Noto anche come
Antitrombina III funzionale
ATIII
AT3
Nome ufficiale
Antitrombina (Attività e Antigene)
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 02.07.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per valutare la causa di fenomeni coagulativi inappropriati, per aiutare nella diagnosi di carenza di antitrombina.

Quando Fare il Test?

Circa due mesi dopo un fenomeno coagulativo inappropriato (evento trombotico); quando non vi sia la risposta attesa alla terapia anticoagulante eparinica.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio.

​​​​​​​Il Test Richiede una Preparazione?

In genere non è richiesta alcuna preparazione. Tuttavia il test non dovrebbe essere eseguito nelle persone affette da patologie che potrebbero compromettere la concentrazione dell'antitrombina (ad esempio CID) o nelle persone trattate con eparina.

L’Esame

L’antitrombina è una proteina prodotta dal fegato che aiuta a regolare la formazione del coagulo nel sangue (è un blando fluidificante del sangue). Il test dell’antitrombina misura l’attività (funzionalità) e la concentrazione (quantità) di antitrombina nel sangue di un individuo ed è richiesto per approfondimenti diagnostici in caso di eccessiva formazione di coaguli nel sangue.

Normalmente, quando un vaso sanguigno viene danneggiato, l’organismo, per prevenire la perdita eccessiva di sangue, attiva una serie di eventi che culminano con la formazione del coagulo; si tratta di un processo regolato finemente per il mantenimento del delicato equilibrio emostatico. L'emostasi infatti regola la coagulazione, impedendo l'eccessiva perdita di sangue ma anche prevenendo l'eccessiva formazione di coaguli. La coagulazione è consentita dall’attivazione di alcune proteine, chiamate fattori della coagulazione, in una serie di passaggi conosciuti come cascata coagulativa. L’antitrombina si inserisce nella modulazione di questo processo, inibendo l’azione di fattori attivanti della coagulazione, inclusi la trombina e i fattori Xa, IXa e XIa così da rallentare il processo e prevenire l’eccessiva e inappropriata formazione di coaguli (trombosi).

Le persone affette da disordini della coagulazione dovuti a carenza ereditaria o acquisita di antitrombina,  hanno un rischio aumentato di sviluppare coaguli ematici, specialmente nelle vene profonde, come quelle delle gambe (trombosi venosa profonda). Le carenze ereditarie sono rare e colpiscono circa 1 persona su 5000.

Nelle persone che hanno ereditato un gene dell'antitrombina alterato e uno normale (eterozigoti), gli episodi trombotici si manifestano tipicamente attorno ai 20-30 anni d’età. Gli individui omozigoti per il gene mutato (che ereditano due geni per l'antitrombina alterati) sono molto rari; in tal caso la patologia trombotica si manifesta subito dopo la nascita.

La carenza di antitrombina acquisita può sopraggiungere ad ogni età. Essa è associata a più patologie e condizioni cliniche dovute a carenza o eccessivo consumo della proteina. Queste includono patologie del fegato, trombosi estesa, coagulazione intravascolare disseminata (CID), sindromi emorragiche, cancro e sindrome nefrosica, una forma di patologia renale.

Esistono due tipi di carenze di antitrombina. Nel tipo 1 l’antitrombina funziona normalmente ma la quantità di proteina è insufficiente. Nel tipo 2, la quantità di proteina prodotta è sufficiente ma la funzionalità è compromessa. Questi due tipi di carenza possono essere differenziati e valutati con due test:

  • Attività dell’antitrombina, che valuta la funzionalità dell’antitrombina.
  • Antigene dell’antitrombina, che misura la quantità di antitrombina presente.

Gli intervalli di riferimento dipendono da molteplici fattori, quali l’età e il sesso del paziente, la popolazione di riferimento e il metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. Il risultato numerico di un test può pertanto avere significati diversi in laboratori differenti.

Per queste ragioni, nel presente sito web non vengono riportati gli intervalli di riferimento. Per la valutazione dei risultati dei test, Lab Tests Online raccomanda di riferirsi ai valori di riferimento forniti dal laboratorio nel quale questi sono stati eseguiti. Gli intervalli di riferimento di ciascun test sono riportati sul referto di laboratorio, accanto al nome ed al risultato dello stesso. Per alcuni esempi clicca qui.

Per maggiori informazioni si rimanda agli articoli: Gli Intervalli di Riferimento ed il loro Significato e Comprendere il Referto di Laboratorio.

Se il sottoporsi alle analisi mediche provoca stati d'ansia o di disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli:

Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.

Un altro articolo, Il prelievo ematico: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico.

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Come e Perché
  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test dell’antitrombina è perlopiù richiesto, insieme ad altri test, per approfondimenti diagnostici in persone con episodi trombotici ricorrenti (trombosi). Il test valuta l’attività (funzionalità) e la concentrazione (quantità) di antitrombina.

    Il test funzionale dell’antitrombina è effettuato per primo, per valutare se l'attività di antitrombina è normale. Se l’attività dell’antitrombina è bassa, allora viene effettuato il test antigenico, per determinare la quantità di antitrombina presente. Questi due test consentono di differenziare le carenze di antitrombina di tipo 1 e di tipo 2. La conferma diagnostica della carenza richiede la ripetizione del test su campioni differenti.

    Talvolta il test dell’antitrombina viene richiesto per approfondimenti in persone che non rispondono all’eparina nella maniera attesa. L’eparina è un farmaco anticoagulante somministrato a individui a rischio trombosi o con episodi trombotici ricorrenti, il cui effetto è mediato dall'antitrombina. L’eparina può aumentare notevolmente l’attività antitrombinica con la conseguente inibizione della formazione di coaguli; le persone con una carenza dell’antitrombina sono perciò resistenti al trattamento con eparina.

  • Quando viene prescritto?

    Il test dell’antitrombina viene richiesto, insieme ad altri test richiesti in caso di sospette patologie da eccessiva coagulazione (come Proteina C e Proteina S, e Lupus anticoagulant), in pazienti con episodi trombotici ricorrenti o trombosi venosa profonda. L'esecuzione del test richiede la totale risoluzione dell'episodio trombotico poiché sia la presenza del coagulo che la terapia possono influenzare il risultato del test dell’antitrombina.

    Il test per l’antitrombina può essere richiesto anche in pazienti in terapia eparinica che non rispondono all’effetto dell’eparina nella maniera attesa, ossia nel caso in cui per l'efficacia della terapia sia necessario un dosaggio insolitamente alto del farmaco. 

  • Cosa significa il risultato del test?

    La diminuzione dell'attività di antitrombina associata anche alla diminuzione della quantità di antitrombina misurata tramite il test antigenico, suggerisce una carenza di antitrombina di tipo 1 (carenza quantitativa). In questo caso, la diminuzione dell’attività dell'antitrombina è dovuta alla diminuzione della quantità di antitrombina disponibile.

    La diminuzione dell'attività di antitrombina associata alla presenza di quantità normali di antitrombina misurate tramite il test antigenico, suggerisce invece una carenza di antitrombina di tipo 2 (carenza funzionale). In questo caso la concentrazione di antitrombina è sufficiente ma non funziona correttamente.

    Sia la carenza funzionale che quella quantitativa, aumenta il rischio di trombosi.

    Il test di primo livello è sempre il test funzionale. Se l’attività di antitrombina è normale, il test antigenico dell’antitrombina non viene effettuato. In questo caso, l’antitrombina funziona in maniera adeguata e gli episodi trombotici ricorrenti sono probabilmente dovuti a cause diverse dalla carenza di antitrombina.

    La diminuzione temporanea o cronica della concentrazione di antitrombina può essere associata a molte patologie e condizioni cliniche in grado di influenzarne il consumo o la produzione, come:

    Livelli aumentati di antitrombina non sono normalmente considerati un problema. 

  • C’è altro da sapere?

    Se un paziente con carenza di antitrombina ha anche altri difetti di coagulazione, come la carenza di proteine C o S o la mutazione del fattore V Leiden, o usa contraccettivi orali, allora può essere a rischio trombosi.

    La carenza di antitrombina può aumentare il rischio di ripetuti aborti spontanei.

    I pazienti con carenza di antitrombina possono aver bisogno di assumere anticoagulanti prima di sottoporsi ad interventi medici o chirurgici.

    Sono disponibili concentrati di antitrombina e antitrombina ricombinante da usare temporaneamente per correggere carenze di antitrombina acutecroniche.

    Se un paziente con carenza di antitrombina ha anche altri difetti di coagulazione, come la carenza di proteine C o S o la mutazione del fattore V Leiden, o usa contraccettivi orali, allora può essere a rischio trombosi.

    La carenza di antitrombina può aumentare il rischio di ripetuti aborti spontanei.

    I pazienti con carenza di antitrombina possono aver bisogno di assumere anticoagulanti prima di sottoporsi ad interventi medici o chirurgici.

    Sono disponibili concentrati di antitrombina e antitrombina ricombinante da usare temporaneamente per correggere carenze di antitrombina acutecroniche.

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Domande Frequenti
Fonti
Fonti utilizzate nella revisione corrente

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