Lupus Anticoagulant

Noto anche come: LA, LAC, Pannello LAC, Inibitore del lupus, aPTT LA-sensibile, Test con veleno di vipera di Russel diluito (dRWT)
Nome: Lupus Anticoagulant
Esami associati: aPTT, Anticorpi anti-cardiolipina, PT e INR, Anticorpi anti- fosfolipidi, Fattore V Leiden e PT 20210- varianti geniche, Omocisteina, Proteina C, Proteina S e proteina C, Antitrombina

L’esame

Come si usa?
Quando viene prescritto?

Che cosa significa il risultato del test?

C'è qualcos'altro da sapere?

 

Come si usa?
Il test del lupus anticoagulant (LA) viene utilizzato per la ricerca di autoanticorpi LA nel sangue, i quali sono associati ad ipercoagulazione. Il test LA può essere utilizzato come supporto alla definizione delle cause di:

  • Formazione inspiegabile di coaguli (trombosi) nelle vene e nelle arterie
  • Aborti spontanei ricorrenti
  • Test aPTT prolungato inspiegabile (il PTT misura il tempo in secondi necessario al sangue del paziente per formare un coagulo, in vitro, dopo l’aggiunta di opportuni reagenti). Il test LA aiuta a determinare se l’allungamento del PTT è dovuto alla presenza di inibitori specifici della coagulazione, come autoanticorpi diretti contro i fattori della coagulazione, o non specifici come quelli del LA.

 

Il test LA viene inoltre utilizzato:

 

I LA non possono essere misurati in maniera diretta e non esistono procedure standardizzate o un singolo test che ne rilevi la presenza. Pertanto, per la conferma o l’esclusione della presenza di autoanticorpi è necessario utilizzare un pannello di test::

  • Viene raccomandato l’impiego di due test per la ricerca di LA. I più sensibili sono il test con veleno di vipera di Russel diluito (dRWT) e  il test PTT LA-sensibile. I test successivi per la conferma o esclusione del LA includono:

· Test di miscela: il test PTT o dRWT vengono effettuati sul siero del paziente miscelato con un volume uguale di un pool di sieri “normali”

·         Correzione/neutralizzazione: al campione del paziente vengono aggiunti fosfolipidi in eccesso e quindi viene effettuato il test PTT LA-sensibile o dRWT. In questo caso, il test PTT LA-sensibile viene chiamato test di neutralizzazione con fosfolipidi a fase esagonale.

 

Quando viene prescritto?

Il test LA viene prescritto, insieme ad altri test, nel caso in cui:

  • Il paziente manifesti coagulazione inspiegabile nelle vene o nelle arterie. I segni e sintomi possono variare tra dolore, gonfiore e decolorazione degli arti inferiori, in caso di trombosi venosa profonda, e senso di affaticamento, sudorazione e respiro affannato in caso di embolia polmonare.
  • Un paziente presenti segni e sintomi di APS; questi sono simili a quelli menzionati precedentemente.
  • Una donna vada incontro a aborti spontanei plurimi
  • Venga riscontrato un test PTT allungato

 

Nel caso in cui il test indichi la presenza di LA, questo viene ripetuto per conferma dopo circa 12 settimane, in special modo per i pazienti testati per APS.

 

Nel caso in cui un paziente sia negativo per LA ma sia affetto da una patologia autoimmune come il LES, il clinico può richiedere l’esecuzione occasionale di uno o più test del PTT per determinare l’eventuale sviluppo di LA. La possibilità di sviluppare LA infatti esiste in qualsiasi momento.

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Che cosa significa il risultato del test?
I risultati di una serie di test per LA possono indirizzare o meno verso la diagnosi di LA. I referti di laboratorio sono talvolta complicati ma di solito sono accompagnati da un’interpretazione riguardo la presenza/assenza di LA. Come i risultati degli altri test riguardanti i disordini della coagulazione, anche i test LA sono talvolta di difficile interpretazione e richiedono la valutazione di un esperto in disordini da eccessiva coagulazione.
Nonostante le modalità operative per la diagnosi di LA possano variare, di solito il primo test effettuato è il test del PTT. Se il PTT è normale, è verosimile l’assenza di LA. Tuttavia questo test non è abbastanza sensibile per rilevare la presenza di LA; pertanto può essere necessario effettuare un test PTT LA-sensibile.

Ulteriori dettagli riguardanti i risultati dei test per LA:

I test per LA vengono spesso effettuati in concomitanza ad altri test come quelli per la ricerca degli anticorpi aCL e β2GPI utili nella diagnosi delle patologie da antifosfolipidi. Al fine di fornire una diagnosi corretta,i risultati di questi test devono essere interpretati insieme e parallelamente al contesto clinico.

Esistono altri test che è possibile effettuare per escludere altre possibili cause di PTT allungato:

  • Se il tempo di trombina è normale, la contaminazione di eparina come causa di allungamento del PTT è esclusa
  • Se il test del fibrinogeno è normale, allora è verosimile che ci sia sufficiente fibrinogeno per la coagulazione

 

Altri test utili alla conferma di LA sono:

  • Test dei fattori della coagulazione – questi possono essere richiesti per escludere la carenza di fattori della coagulazione che potrebbero determinare l’allungamento del PTT e quindi la presenza di episodi emorragici; il pannello di esami dei fattori della coagulazione può essere di aiuto nella diagnosi di LA.
  • Emocromo – l’emocromo comprende la conta delle piastrine; una trombocitopenia (carenza di piastrine) moderata o lieve è spesso presente in presenza di LA; i pazienti in terapia con anticoagulanti (eparina) per trombosi associata a LA possono invece avere una trombocitopenia da moderata a severa.
  • Test della tromboplastina tissutale (effettuata raramente)

 

C’è qualos'altro da sapere?
Dopo la contaminazione da eparina, il LA è la causa principale di allungamento del PTT.
Poiché la presenza di anticorpi aCL possono fornire risultati falsamente positivi al test VDRL/RPR per la sifilide, questi test possono essere richiesti in questo contesto.
I pazienti con disordini autoimmuni, HIV/AIDS, infiammazione e cancro spesso sviluppano LA. Lo stesso può accadere nei pazienti in terapia con fenotiazine, penicillina, chinidina, idralazina, procainamide, e Fansidar.
I pazienti in terapia anticoagulante con eparina o sostituti dell’eparina (irudina, danaparoid o argatroban) possono avere risultati falsamente positivi al test LA. La terapia con Warfarin (Cumadin®) può invece fornire risultati falsamente negativi nel caso in cui i livelli dei fattori della coagulazione II, VII, IX e X siano diminuiti in maniera significativa. Se possibile, il test LA dovrebbe essere effettuato prima di iniziare una terapia anticoagulante.
Nel caso in cui un paziente con trombosi abbia LA, è di solito necessario prolungare e aumentare l’intensità della terapia anticoagulante.
Nel caso in cui ad un paziente venga confermata la presenza di LA, i test usati abitualmente nel monitoraggio della terapia anticoagulante (ad es. PTT per l’eparina e PT/INR per il warfarin) non sono attendibili e devono pertanto essere sostituiti con altri test. Per esempio, i test cromgenici per la misura del Xa e degli anti-Xa dovrebbero essere utilizzati rispettivamente nel monitoraggio terapeutico del warfarin e dell’eparina.

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Questo contentuto è stato modificato il29.07.2016