Noto anche come
IgE quantitative
Nome ufficiale
Immunoglobuline E totali
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 07.08.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Come sostegno nel processo diagnostico delle allergie; talvolta per valutare la presenza di infezioni parassitarie.

Quando Fare il Test?

In presenza di sintomi persistenti o ricorrenti alla pelle, ai polmoni o all’apparato digerente, che possano suggerire la presenza di allergie; nel caso in cui il clinico sospetti un’infezione parassitaria

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso viene prelevato dal braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L’Esame

Le Immunoglobuline E (IgE) sono anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta a uno stimolo percepito come una minaccia. Corrispondono ad una delle cinque classi di immunoglobuline (G, A, M, D ed E) e sono normalmente presenti nel circolo ematico in concentrazioni molto basse. Questo esame misura la concentrazione di IgE nel sangue.

Le immunoglobuline sono proteine fondamentali per il corretto funzionamento del sistema immunitario dell'organismo. Sono prodotte da specifiche cellule immunitarie chiamate plasmacellule ed attaccano batteri, virus, altri microrganismi e sostanze riconosciute come ”estranee” e potenzialmente dannose dal sistema immunitario.

La produzione di IgE può comportare la manifestazione di reazioni allergiche come l’asma, ma è anche implicata nella risposta immunitaria contro i parassiti. Nei soggetti allergici l'organismo reagisce in modo esagerato ad una o più sostanze presenti nell’ambiente, chiamate allergeni, che negli altri individui possono non causare alcuna reazione. L’allergia può svilupparsi in seguito all'esposizione ad una sostanza come i pollini, le noccioline, le uova, le fragole, il veleno delle api e centinaia di altre.

Nel corso della prima esposizione, chiamata sensibilizzazione, il soggetto allergico produce le IgE specifiche dirette contro l’allergene. Le IgE prodotte legano dei globuli bianchi specializzati provocando, nel corso delle successive esposizioni, il rilascio di alcune sostanze, tra cui l’istamina. Nelle persone allergiche/asmatiche queste sostanze possono provocare costrizione dei bronchi polmonari o anche altre reazioni tra cui naso che cola, prurito agli occhi e alla pelle.

Tutte le volte che il soggetto allergico viene esposto agli allergeni per i quali si è sensibilizzato durante la prima esposizione, le IgE vengono prodotte rapidamente, aumentando fino a scatenare la reazione allergica. La gravità della reazione e i sintomi ad essa associati possono variare da un arrossamento localizzato e prurito alla pelle fino all’insufficienza respiratoria, il vomito, la diarrea e, in alcuni casi, lo shock anafilattico, pericoloso per la vita. La gravità della reazione varia da persona a persona, da episodio a episodio e può peggiorare nel tempo.

L’esame delle IgE totali misura la quantità di immunoglobuline E nel sangue, non la concentrazione di un tipo specifico di IgE. E’ utile per valutare la presenza di una reazione allergica, senza specificarne la tipologia. Per avere informazioni più complete, questo esame dovrebbe essere accompagnato da test allergologici in grado di rilevare le IgE dirette verso specifici antigeni.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test delle immunoglobuline E (IgE) totali può essere usato per determinare la presenza o l’assenza di allergie. Misura la quantità totale di IgE nel sangue. Può essere richiesto da solo o insieme al test delle IgE specifiche, in modo dipendente dal fatto che il soggetto interessato o il clinico abbiano individuato le ipotetiche sostanze responsabili della reazione allergica.

    Le IgE possono aumentare nel sangue anche a seguito di un’infezione parassitaria, perciò le IgE totali vengono anche utilizzate per valutare la presenza o l’assenza di questo particolare tipo di infezioni.

  • Quando viene prescritto?

    Il test delle IgE totali può essere prescritto in caso di sintomi periodici o persistenti che possano essere ricondotti ad una reazione allergica, specialmente quando il potenziale allergene è sconosciuto. I sintomi possono riguardare la pelle, l’apparato respiratorio e digerente, come:

    • Prurito occasionale o persistente
    • Orticaria
    • Bruciore agli occhi
    • Eczema
    • Nausea, vomito, diarrea persistente
    • Starnuti, tosse, congestione nasale
    • Difficoltà respiratorie
    • Sintomi riconducibili all’asma: sibilo respiratorio, mancanza d’aria, tosse, oppressione al petto
       

    L’esame delle IgE totali può essere talvolta prescritto in caso di diarrea persistente che si sospetti essere dovuta ad un’infezione parassitaria. In associazione a questo test, possono essere richiesti anche l’emocromo e la conta differenziale dei leucociti per capire se il numero di eosinofili sia aumentato.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Un’aumentata concentrazione di IgE nel sangue indica la probabile presenza di una o più allergie. La concentrazione di IgE specifiche può aumentare dopo l’esposizione e diminuire nel tempo; questo può pertanto modificare la concentrazione delle IgE totali. Nel caso in cui l'allergia sia di tipo stagionale, come nel caso sia dovuta al polline, allora sia le IgE specifiche che le IgE totali possono aumentare solo nel momento dell’anno in cui l’allergene è presente. Nelle allergie alimentari, la concentrazione di IgE totali rispecchia l’esposizione al cibo responsabile dell'allergia. Se infine la persona è allergica a qualcosa che si trova costantemente nell’ambiente in cui vive, come la muffa in casa o il pelo di gatto, allora le IgE totali saranno costantemente elevate.

    Un marcato aumento di IgE totali indica una reazione allergica in atto, ma non è indicativo del tipo di allergia. In generale maggiore è il numero delle sostanze alle quali la persona è allergica, più marcato sarà l'aumento delle IgE totali.

    Un aumento delle IgE totali può indicare anche la presenza di un’infezione parassitaria ma non consente di identificare il tipo di infezione.

    Una quantità normale di IgE indica che è poco probabile che il soggetto sia allergico, anche se questo potrebbe dipendere da una mancata esposizione recente all'allergene.

    Esistono patologie in grado di influenzare la capacità del sistema immunitario nella produzione di immunoglobuline. In questi casi, la presenza dell’allergia potrebbe non rispecchiarsi in un aumento delle IgE totali.

  • C’è altro da sapere?

    Per identificare la sostanza specifica (allergene) responsabile dell'allergia, il clinico può richiedere il test che identifica le IgE allergene-specifiche. Se il paziente o il clinico hanno dei sospetti circa la natura della sostanza responsabile dell'allergia, possono richiedere dei test specifici per quella sostanza. Altrimenti vengono eseguiti dei pannelli di test per testare più sostanze potenzialmente allergeniche (come vari tipi di erba, polline, muffa, pelo di animali e/o cibi). Le IgE totali possono fornire ulteriori informazioni circa la probabilità o meno che il soggetto in esame sia effettivamente un soggetto allergico.

    L'entità dei sintomi di una persona durante un episodio allergico non correla necessariamente con la quantità delle IgE totali.

    Raramente il test delle IgE può essere prescritto come supporto alla diagnosi di una patologia ereditaria assai rara chiamata Sindrome dell’iperimmunoglobulina E (sindrome di Job). Le persone affette da questa rara patologia hanno inspiegabilmente un’elevata concentrazione di IgE nel sangue e possono presentare eczema, sinusiti ricorrenti, infezioni polmonari, difetti alle ossa e gravi infezioni cutanee. L'aumento significativo delle IgE potrebbe indicare la presenza di questa patologia. Altri esami possono essere utilizzati per determinare la presenza di una mutazione a livello del gene STAT3, associata a questa sindrome.

    Raramente il test delle IgE può essere usato nella diagnosi e nel monitoraggio di mieloma multiplo secernente IgE monoclonali.

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Domande Frequenti
Fonti
Fonti utilizzate nella revisione corrente

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