Noto anche come
B2GP1
Anti-beta 2 Glicoproteina 1
Beta 2GP1 Ab
Nome ufficiale
Anticorpi anti-beta 2 glicoproteina 1 IgG, IgA, IgM
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
22.05.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Come sostegno alla diagnosi di disordini da ipercoagulazione (episodi trombotici o tromboembolismo venoso); per approfondire le cause di aborti spontanei ricorrenti; come parte della valutazione della sindrome da anticorpi anti-fosfolipidi.

Quando Fare il Test?

In pazienti con uno o più episodi trombotici venosi o arteriosi inspiegabili; in seguito a ripetuti aborti spontanei, in modo particolare se avvenuti nel secondo trimestre di gravidanza.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

No, nessuna.

L'Esame

Gli anticorpi anti-beta 2 glicoproteina 1 (B2GP1) sono autoanticorpi associati all’eccessiva tendenza alla coagulazione. Questo test rileva e misura una o più classi (IgG, IgA o IgM) di questi autoanticorpi.

Gli anticorpi B2GP1 sono considerati i maggiori esponenti della classe di anticorpi anti-fosfolipidi, i quali sono in grado di riconoscere come estranee delle lipoproteine (fosfolipidi) proprie dell’organismo di appartenenza, presenti nella membrana cellulare di tutte le cellule e delle piastrine. Questo test è spesso richiesto insieme agli anticorpi anti-cardiolipina ed al lupus anticoagulant (LAC).

Gli anticorpi anti-fosfolipidi interferiscono con la coagulazione del sangue con meccanismi non del tutto chiariti. La loro presenza è però un importante fattore di rischio per lo sviluppo di disordini da iper-coagulazione, con la conseguente formazione di trombi sia venosi che arteriosi. Questi anticorpi sono spesso presenti nelle persone affette dalla patologia autoimmune nota con il nome di Sindrome da anti-fosfolipidi (APS), la quale è associata a frequenti episodi trombotici, trombocitopenia (ridotto numero di piastrine) o aborti spontanei ricorrenti e pre-eclampsia, in maniera particolare nel corso del secondo e terzo trimestre di gravidanza.

In presenza di questa come di altre patologie autoimmuni possono essere presenti altri anticorpi anti-fosfolipidi, come nel lupus eritematoso sistemico.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Tramite un prelievo di sangue venoso dal braccio.

  • Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No, non è necessaria alcuna preparazione.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test per la misura degli anticorpi anti-beta 2 glicoproteina 1 (B2GP1) viene usato, insieme agli anticorpi anti-cardiolipina ed al lupus anticoagulant (LAC) come approfondimento per la presenza di ricorrenti episodi trombotici o aborti spontanei, come sostegno alla diagnosi della sindrome da anti-fosfolipidi (APS) o per rilevare la presenza di autoanticorpi in persone con patologie autoimmuni.

    Gli anticorpi anti-fosfolipidi, inclusi gli B2GP1, sono associati all’eccessiva tendenza alla coagulazione. Essi interferiscono con il processo coagulativo con meccanismi non ben chiariti.

    Questo esame può essere richiesto in seguito al riscontro positivo del test per la ricerca di anticorpi anti-fosfolipidi. Gli anticorpi B2GP1 non sono i più comuni tra gli anticorpi anti-fosfolipidi pur essendo maggiormente specifici (ma meno sensibili) rispetto agli anticorpi anti-cardiolipina per la diagnosi di APS.

    Possono essere rilevate tre differenti classi di immunoglobuline B2GP1: IgG, IgM e IgA. In primo luogo viene eseguito il test per le IgG e le IgM. Qualora questo fornisca un risultato negativo ma permanga il sospetto clinico, allora vengono ricercati anche gli anticorpi IgA insieme ad altri anticorpi anti-fosfolipidi meno comuni, come gli anti-fosfatidilserina e gli anti-protrombina. Tuttavia, l’utilità clinica del riscontro degli anticorpi B2GP1 della classe IgA, è oggetto di dibattito, non essendo totalmente indicativi della presenza di APS.

    Il riscontro di B2GP1 deve essere confermato da un ulteriore test eseguito dopo 12 settimane. Inoltre, una persona affetta da una patologia autoimmune ma negativo per la presenza di anticorpi anti-fosfolipidi, deve ripetere il test con regolarità a fine di rilevare il possibile sviluppo degli autoanticorpi nel corso del tempo.

  • Quando viene prescritto?

    Il test per la ricerca degli anticorpi B2GP1, può essere richiesto, insieme al test per gli anti-fosfolipidi, nel caso in cui il paziente presenti sintomi associati ad episodi trombotici venosi o arteriosi, come dolore e gonfiore delle estremità, dispnea, cefalea.

    Questo test può inoltre essere richiesto nel caso in cui una donna vada incontro a ripetuti aborti spontanei o in pazienti con segni e sintomi di APS, come:

    • Cefalea persistente
    • Ictus
    • Complicanze legate alla gravidanza, come pre-eclampsia
    • Dolore toracico
    • Dispnea
    • Alterazioni dell’umore e della capacità di parlare
    • Convulsioni
    • Perdita di memoria

    La ricerca degli anticorpi B2GP1 IgA può essere richiesto nel caso in cui una persona risulti negativa per la presenza di anticorpi B2GP1 della classe IgG o IgM ma il sospetto clinico di APS permanga.

    Il riscontro positivo di uno o più test deve essere confermato dopo 12 settimane, per verificare che non si tratti di una condizione transitoria.

    Nei soggetti affetti da patologie autoimmuni ma negativi per il test, è necessario che questo venga ripetuto periodicamente per rilevare un eventuale sviluppo di questi autoanticorpi.

  • Che cosa significa il risultato del test?

    Un risultato positivo all’esame per la ricerca di B2GP1 può indicare la presenza di APS, poiché questi sono frequentemente presenti nei pazienti affetti da questa patologia. I criteri diagnostici attuali per APS si basano sui segni clinici e sulla persistente presenza di uno o più anticorpi anti-fosfolipidi. Se gli B2GP1 vengono rilevati anche in seguito al test di conferma eseguito dopo 12 settimane dal primo, in una persona con segni di APS, allora è probabile che la persona abbia effettivamente la patologia. In maniera particolare se vengono rilevati anche altri anticorpi anti-fosfolipidi.

    Se una persona è negativa per gli B2GP1, ma è positiva per altri anticorpi anti-fosfolipidi e presenta i segni ed i sintomi caratteristici, allora è molto probabile che sia affetta da APS.

    La presenza di un risultato debolmente positivo per B2GP1 e debolmente positivo o negativo per altri anticorpi anti-fosfolipidi, può essere indicativa di una patologia diversa dalla APS. Il riscontro negativo dei test successivi, indica che, con buona probabilità, si tratta di una positività transitoria dovuta, ad esempio, ad un’infezione.

    Un singolo risultato positivo al test per la ricerca di B2GP1, non è diagnostico di APS; inoltre un risultato negativo non esclude lo sviluppo di anticorpi anti-fosfolipidi in un momento successivo. Questo test indica solo la presenza o l'assenza degli autoanticorpi al momento del test, ma la diagnosi di APS richiede sintomi clinici e almeno due test positivi per un anticorpo anti-fosfolipidi a distanza di almeno 12 settimane.

    Il rischio di sviluppare episodi trombotici è aumentato nelle persone affette da altre patologie autoimmuni, diverse dall’APS (come il lupus eritematoso sistemico), ma con B2GP1.

  • C’è altro da sapere?

    Esistono molte patologie autoimmuni nelle quali è possibile riscontrare la presenza di uno o più anticorpi anti-fosfolipidi. Inoltre, la stessa persona può essere affetta da più patologie autoimmuni co-esistenti, come la sindrome da antifosfolipidi (APS) e il lupus eritematoso sistemico (LES).

    Questo tipo di anticorpi possono essere presenti in maniera transitoria, anche in persona affette da infezioni acute, da HIV/AIDS, alcuni tipi di cancro o in seguito all’uso di farmaci come la fenitoina, la penicillina e la procainamide.

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Domande Frequenti
Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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