Noto anche come
Nefrolitiasi
Calcolosi renale
Litiasi renale
Nome ufficiale
Nefrolitiasi
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
22.05.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Il test viene effettuato per valutare la composizione dei calcoli renali al fine di determinare la causa della loro formazione e l’adeguato trattamento terapeutico.

Quando Fare il Test?

In seguito all’eliminazione dei calcoli renali dal tratto urinario.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Uno o più calcoli renali eliminati con le urine o rimossi chirurgicamente dal tratto urinario.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L'Esame

I calcoli renali sono ammassi piccoli e duri che si formano all’interno dei reni. L’analisi dei calcoli renali serve per determinarne la composizione al fine di identificare la causa della loro formazione e, ove possibile, prevenirne la formazione.

I reni fanno parte del tratto urinario, il quale è composto, oltre che dai reni, dagli ureteri, la vescica e l’uretra. I reni filtrano le sostanze di rifiuto dal sangue e producono l’urina, la quale viene trasportata fino alla vescica tramite dei condotti chiamati ureteri. L’urina viene quindi eliminata dalla vescica tramite l’uretra. Il processo di filtrazione delle sostanze di rifiuto, produzione ed eliminazione dell’urina è continuo.

I calcoli, che si formano nei reni, possono creare problemi sia se crescono tanto da ostruire il normale deflusso dell’urina sia se si rompono e si muovono lungo tutto l’apparato urinario. Possono infatti creare ostruzioni o stiramenti, irritazioni e possono danneggiare le pareti degli ureteri. Questi movimenti possono determinare dolore molto forte continuo o intermittente.

Molti calcoli renali riescono a fuoriuscire spontaneamente tramite le urine, ma talvolta le dimensioni elevate o la forma irregolare determinano l’impossibilità di espulsione. Talvolta i calcoli molto grossi non riescono a passare dai reni agli ureteri e, se di minori dimensioni, possono passare negli ureteri ma non riuscire a percorrerli; in queste situazioni sono necessari dei trattamenti. I calcoli possono essere rimossi chirurgicamente, di solito tramite dei dispositivi in grado di risalire attraverso l’uretra e la vescica lungo gli ureteri, fino a raggiungere la sede in cui sono presenti i calcoli. Talvolta invece è possibile utilizzare una metodica meno invasiva che consiste in una sorta di bombardamento dei calcoli tramite ultrasuoni (litotripsia) che ne causano la frammentazione. I frammenti che si formano possono così percorrere gli ureteri ed essere eliminati con le urine.

Le ragioni alla base della formazione dei calcoli renali possono essere molteplici, ma nella maggior parte dei casi essa è dovuta alla precipitazione e formazione di cristalli di specifiche sostanze chimiche presenti nelle urine a concentrazioni troppo elevate. Questo può essere dovuto all’eccessiva produzione ed escrezione di queste sostanze o alla scarsa idratazione che determina la formazione di urine eccessivamente concentrate. I calcoli, sulla base della loro composizione e localizzazione, possono essere rotondi, affilati e appuntiti o di forma irregolare (detti “a stampo”). Le dimensioni possono variare tra quelle di un granello di sabbia ad una palla da golf. La composizione dipende dalla sostanza chimica in eccesso che ne ha causato la formazione. Essi potrebbero essere formati da un solo costituente o potrebbero essere il risultato di diverse sostanze stratificate.

La calcolosi renale è una patologia piuttosto frequente. Secondo alcuni studi in Italia la prevalenza è di circa il 10%, con picchi intorno ai 55-60 anni e rischio di recidive piuttosto elevato (50%).

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test

    Il clinico o il laboratorio di solito forniscono al paziente con sintomi indicativi di calcolosi renale, un contenitore sterile ed una garza a maglie fini con la quale filtrare le urine. Questa procedura è necessaria poiché non è possibile sapere quando i calcoli verranno eliminati.  Il paziente deve quindi esaminare la garza alla ricerca di qualsiasi granello, tenendo bene a mente che i calcoli possono essere facilmente visibili ma anche avere le dimensioni di un granello di sabbia. Nel caso in cui venga trovato un calcolo, questo deve essere messo in un contenitore sterile e asciutto e quindi deve essere portato al laboratorio che effettuerà l’analisi. E’ importante non aggiungere tessuti o altro, che potrebbe interferire con le analisi.
    Nel caso di pazienti ricoverati, le urine vengono filtrate dal personale sanitario. Nel caso in cui siano presenti calcoli di dimensioni troppo elevate per poter essere eliminati tramite le urine, allora questi vengono rimossi chirurgicamente o tramite litotripsia, e quindi analizzati.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No, non è necessaria alcuna preparazione.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    L’analisi dei calcoli renali viene effettuata in seguito alla rimozione di calcoli dall’apparato urinario per determinarne la composizione chimica. Il laboratorio ne analizza in primo luogo le caratteristiche fisiche: dimensioni, forma, peso, colore e struttura. Spesso viene anche archiviata una foto del calcolo per meglio annotarne forma e aspetto. Il calcolo quindi può essere frammentato in modo da osservarne le eventuali stratificazioni. Per determinare la composizione del calcolo vengono effettuati uno o più test.

    Insieme all’analisi del calcolo renale, possono essere richieste anche l’analisi del sangue, delle urine (compresa la raccolta delle 24 ore), in modo da verificare la presenza di eventuali sostanze in eccesso che possono aver determinato la formazione del calcolo, oltre che per valutare lo stato complessivo di salute del paziente. I risultati di questi test possono essere utili anche per discriminare tra la probabile presenza di calcoli e la presenza di altre patologie che, pur con sintomi simili, necessitano di trattamenti diversi.

    Questi test includono:

  • Quando viene prescritto?

    L’analisi dei calcoli renali viene richiesta nel caso in cui un paziente abbia spontaneamente eliminato un calcolo renale tramite le urine o nel caso in cui questo sia stato rimosso chirurgicamente.

    I segni e sintomi associati con la calcolosi renale possono indurre il clinico a ricercare i calcoli sia nelle urine che all’interno dell’apparato urinario, tramite metodiche di imaging. Il clinico può infatti sospettare la calcolosi renale nel caso in cui il paziente riferisca:

    • Forti dolori alla schiena che possono arrivare fino all’inguine (il dolore è il sintomo più importante)
    • Dolore addominale
    • Nausea e vomito
    • Sangue nelle urine o urine torbide
    • Frequente necessità di urinare
    • Febbre e brividi, nel caso in cui sia presente un’infezione
       

    Nel caso di calcolosi renale ricorrente, deve essere analizzato solo il primo calcolo. L’analisi dei calcoli renali può essere eseguita nuovamente nel caso in cui il clinico lo ritenga necessario.

  • Cosa significa il risultato del test?

    L’analisi dei calcoli renali identifica la loro composizione chimica. Tipicamente i calcoli sono composti da:

    • Ossalato di calcio
    • Fosfato di calcio
    • Acido urico
    • Sturvite (fosfato di ammonio e magnesio) – nei calcoli associati ad infezioni batteriche
       

    Questo tipo di calcoli ricoprono circa il 95-99% delle casistiche. Il 75% circa dei calcoli è composta da calcio. Meno comunemente i calcoli sono dovuti a:

    • Cistina – calcoli associati con un’ ereditaria eccessiva escrezione di cistina
    • Farmaci – alcuni calcoli sono associati all’assunzione di alcuni farmaci come guaifenesina, indinavir, triamterene, atazanavir, sulfamidici
       

    Tuttavia, l’analisi dei calcoli di per se non fornisce indicazioni riguardante il motivo per il quale i calcoli si  sono formati.

    La produzione o l’eliminazione eccessiva di alcune sostanze chimiche può essere dovuta alla presenza di alcune patologie. Il pH troppo elevato o troppo basso delle urine e l’abitudine a non bere in quantità sufficiente, può aumentare il rischio di formazione dei calcoli. L’identificazione della sostanza responsabile della formazione dei calcoli può aiutare ad evitare la ricomparsa dei calcoli renali.

    In generale:

    • Calcoli di ossalato di calcio o di fosfato di calcio, spesso compaiono in persone con una eccessiva escrezione di calcio e/o ossalato nelle urine o, talvolta, in persone con quantità troppo piccole di citrato (che normalmente lega il calcio senza formare calcoli). Questi calcoli possono essere dovuti a:
      • Tendenza ereditaria ad assorbire troppo calcio con la dieta, con conseguente ipercalciuria (eccessiva presenza di calcio nelle urine)
      • Fattori legati alla dieta – il consumo di cibi e bevande ricche di calcio e/o ossalato può portare ad una aumento di queste sostanze nelle urine
      • Difetti nell’assorbimento delle sostanze nutritive, dovuti ad esempio a malattia infiammatoria intestinale o a chirurgia intestinale – uno sbilanciamento dei nutrienti assorbiti può portare ad un accumulo di calcio nelle urine
      • Eccesso di ormone paratiroideo (iperparatiroidismo primario), che porta ad un aumento di calcio nel sangue e nelle urine
      • Presenza di disordini metabolici – questi possono portare ad acidosi metabolica e quindi ad un aumento del calcio eliminato con le urine
    • Calcoli di acido urico – la gotta o disordini del metabolismo dell’acido urico possono portare ad una eccessiva presenza di acido urico
    • Calcoli si sturvite – un disordine ereditario può portare ad una eccessiva produzione e eliminazione di cistina
    • Calcoli correlati all’assunzione di farmaci
       

    Oltre a questi, possono formarsi numerosi altri calcoli in seguito all’eccessiva concentrazione di altre sostanze, dovuta perlopiù a disidratazione.

  • C’è altro da sapere?

    I calcoli non si formano necessariamente in coloro che non bevono a sufficienza o che hanno un’elevata concentrazione di alcune sostanze nelle urine. Talvolta i calcoli renali possono formarsi per altre ragioni. La possibilità di sviluppare calcolosi renale è maggiore in coloro che ne abbiano già sofferto in passato.

    Esistono altri fattori, oltre ai sopracitati, responsabili di un aumentato rischio di sviluppare calcolosi renale:

    • Storia familiare per calcolosi renale
    • Presenza di infezioni dell’apparato urinario
    • Struttura alterata dell’apparato urinario o dei reni (che possono rendere difficoltosa l’eliminazione delle urine con conseguente formazione di calcoli)
    • Patologie dei reni, come la malattia del rene policistico, una condizione caratterizzata dalla presenza di numerose cisti nel rene
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Domande Frequenti
Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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Fonti utilizzate nelle precedenti revisioni

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