Noto anche come
Vaginosi batterica
Infezioni vaginali
Candidosi
Tricomoniasi
Vulvovaginiti
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 21.09.2018.

Cosa sono le vaginiti e vaginosi?

Le vaginosi sono infezioni della vagina. Le vaginiti sono infiammazioni della vagina, che possono essere dovute a vaginosi o ad altri fattori come l'allergia, l'irritazione o la diminuzione degli estrogeni. Le vaginiti sono molto comuni e interessano perlopiù donne in età fertile. Nel caso in cui sia interessata anche la parte esterna dei genitali femminili, si parla di vuvlovaginiti o di cerviciti in presenza di un'infiammazione della cervice.

Secondo il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), le infezioni vaginali batteriche (vaginosi) interessano oltre 21 milioni di donne di età compresa tra i 14 ed i 49 anni. Le vaginosi causano dolore, prurito e bruciore vaginale oltre alla presenza di perdite vaginali anomale.

Nel gergo comune, le vaginiti e vaginosi spesso sono chiamate infezioni vaginali o micosi vaginali.

Di norma nella vagina è presente una flora batterica residente, costituita da un gruppo di microrganismi "buoni" responsabili della protezione della vagina, del mantenimento del microambiente moderatamente acido e dell'inibizione della crescita dei microrganismi "cattivi". I lactobacilli fanno parte della normale flora batterica vagnale, così come corinebatteri e alcuni lieviti

Ogni giorno sono normalmente presenti piccole quantità di perdite vaginali; hanno colore chiaro o lattescente e la consistenza varia in base al ciclo mestruale.

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Approfondimenti
  • Cause

    Qualsiasi cosa in grado di alterare il normale equilibrio della flora batterica residente e/o irritare i tessuti vaginali può, potenzialmente, causare vaginite.

    Le più frequenti cause di vaginite/vaginosi (più del 90%), sono infiammazioni dovute a:

    • Vaginosi batterica, causata dall'alterazione dell'equilibrio della normale flora vaginale con la diminuzione del numero dei normali lactobacilli e l'aumento di altri batteri come Gardanella vaginalis e Mycoplasma hominis.
    • Infezioni da Candida albicans, note anche con il nome di candidosi, talvolta causate anche da altre specie di Candida
    • Infezioni da Trichomonas vaginalis, chiamate anche tricomoniasi, ossia infezioni parassitarie sessualmente trasmesse
       

    Altre cause di vaginite includono:

    • Irritazione o reazioni allergiche a prodotti per l'igiene intima femminile, alla vasellina, a bagnoschiuma, alla biancheria intima (soprattutto se realizzata con tessuti sintetici che mantengono l'umidità), a profumi, a saponi deodoranti, ad assorbenti, a preservativi in lattice, ecc...
    • Ispessimento della parete della vagina e diminuzione della lubrificazione dovuta alla diminuzione degli estrogeni; in questo caso si parla di vaginite atrofica, condizione frequente nelle donne in menopausa.
    • Alterazioni dell'equilibrio ormonale
    • Raramente, presenza di corpi estranei in vagina come piccoli pezzi di carta igienica o tamponi mestruali, che possono creare irritazione e infezione.
       

    La vaginosi batterica aumenta il rischio delle donne di contrarre infezioni per via genitale, in modo particolare le infezioni sessualmente trasmesse (IST). Le IST, oltre alla tricomoniasi, che talvolta possono causare vaginiti e/o vaginosi, includono:

    Le vaginiti e le vaginosi possono colpire donne in qualsiasi età ma spesso interessano donne in età fertile sessualmente attive. Tuttavia, è importante sottolineare che queste condizioni cliniche possono colpire anche donne o ragazze non sessualmente attive. Le cause di vaginiti/vaginosi possono essere molteplici nella stessa donna.

  • Fattori di rischio per vaginiti/vaginosi

    I fattori di rischio per le vaginiti/vaginosi includono:

    • Uso di antibiotici (responsabili della diminuzione dei batteri "buoni" e dell'alterazione dell'equilibrio della flora batterica normale)
    • Gravidanza (l'alterazione degli equilibri ormonali può portare ad irritazione della vagina)
    • Uso frequente di lavande vaginali (possono irritare i tessuti e alterare la normale flora batterica)
    • Abitudine a rapporti sessuali occasionali
    • Uso di dispositivi anticoncezionali intrauterini
    • Uso di contraccettivi orali
    • Presenza di patologie come il diabete scompensato, la dermatite o altre patologie in grado di alterare il sistema immunitario
    • Scarsa igiene
    • Fumo di sigaretta
    • Stress psicofisico
  • Segni e Sintomi

    I segni e sintomi associati alla vaginite e alla vaginosi possono essere non chiari e aspecifici, come prurito, dolore, bruciore, arrossamento e presenza di perdite anomale. In base alla causa della patologia, esistono però segni e sintomi caratteristici:

    • Infezioni batteriche (vaginosi) - presenza di perdite vaginali vischiose, grigie o lattescenti e con cattivo odore (dovuto alla presenza di ammine in grado di aumentare il pH vaginale), presenti soprattutto in seguito ad un rapporto sessuale. Può essere presente prurito e irritazione. Tuttavia, in più dell'85% delle donne la vaginosi batterica è asintomatica.
    • Infezioni micotiche (candidosi) - presenza di perdite vaginali vischiose e bianche come una specie di ricotta, associate a prurito, bruciore anche durante la minzione, arrossamento, gonfiore e dolore durante i rapporti sessuali.
    • Infezioni causate da Trichomonas (tricomoniasi) - presenza di perdite vaginali giallo-verdastre che possono essere schiumose e maleodoranti e associate a prurito, arrossamento, dolore durante i rapporti sessuali e durante la minzione. Possono comparire piccole piaghe rossastre sulla parete vaginale o cervicale. Tuttavia, molte donne affette da tricomoniasi sono asintomatiche.
    • Vaginite atrofica - si tratta di una condizione clinica che interessa spesso le donne in menopausa, caratterizzata da ispessimento della parete vaginale e secchezza vaginale oltre a prurito, bruciore, dolore durante i rapporti sessuali con, talvolta, sanguinamento.
       

    Seppur raramente, la vaginite o vaginosi può portare a complicanze come l'infiammazione della cervice o della parete dell'utero o a malattia infiammatoria pelvica. Nelle donne in gravidanza, la vaginosi potrebbe portare a parto pre-termine, basso peso alla nascita e, talvolta, a trasmissione dell'infezione dalla madre al figlio. Le donne con carenza di vitamina D sono molto più propense a sviluppare una vaginosi batterica. La vaginosi è anche associata ad aborto spontaneo nel primo trimestre di gravidanza.

  • Esami

    La diagnosi di vaginite e vaginosi dipende dall'età e dai fattori di rischio della persona interessata. Il processo diagnostico in una donna in età fertile comincia con un esame fisico, incluso l'esame pelvico, oltre l'anamnesi clinica. Il clinico potrebbe richiedere informazioni circa la natura dei sintomi, la loro durata e frequenza, l'assunzione di farmaci come antibiotici o contraccettivi orali o di qualsiasi altro farmaco da banco. Inoltre potrebbe essere necessario fornire informazioni circa le proprie abitudini (l'uso di lavande vaginali, di detergenti intimi, di certi indumenti come quelli particolarmente stretti, ecc...), comprese quelle sessuali. Sulla base delle informazioni raccolte il clinico può quindi indirizzare la persona interessata al percorso diagnostico più appropriato.

    Lo scopo dei test è di diagnosticare la vaginite/vaginosi e di rilevare eventuali cause sottostanti, al fine di definire al meglio il percorso terapeutico. Nel caso in cui la terapia prescritta non risultasse efficace, potrebbero essere necessari ulteriori test.

    La diagnosi clinica di vaginosi batterica si basa sui criteri di Amsel, ossia sulla presenza di almeno 3 dei 4 seguenti sintomi:

    • Presenza di perdite vaginali grigio-biancastre
    • Presenza di un pH vaginale maggiore di 4.5
    • Presenza di cellule tipiche rilevate al test della preparazione salina umida (vedi dopo)
    • Presenza di odore "di pesce" in seguito all'aggiunta di 10% di idrossido di potassio
       
    Esami di laboratorio

    Alcuni test possono essere eseguiti ambulatorialmente, mentre per altri è possibile che il clinico raccolga un campione da inviare al laboratorio.

    Il test di riferimento (gold standard) per la diagnosi di vaginosi batterica è l'analisi diretta delle secrezioni vaginali, tramite visione diretta al microscopio o dopo colorazione di Gram.

    Preparazione salina umida (wet prep)

    Una goccia di secrezione vaginale viene posta su un vetrino ed esaminata al microscopio. Tipicamente è possibile trovare:

    • Vaginosi batterica - presenza di cellule caratteristiche (clue cells) ossia cellule della parete vaginale ricoperte di batteri. Inoltre viene riscontrata la presenza di pochi leucociti o la loro totale assenza.
    • Candidosi - i lieviti vengono visualizzati come catenelle o strutture ramificate (pseudoife).
    • Tricomoniasi - i parassiti sono corpi a forma ovale con strutture flagellari (simili a capelli), in grado di muoversi. Può essere presente l'aumento di leucociti.
       

    Colorazione di Gram

    Un campione di fluidi vaginali viene posto su un vetrino e colorato con una speciale colorazione (colorazione di Gram). Il vetrino viene quindi analizzato al microscopio alla ricerca di particolari tipi cellulari dei quali ne viene valutato il tipo e la quantità. La presenza di più del 20% di "clue cells" (cellule della parete vaginale ricoperte di batteri) è un criterio diagnostico per la vaginosi batterica. Alla vaginosi batterica è associata anche la diminuzione della flora batterica normale, come i Lactobacilli. Tramite la colorazione di Gram possono essere rilevati anche i lieviti ma non i parassiti della tricomoniasi.

    Altri test eseguiti sempre su questo campione includono:

    Test del pH

    Viene misurato il pH delle secrezioni vaginali.

    • Un pH inferiore a 4.5 è normale ma può essere presente anche nelle infezioni come la candidosi
    • L'aumento del pH (maggiore di 5.0) può indicare la presenza di vaginosi batteriche e tricomoniasi
       

    KOH Prep

    Un campione di secrezioni vaginali viene posto su un vetrino con una goccia al 10% di idrossido di potassio (KOH).

    • Vaginosi batterica: viene rilasciato un composto chimico chiamato ammina, responsabile dell'odore di pesce
    • Candidosi: sono visibili le ife e le peudoife
    • Tricomoniasi: viene rilasciato cattivo odore
       

    Esistono ulteriori test in grado di identificare la causa di vaginiti/vaginosi, come:

    • Metodi molecolari (NAAT) per l'identificazione di trichomonas, lieviti e batteri
    • Test rapidi POCT, per l'identificazione di tricomoniasi
       

    Colture vaginali

    • Gli esami colturali su campioni di secrezioni vaginali non sono raccomandati per la diagnosi di vaginosi batteriche. Gardnerella vaginalis è presente nel 60% delle persone sane e asintomatiche e la presenza in coltura di questo batterio è pertanto di difficile interpretazione.
    • Candidosi: un esame colturale micotico può essere utile nella scelta dell'approccio terapeutico più mirato in caso di infezioni persistenti o ricorrenti.
    • Tricomoniasi: una particolare coltura è in grado di far crescere Trichomonas e rilevarlo nel caso in cui l'analisi microscopica su campione fresco non fornisca risultati dirimenti.
       

    Altri esami

    Nel caso in cui sia sospettata la presenza di infezioni sessualmente trasmesse (IST), possono essere eseguiti i test specifici:

    In caso di infezioni micotiche ricorrenti, potrebbero essere necessari esami di approfondimento per la ricerca di patologie predisponenti, come il diabete.

    Esami non di laboratorio

    Di solito per la diagnosi di vaginiti/vaginosi non sono necessari esami di diagnostica per immagini. Tuttavia, in caso di sospette complicanze come la malattia infiammatoria pelvica, potrebbe essere necessario eseguire un'ecografia transvaginale. Questo esame consente di rilevare la presenza di un ingrossamento delle tube di Falloppio o di ascessi.

  • Trattamento

    Non sempre è possibile prevenire una vaginosi o vaginite, ma possono essere adottate delle precauzioni per ridurne la ricorrenza. Tra queste misure precauzionali vi sono:

    • Limitare l'uso di lavande vaginali
    • Limitare l'uso di saponi e detergenti non specifici che potrebbero irritare l'area genitale
    • Limitare l'uso di indumenti stretti e sintetici, inclusi gli indumenti intimi, che potrebbero determinare la permanenza di umidità
    • Praticare attività sessuale in sicurezza
    • Fare attenzione ad una corretta igiene
       

    Esistono alcuni trattamenti topici (creme o ovuli) per combattere la vaginosi batterica e la candidosi. Per queste e la tricomoniasi esistono anche terapie orali. Ciascun farmaco ha dosaggio e posologia propria. Pertanto è importante seguire le istruzioni fornite dal proprio medico.

    Nel caso di tricomoniasi o altre infezioni sessualmente trasmesse, è importante sottoporre a terapia anche il partner della donna affetta, così da prevenire un ulteriore contagio. Negli uomini la tricomoniasi è di solito a risoluzione spontanea entro un paio di settimane.

    Le complicanze, se trattate precocemente, possono essere risolte anche con l'uso di farmaci da banco. Nel caso in cui i sintomi persistano è tuttavia raccomandato consultare il proprio medico.

Fonti
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