Noto anche come
Chetonemia
Beta-idrossibutirrato
Acetone
Acetoacetato
Nome ufficiale
Chetonemia
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 11.12.2017.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per determinare la quantità di corpi chetonici (acetoacetato, beta-idrossibutirrato e acetone) nel sangue come supporto alla diagnosi di chetoacidosi diabetica.

Quando Fare il Test?

In presenza di segni e sintomi associati a chetoacidosi, come minzione frequente, sete eccessiva, disidratazione, respiro accelerato e mancanza di fiato.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio o tramite la puntura di un dito.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L’Esame

I chetoni o corpi chetonici sono dei prodotti del metabolismo degli acidi grassi. Questo test misura la quantità di chetoni presenti nel sangue (chetonemia).

I corpi chetonici vengono prodotti in condizioni di scarsità di glucosio come fonte energetica o nel caso in cui la carenza di insulina determini l’impossibilità dell’utilizzo del glucosio come fonte energetica da parte delle cellule dell’organismo. In questo caso il metabolismo dei lipidi, utilizzati come fonte energetica, comporta la formazione e l’aumento nel sangue dei corpi chetonici con conseguente chetosi. La chetosi può progredire quindi in chetoacidosi, una forma di acidosi metabolica. Questa patologia è molto frequente in presenza di diabete di tipo 1 scompensato.

Esistono tre corpi chetonici – acetoacetato, beta-idrossibutirrato e acetone. L’acetoacetato viene prodotto per primo e, da questo, il beta-idrossibutirrato. L’acetone si crea spontaneamente dall’acetoacetato. Il beta-idrossibutirrato è il chetone predominante in corso di chetoacidosi diabetica. Esistono diversi metodi per la misura dei corpi chetonici, ciascuno dei quali misura uno o più corpi chetonici; pertanto i risultati di questi metodi non sono intercambiabili.

I test ematici per la misura della chetonemia forniscono un’istantanea della condizione di accumulo dei corpi chetonici al momento del prelievo. I risultato del test di misura dei corpi chetonici nelle urine (chetonuria) riflette invece la quantità di corpi chetonici nel sangue in tempi precedenti la raccolta. Quest’ultimo può essere eseguito anche con le metodiche di autocontrollo insieme alla misura del glucosio urinario o come parte di un’analisi delle urine. I metodi di misura dei corpi chetonici nelle urine, possono misurare il solo acetoacetato, o l’acetoacetato e l’acetone, ma di solito non rilevano il beta-idrossibutirrato.

I corpi chetonici ematici possono essere misurati in un laboratorio o tramite dei dispositivi portatili. Spesso i test di laboratorio misurano l’acetoacetato sierico, mentre per la misura del beta-idrossibutirrato è necessario effettuare una richiesta specifica.

I dispositivi portatili che misurano la quantità di corpi chetonici a partire da una goccia di sangue prelevata dalla puntura del dito, in genere misurano il beta-idrossibutirrato. Questo test può essere eseguito tramite i dispositivi POCT (al letto del paziente) in un paziente ricoverato o in pronto soccorso, a livello ambulatoriale o dal paziente stesso tramite i dispostivi di autocontrollo.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Tramite un prelievo di sangue venoso prelevato dal braccio o tramite la puntura di un dito.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No, non è necessaria alcuna preparazione.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    La misura dei corpi chetonici nel sangue viene perlopiù utilizzata nella rilevazione e monitoraggio di una seria condizione, talvolta pericolosa per la vita, chiamata chetoacidosi diabetica, che può presentarsi in persone affette da diabete di tipo 1 e, talvolta, di tipo 2. La chetoacidosi diabetica può svilupparsi come conseguenza dell’innalzamento del glucosio ematico in pazienti diabetici, in seguito a stati di malessere, gravi infezionigravidanza e altre condizioni.

    La chetoacidosi diabetica è associata con l’improvviso innalzamento, a livelli pericolosamente alti, del glucosio ematico (iperglicemia acuta), a grave insufficienza insulinica e a sbilanciamento dell’equilibrio acido-base dell’organismo. I chetoni e il glucosio in eccesso vengono riversati nelle urine dai reni, nel tentativo di abbassarne i livelli ematici. Questo comporta minzione frequente, senso di sete, disidratazione e perdita di elettroliti. La persona affetta può anche presentare sintomi come respiro affannato, fiato corto e dall’odore fruttato, nausea, vomito, senso di fatica, stato confusionale fino al coma.

    Anche il digiuno prolungato, l’alcolismo e le diete povere di carboidrati e ricche di grassi possono determinare la comparsa di chetosi e chetoacidosi. Talvolta può essere indotta di proposito in alcuni bambini affetti da epilessia, con convulsioni frequenti ma refrattari ad altri tipi di terapie.

    Esistono tre corpi chetonici: acetoacetato, beta-idrossibutirrato e acetone. Il beta-idrossibutirrato è la forma di chetone predominante in corso di grave chetoacidosi diabetica. Differenti metodi sono in grado di misurare differenti specie chetoniche e i loro risultati non sono pertanto intercambiabili.

    La misura dei corpi chetonici viene talvolta richiesta, insieme all’emogasanalisi, al glucosio e agli elettroliti, per la rilevazione di chetoacidosi in pazienti non diabetici ma con segni e sintomi dovuti, ad esempio, all’eccessiva assunzione di alcolici.

  • Quando viene prescritto?

    Il test per la misura dei corpi chetonici può essere richiesto in pazienti diabetici con sintomi associati a chetoacidosi diabetica o in condizioni particolarmente predisponenti alla chetoacidosi diabetica, come in corso di malattia o in gravidanza. La disponibilità dei dispositivi di autocontrollo per la misura dei corpi chetonici ha permesso ai clinici di richiedere la misura dei corpi chetonici con una maggiore frequenza, ogniqualvolta lo ritengano necessario. Alcuni segni e sintomi di chetoacidosi includono:

    • Minzione frequente, eccessivo senso di sete
    • Disidratazione, perdita di elettroliti
    • Respiro affannoso, fiato corto
    • Alito dall’odore fruttato
    • Nausea, vomito
    • Senso di fatica
    • Stato confusionale
    • Coma (talvolta)
       

    In pazienti non diabetici, la misura dei chetoni ematici viene generalmente richiesta in presenza di sintomi associati a chetosi o chetoacidosi.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Se il livello di corpi chetonici è aumentato, allora il paziente ha un certo grado di chetosi o chetoacidosi.
    Se i livelli sono bassi o normali, allora il paziente non presenta un’eccessiva produzione di corpi chetonici o la chetonemia è effettivamente elevata ma non viene rilevata dal metodo utilizzato.

  • C’è altro da sapere?

    Studi recenti hanno verificato la reale efficacia nella diagnosi di chetoacidosi diabetica, sia per la misura dei corpi chetonici nel siero che del beta-idrossibutirrato. Tuttavia alcuni clinici preferiscono la misura del beta-idrossibutirrato. In condizioni di chetoacidosi diabetica acuta, il rapporto dei corpi chetonici, ossia il rapporto tra la quantità di beta-idrossibutirrato e acetoacetato, aumenta da 1:1 a 10:1. La somministrazione di terapia insulinica determina in genere la diminuzione di beta-idrossibutirrato e il riequilibrio con i livelli di acetoacetato. Tuttavia, la misura del beta-idrossibutirrato non è disponibile in tutti i laboratori.

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Domande Frequenti
Fonti

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