Noto anche come
Emoglobina A1c
Glicoemoglobina
Emoglobina glicosilata
Emoglobina glicata
HbA1c
Nome ufficiale
HbA1c
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
23.05.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per monitorare il diabete del paziente e come supporto per le decisioni terapeutiche; come ausilio per identificare i soggetti ad aumentato rischio di sviluppare il diabete.

Quando Fare il Test?

Alla diagnosi di diabete e 2/4 volte all’anno; come test incluso nel pannello di esami di controllo o a fronte di sintomi di diabete.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

No.

L’Esame

Il test della A1c valuta la quantità media di glucosio nel sangue nel corso dei 2-3 mesi precedenti al prelievo. Questo esame consiste nel misurare la concentrazione della emoglobina glicata A1c (spesso chiamata anche emoglobina glicosilata).

L'emoglobina è una proteina di trasporto dell'ossigeno e si trova all'interno dei globuli rossi (GR). Esistono vari tipi di emoglobina normale, ma la forma predominante, circa il 95-98%, è l'emoglobina A. Il glucosio, circolando nel sangue, in parte si lega spontaneamente all'emoglobina A. Le molecole di emoglobina legate al glucosio prendono il nome di emoglobine glicate. Più alta è la concentrazione di emoglobina nel sangue, più emoglobina glicata si forma. Una volta che il glucosio si è legato all'emoglobina, vi rimane per tutta la vita del globulo rosso, normalmente 120 giorni circa. La forma prevalente di emoglobina glicata è definita come HbA1c o A1c. A1c è prodotta quotidianamente ed è eliminata lentamente dal sangue man mano che i globuli rossi più vecchi muoiono, e vengono rimpiazzati da quelli più giovani che non contengono emoglobina glicata.

Il test è usato per monitorare il trattamento nei soggetti cui è stato diagnosticato il diabete. E' di aiuto per valutare se le concentrazioni di glucosio sono state mantenute sotto controllo nel tempo in cui il paziente ha seguito la terapia. Il test può essere usato sia per lo screening che per la diagnosi di diabete e per valutare il rischio di sviluppare il diabete. Nel 2010 le linee guida per la pratica clinica della American Diabetes Association (ADA) hanno stabilito che la A1c può essere aggiunta al glucosio plasmatico a digiuno (FPG) ed al test da carico di glucosio (OGTT), per lo screening e diagnosi di diabete.

A scopo di monitoraggio, una A1c minore di 53 mmol/mmol (7%) indica un buon controllo glicemico ed un minor rischio di complicanze per la maggior parte dei diabetici. D’altra parte, nel 2012, l'ADA e la European Association for the study of Diabetes (EASD) hanno  pubblicato un lavoro in cui si raccomanda che  la gestione del diabete di tipo 2 sia più centrata sul paziente. I risultati di studi recenti hanno mostrato che bassi livelli di glucosio (ipoglicemia) possono causare complicanze e che soggetti a rischio di grave ipoglicemia con altre patologie, complicazioni e limitata aspettativa di vita non traggano beneficio necessariamente dal mantenimento della A1c sotto i53 mmol/mmol (7%). La raccomandazione prevede che i pazienti collaborino con il medico per scegliere un obiettivo coerente col proprio stato di salute, che mantenga in equilibrio i rischi ed i benefici.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Tramite un prelievo di sangue venoso dal braccio. Talvolta viene prelevata una goccia di sangue da un dito pungendolo con una punta acuminata.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No, non è necessaria alcuna preparazione.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    L’emoglobina glicata viene impiegata principalmente per monitorare il controllo glicemico del paziente diabetico nel tempo. Mantenere la glicemia il più possibile vicino a valori normali è il principale obbiettivo per il paziente affetto da diabete e consente di ridurre le complicanze dovute all’esposizione cronica dei tessuti all’iperglicemia, come il progressivo danneggiamento agli organi, quali reni, occhi, sistema cardio-vascolare e nervi. La misura dell'A1c fornisce un'immagine della concentrazione media del glucosio nel sangue negli ultimi mesi. Questo può aiutare il diabetico ed il suo medico a sapere se gli interventi presi per tenere sotto controllo il diabete sono efficaci o devono essere aggiustati.

    Molto spesso l’emoglobina glicata viene prescritta al momento della diagnosi di diabete per determinare quanto sia stata elevata la concentrazione di glucosio nei 2-3 mesi precedenti. Inoltre, può essere prescritta più volte nel periodo di tempo necessario al paziente per raggiungere il corretto controllo della glicemia e, successivamente, più volte all’anno, per verificarne il mantenimento.

    La misura della A1c può essere usata sia per lo screening che per la diagnosi di diabete. Comunque la A1c non dovrebbe essere usata per la diagnosi di diabete gestazionale, in soggetti che hanno subito gravi emorragie o trasfusioni di sangue, quelli con insufficienza renale cronica o malattie del fegato e quelli con patologie ematiche quali anemia ferro-carente, anemia da carenza di vitamina B12 ed alcune varianti emoglobiniche (ad es. pazienti con anemia falciforme o talassemia). In questi casi la misura della glicemia a digiuno (FPG) o una curva da carico di glucosio (OGTT) dovrebbero essere usati sia per lo screening che per la diagnosi del diabete.

    Solo risultati di A1c ottenuti con metodi correlabili al metodo di riferimento (standardizzati), dovrebbero essere usati sia per scopi di screening che di diagnosi. Attualmente, i test point-of-care (con piccoli strumenti portatili) come quelli che si trovano negli studi medici od al letto del paziente, non sono sufficientemente accurati per scopi diagnostici ma possono essere usati per monitorare il trattamento (dieta e terapie).

  • Quando viene prescritto?

    A seconda del tipo di diabete, del grado di controllo glicemico e delle raccomandazioni del medico, l'emoglobina glicata può essere misurata da 2 a 4 volte all’anno. L’American Diabetes Association (ADA) raccomanda di effettuare l’esame dell’emoglobina glicata almeno due volte all’anno. Una volta che il diabete è stato diagnosticato o in caso di scarso controllo glicemico, l’emoglobina glicata può essere prescritta più frequentemente. A scopo diagnostico o di screening, la A1c può essere prescritta nell'ambito di un periodico controllo o quando si ha il sospetto che un soggetto sia diabetico in seguito a segni o sintomi di aumentato livello di glucosio nel sangue (iperglicemia), come:

    • aumento della sete
    • aumentata frequenza della minzione
    • stanchezza
    • visione sfocata
    • lenta guarigione dalle infezioni
  • Cosa significa il risultato del test?

    Se misurata a scopo di monitoraggio la A1c è normalmente riportata in percentuale ed alla maggior parte dei diabetici viene richiesto di mantenere la propria A1c al di sotto di 53 mmol/mol (7%). Più i diabetici riescono a mantenere la loro A1c vicina all'obiettivo terapeutico (inferiore a 53 mmol/mol, 7%) dell'American Diabetes Association (ADA) senza andare incontro ad eccessiva ipoglicemia, migliore sarà il controllo del loro diabete. All’aumentare della A1c, aumenta il rischio di complicanze.

    Un soggetto con diabete di tipo 2, comunque, può avere un obiettivo concordato col proprio medico. L'obiettivo può dipendere da vari fattori: da quanto tempo il diabete è stato diagnosticato, dalla presenza di altre malattie nonché di complicanze del diabete (disturbi visivi, danni renali), dal rischio di complicanze da bassi valori di glucosio nel sangue (ipoglicemia), e infine incide sull’obiettivo sapere se il soggetto è assistito e dispone delle necessarie risorse sanitarie. Per esempio un soggetto cardiopatico che ha convissuto con un diabete di tipo 2 per molti anni senza complicanze può avere un obiettivo di A1c più alto (es. 60-64 mmol/mol, 7.5-8.0%) mentre un paziente che non ha altre patologie ed è appena stato diagnosticato può avere come obiettivo un valore più basso (es. 42-46 mmol/mol, 6.0-6.5%) finché non va incontro al rischio significativo di avere concentrazioni di glucosio troppo basse.  

    Il referto della A1c è repertata con risultati espressi in SI units (mmol/mol) e per comodità di correlazione con i dati del passato anche in percentuale.

    Nel corso di screening e di diagnosi si possono avere i seguenti risultati: 

    • Non diabetici:  A1c inferiore a 39 mmol/mol (5.7%)
    • Diabetici: A1c di 47 mmol/mol (6.5%)  o più alta
    • Aumentato rischio di sviluppare diabete in futuro: 39-46 mmol/mol (5.7-6.4%)
  • C’è altro da sapere?

    L’emoglobina glicata non riflette le variazioni temporanee e acute della glicemia, o un buon controllo raggiunto nelle ultime 3-4 settimane. Anche le oscillazioni del glucosio di chi ha un "diabete fragile" non avranno influenza sulla A1c.

    Se il paziente ha una variante emoglobinica, come nel caso dell’emoglobina delle cellule falciformi (emoglobina S), egli avrà una quantità minore di emoglobina A. Questo limita l'utilità della A1c nella diagnosi e nel monitoraggio del diabete della persona, in funzione del metodo di misura utilizzato.

    Se un paziente ha anemiaemolisi o grave emorragia, la misura della A1c può risultare falsamente bassa. Se il paziente ha una carenza di ferro, il valore della A1c può risultare aumentato.
    Se il paziente ha subito di recente una trasfusione di sangue, la misura della A1c può non essere accurata e può non riflettere esattamente il controllo del glucosio nel sangue per 2-3 mesi.

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Domande Frequenti
  • E’ possibile effettuare in casa la determinazione dell’emoglobina glicata, così come avviene per la glicemia?

    Sì. Se è già stato diagnosticato il diabete, un test casalingo può essere usato come supporto nel monitorare il glucosio nel tempo. Comunque, un test "casalingo" non è raccomandabile a scopo di screening o di diagnosi di malattia. Esistono test, approvati dalla FDA, che possono essere usati a casa. Se si è interessati a saperne di più, leggere l'Articolo di Approfondimento POCT e Dispositivi per autocontrollo; chiedere sempre al proprio medico.

  • Il risultato dell'emoglobina glicata è refertato allo stesso modo in tutto il mondo?

    A scopo di monitoraggio, il modo in cui l'emoglobina glicata viene refertata sta cambiando. Tradizionalmente il test viene refertato come una percentuale e l'American Diabetes Association (ADA) raccomanda che i diabetici cerchino di mantenerne il valore sotto il 7%. Questa in generale è una raccomandazione condivisibile ma sono stati necessari più di dieci anni di sforzi, a livello internazionale, per migliorare e standardizzare il test dell'emoglobina glicata fino al rilascio nel 2007 (aggiornata nel 2010) di una decisione concordata fra ADA, European Association for Study of Diabetes (EASD), International Federation of Clinical Chemistry (IFCC), International Society for Pediatric, Adolescent Diabetes e International Diabetes Federation. Questa dichiarazione congiunta ed il completamento di uno studio chiamato ADAG (A1c-Derived Average Glucose) che ha valutato ulteriormente la relazione fra le concentrazioni di glucosio nel sangue e la concentrazione dell'emoglobina glicata ha portato ad una raccomandazione per refertare il test in due modi (l’Italia ha adottato la prima, ma sul referto può essere presente anche la seconda):

    • In mmol/mol, Unità SI (Sistema internazionale)
    • come percentuale (basata sulle Unità derivate dal National Glycohemoglobin Standardization Program (NGSP)
       

    Questo significa che il risultato dell'emoglobina glicata di una persona sarà refertata come concentrazione (mmol/mol) e talvolta in aggiunta anche come percentuale.

  • Perché i risultati della A1c e della glicemia possono essere differenti?

    Oltre alle differenze circa le unità usate per le due analisi, la A1c rappresenta una media nel tempo mentre il glucosio ematico riflette cosa accade nell’organismo al momento. Il glucosio ematico fotografa i cambiamenti nella concentrazione di glucosio nel sangue che avvengono su base giornaliera, abbassamenti e innalzamenti. Ogni misura del glucosio è un’istantanea ed è differente dalle altre. La A1c è un’indicazione che il glucosio in generale è stato elevato o normale negli ultimi mesi prima di effettuare l’esame. Però, se il glucosio giornaliero è stabile (normale o elevato), allora sia l’A1c che il glucosio ematico dovrebbero riflettere questo dato. E’ importante tenere presente il ritardo associato all’A1c. Un buon controllo del glucosio per 2-3 settimane può non incidere sul risultato dell’A1c, che riguarda molte più settimane.
    Inoltre, è importante tenere presente che l’emoglobina glicata e la glicemia sono due esami diversi ma correlati tra loro. Per ragioni sconosciute, la A1c di alcuni pazienti può non riflettere accuratamente la media del glucosio ematico.

Fonti

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