Noto anche come
Dopamina
Epinefrina
Norepinefrina
Catecolamine libere urinarie
Catecolamine frazionate
Nome ufficiale
Catecolamine plasmatiche e urinarie
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
28.05.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Come ausilio per diagnosticare o escludere il feocromocitoma o altri tumori neuroendocrini.

Quando Fare il Test?

Quando il paziente mostra segni di aumentato rilascio di catecolamine, come ipertensione episodica o persistente, mal di testa importante, tachicardia, e sudorazione eccessiva.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue prelevato da una vena del braccio e un campione di urina raccolta nelle 24 ore.

​​​​​​​Il Test Richiede una Preparazione?

Il risultato dell’esame può essere influenzato da alcuni tipi di farmaci, di alimenti e dallo stress. E’ opportuno informare il proprio medico circa le terapie in uso e seguire le istruzioni che vengono fornite prima della raccolta dei campioni.

L’Esame

Le catecolamine sono un gruppo di ormoni prodotti dalla midollare (porzione interna) delle ghiandole surrenali, piccoli organi di forma triangolare localizzati sopra i reni.
Le catecolamine principali sono dopamina, epinefrina (adrenalina) e norepinefrina (noradrenalina). Questo esame misura la concentrazione delle catecolamine nel sangue e/o nell’urina.

Le catecolamine vengono rilasciate nel sangue in risposta a stress fisici o emotivi e aiutano a trasmettere gli impulsi nervosi al cervello, aumentano la disponibilità di glucosio e acidi grassi per favorire la produzione di energia, dilatano i bronchioli e le pupille. La norepinefrina provoca la costrizione dei vasi sanguigni, aumentando la pressione arteriosa e l’epinefrina accelera il battito cardiaco e il metabolismo. Dopo aver svolto la loro azione, le catecolamine sono metabolizzate a forme inattive. La dopamina diventa acido omovanilico (HVA), la norepinefrina si trasforma in normetanefrina e acido vanilmandelico (VMA) e l’epinefrina diventa metanefrina e VMA. Sia gli ormoni che i loro metaboliti vengono escreti nell’urina.

Normalmente, le catecolamine e i loro metaboliti, sono presenti nell’urina in piccole concentrazioni fluttuanti che aumentano in modo apprezzabile durante e subito dopo l’esposizione allo stress. I feocromocitomi (rari) e altri tipi di tumori neuroendocrini, però, possono produrre grandi quantità di catecolamine, con conseguente aumento di questi ormoni e dei loro metaboliti nel sangue e nell’urina. Ciò può provocare ipertensione persistente ed episodica grave, con forte mal di testa. Altri sintomi associati a questo fenomeno sono tachicardia, sudorazione eccessiva, nausea, ansia e formicolio alle estremità.

Il feocromocitoma è una malattia rara, circa il 90% di questi tumori è localizzato nelle ghiandole surrenali e, mentre pochissime sono maligne, la maggior parte sono benigne, e continuano a crescere senza diffondersi fuori dalla sede. Se non trattati, i sintomi possono peggiorare e il feocromocitoma può crescere. Nel tempo, l’ipertensione dovuta al tumore può causare danno renale, patologie cardiache, e aumentare il rischio di ictus e infarti.

Le catecolamine urinarie e plasmatiche possono essere di supporto nel determinare la presenza di feocromocitoma. E’ molto importante diagnosticare e trattare queste rare forme tumorali per l’ipertensione potenzialmente curabile che provocano. Nella maggior parte dei casi, i feocromocitomi possono essere rimossi chirurgicamente e/o trattati, riducendo la quantità di catecolamine prodotte ed eliminando o attenuando i sintomi e le complicazioni ad esse associati.
Il test delle catecolamine plasmatiche misura la concentrazione degli ormoni presenti nel sangue al momento del prelievo, mentre l’esame su urina misura la quantità di ormoni escreta in un periodo di 24 ore.

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Come e Perché
  • Che tipo di campione viene richiesto?

    Per la raccolta dell’urina nelle 24 ore, l’urina prodotta in un arco di tempo di 24 ore viene conservata in un contenitore. Il campione deve essere refrigerato.

    Per la determinazione delle catecolamine plasmatiche, viene prelevato un campione di sangue da una vena del braccio. Anche se non c’è una vera linea di consenso tra gli esperti su come il sangue dovrebbe essere prelevato, potrebbe essere necessario che il paziente si sdrai e rimanga calmo per i 15-30 minuti precedenti e durante il prelievo. In altre circostanze è sufficiente che rimanga seduto poco prima del prelievo o solo durante.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    I risultati delle catecolamine su plasma e su urina possono essere influenzati da alcuni tipi di farmaci, di alimenti e dallo stress. E’ opportuno informare il proprio medico circa le terapie in uso e seguire le istruzioni che vengono fornite prima della raccolta dei campioni. Può essere necessario il digiuno, prima del prelievo di sangue.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    L’esame delle catecolamine è principalmente utilizzato quando c’è il sospetto di un feocromocitoma o di un paraganglioma quando si vuole escludere questa possibilità in persone sintomatiche.  Può essere richiesto anche quando il feocromocitoma è già stato rimosso chirurgicamente e si vuole monitorare l’eventuale comparsa di recidive. Il test su sangue è più utile quando il paziente è affetto da ipertensione persistente o episodica; questo perché gli ormoni non rimangono nel sangue, ma vengono utilizzati, metabolizzati e/o escreti. L’esame su urina misura la quantità di catecolamine rilasciate nelle 24 ore. Poiché le concentrazioni ormonali fluttuano durante il giorno, l’esame su urina può determinare un’eccessiva produzione che sfugge all’esame su sangue. Gli esami su sangue e urina possono essere prescritti insieme o separatamente per determinare un’eccessiva quantità di catecolamine e dei loro metaboliti.
    Poiché questi esami sono influenzati da farmaci, cibi e stress, possono verificarsi risultati falsi positivi; per questa ragione l’esame non è indicato come screening sulla popolazione generale. Il medico può ragionare su un risultato positivo valutando lo stress, la dieta e le terapia della persona, alterando o minimizzando questi fattori, e ripetendo poi il test per confermare o smentire il risultato precedente.
    Talvolta, l’esame può essere prescritto a persone asintomatiche a cui è stato diagnosticato un tumore della ghiandola surrenale o neuroendocrino durante un’ecografia eseguita per altri scopi o a persone che hanno una storia familiare o personale di feocromocitoma.

  • Quando viene prescritto?

    Le catecolamine vengono richieste principalmente quando c’è il sospetto di un feocromocitoma o di un paraganglioma e si vuole escludere questa possibilità. Il medico può prescriverlo quando il paziente è affetto da ipertensione persistente o ricorrente e mostra sintomi quali, mal di testa, sudorazione, rossore e tachicardia, o quando l’ipertensione non risponde ai farmaci, poiché gli affetti da feocromocitoma sono di solito resistenti alle terapie convenzionali.
    Talvolta il test viene richiesto perchè al paziente è stato diagnosticato un tumore delle ghiandole surrenali accidentalmente o quando la persona ha una storia personale o familiare di feocromocitoma. Può anche essere utilizzato nel monitoraggio di pazienti precedentemente trattati per feocromocitoma.

  • Cosa significa il risultato del test?

    Poiché il test delle metanefrine urinarie è molto sensibile a molti fattori esterni e il feocromocitoma è raro, è più frequente avere risultati falsi positivi che veri positivi.

    Se il paziente sintomatico ha una grande quantità di catecolamine nel sangue e/o nell’urina, è necessaria un’ulteriore indagine. Alcune patologie gravi e lo stress possono provocare un temporaneo aumento (moderato o imponente) di catecolamine. Il medico deve valutare la persona nel suo complesso: condizione fisica, emotiva, i farmaci utilizzati e la dieta. Dopo aver trovato e ridotto l’interferenza di sostanze e patologie, il medico può far ripetere l’esame per verificare se la concentrazione delle catecolamine è ancora elevata.

    Può anche prescrivere il test delle metanefrine urinarie e/o plasmatiche come ulteriore conferma e un esame per immagini, come la risonanza magnetica, per localizzare il/i tumore/i.

    La concentrazione alta di catecolamine in un paziente che ha avuto un feocromocitoma, può essere può essere dovuta ad una recidiva o alla mancata efficacia della terapia.
    Se la concentrazione delle catecolamine è normale sia nel plasma che nell’urina, allora è improbabile che il paziente sia affetto da feocromocitoma. I feocromocitomi non producono necessariamente catecolamine a ritmo costante. Se il paziente non ha recentemente avuto episodi di ipertensione, la concentrazione di catecolamine può essere normale o vicina alla normalità anche se il feocromocitoma è presente.

  • C’è altro da sapere?

    I test delle catecolamine plasmatiche e urinarie possono aiutare a determinare la presenza di un feocromocitoma o di un paraganglioma, ma non sono indicativi della sede del tumore, del numero di masse tumorali o della benignità o malignità (anche se la maggior parte è benigna). La quantità di catecolamine prodotte non è sempre correlata alla grandezza della massa, ma è più legata alle caratteristiche tissutali del tumore. Anche se la quantità totale di catecolamine tende ad aumentare, al crescere della massa tumorale.

    Vari farmaci possono interferire con il risultato delle catecolamine. E’ molto importante parlare col medico prima di interrompere qualsiasi terapia, che deve indicare al paziente quali sono le sostanze interferenti, quali farmaci possono non essere presi in modo sicuro e quali devono essere comunque assunti. Le sostanze interferenti con il test delle catecolamine sono: acetaminofene, aminofillina, clonidina, anfetamina, soppressori dell’appetito, caffé, tè e altre forme di caffeina, cloralio idrato, clonidina, desametasone, diuretici, epinefrina, etanolo (alcol), insulina, imipramina, litio, metildopa (Aldomet), inibitori delle MAO (monoamino- ossidasi), nicotina, nitroglicerina, gocce nasali, propafenone (Rythmol), resurpina, salicilati, teofillina, tetracicline, antidepressivi triciclici e vasodilatatori. L’effetto di questi farmaci sul test delle catecolamine può variare da persona a persona e spesso non è predicibile.

    Il 90% dei feocromocitomi è localizzato nelle ghiandole surrenali, mentre la maggior parte del restante 10% si trova nella cavità addominale. L’organizzazione mondiale della sanità usa il termine “paraganglioma extra- surrenalico” per indicare i tumori secernenti catecolamine che non sono localizzati nelle ghiandole surrenali.

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Domande Frequenti
Fonti

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