Noto anche come
Linfoma di Hodgkin
LH
Linfoma non Hodgkin
NLH
Ultima Revisione:
Ultima Modifica: 07.03.2018.

Cos’è il linfoma?

Il linfoma è un tumore che colpisce alcuni tipi di cellule (globuli bianchi) chiamati linfociti, che origina in uno o più linfonodi. I linfociti circolano attraverso l’organismo sia nel sangue che nel sistema linfatico. Il sistema linfatico consiste in una rete di linfonodi e vasi che drenano i fluidi dai tessuti, li trasportano come linfa attraverso il corpo e li riportano al circolo sanguigno. I linfonodi si trovano singolarmente e in gruppi lungo il sistema linfatico, nelle zone del collo, delle ascelle, dell’addome e dell’inguine. I linfonodi sono piccoli organi costituiti da tessuto linfatico che filtra il liquido linfatico distruggendo microrganismi e cellule anomale. Essi contengono macrofagi e più tipi di linfociti, linfociti B, linfociti T e natural killer.
I linfociti T sono una sorta di controllori del sistema immunitario. Essi iniziano la risposta immunitaria, controllano quanto essa debba essere importante, e la fermano quando non è più necessaria. Inoltre, essi possono neutralizzare diversi tipi di attacchi esterni. I linfociti B producono gli anticorpi. Sono queste le cellule che vengono attivate quando la persona è vaccinata contro patologie quali morbillo, parotite o epatite. I natural killer (NK) sono altri tipi di linfociti e formano il 10-15% dei linfociti totali nel sangue. I NK attaccano e uccidono le cellule anomale, come le cellule tumorali o quelle infettate da virus.
Ogni tipo o una combinazione di queste cellule, può essere implicata nel linfoma. Il linfoma comincia con l’emergere di cellule anormali in uno o più linfonodi o tessuti linfatici. Queste cellule si riproducono in modo incontrollato, a cominciano a superare in numero le cellule normali dei linfonodi, portano all’ingrossamento dei linfonodi stessi ed alla fine migrano verso uno o più altri linfonodi. Questa patologia può inoltre diffondersi ad altri organi del sistema linfatico tra cui milza, midollo osseo, tonsille, adenoidi e timo.

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Approfondimenti
  • Segni e Sintomi

    Le persone affette da linfoma possono sperimentare pallore, gonfiore dei linfonodi delle ascelle, del collo o dell’inguine oppure ingrossamento della milza. Essi possono inoltre avere un aumento del numero di linfociti anomali nel sangue. Le persone affette da linfoma possono avere altri segni e sintomi, quali:

    • Affaticamento
    • Febbre
    • Sudorazione notturna
    • Inspiegata perdita di peso
    • Perdita di appetito
    • Prurito
    • Dolore al collo e ai fianchi

    Se i linfonodi colpiti sono nel petto, la respirazione può essere difficoltosa; se sono nell’addome, il paziente può lamentare fastidio addominale. Il linfoma può essere difficile da diagnosticare perché i segni e sintomi sono spesso lievi. Alcune persone possono non avere segni evidenti mentre altri possono manifestare solo febbricola. Di solito si assiste ad un ingrossamento dei linfonodi, anche se possono non essere visibili o apprezzabili al tatto dal paziente o dal medico.

  • Tipi di linfoma

    Esistono due principali tipi di linfoma: il linfoma di Hodgkin (LH), caratterizzato dalla presenza di grandi cellule, che si osservano in modo distinto, chiamate cellule di Reed-Sternberg, e il linfoma non- Hodgkin (LNH), un folto gruppo di altri tipi di linfoma.

    Linfoma di Hodgkin

    Il linfoma di Hodgkin è quello prevalente in due gruppi d’età: soggetti fra 20 e i 40 anni d’età e sopra i 55 anni. Anche se la sua incidenza è in aumento (i Registri Tumori AIRTUM hanno stimato per il 2013 circa 1.000 nuovi casi tra le donne e 1.300 tra gli uomini), la mortalità diminuisce.
    Ci sono differenti teorie riguardo alle cause di LH. Alcuni esperti ritengono che siano coinvolti alcuni agenti infettivi, come i virus. Altri che la causa sia una mutazione cellulare. Questa è un’area di ricerca attiva ma la causa specifica non è ancora stata individuata. Allo stesso modo, non è ancora chiaro come mai gli uomini siano un po’ più soggetti alla malattie delle donne.
    Gli LH possono essere suddivisi in base alla struttura dei linfonodi anomali e al tipo di cellule presenti. I linfonodi possono avere una predominanza di piccoli linfociti, la presenza di strie di tessuto cicatriziale (fibrosi), un misto di cellule differenti, o abbattimento dei linfociti. Nell’LH, le cellule tumorali, chiamate cellule di Reed-Sternberg sono una minoranza, mentre la maggior parte sono benigne, di solito un misto, di popolazioni di cellule reattive.

    Linfoma non-Hodgkin

    Il linfoma Non-Hodgkin è la quinta causa di morte oncologica negli USA. E’ un po’ più comune negli uomini e nella popolazione caucasica. L’incidenza di LNH aumenta con l’età ed è più alta negli affetti da HIV/AIDS e nelle persone in cui il sistema immunitario è soppresso.
    Il linfoma non Hodgkin rappresenta circa il 4% di tutti i tipi di tumore. In Italia vengono diagnosticati in media ogni anno 22.8 casi di linfoma non Hodgkin in Italia ogni 100.000 uomini e 19.8 ogni 100.000 donne. La mortalità è del 5.3 % fra i maschi e del 3.5% fra le femmine. L’incidenza di LNH è quasi duplicata dagli anni ’70 ad oggi. La ragione di questo aumento non è conosciuta, ma riguarda soprattutto l’incidenza tra le donne.
    Ci sono 30 differenti tipi di linfoma non-Hodgkin. Negli anni, il differente sistema di classificazione è stato usato per descrivere i differenti tipi di linfoma non-Hodgkin e la conoscenza della malattia è cresciuta. I nuovi metodi di valutazione che hanno coinvolto il linfoma non-Hodgkin hanno portato ad un nuovo sistema di classificazione.
    La classificazione The Revised European American Lymphoma (REAL) considera la funzione delle cellule coivolte. I linfociti B, per esempio, sono responsabili della produzione di anticorpi, , mentre i linfociti T sono implicati nell’immunità cellulo- mediata. Il più recente metodo di classificazione, la classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità o WHO, combina queste caratteristiche con studi genetici sulle cellule.
    Negli anni ’90, la classificazione REAL era stata proposta dall’ International Lymphoma Study Group e adottata da molti medici. Da quel momento, la classificazione WHO ha ampliato la REAL ed è stata accettata come classificazione standard. La seguente tabella mostra i due sistemi di classificazione usati, insieme ad una classificazione più vecchia. A causa di queste differenze riguardanti la modalità di descrizione del linfoma, manca una corrispondenza uno-a-uno tra i sistemi, cosicché una singola patologia può avere molti nomi.

     

    Comparazione tra classificazioni di linfoma Non-Hodgkin

    Nota: Queste classificazioni non possono sempre essere comparate

    NCI* (Formulazione di lavoro) (Vecchia classificazione)

    REAL**

    Classificazione WHO***

     

    Linee cellulari B /LNH

    Linfoma a cellule B mature

    Linfoma di basso grado

    Linfoma a picooli linfociti (plasmacitoide)

     

    Linfoma follicolare (poche piccole cellule disperse, grandi cellule, cellule miste)

     

    Linfoma di alto grado
    Linfoma diffuso (piccole cellule sparse, grandi, miste)
    Linfoma immunoblastico diffuso
    Linfoma di Burkitt
    Linfoma Burkitt-simile
    linfoma linfoblastico

    Leucemia linfatica cronica (cellule B)

    Linfoplasmacitoma

    1. and extranodal marginal B-cell lymphoma Linfoma nodale ed extranodale marginale (cellule B)



    Centro follicolare, linfoma di gradi I, II e III Centro follicolare, linfoma grado I, II e III


    Linfoma mantellare

    CLL / SLL cellule B

    Linfoma splenico marginale a cellule B

    Extranodale marginale a cellule B

    linfoma (MALT)

    Linfoma nodale a zone marginali

    Linfoma follicolare

    Linfoma linfoplasmacitico


    Linfoma mantellare

    Linfoma a grandi cellule B, non altrimenti specificato

    Linfoma a grandi cellule B di vari sottotipi

    Linfoma di Burkitt

    Neoplasmi a cellule T ed NK

     

    Neoplasmi a cellule T ed NK

       

    Linfoma periferico a cellule T, non altrimenti specificato

    Linfoma a piccolo linfociti

    Micosi fungoide

    Linfoma diffuso (cellule piccolo sparse, grandi, miste)

    Linfoma immunoblastico a grandi cellule

     

    Leucemia/linfoma a cellule T dell’adulto

    Linfoma extranodale cellule NK/T, tipo nasale

    Linfoma a cellule T, associato ad enteropatia

    Linfoma a cellule T, panniculite subucutanea simile

    Micosi fungoide

    Patologie linfoproliferative cutanee CD 30- positive

    Linfoma anaplastico a grandi cellule (ALK positivo o ALK negativo)

    Linfoma a cellule T angioimmunoblastico

       

    Sarcoma istiocitico

    Istiocitosi delle cellule del Langerhans

    Sarcoma delle cellule del Langerhans

    Sarcoma/ tumore a cellule dendritiche interdigitate

    Sarcoma/ tumore follicolare delle cellule dendritiche

    Sarcoma a cellule dendritiche, non altrimenti specificato

    * NCI = National Cancer Institute
    ** REAL = Revised European American Lymphoma
    *** WHO = World Health Organization

    Alcuni tipi di linfoma Non-Hodgkin

    La classificazione del linfoma non-Hodgkin può essere confondente perché esistono tanti tipi differenti di linfoma ed anche a causa dei vari sistemi di classificazione che sono stati sviluppati e modificati nel corso degli anni. Il linfoma non Hodgkin a cellule B è più comune del linfoma a cellule T e NK. Circa l’85% dei linfoma non-Hodgkin coinvolge i linfociti B maturi e circa il 15% i linfociti T.
    Alcune delle forme più comuni di linfoma a cellule B, includono:

    • Il linfoma diffuso a cellule B: questa forma costituisce negli USA circa il 33% di tutti i linfomi non Hodgkin. E’ un tumore che cresce rapidamente e può colpire chiunque ad ogni età ma più frequentemente in tarda età.
    • Linfoma follicolare: costituisce negli usa circa il 14% di tutti i linfomi. E’ considerato generalmente un linfoma a crescita lenta, ma alcuni linfomi follicolari si comportano come i linfomi a cellule B.
    • Leucemia linfatica cronica a cellule B/ linfoma a piccoli linfociti (CLL/SLL): è una patologia a lenta progressione in cui le cellule del linfoma sono prevalentemente di piccola misura. CLL e SLL sono la stessa patologia; anche se CLL coinvolge il midollo osseo e il sangue, mentre SLL prevalentemente i linfonodi. Insieme CLL ed SLL costituiscono circa il 24% di tutti i linfomi.

    Alcune delle forme più comuni di linfoma a cellule T, includono:

    • Linfoma a precursori dei linfoblasti T: questa patologia può essere considerata linfoma o leucemia a seconda che cellule affette vengano trovate nel sangue o se una certa percentuale di cellule del midollo osseo siano anomale. Circa l’1% dei linfomi sono di questo tipo.
    • Linfoma a cellule T mature o periferiche: ci sono molti differenti tipi di linfoma a cellule T mature che insieme fanno il 4-5% di tutti i linfomi
    • Micosi fungoide (syndrome di Sezary): è la forma meno comune di linfoma, non inizia nei tessuti linfatici o negli organi interni, bensì nella pelle. E’ una patologia che rappresenta meno dell’1% dei tumori della pelle che non sono melanomi.
  • Stadiazione

    Poiché più di un linfonodo può essere coinvolto, è importante quali siano affetti e dove siano localizzati nel corpo. Questo procedimento si chiama stadiazione. La tabella seguente contiene un esempio di sistema di classificazione che descrive come la patologia si diffonda.

    Stadiazione del linfoma

    Stadio

    Descrizione

    I

    Quando è coinvolta una singola area linfatica (milza), un paio di aree (tonsille), o un gruppo di aree correlate (tonsille e adenoidi).

    II

    Quando sono coinvolte due o più aree linfatiche, ma sono dalla stessa parte del diaframma (il muscolo sotto la cassa toracica che controlla il respiro). Un esempio sono le tonsille più i linfonodi sotto le braccia

    III

    Quando sono coinvolti entrambi i lati del diaframma, come i linfonodi del collo e dell’addome.

    IV

    Quando sono coinvolti più linfonodi in tutto l’organismo, in particolar modo il midollo osseo.

    C’è un altro sistema di stadiazione che usa la localizzazione e i fattori prognostici come età, sintomi e alcuni risultati dei test di laboratorio nello sviluppo di un sistema composto di tre parti. Lo stadio I coinvolge uno o due siti con nessun segno di prognosi infausta. Lo stadio II ha più di due siti coinvolti e alcuni segni di prognosi infausta. Lo stadio III prevede la diffusione della patologia e segni significativi di prognosi infausta.

    La stadiazione permette ai medici di determinare quali scelte di terapia scegliere. Ad esempio, se un paziente ha lo stadio I con solo un linfonodo implicato, allora la rimozione chirurgica di quel linfonodo può essere la cura. D’altra parte, se il paziente è allo stadio IV, la rimozione chirurgica non è generalmente possibile.

    I test più comunemente utilizzati nei laboratori sono l’emocromo con formula, gli studi di funzionalità renale ed epatica e la biopsia del midollo osseo. I test non di laboratorio includono la TAC, la risonanza magnetica e i raggi X.

  • Esami

    L’obiettivo di questi test è fare diagnosi e stadiazione del linfoma, distinguerlo da altre patologie ed indentificare e monitorare altre condizioni e malattie ad esso associate. Ci sono pochi test su sangue che possono indicare con chiarezza la presenza di linfoma.

    Test di laboratorio

    Il test diagnostico considerato gold standard (test che indica con chiarezza la presenza o l’assenza della malattia) sia per il linfoma di Hodgkin che per il linfoma non-Hodgkin è l’esaminazione dei linfonodi e del tessuto linfatico implicati, da parte di un patologo. Il campione viene di solito raccolto mediante biopsia o agoaspirato dei linfonodi o dei tessuti affetti e successivamente esaminato al microscopio. (Per sapere di più circa le biopsie per il linfoma non-Hodgkin, visitare il sito del College of American Pathologist, mybiopsy.org, Lymph Node: Non-Hodgkin Lymphoma.)

    Altri test di laboratorio sono:

    • Esame emocromocitometrico- può essere prescritto per escludere le altre patologie (come la leucemia) e/o per vedere se è presente anemia. L’esame emocromocitometrico può determinare se la conta piastrinica e/o la conta dei globuli bianchi sono basse, fattori indicativi di linfoma nel midollo osseo.
    • Biopsia del midollo osseo- usata per valutare le cellule del midollo osseo. La presenza di cellule linfoidi anomale e/o di aggregati linfoidi può essere osservata nel linfoma
    • Striscio di sangue- usato per valutare la qualità dei globuli rossi, dei globuli bianchi e delle piastrine e la presenza di cellule anomale (linfociti)
    • Immunofenotipizzazione può identificare le cellule implicate attraverso la ricerca della presenza o l’assenza di alcuni marcatori posizionati sulla membrana cellulare o all’interno delle cellule. Questi marcatori usati di frequentemente sono chiamati cluster di differenziazione (CD) e sono elencati numericamente. Facendo una lista dei CD presenti nelle cellule, è possibile classificare le cellule stesse. Questo test può essere eseguito con metodi differenti, tra cui la citometria a flusso e l’immunoistochimica.
    • Citogenetica- una valutazione dei cromosomi nel nucleo delle cellule tumorali per determinare se alcuni pezzi di cromosomi si sono mossi (traslocazione). Questo test è raramente impiegato nel linfoma.
    • Analisi di genetica molecolare- valuta le mutazioni avvenute nel DNA delle cellule tumorali, in modo particolare per determinare se tutte le cellule appartengano ad un singolo clone. (Vedere la sezione Riarrangiamento genico delle immunoglobuline delle cellule B e Riarrangiamento genico dei recettori delle cellule T)
    • Se il medico ritiene che il linfoma si sia diffuso (metastatizzato) ad altre aree dell’organismo, può essere eseguita l’analisi del liquido cerebrospinale o di altri fluidi corporei
    • Beta- 2 microglobulina- il test può essere usato come supporto nel predire la prognosi

     

    Test non di laboratorio

    Principalmente utilizzati come supporto nella stadiazione e nel monitoraggio del linfoma. Essi sono:

    • Visita medica
    • Tomografia assiale computerizzata (TAC)
    • Tomografia ad emissione di positroni (PET)
    • Radiografia del torace
    • Esplorazione chirurgica (talvolta necessaria)
    • Spettroscopia di risonanza magnetica (MRI)

     

    Per maggiori informazioni sugli studi per immagini, visitare il sito RadiologyInfo.org.

  • Trattamento

    Ogni linfoma è una malattia a sé stante, è diverso dagli altri; alcuni sono più aggressivi di altri. Il medico “stadia” il tumore in base all’apparente aggressività. Questa informazione, insieme alla tipizzazione e alla localizzazione del linfoma, è usata come guida al trattamento. L’obiettivo del trattamento è curare la persona affetta. Quando curarla definitivamente non è possibile, il goal è mandare la malattia in remissione per un periodo di tempo più lungo possibile, rallentarlo, alleviare i sintomi, minimizzare e risolvere le complicanze.
    Il trattamento del linfoma prevede di solito la combinazione di chemioterapia con o senza radioterapia. In alcuni casi, può essere scelta un’alta dose di chemioterapia seguita dal trapianto di cellule staminali. La prognosi dipende dalla stadiazione e dal grado della patologia e dal generale stato di salute della persona affetta. Tutte le persone diagnosticate per linfoma, anche se il linfoma viene curato o mandato in remissione, devono essere monitorate per il resto della loro vita. Alcuni non presentano di nuovo la malattia ma in altri casi, essa si ripresenta dopo anni dal primo episodio.

Fonti

 

Fonti utilizzate nella revisione corrente

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