Noto anche come
Gap Anionico
Nome ufficiale
Pannello elettrolitico
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 25.11.2019.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per rilevare eventuali alterazioni dell'equilibrio elettrolitico dell’organismo.

Quando Fare il Test?

Come parte degli esami di primo livello eseguiti routinariamente o nel caso in cui il clinico sospetti la presenza di un’alterazione dell’equilibrio degli elettroliti (di solito sodio o potassio) o uno squilibrio acido-base.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue prelevato da una vena del braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L'Esame

Gli elettroliti sono minerali presenti nei tessuti e nel sangue sotto forma di sali disciolti. Si tratta di particelle cariche elettricamente che permettono l’ingresso delle sostanze nutritive all’interno della cellula e la fuoriuscita dei prodotti di rifiuto all’esterno; sono inoltre implicate nel mantenimento dell’equilibrio idrico e nella stabilizzazione del livello acido/base (pH) dell’organismo.

Il pannello elettrolitico misura i livelli ematici dei principali elettroliti nell’organismo:

  • Sodio —la maggior parte del sodio si trova nel liquido presente all'esterno delle cellule e contribuisce a regolare l’equilibrio idrico dell’organismo.
  • Potassio — questo elettrolita si trova principalmente all'interno delle cellule dell’organismo. Nel plasma, la parte liquida del sangue, è contenuta una piccola ma essenziale quantità di potassio che svolge un ruolo importante nella regolazione della contrazione muscolare. Il monitoraggio del potassio è importante poiché piccole variazioni nella concentrazione di potassio possono influenzare il ritmo cardiaco e la capacità di contrazione.
  • Cloruro — questo elettrolita si sposta tra l’interno e l’esterno dalle cellule per contribuire a mantenere la neutralità elettrica (le concentrazioni dei cationi, carichi positivamente, e degli anioni, carichi negativamente, devono essere uguali) e il suo livello di solito rispecchia quello del sodio. A causa della sua stretta associazione con il sodio, il cloruro contribuisce anche a regolare la distribuzione dell’acqua nell’organismo.
  • Bicarbonato — il principale compito del bicarbonato (o CO2 totale, una stima del bicarbonato), che viene rilasciato e riassorbito dai reni, è quello di contribuire al mantenimento di un livello stabile di pH (equilibrio acido-base) e, secondariamente,  al mantenimento della neutralità elettrica. Il bicarbonato inoltre svolge un ruolo importante nel trasporto della CO2: gran parte della CO2 prodotta dai tessuti viene trasportata nel sangue sotto forma di bicarbonato verso i polmoni, dove viene espirata.

I cibi liquidi assunti forniscono all’organismo il sodio, potassio e cloruro di cui ha bisogno. I reni contribuiscono a mantenere adeguati i loro livelli tramite il riassorbimento o l’eliminazione nell'urina. I polmoni forniscono l’ossigeno e regolano la CO2. Questa è prodotta dall’organismo ed è in equilibrio con il bicarbonato. Il bilancio complessivo di queste sostanze è un indice del corretto funzionamento di diverse funzioni fondamentali. Queste sostanze sono importanti nel mantenimento di vasta gamma di funzioni, tra cui la contrazione del cuore e dei muscoli scheletrici e la trasmissione dei segnali nervosi.

Qualsiasi malattia o condizione clinica che influenzi la quantità di liquido nell’organismo, come la disidratazione, o che colpisca i polmoni, i reni, il metabolismo o la respirazione ha la capacità di causare uno squilibrio dei liquidi, degli elettroliti o del pH (acidosi o alcalosi). Un pH normale deve essere mantenuto entro un intervallo ristretto di 7,35-7,45 e gli elettroliti devono essere in equilibrio per garantire il corretto funzionamento dei processi metabolici e la fornitura della corretta quantità di ossigeno ai tessuti. (Per ulteriori informazioni al riguardo, consultare gli articoli relativi a Acidosi e Alcalosi e Disidratazione)

Un esame correlato è il gap anionico, un valore calcolato utilizzando i risultati del pannello elettrolitico. Esso riflette la differenza tra gli ioni carichi positivamente (chiamati cationi) e gli ioni carichi negativamente (chiamati anioni). Un gap anionico anormale è aspecifico - non diagnostica una specifica malattia o patologia - ma può suggerire la presenza di alcuni tipi di disturbi metabolici o respiratori o la presenza di sostanze tossiche. Per ulteriori informazioni sul gap anionico, vedere la sezione "Domande Frequenti" di seguito.

Nonostante che il sodio, il potassio, il cloruro e il bicarbonato siano comunemente misurati insieme come pannello elettrolitico, essi possono anche essere prescritti singolarmente per la diagnosi/monitoraggio delle condizioni che influenzano specifici elettroliti. L’organismo contiene anche altri elettroliti che non fanno parte del classico "pannello degli elettroliti" ma che possono anche essere prescritti dal clinico. Questi includono: calcio (Ca2+), magnesio (Mg2+) e fosfato (PO43-).

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il pannello elettrolitico viene utilizzato per identificare uno squilibrio elettrolitico, del volume dei liquidi corporei o del pH (acidosi o alcalosi). Viene spesso prescritto come parte di un’indagine di routine. La misura degli elettroliti può essere utilizzata per studiare le condizioni cliniche responsabili di squilibri elettrolitici come disidratazione, malattie renali, malattie polmonari o patologie cardiache. La misura degli elettroliti può essere utilizzata anche per monitorare il trattamento della patologia responsabile dello squilibrio.

    Poiché gli squilibri elettrolitici e acido-base possono manifestarsi in presenza di un'ampia varietà di patologie acute e croniche, gli elettroliti vengono spesso utilizzati per valutare sia i pazienti che afferiscono al pronto soccorso sia quelli ricoverati.

    I risultati di un pannello elettrolitico possono includere anche un calcolo del gap anionico, utile per contribuire a rilevare condizioni patologiche o la presenza di sostanze tossiche (vedi sotto).

    Se è presente lo squilibrio di un singolo elettrolita, come sodio o potassio, possono essere prescritte analisi ripetute di quel singolo elettrolita, monitorando lo squilibrio fino alla sua scomparsa. Se è presente uno squilibrio acido-base,  può  essere prescritta anche un’emogasanalisi. Questa fornisce i livelli del pH, dell’ossigeno e dell’anidride carbonica in un campione di sangue arterioso, per contribuire a valutare la gravità dello squilibrio e monitorare la risposta al trattamento.

  • Quando viene prescritto?

    Un pannello elettrolitico può essere prescritto come parte di un esame sanitario di routine o come ausilio diagnostico quando sono presenti segni e sintomi, quali:

    • Accumulo di liquidi (edema)
    • Nausea o vomito
    • Debolezza
    • Stato confusionale
    • Battito cardiaco irregolare (aritmie cardiache)

    Viene spesso prescritto nel corso di  una patologia acuta o cronica e ad intervalli regolari  nel monitoraggio di una terapia  che può causare squilibrio elettrolitico. Il test viene comunemente prescritto nel monitoraggio del trattamento di determinate condizioni cliniche, tra cui ipertensione, insufficienza cardiaca, malattie polmonari, malattie del fegato e malattie renali.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Livelli alti o bassi degli elettroliti possono essere causati da diverse condizioni cliniche e patologie. Generalmente sono influenzati da quanto viene consumato con la dieta e assorbito dall'organismo, dalla quantità di acqua presente nell'organismo e da quella eliminata dai reni. I livelli elettrolitici sono influenzati anche da alcuni ormoni come l'aldosterone, che trattiene il sodio e favorisce l'eliminazione del potassio, e i peptidi natriuretici, che aumentano l'eliminazione del sodio da parte dei reni.

    I livelli degli elettroliti possono essere influenzati dai cambiamenti nella quantità di acqua nell’organismo. Ad esempio:

    • Se i reni non funzionano correttamente (ad es., malattia renale), l’organismo può trattenere il liquido in eccesso. Ciò si traduce in un effetto di diluizione del sodio e del cloruro, causando una riduzione della loro concentrazione.
    • Se al contrario si verifica una grave perdita di liquido (disidratazione), può verificarsi un aumento dei livelli di potassio, sodio e cloruro.

    Anche alcune condizioni cliniche come cardiopatia e diabete possono influenzare l'equilibrio di liquidi ed elettroliti nell’organismo e alterare i livelli degli elettroliti. Diverse altre condizioni possono causare squilibri elettrolitici e di pH. 

    Se non trattato, uno squilibrio elettrolitico può avere varie conseguenze,  tra cui vertigini, crampi, battito cardiaco irregolare e addirittura morte.

    Per ulteriori informazioni sul significato dei risultati, si rimanda alle pagine relative ai singoli esami:

  • C’è altro da sapere?

    Alcuni farmaci, come gli steroidi anabolizzanti, i corticosteroidi, i lassativi, i calmanti della tosse e i contraccettivi orali, possono aumentare la concentrazione di sodio. Altri farmaci, come i diuretici, la carbamazepina, e gli antidepressivi triciclici possono diminuire le concentrazioni di sodio.

    I farmaci che influenzano la concentrazione ematica di sodio hanno lo stesso effetto anche sul cloro. Assumere antiacidi a dosi superiori a quelle raccomandate può determinare un abbassamento del cloro.

    Alcuni farmaci aumentano il bicarbonato (CO2 totale). Questi includono, tra gli altri, fludrocortisone, barbiturici, idrocortisone, diuretici e steroidi. I farmaci che possono diminuire la concentrazione di bicarbonato sono: meticillina, nitrofurantoina, tetracicline, diuretici tiazidici e triamterene.

    Alcuni diuretici, usati per le persone affette da malattie quali ipertensione o malattie renali, tendono ad abbassare il potassio, fino anche a valori pericolosi per la sopravvivenza. Per evitare questo problema, il clinico può prescrivere un diuretico che però prevenga la perdita di potassio.

    Una causa non fisiologica di potassio alto nel sangue, è la fuoriuscita dalle cellule ematiche, qualora il campione non venga maneggiato con cautela o ci sia un ritardo nel trasporto al laboratorio. In questi casi è possibile avere un risultato di potassio falsamente elevato.

    In questi casi è necessaria la ripetizione dell'esame.

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Domande Frequenti
  • Cos’è il gap anionico?

    Il gap anionico (AG o AGAP) è un valore calcolato usando i risultati ottenuti dagli esami presenti nel pannello elettrolitico. È utilizzato per la diagnosi differenziale tra acidosi metabolica con gap anionico e senza gap anionico. L'acidosi si riferisce a un eccesso di acido nell'organismo che può alterare molte funzioni cellulari e dovrebbe essere rilevato il più rapidamente possibile, quando presente. Il gap anionico viene spesso utilizzato in ospedale e/o in pronto soccorso per contribuire a diagnosticare e a monitorare pazienti gravemente malati. Se viene identificata un'acidosi metabolica con gap anionico, l'AG può essere utilizzata per aiutare a monitorare l'efficacia del trattamento e le condizioni basali.

    In particolare, il gap anionico valuta la differenza tra particelle elettriche misurate e non misurate (ioni o elettroliti) nella porzione liquida del sangue. Secondo il principio della neutralità elettrica, il numero di ioni positivi (cationi) e di ioni negativi (anioni) dovrebbe essere uguale. Tuttavia, non tutti gli ioni vengono misurati regolarmente. Il risultato AG calcolato rappresenta gli ioni non misurati e consiste principalmente di anioni, da cui il nome "gap anionico". La formula più comunemente usata è:

    Anion Gap (AG) = Sodio - (Cloruro + Bicarbonato [CO2 totale])

    Tuttavia, esistono altre formule per l’AG, quindi gli intervalli di riferimento non sono interscambiabili. Ogni formula usata in laboratorio avrà un intervallo di riferimento stabilito a cui riferirsi.

    Il gap anionico non è specifico. Aumenta quando il numero di anioni non misurati aumenta, indicando uno stato di acidosi metabolica con gap anionico, ma non informa l’operatore sanitario sulla causa determinante lo squilibrio. L'acidosi metabolica deve essere trattata per ripristinare l'equilibrio acido/base, ma devono essere identificate e trattate anche le patologie responsabili. Le cause possono includere diabete scompensato, fame, danno renale e ingestione di sostanze potenzialmente tossiche come antigelo, quantità eccessive di aspirina (salicilati) o metanolo. La presenza di un gap anionico basso è frequente in presenza di una diminuzione di albumina (che è sia un anione che una proteina) e un aumento delle immunoglobuline (che sono sia cationi che proteine).

  • Qual è il trattamento per lo squilibrio elettrolitico?

    Il trattamento dipende dal tipo di alterazione degli elettroliti presente e di solito prevede il tamponamento dello squilibrio con terapia di supporto e la ricerca della causa dell'alterazione.

  • Uno dei risultati del mio pannello elettrolitico è lievemente fuori dall’intervallo. Cosa significa?

    I risultati sono interpretati dal clinico nel contesto di altri esami che sono stati effettuati e di altri fattori, come la storia clinica. Un singolo risultato leggermente alto o basso può avere o meno significato clinico. Esistono diversi motivi per cui il risultato di un test può variare in giorni diversi e per cui potrebbe non rientrare nell’intervallo di riferimento.

    • Variabilità biologica (risultati diversi nella stessa persona in momenti diversi): un test effettuato sulla stessa persona in occasioni diverse può, per motivi biologici, non rientrare negli intervalli di riferimento anche in assenza di patologie.
    • Variabilità individuale (differenze nei risultati tra persone diverse): gli intervalli di riferimento sono generalmente calcolati raccogliendo risultati da una vasta popolazione, valutandone la distribuzione ed il valore medio determinato a partire dai dati un risultato medio atteso (media) e differenze attese da quella stessa media (deviazione standard). Ci sono persone che sono in buona salute ma i cui risultati dei test, che sono normali per loro, non rientrano mai nell'intervallo atteso della popolazione complessiva.

    Pertanto, il valore di un test che non rientra nell'intervallo di riferimento stabilito potrebbe non avere significato clinico. In genere, questo avviene qualora un risultato sia solo leggermente superiore o inferiore all'intervallo di riferimento. In queste situazioni spesso viene richiesta la ripetizione dell'esame e viene valutato l'andamento dei risultati precedenti.

    Tuttavia, un risultato al di fuori dell'intervallo può indicare un problema e giustificare ulteriori accertamenti. L'operatore sanitario valuta i risultati degli esami nel contesto della storia clinica, dell’esame fisico e di altri fattori rilevanti per valutare il significato clinico di un risultato anomalo. Per ulteriori informazioni, si rimanda all'articolo Gli intervalli di riferimento ed il loro significato.

Fonti
Fonti utilizzate nella revisione corrente

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