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Ultima Modifica: 03.11.2017.

Cos’è l’epatite?

L’epatite è un’infiammazione del fegato che nella maggior parte dei casi è causata da virus ma può anche essere dovuta a fattori chimici, farmaci, alcol, malattie ereditarie o patologie autoimmuni . L’infiammazione può essere acuta, scoppiare e poi risolversi entro poche settimane o pochi mesi, oppure cronica, e durare per molti anni. L’epatite cronica può persistere per 20 anni e oltre prima di causare sintomi significativi relativi al danno progressivo al fegato come la cirrosi, il tumore epatico o la morte.
Il fegato è un organo vitale localizzato nella porzione superiore destra dell’addome. Svolge più funzioni nell’organismo, inclusi la scomposizione degli alimenti, la produzione della bile, che aiuta a digerire i grassi, la sintesi di molte proteine importanti, la regolazione della coagulazione e il metabolismo di sostanze potenzialmente tossiche in altre meno pericolose che l’organismo può usare o eliminare all’esterno. L’infiammazione può (nei casi gravi) interferire con questi processi e permettere alle sostanze tossiche di accumularsi.

La tabella seguente riassume i più frequenti tipi di epatite. Cliccare sui link per avere maggiori informazioni a riguardo

 

Tipo di epatite

Descrizione

Esempi di cause

Virale

L’infezione da uno dei virus dell’epatite causa infiammazione che può essere acuta o cronica, in relazione al tipo di virus

Le forme più comuni sono dovute a virus dell’epatite A, B e C

Induzione chimica o farmacologica

Il fegato metabolizza molte sostanze che l’organismo usa o elimina. Alcune di queste sostanze sono tossiche per il fegato e possono provocare epatite. In altri casi, l’epatite compare a causa di un farmaco che non sarebbe tossico di per sé ma che l’organismo riconosce come estraneo e attacca all’interno delle cellule epatiche.

Esposizione acuta o cronica all’alcol, acetaminofene

 

Ereditaria

Alcune mutazioni geniche che vengono ereditate da una generazione all’altra possono dare luogo a danno al fegato, fino all’epatite

Morbo di Wilsonemocromatosicarenza di alfa-1 antitripsina

Fegato grasso (non alcolica)

L’aumento dei depositi di grasso nelle cellule epatiche possono portare a infiammazione e danno epatico, causando l’epatite 

Associato a sindrome metabolica

Autoimmune

Il sistema immunitario dell’organismo produce in modo inappropriato anticorpidiretti contro il tessuto epatico, causando epatite

Talvolta associata ad altre patologie autoimmuni come il diabete di tipo 1, la tiroidite di Hashimoto, l’anemia perniciosa o la sindrome di Sjogren

 

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Approfondimenti
  • Segni e Sintomi

    I segni e i sintomi dell’epatite sono gli stessi, indipendentemente dalla causa, ma variano da persona a persona e nel tempo. La maggior parte delle persone con epatite cronica non ha sintomi. Alcuni pazienti affetti da epatite acuta non mostra sintomi, o li ha vaghi e leggeri, che possono essere scambiati per influenza. Alcuni dei segni e sintomi più comuni sono:

    • Affaticamento
    • Nausea
    • Dolore addominale
    • Dolori articolari
    • Prurito
    • Colorito giallo di occhi e pelle (ittero, uno dei sintomi che sono maggiormente indicativi di danno epatico)

    Alcune persone possono sperimentare sintomi aggiuntivi, come perdita d’appetito, urine scure, o feci chiare. Complicazioni più serie possono riguardare l’accumulo di liquidi nell’addome (ascite) e confusione mentale.
    Alla palpazione il medico può capire se il fegato è molle e ingrossato. In alcuni soggetti, l’epatite cronica può gradualmente danneggiare il fegato e, dopo alcuni anni, causare insufficienza epatica. La forma cronica di solito permane per molti anni e raramente svanisce senza il trattamento.

  • Esami

    Esistono diversi test di laboratorio che possono essere usati in caso di sospetta o accertata epatite. Questi possono essere utili per varie ragioni e possono rientrare in una o più categorie:

    • Test chimici generali usati per determinare l’infiammazione e/o il danno epatico
    • Test di screening usati per determinare l’epatite virale; ad esempio, lo screening per l’epatite B o l’epatite C eseguiti a seguito di comportamenti a rischio (uso di droghe per via endovenosa, rapporti sessuali non protetti con molti partner) o al momento di donare il sangue
    • Test usati per supportare la diagnosi di cause sottostanti
    • Test di follow- up usati per il monitoraggio della progressione dell’epatite e/o come guida al trattamento

     

    L’epatite acuta è spesso sospettata e testata poiché appaiono sintomi come febbre, perdita di appetito e nausea, di frequente insieme a urine scure, feci chiare e pelle e occhi ingialliti (ittero ).
    L’epatite cronica è più comunemente diagnosticata con i test di routine. Negli individui con o senza sintomi leggeri, l’epatite può essere scoperta a seguito di esami di controllo. Il gruppo di test richiesti come parte degli esami di controllo annuali include diversi test del pannello epatico. Questi spesso sono la prima indicazione di infiammazione o danno epatico, anche se non ne determinano la causa. Di solito sono necessari test aggiuntivi per scoprire la causa e dirigere il trattamento.
    Altri test generici possono essere usati per identificare il danno epatico e per dare indicazioni su quanto grave possa essere. Alcuni esami sono eseguiti nello stesso momento come parte del pannello epatico. Alcuni esempi sono elencati sotto:

    • Alanina aminotransferasi (ALT) : un enzima che si trova nel fegato; il migliore per l’epatite, anche se può essere normale in coloro che stanno sviluppando la cirrosi
    • Aspartato aminotransferasi (AST) :- un enzima che si trova nel fegato ed in pochi altri organi, in modo particolare nel cuore e in alcuni altri muscoli
    • Fosfatasi alcalina (ALP) :- un enzima correlato ai dotti biliari; è spesso elevato quando essi sono ostruiti, o in malattie ossee
    • Gamma- glutamil transpeptidasi (GGT) :- un enzima che si trova nel fegato ed è molto sensibile ai cambiamenti nella funzionalità epatica; aiuta a differenziare tra le cause di un aumento di ALP; se GGT è aumentato, allora l’incremento di ALP è dovuto al fegato, non a malattia ossea
    • Bilirubina :- un prodotto di scarto che si forma dal catabolismo delle cellule del sangue vecchie; è un composto giallo che causa l’ittero e le urine scure quando presente in quantità consistenti
    • Albumina : misura la proteina più abbondante prodotta dal fegato e indica se l’organo funzione bene
    • Proteine totali : misura l’albumina e tutte le altre proteine nel sangue, inclusi gli anticorpi che aiutano a controbattere le infezioni
    • Tempo di protrombina (PT) : questo esame può essere prescritto alle persone in cui si sospetta l’epatite o in cui è già stata diagnosticata. Le proteine usate nella formazione del coagulo (fattori della coagulazione) sono per la maggior parte prodotte dal fegato, e un PT prolungato può indicare la gravità del danno epatico
    • Per fare la diagnosi definitiva di epatite si usa la biopsia epatica, durante la quale viene inserito un ago nel fegato per prelevare una piccola quantità di tessuto che viene analizzata al microscopio da un patologo. Poiché è un esame invasivo, viene usato quando gli altri sono inconcludenti o per determinare a quanto ammonta il danno eptaico

     

    Per informazioni sui test di laboratorio usati per gli specifici tipi di epatite, cliccare sui link della tabella riportata sopra.
    Gli esami per immagine, come l’ecografia e i raggi X, sono usati per valutare il fegato, diagnosticare l’epatite e determinare la causa di danno epatico. Per maggiori dettagli, visitare il sito RadiologyInfo.org .

  • Epatite virale

    La causa più frequente di epatite è un’infezione virale. I cinque virus principali associati all’epatite sono stati nominati in ordine di scoperta: A, B, C, D, E. Le più comuni forme di epatite acuta sono causate dal virus A (HAV), dal virus B (HBV) e dal virus C, mentre solo l’HBV e l’HCV provocano l’epatite cronica.

    Epatite A (HAV) è altamente contagiosa e si diffonde attraverso l’acqua e il cibo contaminati dal virus. La frequenza della malattia ha iniziato a decrescere dal 1995, quando è stato introdotto il vaccino. I sintomi sono simili a quelli di un’influenza e spesso non sono riconosciuti come conseguenza dell’epatite. L’infezione può anche essere asintomatica.
    L’epatite A causa un’infezione acuta ma non cronica. Il trattamento consiste in un terapia supportiva e la maggior parte dei pazienti guariscono totalmente in circa 6 mesi.
    Ad oggi l’Italia è una nazione a endemicità medio-bassa per epatite A, grazie soprattutto ai miglioramenti nelle condizioni igieniche e socio-economiche che hanno contribuito a una forte diminuzione della circolazione del virus HAV negli ultimi anni. A eccezione delle epidemie associate al consumo di frutti di mare crudi, che si sono verificate negli anni 1992, 1994 e 1997 in alcune Regioni dell’Italia meridionale, l’incidenza ha mostrato nel tempo un andamento in diminuzione, seppure non costante, scendendo sotto l’1 per 100.000 abitanti dal 2011 (dati del Centro Nazione di Epidemiologia).

    Epatite B (HBV) il contagio avviene mediante il contatto con i fluidi corporei di una persona infetta. Il virus si diffonde spesso mediante l’esposizione a sangue o aghi contaminati, rapporti sessuali non protetti, e per trasmissione da madre infetta a bambino (raro in occidente, più frequente in altre parti del mondo). Il virus B è la causa più frequente di epatite virale acuta.
    Nel tempo e fino al 2009, le infezioni da virus HBV hanno mostrato un’importante e costante riduzione dell’incidenza in Italia. Negli ultimi anni, invece, è stata registrata una stabilizzazione dei tassi intorno a 1 per 100.000 abitanti e, nel 2014, l’incidenza è stata di 0,8 per 100.000 (0,0 per la fascia d’età 0-14 anni; 0,3 15-24 anni; 1,0 per la fascia d’età ≥ 25 anni). Il più drastico decremento è avvenuto in seguito all’introduzione della vaccinazione universale iniziata nel 1988 per persone appartenenti a gruppi ad alto rischio di infezione da virus HBV e divenuta obbligatoria nel 1991 per tutti i nuovi nati e per i dodicenni.
    La diminuzione di incidenza ha interessato in particolar modo il gruppo d’età 15-24 anni, (verosimilmente grazie alla vaccinazione nei dodicenni). Oggi i soggetti che sviluppano epatite B sono soprattutto maschi (75,4%) e la fascia d’età maggiormente interessata è fra i 35 e i 54 anni (59,1%). Le più forti associazioni con le infezioni acute da virus HBV si riscontrano per esposizione percutanea in corso di trattamenti cosmetici, per terapie odontoiatriche e per rapporti sessuali non protetti. In questi ultimi anni circa il 20% delle infezioni acute da HBV in Italia ha riguardato migranti provenienti da aree ad alta endemia per HBV in particolare dall’Europa orientale e dall’Africa (dati del Centro Nazione di Epidemiologia). Si stima che 350 milioni di persone nel mondo abbiano un’infezione cronica da HBV.

    Epatite C (HCV) il contagio avviene mediante l’esposizione a sangue infetto. La modalità più frequente consiste nella condivisione di siringhe per l’iniezione di droghe d’abuso (eroina) per via endovenosa. Altri modi sono l’esposizione a sangue infetto del personale medico e paramedico con l’uso di aghi e di altri oggetti taglienti, i rapporti sessuali non protetti con persone infette, la trasmissione dalla madre al bambino durante il parto e lo scambio di oggetti personali contaminati da sangue, come rasoi e spazzolini da denti.
    Dopo una drastica flessione registrata nei primi dieci anni di sorveglianza, l’incidenza di epatite C acuta in Italia ha continuato un trend in diminuzione, stabilizzandosi su tassi tra 0,2 e 0,3 per 100.000 abitanti, a partire dal 2009. Nel 2014 l’incidenza è stata di 0,2 per 100.000 (0 per la fascia d’età 0-14 anni; 0,2 per la fascia d’età 15-24 e 0,3 ≥25 anni). Anche per l’epatite C la diminuzione di incidenza ha interessato in particolar modo i soggetti d’età compresa fra i 15 e i 24 anni (verosimilmente per cambiamenti comportamentali da parte dei tossicodipendenti). L’età dei nuovi casi è in aumento, e già da due anni la fascia di età maggiormente colpita è stata quella 35-54 anni. Inoltre, riguardo alla distribuzione per genere, negli ultimi anni il rapporto uomini/donne è andato diminuendo anche se nel 2014 il numero di maschi tra i casi è ancora superiore (59%) (dati del Centro Nazione di Epidemiologia).
    Il virus C è meno comune del virus B nelle epatiti acute, ma è la più frequente causa di epatite cronica nel mondo occidentale. Dei soggetti infetti, circa il 60-70% sviluppa patologie epatiche croniche, il 20-40% va incontro a cirrosi dopo alcuni anni e l’1-5% muore per patologie correlate all’infezione, come la cirrosi e il tumore al fegato.
    Non esiste un vaccino per l’epatite C, ma i ricercatori stanno lavorando al suo sviluppo. Al momento il miglior modo di evitare la patologia rimane la prevenzione, limitando l’esposizione alle fonti di infezione, in modo particolare agli aghi infetti (soprattutto per l’iniezione di droghe d’abuso).

    Epatiti D ed E sono abbastanza rare. Il virus D provoca un’infezione solo quando sono presenti anche il virus B rendendo più grave la patologia; il contagio avviene per esposizione a sangue o aghi infetti.
    L’epatite E si diffonde in modo simile all’epatite A ed è presente soprattutto in Asia, Africa e Sud America, anche se il numero di casi nel mondo occidentale è al momento in aumento.

    I segni e sintomi delle epatiti virali corrispondono a quelli dell’epatite in generale. Vedere la sezione Segni e sintomi per maggiori informazioni

    Test di laboratorio

    Esistono molti esami su sangue per la diagnosi e/o il monitoraggio dell’epatite causata da virus specifici. Per informazioni più dettagliate visitare le pagine sui test dell’epatite A , B e C o vedere la tabella riassuntiva riportata sotto.

    Tabella riassuntiva: Le cause più frequenti di epatite virale

    Virus

    Epatite A

    Epatite B

    Epatite C

    Trasmissione

    Oro- fecale

    Sangue o aghi infetti, contatto sessuale

    Sangue o aghi infetti, contatto sessuale

    Tempo di incubazione (infezione acuta)

    15-50 giorni

    45-160 giorni

    14-180 giorni

    Inizio

    Rapido

    Rapido o lento, passa inosservato

    Di solito lento, passa inosservato

    Gravità

    Modesta

    A volte grave

    Di solito a lento sviluppo, con sintomi non forti o specifici

    Forma cronica?

    No

    Associata ad altre patologie?

    No

    Cirrosi, tumore del fegato

    Cirrosi, tumore del fegato

    Test di diagnosi dell’infezione acuta

    HAV-Ab, IgM

    HBsAg, Anti-HBc, IgM

    Anti-HCV, HCV RNA (nota: può dare gli stessi risultati dell’epatite cronica)

    Test di diagnosi dell’infezione cronica e del monitoraggio del trattamento

    N/A

    HBsAg, HBV DNA, HBeAg, Anti-HBe

    Anti-HCV (una volta), HCV RNA carica virale, genotipo HCV (una volta)

    Test per la determinazione di infezioni precedenti

    HAV-Ab, IgG

    Anti-HBs, Anti-HBc totale

    Anti-HCV

    Vaccino disponibile?

    No

    Trattamento

    Nessuno

    Forma cronica: Interferone, entecavir, tenofovir, lamivudine, adefovir

    Forma cronica: Interferone (di solito con ribavirin); esistono nuovi farmaci appena entrati in commercio

    Abbreviazioni

    HAV-Ab = Anticorpi anti- epatite A
    Anti-HBs = Anticorpi anti- superficie dell’epatite B
    HBsAg = Antigene di superficie dell’epatite B
    HBeAg = Antigene-e dell’epatite B
    Anti-HBe = Anticorpi anti-e dell’epatite B
    Anti-HBc = Anticorpi anti- core dell’epatite B
    HBV DNA = Ricerca del DNA dell’epatite B
    Anti-HCV = Anticorpi anti- epatite C
    HCV RNA = ricerca dell’RNA dell’epatite C
    HCV carica virale = conta della quantità di virioni nel sangue
    HCV genotipizzazione = determinazione del tipo di epatite c presente (da 1 a 6 tipi)

     

    Prevenzione

    L’incidenza dei nuovi casi di epatite virale è diminuita grazie all’uso di siringhe e aghi usa e getta e all’educazione al sesso sicuro (uso del preservativo, importante nella prevenzione dell’epatite B e C) e alla disponibilità del vaccino per l’epatite A e B (al momento non esiste un vaccino per l’epatite C). Lo screening per i virus B e C sulle sacche di sangue ha virtualmente eliminato le trasfusioni dalle fonti di contagio. Il programma di screening sulle donne in gravidanza e la vaccinazione dei neonati per il virus B ha diminuito in modo importante i nuovi casi di epatite B.

    Trattamento

    Per le epatiti virali acute A, B e C i trattamenti sono atti ad alleviare i sintomi e prevedono che il paziente stia a riposo, beva molto e assuma cibi nutrienti. Con l’epatite A la maggior parte dei pazienti recupera senza complicazioni, mentre con l’epatite B e C, alcune persone possono sviluppare la forma cronica. Gli obiettivi dei trattamenti delle forme croniche sono minimizzare il danno al fegato, trattare le patologie sottostanti che causano o esacerbano l’epatite e prevenire la diffusione della malattia. Esistono dei farmaci per trattare le epatiti croniche B e C, ma non tutti i pazienti affetti ne hanno bisogno. I farmaci antivirali possono avere effetti collaterali anche gravi. I pazienti con epatite cronica sono monitorati frequentemente per vedere se sviluppano cirrosi o tumore del fegato. Continuano ad emergere nuovi trattamenti,vaccini e strategie di prevenzione per l’epatite virale. E’ importante confrontarsi col proprio medico circa i rischi e i benefici delle opzioni disponibili.

  • Epatite tossica e indotta da farmaco

    Il fegato metabolizza l’alcol, i farmaci e le tossine ambientali, in altre sostanze che possono essere utilizzate e/o eliminate dall’organismo. Alcuni farmaci, agenti chimici e tossine possono causare danno epatico ad ogni esposizione. A volte, i sintomi dell’epatite tossica possono apparire rapidamente, altre volte dopo ore o giorni dall’esposizione, oppure si sviluppano lentamente dopo l’uso ripetuto di farmaci o il contatto cronico con agenti chimici.
    L’acetaminofene (paracetamolo), che si trova in molti farmaci da banco e in medicine che necessitano la prescrizione, è un esempio di molecola che può causare epatite tossica. A dosi terapeutiche, è un buon antidolorifico, ma ad alto dosaggio o se assunto insieme a bevande alcoliche, è una potenziale causa di insufficienza epatica acuta.
    Una causa frequente di questo tipo di epatite è il consumo eccessivo di alcol. Può essere cronica
    e leggera, senza sintomi specifici per anni. Però, nel tempo il fegato viene danneggiato sempre più. La percentuale di mortalità nei casi più gravi è circa del 50%. Il danno può essere reversibile se il paziente smette di bere.
    Esistono persone in cui certi tipi di farmaci causano l’epatite, senza un motivo apparente. Questo effetto non può essere previsto ed è una sorta di reazione allergica al farmaco. I farmaci che possono dare questo tipo di effetto in un ristretto gruppo di persone sono gli anestetici, gli antibiotici, gli steroidi anabolizzanti e gli anticonvulsivanti.

    I segni e sintomi dell’epatite tossica sono variabili in relazione alla causa. Possono apparire subito o svilupparsi nel tempo in modo graduale con l’esposizione prolungata al farmaco o alla tossina. Spesso corrispondono ai segni e sintomi dell’epatite generica. (Per maggiori informazioni, selezionare il link).

    Test di laboratorio

    La diagnosi spesso viene fatta esaminando il paziente, la sua storia clinica, soprattutto ciò che riguarda l’ingestione di elementi chimici, farmaci e/o alcol e, se possibile, valutando i rischi a cui la persona è esposta sul luogo di lavoro (es. solventi chimici). I test per valutare l’epatite tossica sono:

     

    Trattamento

    Non esiste un trattamento specifico per la maggior parte delle epatiti. Di solito, smettere di prendere il farmaco che causa danno epatico o evitare l’esposizione alle tossine è il primo passaggio. Se ciò viene fatto abbastanza celermente, molti pazienti sono in grado di recuperare del tutto, nel giro di qualche mese, necessari alla guarigione del fegato. A volte, il danno permane come nella cirrosi e nell’insufficienza epatica. Se il fegato è danneggiato irreversibilmente, allora il trapianto può essere necessario.
    Ora esiste un trattamento per l’overdose da acetaminofene che può minimizzare il danno al fegato. Deve essere somministrata al paziente nel giro di 24 ore l’N- acetilcisteina (NAC) come antidoto. La molecola è più efficace entro le 8 ore, per questo è importante identificare e trattare l’intossicazione il prima possibile.

  • Epatiti derivanti da malattie ereditarie

    Alcune patologie ereditarie che colpiscono il fegato possono apparire per la prima volta, perché causano sintomi di epatite acuta o cronica . Alcuni esempi, sono:

    • L’emocromatosi è la forma più commune di malattia ereditaria che provoca l’epatite ed è associate all’assorbimento e all’accumulo di grandi quantità di ferro nell’organismo. Il fegato è uno dei principali organi danneggiati e l’epatite cronica può essere dovuta al sovraccarico dell’elemento.
    • La carenza di alfa-1-antitripsina è una patologia ereditaria relativamente frequente e può causare sia l’epatite acuta che quella cronica, nei bambini affetti. Negli adulti il coinvolgimento epatico è spesso difficile da determinare, anche se la cirrosi e il tumore al fegato sono frequenti in coloro che hanno la carenza di alfa-1-antitripsina.
    • Il morbo di Wilson è una rara forma di epatite ereditaria ed è associata all’accumulo eccessivo di rame in fegato, cervello e altri tessuti. Questa patologia può causare sia l’epatite acuta che cronica. A meno che la patologia non venga trattata, diventa più aggressiva e può essere fatale.

     

    Selezionare i link evidenziati per avere maggiori informazioni sulle patologie in questione.

    I segni e sintomi (ciccare per maggiori informazioni) di questo tipo di epatite sono di solito sovrapponibili a quelli dell’epatite generica. Possono però essere variabili da persona a persona e in relazione alla patologia scatenante, selezionare i link posti sopra, per maggiori informazioni.

    Test di laboratorio

    Queste patologie ereditarie possono essere sospettate se c’è una storia familiare di malattia epatica. Alcuni esami comuni per verificare la presenza di una di esse, sono:

    • Test del ferro, come ferro sierico, capacità di legare il ferro totale e ferritina come supporto alla diagnosi di emocromatosi

    • Concentrazione di alfa-1 antitripsina per verificarne l’eventuale carenza

    • Ceruloplasmina e test del rame come supporto alla diagnosi di morbo di Wilson. L’organismo di solito elimina l’eccesso di rame con la bile, legato ad una proteina che si chiama ceruloplasmina. Con il morbo di Wilson, il legame e il processo di escrezione non funzionano in modo appropriato, con diminuzione della quantità di ceruloplasmina nel sangue e un aumento del rame libero in sangue, urina e fegato.
    • Test genetici - possono essere usati per identificare mutazioni a carico di geni associati a queste patologie. Il test per le mutazioni sul gene HFE, ad esempio, è utile nella diagnosi di emocromatosi
    • Biopsia del fegato- esame al microscopio di un campione di tessuto epatico che aiuta a fare diagnosi

     

    Trattamento

    Non esistono cure per le malattie genetiche che colpiscono il fegato. Il trattamento è in relazione con la causa ed è variabile come la patologia. Ad esempio, il trattamento dell’emocromatosi ereditaria di solito prevede flebotomie periodiche, durante le quali vengono rimossi dal circolo 500 cc di sangue per diminuire la quantità di ferro nell’organismo. Le persone affette da morbo di Wilson possono seguire una dieta povera di rame ed essere trattate con farmaci che aiutano ad eliminarlo dall’organismo o che ne prevengono l’assorbimento con la dieta. Per maggiori informazioni, selezionare i link con l’elenco delle patologie riportati sopra.

  • Fegato grasso non alcolico e steatosi epatica non alcolica

    Una delle più frequenti cause di epatite cronica è l’accumulo di un eccesso di grasso nel fegato di persone che non hanno problemi di abuso d’alcol. Questa condizione si sviluppa gradualmente, di solito impiega diversi anni, con l’assunzione di una quantità eccessiva di calorie. Talvolta, il primo segno è un risultato anomalo sugli esami del sangue di routine. Può essere richiesta una biopsia epatica se il fegato è ingrossato e sono state escluse altre cause, compresa l’origine virale. Se la biopsia rivela che il tessuto è ricco di grasso, infiammato e danneggiato, la patologia prende il nome di steatosi epatica non alcolica. Se il fegato grasso non mostra segni di infiammazione o di danno e non ha quindi altri problemi, la condizione si chiama fegato grasso non alcolico. La steatosi non alcolica può essere grave e portare a cirrosi, mentre il fegato grasso di solito non è pericoloso. Queste condizioni sono spesso riscontrabili in persone affette da sindrome metabolica, una combinazione di problemi di salute tra cui obesità (specialmente l’accumulo di grasso sulla pancia), ipertensione, trigliceridi alti, basse concentrazioni di colesterolo HDL, resistenza all’insulina o diabete di tipo 2. Al momento non esiste un trattamento specifico, anche se di solito ai pazienti viene consigliato di ridurre il peso corporeo aumentando l’attività fisica e seguendo una dieta salutare.

    Segni e sintomi

    Di solito non ci sono segni o sintomi di epatite causati dal fegato grasso non alcolico. Se presenti, sono blandi e corrispondono a quelli dell’epatite generica. Vedere la sezione Segni e sintomi per informazioni più dettagliate.

    Esami

    I primi segni di fegato grasso possono apparire da esami di routine o il pannello epatico, fatti per altre ragioni. Risultati anomali su questi esami possono essere i primi indicatori di un problema del fegato. I test per immagine come la TAC o la risonanza magnetica (MRI) possono identificare alcuni casi di fegato grasso. Spesso, vengono eseguiti anche altri esami per escludere cause differenti, come l’abuso d’alcol o l’epatite C. Non esiste comunque un altro test di laboratorio che possa fare diagnosi di fegato grasso o di steatosi epatica al di fuori della biopsia.

    Trattamento

    Non esiste un trattamento specifico per il fegato grasso. Ci sono alcune pratiche che possono migliorare le condizioni del fegato:

     

    Alcuni studi evidenziano che i farmaci che diminuiscono la resistenza insulinica possano essere utili

  • Epatite autoimmune

    L’epatite autoimmune è di solito una forma di epatite cronica che porta di frequente ad un progressive danneggiamento del fegato. In circa il 10-20% dei casi, si può presentare l’epatite acuta. Per ragioni non del tutto conosciute, il sistema immunitario attacca il fegato. E’ più frequente nelle donne che negli uomini, infatti in accordo con l’associazione American Liver Foundation, il 70% dei casi sono donne, di solito comprese dai 15 ai 40 anni.
    Esistono due forme di epatite autoimmune. La più frequente è di tipo 1, che colpisce spesso le giovani donne e può essere trovata in associazione con altre malattie autoimmuni, come il diabete di tipo 1, la colite ulcerosa e la sindrome di Sjogren. La forma di tipo 2 è meno frequente e colpisce principalmente le bambine tra i 2 e i 14 anni; è maggiormente diffusa in Europa che negli USA.

    I segni e sintomi di epatite autoimmune corrispondono a quelli dell’epatite in generale. Vedere la sezione Segni e sintomi per maggiori informazioni.

    Test di laboratorio

    Alcuni test di laboratorio per diversi autoanticorpi possono essere prescritti come supporto alla diagnosi di epatite autoimmune e per verificare se siano presenti altre malattie autoimmuni associate. I più comuni sono:

    Di solito i pazienti affetti da epatite autoimmune di tipo 1 hanno ANA, SMA o entrambi, mentre i pazienti affetti dal tipo 2 hanno gli anti- LKM1

    Trattamento

    Il trattamento per le epatiti autoimmuni coinvolge di solito l’uso di farmaci che sopprimono il sistema immunitario, come il prednisone e l’azatioprina (Imuran), anche se può non essere efficaci in tutti i casi. Di solito, le epatiti autoimmuni possono essere controllate ma non curate con questi farmaci che devono essere presi per tutta la vita. In accordo con la National DigestiveDiseases Information Clearinghouse, circa 7 su 10 pazienti trattati con immunosoppressori vanno in remissione entro tre anni dall’inizio del trattamento. La remissione avviene quando scompaiono i segni e i sintomi o quando essi diminuiscono molto. In alcuni pazienti, se si interrompe la terapia, la patologia può tornare. Questi farmaci hanno degli effetti collaterali associati al loro uso per cui non dovrebbero essere impiegati nelle e persone con le forme più lievi.

Fonti

NOTA: Questa sezione è basata sulla ricerca che utilizza le fonti qui citate  insieme all’esperienza collettiva della Revisione Editoriale di Lab Tests Online. Questa sezione  è periodicamente rivista dalla Revisione Editoriale e può essere aggiornata come risultato della revisione. Ogni nuova fonte citata sarà aggiunta alla lista e distinta dalle fonti originali.


Fonti utilizzate nella revisione corrente
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