Noto anche come
Preparazione KOH
Test micotico molecolare
Esame micotico microscopico
Nome ufficiale
Preparazione con idrossido di potassio; Test micotico colturale; Esame sierologico per la ricerca di antigeni e anticorpi; Colorazioni microbiologiche
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
28.05.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per rilevare un’infezione micotica, per determinare quale specie micotica (o più) è responsabile di un’infezione e come supporto alle scelte terapeutiche.

Quando Fare il Test?

Nel caso in cui il clinico sospetti la presenza di un’infezione micotica della pelle (dermatologica), dei polmoni o sistemica; talvolta dopo il trattamento per verificarne l’efficacia.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Il campione utilizzato dipende dalla sede dell’infezione. Alcuni esempi includono: campioni ottenuti dal raschiamento della pelle, campioni di unghie o capelli, fluidi biologici, sangue e/o campioni bioptici di tessuti.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L'Esame

I funghi (o miceti) sono dei microrganismi che possono esistere in natura sotto forma di lieviti (organismi monocellulari) o come muffe (organismi pluricellulari) caratterizzate dalla presenza di ramificazioni filamentose. Solo 20-25 specie di funghi sono comunemente responsabili di infezioni. I test micologici rilevano le infezioni e talvolta identificano i funghi responsabili al fine di guidarne il trattamento terapeutico.

Le infezioni micotiche possono essere superficiali (come quelle della pelle) o, più gravemente, dei tessuti interni, del sangue, dei polmoni o anche sistemiche.

  • Le infezioni micotiche superficiali sono molto comuni. Esse possono causare infezioni della pelle o delle unghie che possono essere pruriginose, rosse e squamose, come quelle note comunemente come piede dell’atleta, tigna o infezioni da candida che determinano la comparsa di punti bianchi in bocca (mughetto)o la presenza di secrezioni vaginali biancastre. Circa il 70% delle donne nella propria vita ha sofferto di almeno un episodio di candidosi vaginale.
  • Infezioni dei polmoni, del sangue o sistemiche: meno comunemente i funghi possono essere responsabili di infezioni a carico dei polmoni, del sangue (setticemia) o di carattere sistemico che quindi interessano vari organi. Le infezioni polmonari micotiche originano tipicamente dall’inalazione accidentale di microscopiche spore. Sebbene possano svilupparsi gravi infezioni polmonari o sistemiche, la maggior parte delle persone sviluppa solo moderati sintomi para-influenzali. Tuttavia, i pazienti immunocompromessi, come quelli affetti da HIV/AIDS o coloro che hanno ricevuto un trapianto d’organo, e i pazienti con comorbidità importanti come il diabete o altre malattie polmonari, hanno un rischio aumentato di sviluppare gravi infezioni micotiche sistemiche e/o ricorrenti.

I test micologici sono utilizzati spesso per rilevare ed identificare i funghi al fine di effettuare una diagnosi e guidare le scelte terapeutiche. I test micotici tipicamente includono gli esami microscopici tramite l’applicazione del campione in esame su specifici vetrini e, talvolta, una colorazione o una preparazione tale da permettere la rilevazione dei funghi eventualmente presenti. Questo tipo di esame può essere sufficiente alla determinazione dell’agente eziologico dell’infezione e, in presenza di infezioni superficiali, spesso non sono necessari ulteriori test.

Tuttavia, in caso di infezioni persistenti, profonde o sistemiche, si rende necessaria una diagnosi più accurata. In questi casi quindi l’esame microscopico può essere seguito da ulteriori esami come l’esame colturale, il test di sensibilità, i test sierologici per la ricerca di antigeni o anticorpi specifici e i test molecolari per la rilevazione del materiale genetico dei funghi.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Il metodo di raccolta del campione dipende dalla sede interessata dall’infezione. Nel caso di infezioni superficiali, il campione può essere raccolto tramite raschiamento della pelle, taglio di unghie o capelli, raccolta di secrezioni vaginali tramite l’utilizzo di un tampone o raccolta delle urine. Per le infezioni profonde, d’organo o sistemiche, il campione può essere rappresentato da un campione di urine, un prelievo di sangue, un campione di espettorato dai polmoni e/o un prelievo di un campione bioptico di tessuto. Il sospetto di meningite prevede invece l’esecuzione delle analisi su un campione di liquido cefalorachidiano.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No, non è necessaria alcuna preparazione.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Gli esami micologici vengono utilizzati per la rilevazione e la diagnosi d’infezioni micotiche, come sostegno alle scelte terapeutiche e/o nel monitoraggio dell’efficacia terapeutica.

    • Per la maggior parte delle infezioni dermatologiche, la valutazione clinica e l’osservazionie microscopica del campione può essere sufficiente nella determinazione della presenza di infezioni micotiche. Spesso il microrganismo non viene identificato. Il clinico può infatti scegliere il trattamento antimicotico topico o orale sulla base della propria esperienza clinica.
    • Nel caso in cui siano presenti infezioni micotiche persistenti, profonde o sistemiche, allora si rende necessario l’utilizzo di esami di approfondimento volti alla definizione della diagnosi o al monitoraggio terapeutico.
      • Esame colturale – viene utilizzato nell’identificazione della specie micotica responsabile dell’infezione. Per la formulazione del referto sono spesso necessarie alcune settimane perché il tempo necessario alla crescita di alcuni tipi di funghi è piuttosto lungo. Il test di sensibilità viene effettuato su un campione di funghi isolati in coltura al fine di determinare il miglior antimicotico da utilizzare.
      • Test sierologici – i test per la ricerca di antigeni e/o anticorpi specifici possono essere utilizzati per determinare se un paziente ha o ha avuto di recente un’infezione micotica. Questi esami sono in grado di fornire un risultato in tempi più brevi rispetto all’esame colturale, ma ciascun test è specifico per un certo microrganismo. Pertanto il clinico deve richiedere l’esame sulla base di un sospetto clinico preciso. Molte persone possono avere gli anticorpi diretti contro uno specifico organismo a causa di una precedente esposizione; pertanto un singolo test anticorpale non è in grado di confermare la presenza di un’infezione in atto. Talvolta i campioni di sangue vengono perciò raccolti a distanza di 2-3 settimane (campioni della fase acuta e convalescente) al fine di valutare un eventuale variazione dei livelli anticorpali. Questo tipo di valutazione quindi può richiedere alcune settimane.
      • Test molecolari – questi test possono essere utili nell’identificazione dei microrganismi cresciuti in coltura o per rilevare la presenza di specifici organismi direttamente nel campione in esame.
         

    La tabella sottostante riassume l’utilizzo di alcuni test utilizzati per gli esami delle infezioni micotiche:

    Test per le infezioni micotiche superficiali

    ESAME

    CAMPIONE

    DESCRIZIONE

    USI

    TEMPO PER LA RISPOSTA

    Preparazione KOH (soluzione di idrossido di potassio)

     

    Raschiamento cutaneo, frammento di capelli o unghie, tessuti, tampone vaginale, fluidi corporei, espettorato

    Il campione viene posto su un vetrino e la soluzione chimica dissolve gli elementi non micotici; rileva i lieviti e le ife (filamenti ramificati); viene esaminato da personale di laboratorio specializzato.

    Test di screening; rileva la presenza di funghi ma non è in grado di definirne la specie.

    Rapido

    Colorazione in fluorescenza con Calcofluor White

    Raschiamento cutaneo, frammento di capelli o unghie, tampone vaginale, fluidi corporei, espettorato

    Il colorante lega le strutture specifiche dei funghi presenti e, sotto una luce ultravioletta, emette luce fluorescente; permette la visualizzazione sul vetrino al microscopio; in grado di visualizzare i funghi in maniera più sensibile.

    Rileva la presenza di funghi ma non è in grado di definirne la specie.

    Rapido

    Esame micotico colturale

    Pelle, unghie, capelli, fluidi corporei, tessuti, tampone vaginale, espettorato, sangue

    Il campione viene posto in un terreno di coltura e incubato in modo da permettere la crescita delle specie micotiche eventualmente presenti.

    Esame di riferimento per la diagnosi delle infezioni micotiche; permette la crescita dei funghi per la loro identificazione e per l’esecuzione del test di sensibilità.

    Settimane

    Nel caso in cui sia necessaria una diagnosi definitiva e nel caso di infezioni persistenti, profonde o sistemiche, possono essere richiesti esami più approfonditi per l’identificazione dei funghi e per la definizione del trattamento appropriato. A questo scopo possono essere effettuati i test già menzionati insieme a quelli elencati nella tabella sottostante:

    Test per le infezioni micotiche sistemiche

    ESAME

    CAMPIONE

    DESCRIZIONE

    USI

    TEMPO PER LA RISPOSTA

    Test di sensibilità

    Campione della specie isolata in coltura

    Eseguito in seguito ad esame colturale; nel caso in cui venga identificato un fungo patogeno tramite l’esame colturale, il test di sensibilità viene effettuato per determinare il trattamento antimicotico più efficace.

    Indicazioni terapeutiche

    Giorni-settimane dopo la coltura

    Test antigenico

    Sangue, urine, liquor, fluidi corporei

    Rileva la presenza di proteine associate con determinate specie micotiche. Questo tipo di test è disponibile per diverse specie fungine.

    Diagnosi di infezione di alcune specie di funghi.

    Giorni: per alcuni funghi (es. Cryptococcus,Histoplasma ) sono disponibili test rapidi

    Test anticorpale

    Sangue, liquor, fluidi corporei

    Rileva la risposta immunitaria attivata in seguito all’esposizione a determinate specie di funghi; può essere richiesto su un singolo campione o su campioni prelevati a distanza di 2-3 settimane (fase acuta e convalescente).

    Diagnosi di infezione attiva o recente da parte di specifiche specie micotiche; monitoraggio terapeutico.

    Giorni o settimane

    Test molecolari per la ricerca di DNA/RNA

    Campione della specie isolata in coltura, sangue, liquor, fluidi corporei

    Rileva il materiale genetico di determinate specie micotiche.

    Rileva la presenza di determinate specie micotiche; non largamente utilizzato; usato perlopiù in ambito di ricerca.

    Giorni o settimane

  • Quando viene prescritto?

    L’esame micologico viene ordinato nel caso in cui il paziente presenti segni e sintomi di un’infezione micotica. Molti segni e sintomi di questo tipo di infezione sono analoghi a quelli presenti in caso di infezioni batteriche e/o virali pertanto questi esami vengono spesso richiesti nel caso in cui la causa dell’infezione non sia ben chiarita.

    Per le infezioni superficiali, i sintomi associati riguardano la pelle, le unghie o le mucose:

    • Prurito, rossore e desquamazione del derma
    • Unghie ispessite, fragili e/o deformate
    • Punti bianchi in bocca (mughetto)
    • Presenza di secrezioni vaginali biancastre (candidosi)
       

    I sintomi associate alle infezioni profonde o sistemiche possono essere molteplici e dipendono dalla sede interessata dall’infezione.

    Alcuni esempi includono:

    • Le infezioni polmonari possono determinare la comparsa di sintomi para-influenzali come tosse, febbre, dolore muscolare, mal di testa e eruzioni cutanee
    • Le infezioni del sangue (setticemia) possono causare brividi, febbre, nausea e tachicardia
    • Le infezioni al sistema nervoso centrale (meningite) possono causare cefalee persistente, rigidità nucale e sensibilità alla luce
       

    I test micotici possono anche essere richiesti periodicamente nell’ambito del monitoraggio dell’efficacia terapeutica o per rilevare eventuali ricadute.

  • Cosa significa il risultato del test?

    L’interpretazione di questo tipo di test e la valutazione dei preparati microscopici e delle colture richiede molta esperienza nel settore. I risultati devono essere valutati attentamente insieme ai segni e sintomi del paziente, la storia clinica e, talvolta, la valutazione dei viaggi effettuati.

    Infezioni superficiali

    Molte infezioni micotiche superficiali possono essere diagnosticate sulla base della valutazione clinica del paziente. Oltre ad alcuni sintomi generici, possono infatti essere presenti alcuni segni caratteristici (come l’aspetto delle unghie) o l’infezione può manifestarsi in sedi tipiche, come nella regione presente tra le dita dei piedi nell’infezione nota con il nome “piede dell’atleta”. Tuttavia, la sola valutazione clinica non è in grado di definire con certezza la specie microbica responsabile dell’infezione. Talvolta si rende necessaria l’esecuzione di un esame colturale o di un’analisi microscopica utili per la definizione della diagnosi e come supporto alle scelte terapeutiche.

    Alcuni esempi di infezioni superficiali includono:

    • Infezioni causate da funghi appartenenti alla specie Candida
    • Tinea Pediso “Piede dell’atleta”
    • Tinea Cruriso "Prurito Del Fantino"
    • Infezioni del cuoio capelluto o dei capelli
    • Infezioni delle dita o delle unghie
    • Tigna
       
    Infezioni micotiche profonde, polmonari, ematiche e sistemiche

    In presenza di infezioni persistenti profonde o sistemiche, può essere necessario fornire una diagnosi definitiva tramite esami più approfonditi in grado di fornire indicazioni dettagliate sulla specie responsabile dell’infezione e sul conseguente trattamento da eseguire. In genere a questo scopo vengono effettuati una serie di esami su campioni di espettorato o di tessuto polmonare, su sangue, urine o liquido cefalorachidiano. Esempi di alcune infezioni gravi che quindi possono richiedere esami più dettagliati sono:

    • Aspergillosi
    • Blastomicosi
    • Coccidioidomicosi
    • Criptococcosi
    • Istoplasmosi
       

    In generale, un risultato negativo indica che non sono presenti infezioni micotiche e che i sintomi sono riconducibili ad altra causa. Un risultato negativo ottenuto dopo un trattamento terapeutico è indicativo dell’efficacia del trattamento.

    Un risultato positivo indica in genere la presenza del fungo e talvolta identifica la specie responsabile dell’infezione:

    • Esame microscopico (preparazione KOH o colorazione Calcofluor white) – sebbene questo test non sia in grado di identificare la specie micotica responsabile dell’infezione, la sua positività indica che i sintomi del paziente sono riconducibili all’infezione micotica.
    • Esame colturale – l’interpretazione dei risultati richiede molta attenzione e spesso dipende dal tipo di campione in esame.
      • Campione di una sede “non sterile”: un test positivo identifica la o le specie micotiche presenti in quella sede (ad esempio la pelle). Possono essere presenti specie patogene (in grado di causare la malattia), opportunistiche (in grado di causare la malattia solo in persone immunocompromesse) o appartenenti alla normale flora residente, o un insieme di queste.
      • Campione di una sede “sterile”: appartengono a questa categoria i campioni di sangue, liquido cefalorachidiano o di tessuti prelevati in maniera appropriata. La positività all’esame colturale identifica il fungo o i funghi responsabili dell’infezione.
    • Test di ricerca degli antigeni: un risultato positivo indica che verosimilmente la specie micotica testata è la causa dell’infezione
    • Test per la ricerca di anticorpi: un risultato positivo in un singolo campione indica l’esposizione ad una determinata specie micotica, ma non è in grado di discriminare tra infezioni passate o in atto. L’aumento dei livelli di anticorpi tra due campioni prelevati a distanza di 2-3 settimane l’uno dall’altro (fase acuta e convalescente) indica la presenza di un’infezione attiva o recente.
    • Test molecolari: la rilevazione del materiale genetico di determinate specie micotiche all’interno di campioni “sterili” come il sangue, il liquido cefalorachidiano o i tessuti, indica che probabilmente l’infezione è dovuta a quella specie micotica.
  • C’è altro da sapere?

    La presenza di quantità troppo piccole della specie micotica all’interno del campione può determinare la presenza di risultati falsamente negativi.
    Per quanto riguarda i test anticorpali invece, la compromissione del sistema immunitario del paziente esaminato potrebbe determinare la scarsa produzione di anticorpi pur in presenza dell’infezione.
    Le infezioni micotiche in genere vengono distinte da quelle causate da altri agenti patogeni come i batteri. Tuttavia possono esistere situazioni nelle quali sono presenti sia specie micotiche che batteriche. I test che possono essere un ausilio nell’esclusione o nell’identificazione di altri agenti responsabili di sintomi analoghi sono:

    • Colorazione di Gram – un test rapido utilizzato per rilevare al microscopio la presenza di funghi e/o batteri
    • Coltura batterica – utilizzata per escludere la presenza di infezioni batteriche o per determinare la presenza di infezioni batteriche concomitanti
    • AFB coltura – richiesta nel caso in cui si sospetti un’infezione da micobatteri come la tubercolosi
    • Emocoltura – richiesta in presenza di sospetto di setticemia
       

    I funghi prosperano in ambienti caldo-umidi, come le superfici intorno alle piscine e le palestre, all’interno di calzini e di scarpe sudate, in corrispondenza delle pieghe della pelle e ogniqualvolta la pelle sia costretta in vestiti aderenti. Le infezioni della pelle possono essere limitate utilizzando le ciabatte all’interno degli spogliatoi o in piscina, cambiando i calzini e gli indumenti intimi ogni giorno, facendo asciugare bene le scarpe e mantenendo le zone umide del corpo asciutte e pulite.

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Domande Frequenti
Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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