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Carcinoma della Cervice
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Ultima Modifica: 06.09.2017.

Il cancro del collo dell'utero (carcinoma della cervice) è causato dalla crescita incontrollata delle cellule della cervice. La cervice è la parte inferiore ristretta dell'utero. E' a forma di cono, collega l'utero alla vagina ed è la "porta" del canale del parto.
L'American Cancer Society stima che oltre 11.000 donne sviluppano il cancro del collo dell'utero ogni anno negli Stati Uniti e circa 3800 muoiono per questa malattia. Il cancro del collo dell'utero era una malattia molto comune negli Stati Uniti. Dopo l'introduzione del Pap test (striscio secondo Papanicolaou), che è uno strumento di screening che consente la rilevazione delle modificazioni precancerose e cancerose della cervice, i tassi di cancro al collo dell'utero negli Stati Uniti e altre nazioni industrializzate sono scesi di ben il 70%. Tuttavia, in alcune popolazioni degli Stati Uniti e nelle nazioni in via di sviluppo dove l'accesso ai programmi di assistenza sanitaria e di screening è limitato, il cancro del collo dell'utero è ancora una preoccupazione molto seria. Il cancro cervicale continua ad essere il secondo tipo di cancro più comune nelle donne in tutto il mondo (dopo il cancro della mammella) e rappresenta quasi 300.000 morti ogni anno. Il cancro della cervice comincia lentamente. All'inizio i cambiamenti riguardano le cellule che rivestono la mucosa che diventano differenti dalle normali cellule cervicali. Questi cambiamenti, quando sono presenti in un Pap test, vengono definiti come "cellule atipiche". Le cellule atipiche non sono del tutto specifiche per una condizione precancerosa, ma possono apparire temporaneamente in risposta ad infezioni o irritazioni della mucosa della cervice uterina. La presenza di cellule atipiche (precancerose) può portare alla trasformazione neoplastica conclamata. Nel Pap tests i cambiamenti cellulari più pronunciati (intermedi) sono chiamati lesioni squamose intraepiteliali di basso grado o di alto grado. Se la trasformazione neoplastica procede verso il cancro, questo è inizialmente limitato al rivestimento di superficie (in situ). Senza trattamento, le cellule tumorali possono diventare invasive ed infiltrare i tessuti di sostegno della cervice ed iniziare il processo di formazione di metastasi.

Circa l'80-90% dei tumori della cervice uterina sono carcinomi a cellule squamose, che iniziano nel rivestimento di cellule squamose che ricoprono la parte esterna della cervice. La maggior parte dei casi rimanenti sono adenocarcinomi, che si sviluppano a partire dalle cellule ghiandolari che producono muco che si trovano nell'endocervice. I casi di tumori misti adenocarcimomi e carcinomi a cellule squamose sono rari.
Con la diagnosi precoce, il cancro del collo dell'utero è in genere facilmente trattabile. Se non curato, tuttavia, è quasi sempre fatale. Se non diagnosticato in tempo, il cancro della cervice può diffondersi (metastasi) al resto dell 'utero, alla vescica, al retto ed alla parete addominale. Può anche raggiungere i linfonodi pelvici e metastatizzare ulteriormente, invadendo altri organi in tutto il corpo.

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Approfondimenti
  • Fattori di rischio

    L'infezione da papilloma virus (HPV) è il fattore di rischio più importante per il cancro del collo dell'utero. L'HPV è un gruppo di circa 100 virus che causano le verruche in svariate parti del corpo umano, compresa la cervice, quelle che colpiscono l'apparato genitale si trasmettono sessualmente.
    I ceppi di HPV che colpiscono la cervice sono divisi in categorie ad "alto rischio" ed a "basso rischio" a seconda della loro associazione con il cancro del collo dell'utero. I ceppi HPV 6 e HPV 11, per esempio, causano la maggior parte dei casi di condilomi genitali, ma sono considerati "a basso rischio", perché raramente portano al cancro. Altri ceppi di HPV, come HPV 16, 18, 33, 35, e 45, sono considerati "ad alto rischio " perché sono stati collegati con un aumentato rischio di cancro del collo dell'utero e della vagina.
    Le donne che iniziano ad avere rapporti sessuali in giovane età, hanno più partner, o hanno un partner che ha avuto più partner sono a rischio maggiore di contrarre l'infezione da HPV; anche i pazienti affetti da infezione da HIV (AIDS) e/o sistema immunitario soppresso hanno rischio maggiore di ammalare. Anche il fumo di sigaretta sopprime il sistema immunitario e può danneggiare il DNA nelle cellule della cervice. I fumatori hanno circa il doppio delle probabilità dei non fumatori di sviluppare il cancro del collo dell'utero.

  • Prevenzione

    Il cancro della cervice può essere prevenuto evitando i fattori di rischio come avere rapporti sessuali con più partner, avere rapporti sessuali non protetti, evitando il fumo di sigarette e aderendo ai programmi di screening e trattamento delle lesioni precancerose. La diagnosi precoce ed il trattamento delle zone precancerose evidenziate sulla cervice può impedire lo sviluppo del cancro.
    È già disponibile un vaccino che protegge contro le infezioni causate da ceppi di papillomavirus (HPV) associati più frequentemente al cancro della cervice. Nel 2006, la Food and Drug Administration (FDA) ha approvato il primo tipo di vaccino contro il papillomavirus umano (HPV).
    Il vaccino approvato protegge contro l'HPV di tipo 16 e 18, che sono la causa del 70 per cento dei tumori del collo dell'utero e contro il tipo 6 e 11 che sono la causa di circa il 90 per cento delle verruche genitali. La FDA ha approvato la somministrazione di tre dosi nell'arco di sei mesi nelle donne di età compresa tra i 9 ed i 26 anni . Il vaccino è considerato sicuro, ma è efficace solo se somministrato prima di un esposizione iniziale al virus, per cui si raccomanda che l'uso avvenga prima del primo rapporto sessuale . Tuttavia non protegge contro tutti i tumori del collo dell'utero per cui sottoporsi a screening di routine è consigliabile, anche se si è vaccinati.

  • Sintomi

    Le trasformazioni precancerose della cervice di solito non danno alcun sintomo. Nel momento in cui la donna avverte sintomi aspecifici, quali una maggiore secrezione vaginale e/o sanguinamento anomalo fra i periodi mestruali o dopo il rapporto sessuale, il tumore di solito si è già sviluppato e può avere invaso i tessuti circostanti. Ci sono molte condizioni diverse dal cancro che possono causare sanguinamento vaginale anormale e aumentata secrezione vaginale. In questi casi è importante consultare il proprio medico per aderire allo screening di prevenzione e per appurare la causa di questi sintomi.

  • Esami
    Esami di laboratorio

    Pap test
    Il classico striscio secondo Papanicolaou (Pap) è ampiamente usato per individuare le modifiche precancerose o cancerose nelle cellule cervicali, le cellule del collo dell'utero vengono raccolte e strisciate su vetrino, vengono poi colorate per l'esame microscopico. Più di recente è stata introdotta una tecnica in fase liquida che è attualmente il metodo di scelta. Entrambe le tecniche sono accettabili ma quella che utilizza la fase liquida elimina gli artefatti dovuti a numerose cause. La miglioria più recente riguarda l'analisi computerizzata delle immagini digitali degli strisci che consente di analizzare un numero molto maggiore di cellule. Queste le modifiche al tradizionale Pap test cercano di migliorare la sensibilità del test in nodo da evidenziare anche le cellule anomale presenti nelle prime fasi del processo della malattia.
    Le linee guida proposte da varie organizzazioni per gli intervalli tra prelievi di screening mediante un Pap test sono leggermente diverse:
    • L'American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG) raccomanda che le donne più giovani di 21 anni non siano sottoposte a screening in quanto il rischio di cancro cervicale è molto basso. I queste pazienti lo screening di routine può portare ad un "overtreatment" inutile e dannoso, in questa fascia di età avvengono cambiamenti non dovuti alla patologia. Le donne di età compresa tra 21-29 dovrebbero essere sottoposte a screening con il Pap test ogni due anni.
    • L'American Cancer Society e la US Preventive Services Task Force raccomandano che le donne inizino a sottoporsi al pap-test circa 3 anni dopo il primo rapporto sessuale, ma non più tardi del ventunesimo anno di età. Cadenza annuale fino al compimento del trentesimo genetliaco
    • Le linee guida di tutte e tre le organizzazioni concordano per le donne da 30 anni di età in poi: le pazienti che non hanno fattori di rischio nuovi ed hanno avuto un normale Pap test per 3 anni di fila devono essere controllate ogni 3 anni. Tuttavia, se esiste uno dei fattori di rischio, come l'esposizione a DES (dietilstilbestrolo), oppure una precedente diagnosi di tumore del collo dell'utero, oppure un comportamento sessuale ad alto rischio, oppure una infezione da HIV, allora il test dovrebbe essere eseguito più frequentemente.
    • ACOG raccomanda di interrompere l'esecuzione del pap-test alle pazienti di età compresa tra 65 e 70 anni se non ci sono stati risultati anormali per 3 anni. Tuttavia, lo screening può essere ancora adeguato se eventuali fattori di rischio, come quelli sopra elencati, sono presenti.

    HPV
    Attualmente è disponibile un test per l'HPV e la sua tipizzazione. Le linee guida rilasciate nell'agosto del 2003 dall'American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG) raccomandano che le donne di età uguale o superiore a 30 siano sottoposte ad un test HPV DNA in aggiunta al classico Pap test in modo da offrire loro uno strumento di screening per il cancro del collo dell'utero supplementare. (Non è stato raccomandato per lo screening di quelle sotto i 30 anni perché vi è sì una maggior prevalenza di HPV in questa fascia di età, ma raramente causa il cancro). Il test HPV DNA evidenzia la presenza dei più comuni tipi di HPV ad alto rischio anche se non determina il tipo specifico. Secondo l'ACOG, se sia il test HPV DNA ed il Pap test sono negativi e la donna non presenta un fattore di rischio addizionale la cadenza per questi due tests diventa triennale (ma deve continuare con cadenza annuale la visita ginecologica).

    I test HPV DNA e Pap test possono essere richiesti con cadenza più frequente per monitorare un precedente test HPV positivo, per valutare anormali cambiamenti nel Pap test ed quei pazienti che hanno patologie come l'HIV o immunodeficienza.

    Di solito non è necessario per determinare il tipo specifico o ceppo di HPV presente, ma, se richiesto, si possono usare altri metodi di analisi del DNA. Determinare la presenza ed il ceppo specifico di HPV in donne che hanno un Pap test patologico può offrire al medico curante ulteriori informazioni sul rischio, che esse hanno, di sviluppare il cancro del collo dell'utero. Anche se alcuni studi hanno dimostrato che l'infezione persistente con certi ceppi di HPV ad alto rischio è la causa della maggior parte dei casi di cancro cervicale, la maggior parte delle donne con infezione da HPV non sviluppano il cancro cervicale, e poche donne che hanno il cancro del collo dell'utero non hanno HPV. Sono necessarie ulteriori ricerche in questo settore per mostrare se il test HPV può essere più utile in aggiunta o in sostituzione del Pap test.

    Tests diagnostici:
    • La colposcopia - è un follow-up che consiste nel mettere una soluzione debolmente acida nella cervice e poi guardarla da vicino attraverso il colposcopio (che ingrandisce l'immagine fortemente illuminata), controllando le aree anomale. Si può anche usare il test di Schiller in cui lo iodio è posto sul collo dell'utero, le cellule normali appariranno di colore marrone e quelle anormali di colore bianco o giallo
    • La biopsia - se si riscontrano aree anormali sul collo dell'utero, piccoli pezzi di tessuto verranno asportati per essere esaminati dal patologo. Una valutazione bioetica e microscopica è l'unico modo per sapere con certezza se le cellule anormali sono neoplastiche, precancerose o reattivo per qualche altra ragione.
  • Stadiazione

    In caso di diagnosi di tumore è necessaria la stadiazione. La stadiazione è un esame attento e approfondito per valutare quanto il tumore si è diffuso e quali organi del corpo sono coinvolti. Ci sono diversi stadi, dallo stadio 0 (il cancro si trova solo nelle cellule del rivestimento della cervice) allo stadio IVB (il tumore si è diffuso ad altre zone del corpo, come i polmoni). La stadiazione è una parte molto importante del processo diagnostico, le opzioni terapeutiche e la prognosi del paziente dipendono in gran parte dalla stadiazione del tumore.

  • Trattamento

    Il trattamento del cancro del collo dell'utero dipende dallo stadio della malattia. Se il tumore è limitato al rivestimento della cervice o contenuto all'interno del collo dell'utero, il tessuto che contiene le cellule anormali può essere rimosso chirurgicamente o distrutto con la crioterapia o bruciato tramite l'utilizzo di laser.
    Un cancro cervicale più invasivo può richiedere un intervento chirurgico per rimuovere il tessuto e organi colpiti, seguito da trattamenti di radioterapia per distruggere tutte le cellule cancerose rimanenti.
    Trattamenti biologici, come l'interferone, sono a volte utili e, se il tumore ha metastatizzato, è necessaria la chemioterapia.
    Siccome metodi di sedizione, trattamenti e farmaci sono in costante evoluzione, è necessario essere seguiti da uno specialista oncologo.

Fonti

NOTA: Questa sezione è basata sulla ricerca che utilizza le fonti qui citate insieme all’esperienza collettiva della Revisione Editoriale di Lab Tests Online. Questa sezione è periodicamente rivista dalla Revisione Editoriale e può essere aggiornata come risultato della revisione. Ogni nuova fonte citata sarà aggiunta alla lista e distinta dalle fonti originali.


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