Noto anche come
Paracetamolo
Per il nome commerciale consultare la Banca Dati AIFA (https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it)
Nome ufficiale
Acetaminofene
Ultima Revisione:
Ultima Modifica:
26.05.2018.
In Sintesi
Perché Fare il Test?

Per capire se c’è stato un sovradosaggio (overdose); per determinare il rischio di danno epatico e come supporto nella valutazione della necessità di usare un antidoto.

Quando Fare il Test?

Quando si sospetta che il paziente abbia ingerito una dose troppo elevata di acetaminofene o mostri segni e sintomi di tossicità, come la nausea, il vomito e il dolore addominale; quando il paziente è in cura, ogni 4-6 ore dall’assunzione massiccia del farmaco.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio.

Il Test Richiede una Preparazione?

No.

L'Esame

L’acetaminofene è uno dei farmaci più disponibili nelle farmacie per alleviare il dolore (analgesico) e per ridurre la febbre (antipiretico). E’ generalmente considerato un farmaco sicuro. D’altra parte però, è una delle più frequenti cause di epatiti tossiche negli USA e in Europa ed è una delle più frequenti cause di avvelenamento sia accidentali che intenzionali.
L’acetaminofene è principalmente processato (metabolizzato) dal fegato. A dosi terapeutiche, il fegato è in grado di metabolizzare il farmaco in modo sicuro senza effetti collaterali. Quando viene ingerita una dose massiccia e/o quando la dose ingerita eccede rispetto alla quantità raccomandata per un periodo di tempo, il fegato può essere sovraccaricato e non riuscire a processare la quantità eccessiva di farmaco. Il risultato è che la forma intermedia del farmaco, che si forma durante il suo metabolismo, si accumula nel fegato, danneggiandone le cellule. Se non viene somministrata in tempo la terapia, si può verificare insufficienza epatica.
Per questa ragione, l’acetaminofene può essere dannoso o addirittura fatale se non assunto correttamente, e in particolare i bambini sono a rischio se chi somministra loro i farmaci non segue attentamente le istruzioni. Spesso, le persone non sanno che l’acetaminofene è uno dei composti di molti farmaci per il raffreddore e l’influenza. Se due o più di questi farmaci vengono assunti insieme, la concentrazione di acetaminofene può oltrepassare i limiti di sicurezza.

Le preparazioni a base di acetaminofene possono essere disponibili a vari dosaggi e in differenti forme: tavolette effervescenti, pastiglie e sciroppi.

  • Per gli adulti la massima dose giornaliera dell’acetaminofene è 4000 milligrammi (mg). Assumere più di 4000 mg in 24 ore è considerato overdose, mentre ingerire più di 7000 mg può portare ad un’overdose molto grave se il paziente non è trattato prontamente. 
  • Per i bambini, la dose che può provocare overdose è dipendente dall’età e dal peso corporeo. (Per maggiori informazioni, visitare la pagina web della MayoClinic Acetaminophen and children: Why dose matters.)

Se è risaputo o sospettato che il paziente sia in overdose da acetaminofene, si raccomanda di portarlo al Pronto Soccorso. Se il medico constata effettivamente l’overdose, il trattamento può includere un antidoto, N-acetilcisteina (NAC), che può aiutare a minimizzare il danno epatico, specialmente se somministrato entro 8-12 ore dall’overdose. Anche se il NAC deve essere idealmente somministrato entro questo periodo di tempo, in caso di necessità  può essere utilizzato anche dopo le 12 ore.
Fino a poco tempo fa, il NAC non era la cura standard per le persone che arrivavano in Pronto Soccorso dopo le 24 ore dall’ingestione massiccia di acetaminofene. D’altra parte però recenti studi inglesi hanno evidenziato come il NAC possa avere comunque un effetto benefico nel prevenire l’insufficienza epatica indotta da acetaminofene, anche quando l’ingestione è avvenuta prima delle 24 ore.

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Come e Perché
  • Come viene raccolto il campione per il test?

    Tramite un prelievo di sangue venoso dal braccio.

  • ​​​​​​​Esiste una preparazione al test che possa assicurare la buona qualità del campione?

    No, non è necessaria alcuna preparazione.

  • Quali informazioni è possibile ottenere?

    Il test per l’acetaminofene è utilizzato per misurare la quantità di farmaco nel sangue per fare una diagnosi di overdose, per stabilire il rischio di danno d’organo, e per prendere decisioni sul trattamento. Diagnosi e trattamento veloci sono importanti per avere un esito positivo.
    Poiché alte dosi di acetaminofene possono essere tossiche per il fegato, il medico può anche prescrivere test come AST e ALT per determinare il danno epatico. Il test del PT può essere utilizzato per determinare se le funzioni del fegato sono compromesse. Il medico può inoltre prescrivere la misura delle concentrazioni sieriche di salicilati o uno screening tossicologico sulle urine per i pazienti privi di coscienza o per coloro che probabilmente hanno ingerito anche altre sostanze. Altri esami possibili includono l’emogasanalisi, le concentrazioni di lattato e il pannello metabolico con la creatinina. Questi esami sono usati per monitorare la gravità del danno epatico e, nei casi di overdose massiccia, per determinare se il paziente abbia bisogno di un trapianto di fegato.
    Nelle donne in età fertile, sospettate di avere un’overdose da acetaminofene può essere effettuato il test della gonadotropina corionica umana (hCG) per determinare se sono in gravidanza poiché il farmaco passa attraverso la placenta e può danneggiare il feto.

  • Quando viene prescritto?

    Il medico può prescrivere il test dell’acetaminofene a partire da 4 ore dopo l’ingestione o possibile ingestione e ogni 4-6 ore per capire se la concentrazione del farmaco è aumentata o diminuita. I campioni raccolti troppo presto rispetto all’ingestione possono non riflettere accuratamente la quantità di farmaco assorbita dallo stomaco nel sangue.
    I test possono essere prescritti quando una persona mostra segni e sintomi di overdose. Essi possono comparire precocemente, entro 2-3 ore dall’ingestione o non manifestarsi per 12 ore o più. I sintomi possono includere:

    • Nausea, vomito, diarrea
    • Perdita di appetito
    • Dolore addominale o crampi
    • Irritabilità
    • Sudorazione
       

    Se non trattata, l’intossicazione può progredire per 3-4 giorni con itterizia, insufficienza epatica e renale, convulsioni, coma e morte. Se il trattamento è somministrato entro 8 ore dall’overdose, però, ci sono buone probabilità di risoluzione positiva della problematica.
    Per i bambini che hanno ingerito acetaminofene in forma liquida, la decisione circa il trattamento deve essere presa il prima possibile, da due ore dopo l’ingestione in poi, poiché il farmaco è assorbito più rapidamente in questa forma.

  • Cosa significa il risultato del test?

    La tabella sottostante riassume i risultati che possono essere osservati:

    Concentrazioni di Acetaminofene

    Interpretazione dei Risultati

    10-20 mcg/mL

    Dose terapeutica

    Meno di 150 mcg/mL a 4 ore dall’ingestione

    Basso rischio di danno epatico

     

    Più di 200 mcg/mL a 4 ore dall’ingestione

    Oppure

    Più di 50 mcg/mL a 12 ore dall’ingestione

    Tossicità associata a danno epatico

    Le concentrazioni prese in considerazione sopra, sono in genere applicabili all’ingestione singola di una concentrazione tossica di farmaco. Non sono necessariamente associabili ai casi di ingestione di farmaco oltre il limite consigliato protratta nel tempo (overdose da ingestione cronica). D’altra parte, il medico può tenere in considerazione le concentrazioni di acetaminofene insieme ai segni e sintomi clinici e test epatici per determinare il rischio e/o la presenza di danno epatico nei casi di overdose da uso cronico.

  • C’è altro da sapere?

    E’ importante sapere se le medicine prescritte e non, contengano o meno acetaminofene. E’ bene non assumere più di un farmaco che contenga acetaminofene nello stesso momento.
    Se si assumono tre o più bevande alcoliche al giorno, è importante consultare il medico sull’opportunità di prendere l’acetaminofene. Se si prendono più delle 1 o 2 dosi occasionali di acetaminofene, è meglio non bere alcol per non aumentare il rischio di danno epatico.

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Domande Frequenti
  • L’acetaminofene è pericoloso se utilizzato in modo inadeguato?

    L’acetaminofene è uno dei farmaci più sicuri ed efficaci conosciuti, se usato alla giusta dose o al giusto intervallo di concentrazione.

  • Come viene trattata l’overdose da acetaminofene?

    Ogni persona che mostri i segni di avvelenamento da acetaminofene dovrebbe essere portata al Pronto Soccorso. Se viene stabilito che il paziente ha un overdose in corso, gli può essere somministrato un antidoto (N-acetilcisteina o NAC), che è più efficace se preso entro le 8-12 ore seguenti all’ingestione. Il paziente può inoltre ricevere altri farmaci per il trattamento dei sintomi.
    Se si sospetta che il farmaco sia ancora nello stomaco (di solito entro 4 ore dall’ingestione) può essere somministrato carbone attivo, che assorbe tutti i residui di farmaco e ne previene l’assorbimento da parte dell’organismo. Entro un’ora circa dall’ingestione alla persona può essere fatta una lavanda gastrica . Questa procedura consiste nel pompare liquido, di solito acqua o soluzione salina, dentro lo stomaco e aspirare il liquido insieme ai contenuti dello stomaco, attraverso un tubo.
    Talvolta il danno epatico esteso può comparire nonostante il trattamento con l’antidoto N-acetilcisteina. Se l’insufficienza epatica compare dopo l’overdose, può essere necessario un trapianto di fegato.

Fonti

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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