Noto anche come
alcol-dipendenza
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Ultima Modifica: 18.04.2018.

Cos’è l’alcolismo?

L’uso di alcol può essere occasionale ma può trasformarsi anche in una vera dipendenza legata al suo consumo eccessivo. L’alcolismo, o dipendenza dall’alcol, è una malattia cronica, spesso progressiva e letale, alla cui base possono anche essere presenti componenti di tipo genetico, psicologico e ambientale.

Si definisce alcolismo la condizione di eccessiva assunzione cronica di alcol e la conseguente dipendenza da bevande alcoliche.

Secondo il Ministero della Salute, non esistono quantità considerabili “sicure” di consumo alcolico. Il consumo di alcol viene considerato “rischioso o dannoso” se la quantità di alcol assunta è tale da generare un rischio per la sicurezza e salute della persona stessa o per la sicurezza di terze persone, da interferire con il normale svolgimento della vita relazionale, lavorativa, scolastica, fino a creare una dipendenza. Tuttavia, sebbene il consumo di alcol sia una condizione necessaria per l’alcolismo, il suo uso non espone necessariamente la persona a sviluppare la dipendenza dall’alcol. La quantità, frequenza e regolarità del consumo di alcol necessaria allo sviluppo della malattia, varia fortemente da persona a persona. La risposta di ciascuna persona all’alcol dipende dall’età, dalle condizioni fisiche, dai farmaci assunti, dalle condizioni psicologiche ecc…. In alcune persone anche il consumo di piccole quantità di alcol può generare problemi. Ad esempio, nelle donne in gravidanza viene raccomandata l’astensione dall’alcol.

Nella sezione “Alcol – istruzioni per l’uso”, il Ministero della Salute fornisce alcune indicazioni riguardanti il consumo moderato e responsabile di alcol, tra i quali:

  • Bere solo durante i pasti principali e mai a digiuno
  • Scegliere bevande a bassa gradazione alcolica e consumarle gradualmente
  • Astenersi da comportamenti a rischio di intossicazione alcolica, come il “binge drinking” (bere fino ad ubriacarsi)
  • Non bere se si deve guidare
  • Non superare le quantità considerate a “basso rischio”, ossia:
    • 2 unità alcoliche al giorno per gli uomini
    • 1 unità alcolica al giorno per le donne
    • 1 unità alcolica al giorno per gli ultra 65enni
    • 0 unità alcoliche sotto i 18 anni

Dove 1 unità alcolica corrisponde a 12 grammi di alcol puro, ossia a:

    • un bicchiere di vino (125 ml a 12°)
    • una lattina di birra (330 ml a 4,5°)
    • un aperitivo (80 ml a 38°)
    • un bicchierino di superalcolico (40 ml a 40°).
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Approfondimenti
  • Segni e Sintomi

    L'alcolismo, anche noto come dipendenza da alcol, è una patologia che comporta conseguenze a livello fisico, psicologico e sociale. Gli alcolisti accusano:

    • Dipendenza fisica: sindrome da astinenza in seguito alla sospensione dell'assunzione di alcol, quali nausea, sudore, tremore ed ansia
    • Tolleranza: necessità di assumere sempre quantità maggiori di bevande alcoliche per raggiungere equivalenti stati di ebrezza
    • Smania: necessità o urgenza di bere
    • Perdita di controllo: incapacità di smettere di bere, una volta iniziato
       

    Secondo il Ministero della Saute e il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), l’abuso di alcol è un modello di consumo che si traduce in particolari situazioni problematiche, come l'incapacità di svolgere attività lavorativa o scolastica o l’insorgenza di ricorrenti problemi legali legati all'alcol, come la guida in stato di ebrezza.

    L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel documento Global status report on alcohol and health 2014, ha riportato la presenzanel mondo 3,3 milioni di decessi dovuti all’alcol (pari al 5,9% di tutti i decessi) e 5,1% di DALY (anni cumulativi di vita persi a causa di morbosità, mortalità o disabilità; sono un indicatore dell’impatto globale di uno o più fattori di rischio).

    In Italia, secondo fonti ISTAT relative al 2016, il 21% della popolazione di età superiore agli 11 anni, consumerebbe alcol quotidianamente. La stima degli alcol dipendenti presenta difficoltà di vario tipo ma, nel 2016, sono stati presi in carico dai servizi pubblici 71.219 soggetti affetti da alcolismo.

  • Rischi a Lungo Termine

    I principali danni fisici o sociali dovuti all'alcolismo comprendono:

    • Disturbi neurologici, inclusa demenza, ictus e neuropatia o malattie del sistema nervoso periferico
    • Problemi cardiovascolari, come attacco cardiaco, indebolimento e ingrossamento cardiaco, alterazioni del battito, ipertensione
    • Patologie psichiche, come la depressione, l’ansia e la tendenza al suicidio
    • Tumori alla bocca, la gola, l’esofago, il fegato, il colon e la mammella; in generale, maggiore è il consumo di alcol maggiore è il rischio di sviluppare un tumore
    • Patologie epatiche, inclusa l’epatite alcolica (infiammazione) e la cirrosi
    • Patologie del tratto gastrointestinale, inclusa la pancreatite e la gastrite
       

    L’alcolismo in persone affette da epatite C (HCV) può comportare la riduzione della funzionalità epatica e l’interferenza dell’alcol con i farmaci utilizzati per la terapia anti-HCV, limitandone l’efficacia. Inoltre, il consumo di alcol in pazienti affetti da una patologia epatica, comporta l’aumento del rischio di progressione verso cirrosi e anche verso la morte.

    Le donne sono tendenzialmente più sensibili agli effetti dannosi dell'alcol, e possono sviluppare le patologie correlate prima degli uomini, e dopo aver assunto quantità minori di alcol. L'uso di alcol in gravidanza può provocare aborti spontanei, nascita prematura, basso peso alla nascita e altri problemi al nascituro come malformazioni di alcuni organi (come il cervello ed il cuore), problemi nella crescita e difetti alla vista ed all’udito. I bambini nati da madri affette da alcolismo possono sviluppare problemi comportamentali, ritardo nel linguaggio e problemi di apprendimento.
     

  • Esami

    L’abuso di alcol e la dipendenza vengono perlopiù diagnosticate tramite la raccolta di una serie di informazioni da parte del clinico. A questo scopo, esistono molteplici protocolli che variano in base alla natura ed al numero delle domande. Alcuni dei più accreditati questionari sono il Michigan Alcohol Screening Test (MAST), una sua versione più breve chiamata Brief MAST, l’Alcohol Use Disorders Identification Test (AUDIT) e il CAGE. Questi questionari consistono di una serie di domande volte ad approfondire informazioni come la frequenza con la quale vengono assunte bevande alcoliche, i problemi che questo comporta e la capacità del paziente ad interrompere l’assunzione.

    Non esistono test di laboratorio in grado di identificare in maniera definitiva un alcolista. Tuttavia, esistono alcuni test in grado di rilevare il consumo cronico di alcol o la ripresa al consumo in coloro che negano di averlo fatto ma presentano danni alcol-correlati.  Questi esami includono:

    • GGT (gamma glutammil transpeptidasi), enzima epatico che aumenta negli alcolisti, ma anche in epatopatie di origine diversa.
    • Volume corpuscolare medio (MCV), che misura il volume delle emazie; fa parte dell'esame emocromocitometrico; aumenta nei forti bevitori ma anche in altre condizioni patologiche.
    • AST e ALT, questi enzimi aumentano in caso di danno epatico, spesso dovuto al consumo di alcol
    • Transferrina Carboidrato-Carente (CDT), consente di identificare la ripresa all’abitudine di assumere alcolici in seguito ad un periodo di astinenza, ma è poco sensibile nelle donne e nei giovani
    • Fosfatidil etanolo (PEth), un marcatore misurato nel sangue, utile per identificare i bevitori moderati o forti
       

    Altri test di laboratorio comprendono:

    • Pannello epatico (o il pannello metabolico completo), ossia un gruppo di test volti a verificare la funzionalità del fegato e di altri organi
    • Magnesio, basso negli alcolisti per l’insufficiente apporto con la dieta e la perdita tramite escrezione urinaria
       

    La misura dell’etanolo sierico può essere utilizzata per rilevare un consumo recente di alcol ma non è utile per la diagnosi di alcolismo.

  • Trattamento

    Come molte patologie croniche, l’alcolismo non può essere curato; tuttavia il trattamento consiste nell’aiutare il soggetto affetto a rimanere sobrio. La prima linea di trattamento prevede in genere l’inserimento in un gruppo di terapia, l’appoggio di uno o più consulenti, l’educazione all’alcol. I partecipanti devono in primo luogo prendere consapevolezza del fatto che hanno un problema con l’alcol ed essere fortemente motivati a smettere. Questo è il primo passo per intraprendere un percorso di riabilitazione che porti all’interruzione del consumo di alcol. I centri di riferimento e gli operatori al loro interno, forniscono consulenza, supporto e aiutano a superare i sintomi iniziali dovuti all’astinenza dall’alcol.

    In alcuni casi, è prevista la prescrizione di farmaci per alleviare i sintomi da dipendenza da alcol, per esempio le benzodiazepine (Valium o analoghi). L’FDA ha approvato alcuni farmaci che possono essere usati per aiutare i pazienti a rimanere sobri: disulfiram, naltrexone e acamprosato. Tali farmaci vanno prescritti ai pazienti intenzionati a smettere di bere, ma che dichiarano di non riuscire a farlo da soli. Il disulfiram causa sintomi spiacevoli nel caso vengano assunte anche minime quantità di alcol, quali nausea, vomito e vampate. Il naltrexone impedisce di raggiungere lo stato di ebrezza che il paziente ricerca nell'alcol, ma causa gravi sintomi di astinenza nei pazienti che sono anche dipendenti da oppiacei. L'acamprosato aiuta a ridurre il desiderio di bevande alcoliche. È disponibile anche una formulazione iniettabile di naltrexone, con azione a lungo termine.Tutte queste terapie devono essere assunte in combinazione alla terapia di supporto psicologico.

    Così come non esiste un unico test che permetta lo screening o la diagnosi di alcolismo, non esiste una singola terapia o farmaco che lo curi definitivamente, in tutti i pazienti. Come altre patologie croniche, anche l’alcolismo non è una condizione da cui è facile guarire; molte persone vanno incontro a numerose ricadute prima di riuscire ad astenersi dall'alcol definitivamente.

    Alcuni dei danni provocati dall'assunzione di alcol possono gradualmente risolversi con la guarigione, altri purtroppo sono permanenti. I pazienti ed i loro medici curanti devono continuare a lavorare insieme per mantenere nel tempo l'astensione da alcol e trattare al meglio le complicanze fisiche dovute ai passati eccessi.

Fonti
Fonti utilizzate nella revisione corrente

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