Emogasanalisi

Noto anche come: Emogasanalisi
Nome: Emogasanalisi
Esami associati: Elettroliti, Bicarbonato

L’esame

Come si usa?
Quando viene prescritto?
Che cosa significa il risultato del test?
C'è qualcos'altro da sapere?

Come si usa?
La misurazione dei gas nel sangue è usata per valutare la funzionalità polmonare dell’individuo e l’equilibrio acido/base
Questi esami sono di solito prescritti se il paziente mostra i sintomi respiratori più gravi, come la difficoltà a respirare o il respiro corto, e se sono sospettate patologie come asma o patologie polmonari croniche ostruttive. I gas ematici possono inoltre essere usati per monitorare il trattamento per le patologie polmonari e per valutare l’efficacia dell’ossigenoterapia
L’emogas è usato per determinare lo squilibrio acido- base, che può manifestarsi con l’insufficienza renale, l’insufficienza cardiaca, il diabete scompensato, le infezioni gravi e l’overdose da droghe d’abuso. Questo esame può essere prescritto insieme ad altri test, come gli elettroliti per determinare se è presente uno squilibrio elettrolitico, glucosio per valutare lo zucchero presente nel sangue ed ureae creatinina per valutare la funzionalità renale.

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Quando viene prescritto?
Gli esami per la valutazione dei gas ematici sono effettuati quando un soggetto mostra sintomi di squilibrio nel rapporto ossigeno/anidride carbonica o di pH, come: difficoltà respiratorie, respiro affannoso, nausea o vomito.
Tali esami potrebbero essere necessari per soggetti che hanno patologie respiratorie, metaboliche o renali e hanno avuto distress respiratorio.
Quando un soggetto è in terapia con ossigeno (ventilazione), potrebbero essere necessarie delle valutazione dei gas ematici ad intervalli regolari per monitorare l'efficacia del trattamento. Anche altre terapie per patologie polmonari possono essere monitorate nello stesso modo.
L'emogasanalisi potrebbe anche essere necessaria se il paziente ha subito un trauma a testa o collo o ferite che potrebbero aver compromesso l'apparato respiratorio. Quando un soggetto è sottoposto ad anestesia prolungata - particolarmente vero nel caso di interventi chirurgici di bypass cardiaco o operazioni al cervello - il monitoraggio dei gas ematici potrebbe essere necessario durante l’intervento e per un periodo successivo. all'operazione.
La valutazione dei gas ematici dal cordone ombelicale dei neonati può evidenziare problemi respiratori così come valuta lo stato acido/base del bambino. L'indagine, generalmente, è effettuata esclusivamente quando il neonato ha difficoltà respiratorie.

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Che cosa significa il risultato del test?
I valori normali variano da laboratorio a laboratorio. Essi sono dipendenti dall’altitudine sul livello del mare poichè la concentrazione di ossigeno nel sangue è più bassa se il soggetto vive ad alta quota.
I risultati dell’analisi dei gas ematici non è diagnostica; essi dovrebbero essere usati in combinazione ai risultati di altri test per valutare i problemi respiratori, metabolici o renali del paziente.

Risultati anomali di alcune componenti dell’emogas analisi possono indicare una o più delle seguenti opzioni:

  • Il paziente non ha ricevuto abbastanza ossigenoterapia
  • Il paziente non ha ancora espulso l’anidride carbonica
  • Il paziente ha un problema renale

Una bassa pressione parziale di ossigeno (PaO2) suggerisce che la persona non sta assumendo abbastanza ossigeno, mentre valori entro il range di normalità di solito indicano un apporto sufficiente.  
Tutte le altre componenti dell’emogasanalisi (pH, PaCO2, HCO3-) sono correlate tra loro e i risultati devono essere interpretati insieme. Alcune combinazioni di risultati, se anomale, possono indicare patologie che causano acidosi o alcalosi. Esse possono includere quanto segue:

 

  • Acidosi respiratoria, caratterizzata da un basso pH e da un incremento di pCO2; è dovuta a depressione respiratoria (non c'è abbastanza  ossigeno che entra e anidride carbonica che esce). Ciò può accadere per alcuni motivi, includendo la polmonite, malattie polmonari croniche ostruttive (COPD) ed over-sedazione da narcotici.
  • Alcalosi respiratoria, caratterizzata da un aumento di pH e da una diminuzione di PCO2, è causata da iperventilazione, preoccupazione, stress emotivo o da alcune patologie polmonari che interferiscono con gli scambi di ossigeno.
  • Acidosi metabolica, caratterizzata da un basso pH e diminuzione di HCO3-; il sangue diventa eccessivamente acido per una corretta funzionalità metabolico/renale. Le cause includono diabete, shock e danno renale.
  • Alcalosi metabolica, caratterizzata da un elevato pH e dall'aumento di HCO3-; si presenta nell'ipocalemia,  a seguito di vomito prolungato (perdendo acidi dallo stomaco) e nell'overdose da sodio bicarbonato.


Esempi di risultati di test associati alle patologie sopraelencate sono sintetizzati nella tabella sottostante:

risultati di pH

Risultati di bicarbonato

Risultati di PaCO2

Condizione patologica

Cause frequenti

Meno di 7.35

Basso

Basso

Acidosi metabolica

Insufficienza renale, shock, chetoacidosi diabetica, intossicazione da metanolo, salicitati, etanolo

Più di 7.45

Alto

Alto

Alcalosi metabolica

Vomito prolungato, bassa concentrazione di potassio nel sangue, insufficienza cardiaca, cirrosi

Meno di 7.35

Alto

Alto

Acidosi respiratoria

Narcotici, patologie polmonari come asma, COPD, ostruzione delle vie aeree

Più di 7.45

Basso

Basso

Alcalosi respiratoria

Iperventilazione, dolore, ansia, trauma cranico, polmonite, certi tipi di farmaci (salicitati catecolamine)

Se non trattate, queste condizioni possono creare degli squilibri anche pericolosi per la vita. Il medico valuterà l'intervento necessario per consentire il ripristino di un corretto equilibrio acido/base, ma le cause che hanno generato il problema devono essere stabilite.

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C'è qualcos'altro da sapere?
La raccolta di un campione di sangue arterioso è generalmente più dolorosa di un normale prelievo venoso. Si potrebbe avvertire un certo disagio ed è necessaria la compressione sul sito del prelievo per un certo tempo allo scopo di prevenire la fuoriuscita di sangue.
Alcune volte è utilizzato, in particolari situazioni, sangue venoso misto, ciò è possibile in laboratori di cateterizzazione cardiaca e nei centri di trapianto. E' richiesta in questo caso un'attenta interpretazione dei risultati. Sangue venoso periferico, come quello prelevato da una vena del braccio, non è utile nella valutazione dello stato di ossigenazione poiché ha un diminuito contenuto di ossigeno dovuto al fatto che è sangue che ritorna al cuore.

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Questo contentuto è stato modificato il30.06.2015