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Ultima Modifica: 11.09.2017.

Cos’è l’anemia?

L'anemia è una condizione clinica caratterizzata dalla diminuzione della quantità totale di emoglobina (Hb) trasportata dai globuli rossi o eritrociti (RBC) al di sotto dei valori di riferimento. La riduzione del contenuto di Hb spesso è associata alla diminuzione del numero di RBC e dell’ematocrito (Hct). L'emoglobina contenuta all'interno degli eritrociiti è necessaria al trasporto ed al rilascio dell'ossigeno dai polmoni al resto dell’organismo. Senza un sufficiente approvvigionamento di ossigeno, molti tessuti e organi in tutto l’organismo possono andare incontro ad eventi avversi. Le persone anemiche possono avvertire senso di stanchezza, debolezza o mancanza di energia.

Si tratta di una condizione clinica abbastanza comune, che può interessare sia gli uomini che le donne di tutte le età, razze e gruppi etnici. Tuttavia alcune persone presentano un rischio aumentato di sviluppare anemia. Tra queste vi sono le persone abituate a diete povere di ferro e vitamine, quelle affette da malattie croniche quali le malattie renali, il diabete, il cancro, una malattia infiammatoria intestinale o con infezioni croniche come la tubercolosi o l’HIV, soggetti con una storia familiare di anemia ereditaria e coloro che hanno avuto notevole perdita di sangue in seguito a traumi o interventi chirurgici o, ancora, per emolisi acuta o cronica. Sulla base dei livelli di emoglobina e/o il conteggio RBC, l'anemia può essere classificata come lieve, moderata o grave.

In generale, l'anemia riconosce due cause principali:

  • Alterata o ridotta produzione di globuli rossi da parte del midollo osseo, dovuta a carenze nutrizionali come la carenza di ferro o di vitamine del gruppo B, a deficit midollare come nell'anemia aplastica o nelle sindromi mielodisplastiche o a malattie in grado di influenzare l’attività del midollo osseo come infezioni, linfomi o tumori solidi
  • Ridotta sopravvivenza o aumentata distruzione dei globuli rossi, come nell’anemia emolitica o, ancora, perdita acuta o cronica di globuli rossi (emorragia).

L’anemia può essere acuta o cronica. L’anemia cronica si sviluppa lentamente in un periodo di tempo prolungato in presenza di patologie come il diabete, le malattie croniche renali od il cancro. In queste situazioni i sintomi correlati allo stato anemico possono non manifestarsi francamente sia perché mascherati dai sintomi correlati alla patologia sottostante che per l’adattamento dell’organismo ad una condizione anemica sviluppatasi in maniera graduale. Spesso in queste situazioni l’anemia viene riscontrata solo in seguito all’esecuzione di esami e test di laboratorio.

L’anemia acuta invece può manifestarsi in seguito ad una sostanziosa perdita di sangue dovuta ad un intervento chirurgico o alla presenza di ferite gravi, o anche per la presenza di anemia emolitica, una patologia responsabile della distruzione massiva di un grande numero di RBC. I segni e sintomi in questo caso possono comparire velocemente e la causa dello stato anemico può essere rilevata tramite esami fisici, di laboratorio e tramite l’anamnesi clinica del paziente.

I vari tipi di anemia possono essere classificati anche sulla base delle dimensioni dei globuli rossi e della concentrazione media di Hb contenuta al loro interno. L’anemia microcitica è caratterizzata da dimensioni eritrocitarie minori rispetto al normale; viceversa si parla di anemia macrocitica. Se la concentrazione media di Hb contenuta all’interno dei globuli rossi è inferiore rispetto alla norma, si parla di anemia ipocromica, altrimenti se è maggiore si parla di anemia ipercromica.

All’interno delle due categorie generali di anemia, ne esistono molteplici caratterizzate da diversi agenti eziologici. Alcuni tipi di anemia tra i più comuni sono riportati nella tabella sottostante.

Tipi di Anemia

Descrizione

Probabili cause

Anemia da carenza di ferro (sideropenica)

la mancanza di ferro determina la riduzione della quantità di Hb; la ridotta produzione di Hb è a sua volta causa della produzione di globuli rossi ipocromici e microcitici

Perdita di sangue; dieta povera di ferro; ridotto assorbimento di ferro

Anemia da deficit di vitamine del gruppo B (perniciosa)

I globuli rossi non maturano come farebbero normalmente a causa della mancanza di vitamine del gruppo B (B12 e folati); ne consegue la riduzione della produzione di globuli rossi

Mancanza di fattore intrinseco (necessario per l'assorbimento della vitamina B12); dieta a basso contenuto di vitamine del gruppo B; diminuito assorbimento di vitamine del gruppo B

Anemia Aplastica

Il midollo osseo non è in grado di produrre abbastanza globuli rossi; tale condizione clinica è potenzialmente letale

Terapie antineoplastiche; esposizione a tossine; malattie autoimmuni; infezioni virali

Anemia emolitica

I globuli rossi sono distrutti in maniera più veloce rispetto alla capacità di ricostituzione midollare

Cause ereditarie come l’anemia falciforme e la talassemia; altre cause includono la trasfusione di sangue incompatibile, alcune malattie autoimmuni, alcuni farmaci (penicillina)

Anemie da disordine cronico

Numerose patologie croniche possono causare la diminuita produzione di globuli rossi

Malattie renali, artrite reumatoide, diabete, tubercolosi, HIV, morbo di Crohn, cancro, altre.

In questo articolo vengono trattate solo alcune delle cause più comuni di anemia, soprattutto quelle che non sono tipicamente associate ad anomalie dei globuli bianchi e/o delle piastrine.

Oltre a queste, esistono molte più condizioni cliniche che possono, per vari motivi, comportare un certo livello di anemia, come ad esempio:

  • Emorragie: l’anemia può essere secondaria a significative perdite di sangue derivanti, ad esempio, da traumi o interventi chirurgici (emorragia acuta) o da sanguinamenti gastrointestinali (ulcere) che si verificano continuativamente nel tempo (sanguinamento cronico)
  • Leucemia (acuta o cronica)
  • Linfoma
  • Sindromi mielodisplastiche
  • Mieloma multiplo
  • Neoplasie mieloproliferative
  • Infezioni (ad es., HIV)
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Approfondimenti
  • Segni e Sintomi

    Sebbene siano dovute a cause differenti, i segni e i sintomi di diversi tipi di anemia possono essere molto simili. Le forme lievi o moderate di anemia possono tuttavia essere caratterizzate dalla presenza di pochi, o addirittura nessuno, dei più comuni segni o sintomi, di seguito elencati:

    • Sensazione generale di stanchezza o debolezza (astenia)
    • Mancanza di energia
    • Pallore della cute e delle mucose
    • Vertigini
    • Mal di testa

    Altri segni e sintomi che possono svilupparsi o rendersi evidenti con l’aggravarsi dell’anemia includono: sensazione di freddo o di intorpidimento delle mani o dei piedi, difficoltà respiratorie (dispnea); aumento della frequenza cardiaca (tachicardia), irregolarità del ritmo cardiaco e dolore toracico.

  • Esami

    Sia per la diagnosi di anemia che per la definizione delle patologie sottostanti, possono essere utilizzati numerosi test routinari di laboratorio (test d’ingresso o di primo livello). Sulla base dei risultati dei test d’ingresso, della storia clinica del paziente e della presenza ed entità dei diversi segni e sintomi, possono quindi essere utilizzati altri test finalizzati sia a precisare la causa dell’anemia che a valutare la risposta alla terapia.

    Esame emocromocitometrico completo (emocromo)

    L'anemia può essere in primo luogo rilevata per mezzo di un esame routinario utilizzato per contare il numero ed eventualmente la percentuale dei differenti tipi di cellule presenti nel sangue periferico, chiamato comunemente emocromo. L’emocromo viene di norma utilizzato da solo o insieme ad altri test di laboratorio, per la valutazione dello stato di salute complessivo del paziente o per la valutazione di altre condizioni cliniche.

    In caso di anemia i parametri dell’emocromo potenzialmente alterati sono:

    • Numero dei globuli rossi (RBC): generalmente ma non obbligatoriamente diminuito
    • Quantità di emoglobina (Hb): diminuita
    • Ematocrito (Hct): diminuito
    • Indici eritrocitari— i principali sono: Volume Corpuscolare Medio (MCV); Emoglobina Corpuscolare Media (MCH) e Concentrazione Emoglobinica Corpuscolare Media (MCHC). Questi indici forniscono indicazioni utili riguardo la dimensione dei globuli rossi (anemie normocitiche o microcitiche o macrocitiche) e la quantità di Hb contenuta al loro interno (anemie normocromiche o ipocromiche) e sono pertanto utili nell’inquadramento di numerose forme di anemie
    Valutazione morfologica del sangue periferico (Striscio di Sangue e Conta Differenziale)

    Questo esame, oltre alla conta differenziale dei globuli bianchi permette, in caso di anemia, di acquisire informazioni aggiuntive sulla presenza di anomalie della morfologia dei globuli rossi (anisocitosi: variazione dei diametri; poichilocitosi: variazioni di forma; anisocromia: variazione del contenuto di emoglobina), spesso utili per una migliore caratterizzazione dell’anemia.

    Conta dei reticolociti

    Questo test quantifica il numero di globuli rossi giovani (immaturi) presenti nel sangue periferico. In caso di anemia, i risultati di questo test possono aiutare a determinare la causa e/o aiutare a classificare il tipo di anemia. Per esempio, le anemie con conta dei reticolociti basso sono spesso dovute ad una ridotta produzione dei globuli rossi da parte del midollo osseo.


    I risultati di questi esami di laboratorio possono fornire indizi cruciali per la diagnosi ed il primo inquadramento dell’anemia e permettono inoltre di guidare il successivo percorso diagnostico.

  • Anemia da Carenza di Ferro (Sideropenica)

    L’anemia da carenza di ferro è il tipo più comune di anemia ed ha molte cause. I sintomi sono correlati alla diminuzione complessiva del livello di emoglobina e/o dal conteggio dei globuli rossi.

    In caso di anemia sideropenica lieve o moderata, la sintomatologia può essere sfumata o assente. Quando presenti, oltre ai segni e ai sintomi più comuni, ve ne sono alcuni più caratteristici per la carenza di ferro, specie quando la carenza è duratura ed instaurata lentamente. Questi includono:

    • Unghie fragili ed incurvate a cucchiaio
    • Dolore e gonfiore della lingua
    • Ragadi spesso dolenti e sanguinanti agli angoli della bocca
    • Difficoltà della deglutizione
    • Impulso all’ingestione di alimenti insoliti (ad esempio, ghiaccio) o terriccio (picacismo o pica)

    Il ferro è un oligoelemento essenziale ed è necessario per la produzione di globuli rossi normali. Esso infatti è un componente dell’eme, ossia del gruppo legato alla molecola dell’emoglobina responsabile del legame e del trasporto dell’ossigeno. L’insufficiente apporto di ferro determina l’utilizzo delle riserve di ferro presenti nell’organismo. Il consumo di tutte le riserve determina quindi la diminuzione della produzione dei globuli rossi e dell’Hb in essi contenuta, con il conseguente sviluppo di anemia.

    Le cause più comuni di carenza di ferro includono:

    • Sanguinamento cronico: se vi è sanguinamento cronico per un periodo di tempo eccessivo, le riserve di ferro si riducono progressivamente finché il ferro residuo non risulta insufficiente alla produzione di adeguati livelli di emoglobina e, conseguentemente, di globuli rossi. Nelle donne, la causa più frequente di carenza di ferro è rappresentata da perdite mestruali abbondanti o dalla presenza di fibromi sanguinanti. In entrambi i sessi, perlopiù in età avanzata, il sanguinamento cronico è di solito associato alla presenza di patologie intestinali (morbo di Crohn, colite ulcerosa, cancro).
    • Deficit alimentari: la carenza di ferro può essere causata dalla dieta povera in alimenti ad alto contenuto di ferro quali carne rossa, pollame, pesce, verdure a foglia larga e legumi. I bambini e le donne in gravidanza o in allattamento hanno necessità di maggiori quantità di ferro. In gravidanza, la carenza di ferro in può causare, oltre all’anemia nella donna, basso peso del neonato alla nascita e parto prematuro. Per tale motivo le donne in gravidanza o in previsione di una gravidanza dovrebbero integrare le normali assunzioni di ferro. La sideropenia in allattamento è inoltre causa di anemia sideropenica del lattante.
    • Malassorbimento: alcune condizioni cliniche possono influenzare, riducendolo, l'assorbimento del ferro alimentare nel tratto gastrointestinale creando le condizioni per l’insorgere di una anemia sideropenica. Rientrano tra queste la malattia celiaca, il morbo di Crohn, la chirurgia intestinale (bypass gastrico), l’assunzione di farmaci che riducono l’acidità gastrica.
    Diagnostica di laboratorio

    Gli esami del sangue eseguiti come primo livello, in genere comprendono l’esame emocromocitometrico:

    • Emoglobina (Hb): può essere normale nel periodo di progressiva riduzione delle riserve di ferro (anemia latente) per poi diminuire con il progredire della sideropenia
    • Indici eritrocitari: il volume corpuscolare medio (MCV) ed il contenuto e la concentrazione emoglobinica media (MCH e MCHC, rispettivamente) sono inizialmente entro i valori di riferimento. Col progredire dell'anemia, l’MCV diminuisce (anemia microcitica) e all’interno dei globuli rossi si riduce progressivamente la quantità di emoglobina (anemia ipocromica):
      • Volume corpuscolare medio (MCV) – diminuito
      • Contenuto emoglobinico medio (MCH) – diminuito
      • Concentrazione emoglobinica media (MCHC) – diminuita
      • Ampiezza di distribuzione del volume degli eritrociti (RDW) – aumentata

    L’esecuzione dello striscio di sangue può rilevare l’irregolarità della forma e delle dimensioni dei globuli rossi (anisopoichilocitosi), così come la presenza di RBC più piccoli e pallidi del normale.

    Sebbene l’alterazione di questi parametri sia fortemente indicativa per anemia sideropenica, la conferma diagnostica richiede l’esecuzione di test per lo studio del metabolismo del ferro:

    • Ferro sierico (sideremia): è la misura del ferro circolante che, in corso di anemia ferrocarenziale, è diminuito
    • Ferritina: è la proteina utilizzata per immagazzinare il ferro nei siti di deposito. La ferritina circolante nel sangue è solo una piccola quantità rispetto a quella di deposito ma la sua misura correla bene con la ferritina di deposito. La ferritina è bassa nelle anemie da carenza di ferro e costituisce il test di maggiore specificità diagnostica a meno che non siano presenti concomitanti processi infettivi
    • Transferrina e capacità ferro-legante totale: la Transferrina è la proteina cui si lega il ferro per il trasporto dai siti di assorbimento a quelli di utilizzo e stoccaggio. La TIBC è un indice della quantità massima di transferrina disponibile a legare il ferro. Nell’anemia da carenza di ferro sono aumentate sia la transferrina che la TIBC.
    • Conteggio dei reticolociti: i reticolociti sono globuli rossi immaturi, appena rilasciati dal midollo osseo nel sangue periferico. In caso di anemia da carenza di ferro il numero di reticolociti è diminuito per la riduzione della produzione di emoglobina cui consegue la diminuzione della produzione di nuovi globuli rossi.
    • Recettore solubile della Transferrina (sTfr): utilizzato per distinguere le anemie causate da carenza di ferro da quelle dovute alla presenza di processi infiammatori o di malattie croniche. In questi casi può essere richiesto come alternativa alla ferritina. Risulta alto in corso di anemia sideropenica.

    Se si ritiene che la carenza di ferro sia dovuta a sanguinamento cronico dal tratto gastrointestinale, possono essere eseguiti test aggiuntivi come la ricerca del sangue occulto nelle feci.

    In caso di positività di quest’ultimo test o su base clinico-sintomatologica può essere eseguito un test per l'Helicobacter pylori, agente eziologico di ulcere nel tratto gastrointestinale.

    La causa e la sede del sanguinamento può essere ricercata anche tramite l’esecuzione di indagini endoscopiche (gastroscopia; colonscopia).

    Terapia

    La terapia della carenza di ferro si basa essenzialmente sull’assunzione di integratori di ferro e sulla variazione delle abitudini alimentari. Nel caso in cui l’anemia sideropenica sia dovuta all’eccessiva perdita di sangue, devono essere eseguiti degli approfondimenti per la definizione delle cause del sanguinamento. Le persone con una grave carenza di ferro possono necessitare di trasfusioni di sangue o di iniezioni endovenose di ferro. La cura delle patologie sottostanti responsabili dell’anemia determina di solito la risoluzione della condizione clinica.

  • Anemia Perniciosa e altre Carenze di Vitamine del Gruppo B

    L'anemia perniciosa è una condizione determinata dalla carenza di vitamina B12 (Vit. B12), fattore indispensabile per la produzione e maturazione dei globuli rossi del sangue (RBC).

    Tale carenza si verifica quando la Vit. B12 non è assorbita a causa della mancanza di “fattore intrinseco”. Il fattore intrinseco è una proteina prodotta dalle cellule parietali dello stomaco che si lega alla Vit. B12 introdotta con la dieta permettendone l’assorbimento al livello dell’intestino tenue. La carenza di fattore intrinseco, quindi determina la carenza di Vit. B12 assorbita con la conseguente diminuzione della produzione di RBC e quindi di anemia.

    Oltre alla mancanza di fattore intrinseco, altre cause che riducono l’assorbimento o la disponibilità di Vit. B12 e determinano anemia sono rappresentate da deficit alimentari e da condizioni cliniche in grado di influire sull'assorbimento delle vitamine quali interventi chirurgici pregressi, alcuni farmaci, malattie croniche intestinali (celiachia, morbo di Crohn) e infezioni.

    Oltre all’anemia ed alla sintomatologia ad essa correlata, la carenza di Vit. B12 può causare anche danni neurologici caratterizzati da:

    • Intorpidimento e formicolio alle mani e ai piedi dovuto a danno del tessuto nervoso
    • Astenia
    • Diminuzione dei riflessi
    • Perdita di equilibrio
    • Difficoltà nella deambulazione
    • Stato confusionale, perdita di memoria, depressione e demenza nei casi più gravi

    L’acido folico è un'altra vitamina del gruppo B la cui la carenza può causare anemia. Questo, noto anche come folato, si trova in molti alimenti, soprattutto vegetali (verdura a foglia larga). Durante la gravidanza, l'acido folico è necessario per lo sviluppo normale dell’encefalo e del midollo spinale dell’embrione e del feto. Per tale motivo è necessario provvedere ad incrementarne l’assunzione sia nella previsione che durante la gravidanza.

    Le anemie da carenza di Vit. B12 e/o da folati sono spesso indicate come "anemie megaloblastiche", per la presenza di eritrociti più grandi del normale. Infatti la mancanza di Vit. B12 e dei folati determina l’alterazione della normale maturazione cellulare con la conseguente produzione di globuli rossi di grandi dimensioni. Nel sangue periferico si ha quindi un ridotto numero di RBC di grandi dimensioni.

    Diagnostica di laboratorio

    La comparsa di sintomatologia anemica determina anche in questo caso l’esecuzione dell’emocromo e della conta differenziale. In caso di carenza di Vit. B12 e di folati si osserva:

    • Diminuzione dei livelli di Hb
    • Alterazione degli indici eritrocitari: aumento dell’MCV (volume corpuscolare medio) come indice delle dimensioni dei globuli rossi, ma con MCHC nella norma
    • Anomalie di forma e dimensione dei globuli rossi (più grandi ed ovali) tramite l’analisi dello striscio di sangue periferico
    • Diminuzione del numero dei neutrofili (un tipo di leucociti) e delle piastrine

    Per la formulazione della diagnosi vengono di solito richiesti altri test, tra i quali:

    Talvolta può essere eseguita la valutazione dell’aspirato e/o della biopsia midollare, utili per la valutazione delle cellule ma, soprattutto per la diagnosi differenziale con altre patologie caratterizzate da megaloblastosi (sindromi mielodisplastiche, ad esempio).

    Terapia

    La terapia di solito riguarda l’integrazione alimentare delle vitamine per le quali sia stata rilevata la carenza. Nel caso in cui la carenza sia dovuta a problemi nell’assorbimento da parte del canale digerente, le vitamine possono essere somministrate tramite iniezioni. Il trattamento di eventuali patologie concomitanti responsabili del malassorbimento può essere risolutivo per l’anemia.

  • Anemia Aplastica

    L'anemia aplastica è una malattia rara causata da una riduzione del numero di cellule presenti nel midollo osseo. Il midollo osseo è la sede di produzione e di maturazione delle cellule presenti nel sangue periferico (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) per le quali, normalmente, assicura la presenza in circolo di un numero adeguato. Ciascun tipo di cellula ematica nasce e matura nel midollo osseo per poi entrare nel flusso sanguigno dove circola, esplica le sue funzioni e, alla fine del ciclo vitale, muore. Ad esempio, il ciclo vitale dei globuli rossi è di circa 120 giorni. Nelle condizioni cliniche nelle quali il midollo non è in grado di produrre un numero sufficiente di globuli rossi tale da sostituire quelli che muoiono (come nell’anemia aplastica), possono svilupparsi una serie d sintomi correlati, inclusa l’anemia. Questa forma di anemia può essere talmente grave da essere letale.

    I sintomi dell’anemia aplastica possono apparire improvvisamente o possono svilupparsi lentamente. Oltre alla sintomatologia anemica, possono essere presenti altri segni causati dall’interessamento delle altre linee cellulari.

    In particolare, a causa della riduzione del numero delle piastrine, possono comparire sintomi quali:

    • Allungamento del tempo di sanguinamento
    • Frequenti epistassi (sanguinamenti dal naso) e sanguinamento delle gengive
    • Formazione di ecchimosi
    • Presenza di piccole macchie rosse sulla pelle (porpora o petecchie)
    • Presenza di sangue nelle feci
    • Ciclo mestruale abbondante

    La riduzione del numero di globuli bianchi e, in particolare, dei granulociti neutrofili può essere causa di aumento di:

    • Aumento della frequenza e gravità delle infezioni
    • Febbre ricorrente

    Qualsiasi causa di aplasia midollare interessa le cellule staminali del midollo osseo, cioè le cellule progenitrici di tutte le cellule mature del midollo osseo e del sangue periferico. Tra i fattori implicati nel danneggiamento del midollo osseo e nello sviluppo di anemia aplastica vi sono:

    • esposizione a sostanze tossiche come l'arsenico, il benzene, o i pesticidi
    • farmaci antitumorali
    • esposizione terapeutica o accidentale a radiazioni ionizzanti
    • malattie autoimmuni come lupus o artrite reumatoide
    • infezioni virali (virus dell’epatite, HIV, EBV, CMV)
    • farmaci come il cloramfenicolo, o altri antibiotici

    Raramente l'anemia aplastica è conseguenza di una malattia ereditaria (genetica) come l'anemia di Fanconi. Altre malattie genetiche caratterizzate da anemia aplastica sono la sindrome di Shwachman-Diamond e la discheratosi congenita.

    Diagnostica di laboratorio

    L’esecuzione di un emocromo con formula può evidenziare alcuni risultati anomali legati alla condizione anemica:

    • Emoglobina (Hb) ed ematocrito (Hct) diminuiti
    • RBC e leucociti diminuiti
    • Piastrinopenia (basso numero di piastrine)
    • Gli indici eritrocitari (MCV, MCH, MCHC) di solito non sono interessati
    • La conta differenziale dei leucociti mostra la diminuzione di molti tipi cellulari ma non dei linfociti

    Oltre a questi possono essere richiesti ulteriori test per determinare la causa dell’anemia:

    • Conta dei reticolociti: diminuita
    • Misura dell’eritropoietina: solitamente aumentata
    • Aspirato e/o biopsia osteomidollare: riduzione del numero di cellule di tutte le linee
    • Test per la ricerca delle infezioni virali di epatite (HAV, HBV, HCV), HIV, EBV, CMV utili definire l’eventuale eziologia virale
    • Ricerca di metalli pesanti (arsenico) e altre tossine
    • Ricerca di anticorpi anti nucleo (ANA): nel sospetto di malattia autoimmune
    • Indagini per sideropenia o misura della Vit. B12: possono essere utilizzati come test di esclusione di altri tipi di anemia
    Terapia

    Una valutazione clinico-anamnestica ed un esame fisico possono evidenziare una tra le possibili cause di anemia aplastica precedentemente descritte, come l’esposizione a farmaci chemioterapici o a tossine. Alcune aplasie midollari sono reversibili con la sospensione dell’esposizione all’agente causale, altre invece sono secondarie a danni midollari permanenti. Il trattamento dell’anemia aplastica dipende dalle cause della stessa. Nei casi più gravi può essere necessaria una terapia sostitutiva trasfusionale; oltre a questa, possono essere utilizzati farmaci stimolanti la produzione midollare o antivirali per trattare le infezioni o, ancora degli immunosoppressori in caso di malattie autoimmuni.

  • Anemia Emolitica

    Alcune anemie sono causate da morte o distruzione precoce dei globuli rossi (RBC). Normalmente i globuli rossi vivono per circa quattro mesi. Nelle anemie emolitiche questo tempo e accorciato, in alcuni casi anche a pochi giorni. Il midollo osseo non è capace di produrre nuovi RBC tanto rapidamente da rimpiazzare tutti quelli distrutti e con la conseguente riduzione di RBC ed emoglobina e, conseguentemente, dell’ossigeno trasportato ai tessuti dell’organismo. Si realizzano così i sintomi tipici dell’anemia.

    Sulla base delle cause che la determinano, l’emolisi può essere cronica e presente quindi per lunghi periodi della vita, o acuta. Le due forme, acuta e cronica, possono avere diversa varietà e intensità di sintomi.

    È possibile individuare due principali cause di emolisi:

    • Forme ereditarie determinate geneticamente e caratterizzate da anomalie di RBC o emoglobina
    • Forme acquisite nelle quali alcune cause esterne determinano la precoce distruzione eritrocitaria
    Anemie emolitiche ereditarie

    Le forme più comuni sono la anemia a cellule falciformi e la talassemia.

    L’anemia falciforme è causata dalla presenza nei globuli rossi di una emoglobina anomala (emoglobina S o HbS) che, in alcune particolari condizioni può causare la deformazione a falce degli eritrociti e quindi la loro rottura. Il “trait” (tratto), indica la presenza nel paziente in esame di uno solo dei geni dell’Hb mutato, ereditato da uno dei due genitori (stato di “eterozigosi”), e si manifesta normalmente solo con modesti segni. La malattia propriamente detta è invece determinata dallo stato di omozigosi (presenza di due geni anomali ereditati da ciascuno dei genitori). È causa di gravi problemi clinici che si presentano quando gli RBC, deformati per la presenza di HbS e quindi instabili, si rompono e determinano anemia, ostruzione dei capillari e dolori diffusi. Nelle zone geografiche in cui la malattia è più frequentemente presente, i neonati, specie se di origine africana, dovrebbero essere sottoposti a test di screening per la ricerca dello stato di portatori. Talvolta i test di screening possono essere effettuati in fase prenatale su un campione di liquido amniotico. La conferma diagnostica richiede però l’esecuzione di test specifici per la ricerca della varianti emoglobiniche e della HbS. La terapia è generalmente basata sul tipo, la frequenza e la gravità dei sintomi.

    La Talassemia è una malattia ematologica ereditaria caratterizzata dallo sbilanciamento nella produzione di una delle catene emoglobiniche con conseguente produzione di eritrociti di dimensioni ridotte rispetto al normale. Solo nelle forme più gravi i globuli rossi vanno incontro ad emolisi con vita media diminuita. Anche la talassemia ha diverse forme cliniche determinate dallo stato di omozigosi o eterozigosi e dal tipo di geni anomali interessati. La forma più grave è chiamata beta talassemia major o morbo di Cooley che è caratterizzata da ritardo della crescita, ittero ed anemia grave. Nelle forme intermedie (beta talassemia minor o trait talassemico) non vi è emolisi e solo modesta anemia asintomatica.

    Altre anemie ereditarie meno frequenti comprendono:

    • La sferocitosi ereditaria - così chiamata per la perdita da parte degli eritrociti della loro caratteristica forma a disco biconcavo, evidenziabile tramite lo striscio di sangue periferico. Queste cellule sono più rigide e fragili del normale e si rompono quando passano attraverso la milza
    • L’ellissocitosi ereditaria - caratterizzata dalla presenza di RBC di forma ellittica od ovale, visibile allo striscio di sangue periferico
    • L’anemia da carenza di glucosio 6 fosfato deidrogenasi (G6PD) – la G6PD è un enzima necessario alla sopravvivenza dei globuli rossi. La sua carenza si rende evidente con crisi emolitica acuta quando i globuli rossi affetti vengono in contatto con particolari sostanze farmacologiche (antimalarici, naftalene) o naturali (polline e/o semi di fava). Per quest’ultimo motivo l’anemia è conosciuta anche come favismo.
    • L’anemia da carenza di Piruvato chinasi (PK) – altro enzima necessario per la sopravvivenza dei globuli rossi. È una condizione rara, evidenziabile anch’essa dalla determinazione della attività enzimatica della PK.
    Diagnosi di laboratorio

    Poiché molte di queste forme possono avere solo modesta sintomatologia, il sospetto diagnostico può nascere dai risultati anche lievemente anomali di un emocromo di routine o dall’osservazione microscopica del sangue periferico. Solo successivamente possono essere richiesti test diagnostici tra cui:

    • Ricerca delle emoglobine anomale e delle varianti emoglobiniche con tecniche cromatografiche o elettroforetiche (assetto emoglobinico)
    • Test genetici – l’analisi del DNA non viene eseguita in maniera routinaria ma solo come supporto alla diagnosi della presenza di varianti emoglobiniche, talassemia o per accertare lo stato di portatore
    • Valutazione dell’attività della G6PD – per rilevare i deficit di questo enzima
    • Test di fragilità (o resistenza) globulare osmotica (RGO) – test che valuta la maggiore fragilità di dei globuli rossi sferocitici a contatto con soluzioni progressivamente ipotoniche
    Trattamento

    Queste malattie hanno un trattamento solo sintomatico.

    Anemie emolitiche acquisite

    Alcune delle condizioni cliniche o dei fattori coinvolti nella presenza di forme acquisite di anemia emolitica includono:

    • Disordini autoimmuni. Sono caratterizzati dalla produzione di anticorpi diretti contro antigeni dell’organismo di appartenenza in grado di attaccare a distruggere, nel caso dell’anemia emolitica, i propri globuli rossi. I meccanismi alla base di queste patologie non sono ancora del tutto chiariti ma è noto che la produzione di autoanticorpi anti globuli rossi è responsabile di circa la metà dei casi di anemia emolitica. Alcune malattie come il lupus, le infezioni da HIV e l’epatite virale sono associate ad un rischio maggiore di sviluppare queste patologie.
    • Reazione trasfusionale. È il risultato di una incompatibilità di sangue donatore-ricevente. È una evenienza rara ma quando si verifica può avere alcune complicanze gravi. Per maggiori dettagli si rimanda alla pagina “Medicina Trasfusionale
    • Infezioni, come la malaria e la mononucleosi infettiva
    • Incompatibilità materno-fetale. È la causa della malattia emolitica del neonato
    • Farmaci: alcuni farmaci come la penicillina possono innescare la produzione di autoanticorpi anti globuli rossi o essere di per sé causa di anemia emolitica
    • Stress meccanico. Aumento della fragilità e rottura dei globuli rossi determinata dal passaggio continuo dei globuli rossi attraverso protesi valvolari cardiache o durante la ricircolazione extra corporea (dialisi; cardiochirurgia)
    • Emoglobinuria parossistica notturna (EPN). Anomalia delle strutture cellulari dei globuli rossi, globuli bianchi e piastrine caratterizzata da ridotta vita media dei globuli rossi. La malattia è caratterizzata da episodi acuti ricorrenti di emolisi, prevalentemente ma non esclusivamente notturni, con emissione di urine scure per la presenza di emoglobina. È determinata da una mutazione del gene PIG-A situato sul cromosoma X che rende i globuli rossi suscettibili alla lisi complemento mediata. Sebbene si tratti di un disordine genetico, non è ereditario.
    Diagnosi di laboratorio

    Le anemie emolitiche sono spesso identificate da segni e sintomi, durante l'esame fisico e l’anamnesi. L’anamnesi può rivelare, ad esempio, una trasfusione recente o un trattamento con penicillina o un intervento di cardiochirurgia.

    L’esame emocromocitometrico o l’osservazione di uno striscio di sangue possono evidenziare delle anomalie che inducono ad effettuare altre indagini tra le quali:

    • Ricerca di autoanticorpi per sospetta patologia autoimmune
    • Test di Coombs diretto e indiretto in caso di reazione trasfusionale o di incompatibilità materno-fetale o, ancora, di anemia emolitica autoimmune
    • Aptoglobina, solitamente ridotta anche notevolmente
    • Conteggio dei reticolociti, in genere aumentati
    • Citofluorimetria nel sospetto di EPN.
    Trattamento

    La terapia delle anemie emolitiche è variabile a seconda della causa ma si pone sempre gli stessi obiettivi: eliminare o controllare la causa dell’anemia, diminuire o fermare la distruzione degli eritrociti, aumentare il livello di emoglobina e alleviare i sintomi. A questo scopo, possono essere utilizzati:

    • Farmaci che sopprimano o riducano la produzione di autoanticorpi
    • Trasfusioni per ripristinare la massa eritrocitaria e la quantità di emoglobina
    • Trapianto di midollo osseo in alcuni casi selezionati, per aumentare la produzione di globuli rossi
    • Riduzione o eliminazione delle cause di scatenamento dell’emolisi come il freddo o, nei deficit di G6PD, le fave, il naftalene ed altri farmaci.
  • Anemie da Disordine Cronico

    Alcune malattie croniche possono causare anemia che, spesso, passa inosservata fino alla esecuzione di un emocromo routinario o di altri esami di laboratorio che contribuiscono a far sospettare la presenza della malattia. Ci sono molte condizioni croniche e patologie che possono provocare l'anemia; alcuni esempi includono:

    • Malattie renali. I globuli rossi sono prodotti dal midollo osseo in risposta a un ormone chiamato eritropoietina, prodotto principalmente dai reni. Nelle malattie renali croniche l’insufficiente produzione di eritropoietina determina una anemia che, tuttavia, può essere trattata con la somministrazione di eritropoietina
    • Anemia da disordine cronico. La presenza di malattie croniche infiammatorie diminuisce la capacità del midollo osseo di rispondere all'eritropoietina. Ciò è dovuto perlopiù all’alterazione del metabolismo del ferro. Ad esempio, nell'artrite reumatoide (una grave forma di malattia autoimmune a localizzazione articolare) può presentarsi anemia sostenuta da questo meccanismo. Altre malattie che possono causare anemia sono le infezioni da HIV o la tubercolosi e le malattie tumorali.
    Diagnosi di laboratorio

    Per la conferma diagnostica possono essere utilizzati, in seguito al riscontro di valori alterati all’emocromo od allo striscio di sangue periferico, molti esami. Questi includono:

    • Misura dei reticolociti. In genere diminuita ma anche normale
    • Pannello metabolico completo, per la ricerca di patologie croniche

    Altri test per la rilevazione di anemia dovuta a patologie croniche includono:

    Trattamento

    La terapia è essenzialmente rivolta alla risoluzione della malattia di base. L’anemia può raramente richiedere terapia trasfusionale.

Fonti

NOTA: Questa sezione è basata sulla ricerca che utilizza le fonti qui citate  insieme all’esperienza collettiva della Revisione Editoriale di Lab Tests Online. Questa sezione  è periodicamente rivista dalla Revisione Editoriale e può essere aggiornata come risultato della revisione. Ogni nuova fonte citata sarà aggiunta alla lista e distinta dalle fonti originali.


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