolta queste cellule possono anche riversarsi nel torrente circolatorio.

L’emocromo e la conta differenziale effettuata su un campione di sangue di pazienti con linfoma o leucemia può evidenziare un aumento del numero di globuli bianchi e la prevalenza di uno specifico tipo. Questi test però non possono evidenziare la clonalità di queste cellule o rilevare le piccole differenze che possono essere presenti in tipi diversi di cellule tumorali del sangue.

L’immunofenotipo delle cellule del sangue, del midollo osseo o di altri tessuti permette di ottenere molteplici informazioni utili ad identificare il tipo di leucemia o linfoma e, laddove possibile, a valutare l’aggressività o la possibile risposta terapeutica di specifici tipi di tumore. L’identificazione dei differenti tipi di leucemia o linfoma è possibile grazie all’identificazione di pattern antigenici (la presenza o l’assenza di specifici antigeni) associati a determinati tipi di leucemia/linfoma.

Tramite l’immunofenotipo vengono rilevati sia antigeni di superficie che antigeni presenti all’interno della cellula. L’identificazione dei pattern antigenici è possibile grazie al confronto con “librerie” di gruppi di antigeni che, nel tempo, sono stati associati a particolari tipi di leucemia o linfoma.

La maggior parte degli antigeni rilevati tramite l’immunofenotipo vengono denominati con la sigla CD (cluster of differentiation o cluster of designation) seguita da un numero. Questo tipo di denominazione è basata su una convenzione internazionale per l’identificazione di questi antigeni.

Nonostante siano stati identificati centinaia di antigeni CD, nella routine ne viene utilizzato solo un piccolo numero.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Tramite un prelievo di sangue venoso dal braccio. L’esame può anche essere effettuato su una biopsia o un agoaspirato midollare. Anche altri fluidi biologici possono essere raccolti in un contenitore o tramite l’inserimento di una ago in una cavità corporea seguita dall’aspirazione di una porzione del fluido presente. Talvolta può essere prelevato un frammento di tessuto (ad esempio dai linfonodi) tramite una biopsia.

  • Esiste una preparazione al  test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No, nessuna.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    L’immunofenotipo viene utilizzato principalmente come sostegno alla diagnosi ed alla classificazione dei tumori del sangue (leucemie e linfomi) ed alla scelta dei trattamenti terapeutici. L’immunofenotipo può essere richiesto come esame di approfondimento in seguito al riscontro di un aumentato numero di linfociti, della presenza di cellule immature nel sangue periferico e della diminuzione/aumento del numero di piastrine (trombocitopenia/trombocitosi) tramite emocromo e conta differenziale.
    I campioni vengono solitamente analizzati utilizzando un pannello di anticorpi in grado di riconoscere i pattern antigenici specifici per vari tipi di leucemia/linfoma. Per esempio, ciascuna delle seguenti forme tumorali presenta pannelli anticorpali predefiniti in grado di rilevarle: leucemia linfoblastica acuta, leucemia mieloide acuta, leucemia a cellule capellute, eritroleucemia, linfoma B-cellulare, linfoma T-cellulare.

    Di solito il clinico fornisce al laboratorista le informazioni riguardanti il sospetto diagnostico del paziente per il quale viene eseguito il test. Sulla base di queste informazioni e di quelle ricavabili dall’emocromo, la conta differenziale e la conta piastrinica, il laboratorista seleziona il pannello antigenico da utilizzare per l’esecuzione dell’immunofenotipo.

    Talvolta questo tipo di test viene effettuato per la valutazione dell’efficacia terapeutica in pazienti con leucemia o linfoma e per rilevare la malattia residua o le eventuali ricadute della malattia.

    Metodi per l’esecuzione dell’immunofenotipo

    Le prime metodiche utilizzate per l’esecuzione dell’immunofenotipo erano tecniche immuniostochimiche. Queste prevedono la fissazione di sezioni di tessuto su un vetrino trattato con anticorpi specifici per uno o più antigeni noti per essere espressi nelle cellule anomale presenti in particolari tipi di leucemia o linfoma.

    La rilevazione al microscopio delle cellule anomale è possibile grazie al legame degli anticorpi utilizzati con particolari molecole fluorescenti o perossidasi. Le tecniche di immunoistochimica sono basate sulle proprietà immunologiche cellulari e sono particolarmente importanti nella valutazione dei tessuti patologici al fine di stabilire una diagnosi o identificare una ricaduta.

    Attualmente l’immunofenotipo viene eseguito tramite citometria a flusso. In questo tipo di analisi il sangue, il midollo osseo o altri tessuti o fluidi corporei vengono marcati tramite specifici anticorpi fluorescenti. Questi anticorpi sono in grado di legare degli antigeni presenti sulle cellule che, se presenti, identificano un particolare tipo di cellula; vengono pertanto detti marcatori cellulari. Le cellule vengono sospese in soluzione fisiologica ed analizzate tramite il citofluorimetro. La sospensione di cellule viene convogliata in un flusso; questo flusso passa davanti a dei laser che colpisce le cellule e eccita le molecole fluorescenti. Le modificazioni della luce incidente, indotte dalle cellule e dalle molecole fluorescenti legate alle cellule, permettono di ottenere molteplici informazioni riguardanti le cellule analizzate.

    La citometria a flusso permette di analizzare velocemente le caratteristiche di ciascuna singola cellula, come la dimensione, la complessità strutturale e il tipo e la quantità di complessi antigene-anticorpo formati in seguito alla colorazione delle cellule con anticorpi marcati con molecole fluorescenti. Rispetto alle metodiche immunoistochimiche, la citometria a flusso permette di analizzare in poco tempo migliaia di cellule. Le caratteristiche fisiche e la presenza o assenza di particolari antigeni possono quindi fornire al laboratorista e al clinico le informazioni necessarie alla formulazione di una diagnosi di leucemia o linfoma di un particolare tipo.

  • Quando viene prescritto?

    L’immunofenotipo può essere richiesto in seguito al riscontro di un numero aumentato di linfociti (o talvolta di altri tipi di leucociti), di un aumento o una diminuzione delle piastrine o della presenza di cellule immature nel sangue, rilevate tramite la conta differenziale o l’emocromo. I sintomi precoci di leucemia o linfoma non sono necessariamente specifici e possono essere lievi e non rilevabili. Pertanto queste alterazioni possono essere le prime indicazioni della probabile presenza di un tumore ematologico.

    I segni e sintomi di un tumore del sangue possono includere:

    • Sensazione di stanchezza o malessere, debolezza
    • Inspiegabile perdita di peso o appetito
    • Affanno durante la normale attività fisica
    • Pallore
    • Sanguinamento o ecchimosi
    • Febbre
    • Dolore alle ossa e alle articolazioni
    • Ingrossamento dei linfonodi, della milza, del fegato, dei reni e/o dei testicoli
    • Mal di testa
    • Vomito
    • Sudorazione notturna

     

    L’immunofenotipo può anche essere richiesto in corso di terapia per leucemia o linfoma, per valutare l’efficacia terapeutica, o in seguito alla terapia per valutare la presenza di eventuali ricadute.

  • Cosa significa il risultato del test?

    L’interpretazione dell’immunofenotipo e quindi della presenza/assenza di particolari marcatori antigenici richiede personale esperto. Il patologo, spesso specializzato nell’identificazione e nello studio di tumori ematologici o malattie del sangue, fornisce un’interpretazione diagnostica dell’immunofenotipo considerando anche le informazioni ottenute dall’emocromo, la conta differenziale, lo striscio di sangue e l’analisi del midollo osseo. Il referto di laboratorio oltre al risultato dei test include anche un commento interpretativo dello stesso.

    Le cellule tumorali, se presenti, vengono identificate tramite i marcatori presenti nelle cellule e rilevati tramite l’immunofenotipo. Queste informazioni, insieme alla storia clinica del paziente, agli esami clinici e ai segni e sintomi presenti, contribuiscono alla formulazione di una diagnosi da parte del clinico.

    Nonostante la presenza di particolari antigeni sia associata a particolari forme di leucemia o linfoma, è importante considerare il fatto che la situazione di ciascun paziente potrebbe essere unica. Un paziente può avere o non avere degli antigeni specifici, ma ricevere una diagnosi di un particolare tipo di leucemia o linfoma.

    I profli immunofenotipici anomali sono generalmente presenti in:

    • Leucemia mieloide acuta
    • Leucemia linfoblastica acuta
    • Leucemia linfocitica o mielocitica
    • Linfoma non-Hodgkin delle cellule B o T
    • Eritroleucemia (globuli rossi)
    • Leucemia megaloblastica (piastrine)
    • Mieloma multiplo
       

    La tabella sottostante riporta i marcatori presenti solitamente in particolari tipi di cellule:

    Cellula

    Marcatore

    Precursori immaturi

    HLA-DR, TdT, CD34, CD38, CD117

    Linfociti B

    CD19, CD20, CD22, CD79a, catena pesante (gamma, alpha, mu o delta) e leggera (kappa or lambda) delle immunoglobuline

    CD10 (cellule pre-B)

    Linfociti T

    CD2, CD3, CD5, CD7, and either CD4 or CD8

    Cellule mieloidi (granulociti)

    MPO (mieloperossidasi), CD11, CD13, CD15, CD16b, CD33, CD66

    Cellule Natural killer (NK)

    CD11b, CD16, CD56

    Alcuni marcatori invece suggeriscono la presenza di alcuni tipi di differenziazione cellulare:

    Cellula

    Marcatore

    Differenziazione megacariocitica; Piastrne

    CD31, CD36, CD41, CD42, CD61

    Differenziazione eritroide (RBC)

    CD235a

    Differenziazione monocitica

    CD14, CD33, CD64, CD68

    Leucemia a cellule capellute

    CD11c, CD103

  • C’è altro da sapere?

    L’analisi dei linfociti con i marcatori CD3, CD4 e CD8 viene utilizzata nel monitoraggio dei pazienti affetti da HIV/AIDS. Per maggiori dettagli si rimanda alla pagina “CD4 e CD8”.

     

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Domande Frequenti
  • Esiste una motivazione nella scelta di un particolare tipo di campione (sangue, midollo osseo o tessuto) per l’esecuzione del test?

    Il campione testato deve essere rappresentativo del tipo di cancro presente o del quale si sospetti la presenza. Nel caso in cui sia possibile rilevare le cellule anomale direttamente nel sangue, il campione di sangue è sicuramente il campione utilizzato preferenzialmente per la sua facilità di prelievo. Tuttavia, le cellule del linfoma possono non essere presenti nel circolo sanguigno e pertanto il test può richiedere altre metodiche di campionamento.

  • L’immunofenotipo può essere effettuato ambulatorialmente?

    No. L’esecuzione e l’interpretazione del test richiede personale specializzato e attrezzature specifiche presenti in laboratori di riferimento e spesso nelle strutture ospedaliere di maggiori dimensioni.

  • Il risultato del test può avere un valore prognostico?

    La diagnosi di leucemia o linfoma si avvale di un esame effettuato su striscio di sangue o su biopsia o aspirato midollare per la ricerca di particolari tipi di cellule. In base alla presenza di particolari quadri antigenici e alla loro associazione con particolari tipi di tumore, il clinico può formulare una prognosi riguardante il grado di risposta al trattamento e di conseguenza decidere l’aggressività di un particolare trattamento. L’immunofenotipo, insieme ad altri tipi di test, può quindi fornire al clinico informazioni importanti riguardo il tipo, la durata e le caratteristiche del trattamento al quale il paziente deve essere sottoposto.

  • Gli antigeni possono cambiare?

    In genere gli antigeni presenti in un particolare tipo di cancro rimangono invariati; tuttavia i trattamenti chemioterapici o radioterapici possono eliminare alcuni tipi di cellule anomale. Nel caso in cui il trattamento abbia successo, i leucociti normali possono rimpiazzare le cellule anomale. Questo può determinare una variazione dell’immunofenotipo.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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