Osmolalità

Noto anche come: Osmolalità
Nome: Osmolalità (plasma, urina, feci)
Esami associati: Azotemia, Creatinina, Elettroliti, Glucosio, Sodio (Na)

Il campione da analizzare

Cosa viene testato?
L’osmolalità è una misura del numero di particelle disciolte in un fluido. Il test dell’osmolalità riflette la concentrazione di sostanze come sodio, potassio, cloro, glucosio e urea in un campione di sangue, urina, o talvolta feci. E’ usato per valutare l’equilibrio tra acqua e particelle disciolte nel sangue e nell’urina, per determinare la presenza di sostanze che possono influenzare questo equilibrio, e per verificare l’abilità dei reni di concentrare l’urina.
L’equilibrio idrico dell’organismo è un processo dinamico regolato dal controllo della quantità di acqua escreta con l’urina e dall’aumento o decremento di acqua ingerita per mezzo del controllo della “sete”. I sensori osmotici nell’organismo percepiscono e reagiscono all’aumento e alla diminuzione della quantità di acqua e delle particelle nel circolo ematico. Quando aumenta l’osmolalità del sangue, indicando un decremento della quantità di acqua nell’organismo o un aumento del numero di particelle, l’ipotalamo secerne l’ormone antidiuretico (ADH), che stimola i reni a trattenere liquidi. Ciò ha come risultato un’urina più concentrata con osmolalità più elevata e sangue più diluito con osmolalità più bassa. Al diminuire dell’osmolalità sanguigna, la secrezione dell’ADH viene soppressa, i reni producono un’urina più diluita, la quantità di acqua nell’organismo diminuisce e l’osmolalità ematica torna normale.
L’osmolalità ematica è principalmente una misura del sodio disciolto nel siero. Il sodio è l’elettrolita più rappresentato nel sangue, nell’urina e nelle feci e mantiene una carica elettrica neutra nell’organismo e l’equilibrio acido- base insieme a potassio, cloro e CO2 (sotto forma di bicarbonato). Il sodio è introdotto con la dieta e viene normalmente conservato ed escreto dai reni con l’urina per mantenere la concentrazione nel sangue all’interno di un preciso range.
L’osmolalità urinaria misura principalmente le molecole di scarto urea e creatinina, che sono prodotte e rimosse dall’organismo ad una velocità relativamente costante.
Il glucosio e l’urea non sono elettroliti ma particelle (molecole) che contribuiscono all’osmolalità. Di solito il loro contributo è minimo, ma quando il paziente ha la glicemia alta (iperglicemia, tipica del diabete) o l’urea elevata nel sangue (osservabile nell’insufficienza renale), la loro influenza può essere significativa.
Il glucosio è osmoticamente attivo. Ciò significa che può portare l’acqua fuori dalle cellule, aumentando la quantità di liquido in circolo e la quantità di urina diluita prodotta. Anche il mannitolo, un farmaco usato per trattare l’edema cerebrale, ha questa proprietà. Le tossine come metanolo, alcol isopropilico, glicoletilene e acetone e i farmaci come l’acido acetilsalicilico (aspirina), se ingeriti in grandi quantità, possono influenzare l’osmolalità.. L’osmolalità può essere misurata o stimata nei principali soluti presenti nel sangue. La differenza tra risultati misurati e calcolati è chiamata “gap osmotico” o “gap osmolale”. Un aumento del gap osmotico (più alto di 10) indica la presenza di altre sostanze come tossine, aspirina o mannitolo. Viene usato talvolta nella valutazione del paziente in trattamento con mannitolo o quando si sospetta che abbia ingerito tossine come metanolo o una dose eccessiva di un farmaco come l’aspirina. Altre cause frequenti di aumento del gap osmolale sono la chetoacidosi alcolica, l’insufficienza renale, la chetoacidosi diabetica e lo shock.

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Che tipo di campione viene richiesto?
Un campione di sangue prelevato da una vena del braccio. L’esame può essere eseguito su un campione di urina random, raccolto in modo corretto (vedere la sezione analisi dell’urina completo), oppure su un campione di feci fresco (refrigerato o congelato entro 30 minuti circa dalla raccolta); le feci liquide, non contaminate da urine, vengono raccolte in contenitori sterili. I batteri presenti nel campione possono influenzare il risultato del test in breve di tempo.

NOTA: Se il sottoporsi a queste analisi mediche provoca stati d' ansia o disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.
Un ulteriore articolo: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico

Esiste una preparazione al  test che possa assicurare la buona qualità del campione?
Non è necessaria alcuna preparazione al test, talvolta viene richiesto il digiuno (niente cibo o bevande eccetto l’acqua) per le 6 ore precedenti al prelievo. Seguire tutte le istruzioni fornite. Poiché alcuni farmaci interferiscono col test, è opportuno informare il proprio medico circa ogni terapia che si stia seguendo (soprattutto se a base di mannitolo).

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Questo contentuto è stato modificato il25.01.2016