Noto anche come
Citomegalovirus
CMV IgM
CMV IgG
Nome ufficiale
Citomegalovirus
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
26.05.2018.
In Sintesi
Perché Effettuare il Test?

IL test viene effettuato nel caso in cui il clinico sospetti un’infezione da Citomegalovirus (CMV) in corso o recente o nel caso in cui sia importante sapere se il paziente è mai stato infettato da CMV (come in pazienti candidati per trapianto d’organo).

Quando Fare il Test?

Quando un giovane adulto, una donna in gravidanza o un paziente immuno-compromesso mostrano sintomi simil-influenzali che suggeriscono un’infezione da CMV; quando un neonato ha anomalie multiple congenite, itteroanemia ingiustificate, e/o quando un neonato sviluppa crisi o problemi riconducibili al CMV; prima di ricevere un trapianto d’organo.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Per testare gli anticorpi anti–CMV è richiesto un campione di sangue periferico prelevato dal braccio; per rilevare invece la presenza del virus stesso possono essere impiegati campioni di sangue, urine, escreato, liquido amniotico, liquido cerebrospinale, liquido duodenale o altri tessuti corporei.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L'Esame

Il Citomegalovirus (CMV) è un virus largamente diffuso ma raramente sintomatico. È  diffuso in tutto il mondo e si stima che il 60-90% della popolazione mondiale sia stata infettata da questo virus (circa l’80% per l’Italia). Molte persone possono quindi essere state infettate in età infantile o giovane-adulta, senza però sviluppare alcun sintomo o avere problemi di salute.

Il test per il CMV riguarda la misura degli anticorpi anti-CMV (proteine del sistema immunitario prodotte in seguito all’infezione da CMV), o la ricerca del virus. Il virus può essere identificato durante un’infezione attiva tramite l’esame colturale del CMV o ricercando il suo materiale genetico (DNA) nei tessuti o fluidi corporei.

In caso di infezione in atto, il CMV viene trovato in molti fluidi corporei, inclusa la saliva, le urine, il sangue, il latte materno, il liquido seminale, le secrezioni vaginali e il liquido cerebrospinale. È facilmente trasmissibile per stretto contatto con persone infette o con oggetti contaminati, come pannolini o giochi. Una volta che l’infezione primaria è stata contratta e si è risolta, il CMV, come gli altri virus appartenenti alla famiglia degli Herpesviridae, permane nell’organismo in uno stato dormiente, detto di latenza. Il CMV può quindi rimanere asintomatico nell’organismo per tutta la vita o riattivarsi in caso di indebolimento del sistema immunitario.

Il CMV può causare problemi in tre situazioni:

  • In giovani adulti l’infezione da CMV può causare una sintomatologia analoga a quella influenzale o dovuta alla mononucleosi. Questa condizione, caratterizzata da affaticamento, febbre, brividi, dolore al corpo o mal di testa, si risolve usualmente entro poche settimane.
  • Nei neonati l’infezione da CMV può causare gravi problemi fisici e di sviluppo. Questo può accadere nel caso in cui una donna venga infettata per la prima volta durante la gravidanza e quindi trasmetta l’infezione al feto attraverso la placenta. Molti neonati (circa il 90%) che sono stati infettati durante la vita fetale, sono apparentemente sani alla nascita ma possono sviluppare problemi di udito o alla vista, polmonite, convulsioni e/o ritardo nello sviluppo mentale qualche mese dopo. In qualche caso può esserci morte fetale o, alla nascita, i bambini possono avere ittero, anemia, fegato o milza ingrossati e microcefalia (testa piccola).
  • In persone immunocompromesse, l’infezione da CMV può determinare serie conseguenze o anche la morte. Tra queste, vi sono le persone affette da HIV/AIDS, coloro che sono stati sottoposti a trapianto d’organo e coloro che vengono sottoposti a trattamenti chemioterapici. Le persone immunocompromesse che vengono infettate per la prima volta da CMV, possono sviluppare i sintomi peggiori correlati a questo virus. Coloro che invece erano già state infettate, possono andare incontro a riattivazione del virus latente. Queste condizioni possono portare a problemi alla vista (infiammazione della retina che può portare addirittura a cecità), al tratto gastrointestinale (con dolore addominale e diarrea con sangue), ai polmoni (polmonite con tosse non produttiva e mancanza di respiro) e all’encefalo (encefaliti). Può esserci inoltre un coinvolgimento della milza e del fegato, e coloro che sono stati sottoposti a trapianto d’organo possono andare incontro a rigetto. L’infezione da CMV in questi soggetti può infine deprimere il sistema immunitario e causare infezioni secondarie come quelle fungine.
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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Il campione richiesto dipende dal tipo di test che verrà eseguito. Il test per la ricerca degli anticorpi richiede un campione di sangue venoso. La ricerca del virus può essere eseguita invece su vari campioni come urine, sangue o escreato. Alcuni campioni, come il liquido amniotico, il liquido duodenale, il liquido cerebrospinale, o i tessuti corporei (biopsia), possono richiedere una procedura speciale di raccolta.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    Non c’è bisogno di alcuna preparazione.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test per la ricerca del Citomegalovirus (CMV) è utilizzato per ricercare il virus in soggetti con segni e sintomi dell’infezione in atto. Talvolta può essere richiesto per ricercare un’infezione pregressa.

    Il CMV è piuttosto comune e diffuso in tutta la popolazione, ma raramente è sintomatico. Tuttavia, l’infezione da CMV può causare seri problemi e complicanze nei neonati o in persone immunocompromesse, come in coloro che hanno subito un trapianto d’organo, in pazienti oncologici, in coloro che sono sotto terapia immunososppressiva e in persone con HIV.

    Esistono diversi metodi per la ricerca del CMV. La scelta del test da utilizzare e del campione da prelevare dipende dall’età del paziente, dal suo stato di salute generale, dai sintomi presenti, e dal sospetto clinico di coinvolgimento d’organo.

    Test anticorpale (sierologia)

    Il test anticorpale viene effettuato su un campione di sangue e permette di valutare la presenza di un’infezione in corso o pregressa. Esistono due tipi di anticorpi che vengono prodotti in risposta al CMV, IgM e IgG. Nel sangue possono esser trovati entrambi o solo uno di questi.

    • Anticorpi IgM anti CMV sono i primi anticorpi prodotti in risposta all’infezione da CMV. Compaiono entro una settimana dall’infezione e permangono in circolo fino a due settimane dall’esposizione iniziale. La produzione di IgM aumenta in poco tempo per poi diminuire progressivamente. Dopo alcuni mesi, il livello di IgM nel sangue è di solito sotto il limite di rilevabilità e può aumentare nel caso in cui il virus esca dalla latenza e si riattivi.
    • Anticorpi IgG anti-CMV àsono prodotti dall’organismo dopo alcune settimane dall’infezione e forniscono una protezione dall’infezione primaria. I livelli di IgG aumentano durante l’infezione attiva, quindi si stabilizzano in seguito alla risoluzione della stessa. I livelli di IgG anti-CMV rimangono misurabili per tutta la vita di una persona che sia stata infettata da CMV. Il test per la ricerca di IgG anti-CMV viene quindi utilizzato, insieme a quello per la ricerca degli IgM, per la conferma di una recente o pregressa infezione da CMV.
       

    I test sierologici per CMV possono essere richiesti per valutare lo stato immunitario di soggetti che devono essere sottoposti a trapianto d’organo o in persone con HIV/AIDS. Un test di screening della popolazione non viene effettuato, poiché l’infezione da CMV è molto comune e spesso asintomatica in persone sane.

    I test sierologici e di ricerca di CMV possono essere utilizzati per la diagnosi di infezione da CMV in giovani adulti, donne in gravidanza e persone immunocompromesse che presentino sintomi simil-influenzali o simili alla mononucleosi. La contemporanea presenza o l’assenza di anticorpi IgG o IgM nello stesso campione o la quantità di anticorpi presenti in campioni di sangue prelevato in giorni differenti, permettono di discriminare tra infezioni in atto o pregresse.

    Ricerca diretta del CMV

    La ricerca del CMV viene effettuata su campioni di sangue, fluidi corporei o campioni di tessuto, cercando direttamente il virus tramite un esame colturale o ricercando il suo materiale genetico (DNA). La ricerca del CMV viene utilizzata per la diagnosi di infezioni congenite nei neonati o per ricercare/confermare un’infezione attiva.

    L’esame colturale è il metodo tradizionale di rilevazione del virus. La presenza del virus (esame colturale positivo) può spesso essere determinata in 1-2 giorni, ma in caso di test negativo è necessario aspettare fino a 3 settimane per confermare l’assenza del CMV. Infatti potrebbe essere presente in minime quantità o il ceppo di CMV potrebbe essere a crescita lenta.

    I metodi molecolari come la PCR (Polymerase Chain Reaction), vengono utilizzati per ricercare nei campioni il materiale genetico (DNA) virale. Il test può essere qualitativo (presenza o assenza del virus) o quantitativo (fornisce una misura della quantità di CMV presente).

    Le persone immunocompromesse con un’infezione attiva di CMV, possono essere monitorate con molteplici test. Spesso il clinico richiede la carica virale, ossia la quantificazione del CMV presente, in modo da valutare la risposta alla terapia.

  • Quando viene prescritto?

    Il test per il CMV può essere prescritto, insieme al test per l’influenza, per la mononucleosi e per EBV (Epstein Barr virus), quando un giovane adulto, una donna in gravidanza o un paziente immuno-compromesso mostrano sintomi simili a influenza o mononucleosi, come:

    • Spossatezza, affaticamento
    • Gola infiammata
    • Ingrossamento dei linfonodi
    • Febbre.
    • Mal di testa
    • Dolori muscolari
       

    Talvolta possono esserci segni più gravi come infiammazione ai polmoni, agli occhi, al fegato, alla milza o del tratto digerente.

    Per valutare gli effetti della terapia antivirale, possono venir richiesti uno o più esami ad intervalli diversi.
    Il test colturale e quello molecolare possono essere effettuati in neonati con ittero, anemia, fegato e/o milza ingrossati e microcefalia così come in bambini con problemi di vista e udito, polmonite, convulsioni o segni di ritardo mentale.

    Per valutare la presenza di infezioni pregresse in pazienti che devono essere sottoposti a trapianto d’organo, viene invece effettuato un test sierologico.

  • Cosa significa il risultato del test?

    L’interpretazione dei risultati dei test CMV richiedono grande attenzione. Il clinico deve valutarli tenendo conto delle evidenze cliniche (segni e sintomi). Alcune volte può risultare difficile distinguere tra una infezione primaria attiva, latente o in riattivazione. Ciò è dovuto a varie ragioni, tra le quali:

    • Un paziente sano che è stato infettato dal CMV continua ad ospitare il virus per tutta la vita. Il CMV può riattivarsi ripetutamente, spesso in modo sub-clinico, disseminando piccole quantità di virus nei fluidi corporei ma senza causare sintomi.
    • Una persona immuno-compromessa può non avere una forte risposta anticorpale all’infezione da CMV. Pertanto i livelli di IgG e IgM possono essere più bassi rispetto all’atteso nonostante sia in corso una infezione attiva.
    • Il virus può essere presente in numero non sufficiente da consentire la sua rilevazione in un particolare fluido o tessuto.
       
    Test sierologico

    Se sono presenti sia le IgG che le IgM in un paziente sintomatico è possibile si tratti di una recente infezione primaria o della riattivazione di una precedente infezione. La conferma si può ottenere misurando nuovamente i livelli di IgG dopo due o tre settimane. Infatti livelli alti di IgG non sono indicativi quanto lo è un loro  aumento. Se dopo due o tre settimane si riscontra un aumento di 4 volte, allora è presente un’infezione attiva di CMV (primaria o riattivazione).

    Se sono presenti esclusivamente le IgM e le IgG sono negative, il paziente può essere stato infettato recentemente per la prima volta.

    Livelli bassi o negativi di IgG e/o IgM in persone sintomatiche, indicano che probabilmente i segni e sintomi sono riconducibili ad un’altra infezione o che il sistema immunitario di questi soggetti non risponde normalmente (non produce un numero adeguato di anticorpi pur in presenza del CMV).

    La tabella seguente riassume i possibili risultati del test sierologico:

    CMV, IgM

    CMV, IgG

    Possibile Interpretazione

    Negativo

    Negativo

    ·       Assenza dell’infezione primaria o pregressa; la persona è suscettibile all’infezione primaria

    ·       Sintomi dovuti ad altra causa

    ·       Il sistema immunitario non produce un adeguato numero di anticorpi (immunocompromesso)

    Positivo

    Negativo

    ·       Infezione primaria recente

    ·       Nuova esposizione a CMV

    ·       Riattivazione di CMV latente

    *Il risultato non è diagnostico per un’infezione primaria

    Positivo

    Positivo, con un incremento di quattro volte nel titolo tra il primo campione e un altro raccolto in seguito (campioni raccolti durante la fase acuta o di convalescenza)

    Probabile presenza di infezione attiva primaria o riattivazione di un’infezione latente

    Negativo

    Positivo

    Infezione pregressa (il soggetto è immune ad un’infezione primaria); infezione latente

    Ricerca diretta del CMV

    Nel caso in cui l’esame colturale sia positivo e il soggetto sia sintomatico, allora è molto probabile che vi sia un’infezione attiva in corso. Se l’esame colturale è negativo, allora i sintomi possono essere riconducibili ad altra causa o la quantità di CMV è troppo bassa per essere rilevata.

    Se il test per il DNA del CMV è positivo, allora il virus è presente ed è in corso un’infezione attiva. Alti livelli di DNA virale tendono ad indicare un’infezione maggiormente invasiva accompagnata a sintomi più seri, mentre livelli inferiori sono solitamente indicativi per infezioni da CMV con sintomi più lievi. Come nell’esame colturale, un risultato negativo per il test del DNA non esclude l’infezione da CMV; il virus potrebbe essere presente in piccole quantità o potrebbe non essere presente nel campione testato.

    Nel caso in cui venga usato nel monitoraggio della terapia, la diminuzione dei livelli del virus riflettono una risposta al trattamento antivirale, mentre la mancata diminuzione è indicativa per una resistenza alla terapia utilizzata.

  • C'è altro da sapere?

    Il CMV fa parte del pannello TORCH. Questo pannello di test serve per rilevare la presenza di un gruppo di malattie infettive che possono causare malessere nelle donne in gravidanza o possono causare danni al feto. TORCH è un acronimo per Toxoplasmosi, Rubella, Cytomegalovirus ed Herpes simplex virus.

    Nel caso in cui pazienti affetti da HIV/AIDS o pazienti candidati al trapianto d’organo siano CMV negativi e abbiamo bisogno di essere trasfusi, vengono usate sacche di sangue testate per CMV (dette sacche sieronegative per CMV).

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Domande Frequenti
  • Com’è possibile sapere se CMVsi è riattivato?

    In persone sane la riattivazione di CMV è un evento raro e comunque non sintomatico o con lievi sintomi simili a quelli influenzali. In soggetti immunocompromessi possono esserci sintomi più seri che riguardano i polmoni, il tratto gastrointestinale o la vista. In questo caso, è importante contattare il proprio medico.

  • I soggetti infettati da CMV possono diffondere l’infezione?

    Si, il CMV può essere trasmesso anche in assenza di segni e sintomi. La trasmissione del virus avviene tramite stretto contatto e può essere veicolata da vari tipi di fluidi corporei, inclusa la saliva, il latte materno, le secrezioni vaginali, il liquido seminale, l’urina e il sangue.

  • C’è qualche modo per evitare di contrarre il CMV?

    Attualmente non esistono vaccini per il CMV. Un’attenta igiene può aiutare a prevenire la trasmissione del virus. Va però considerato che il CMV è molto comune, è presente in molti fluidi corporei e si trasmette mediante contatto diretto; quindi è molto probabile che la maggior parte delle persone abbiano avuto un’infezione primaria da bambini. E’ stato stimato che circa il 70% dei bambini che frequentano un asilo, nido sono stati esposti al CMV.

Fonti

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