Emogasanalisi

Noto anche come: Emogasanalisi
Nome: Emogasanalisi
Esami associati: Elettroliti, Bicarbonato

Il campione da analizzare

Cosa viene testato?
L’emogasanalisi è un gruppo di test eseguiti insieme per misurare il pH e la concentrazione di ossigeno (O2) ed anidride carbonica (CO2) presenti nel campione di sangue, di solito arterioso, per valutare la funzionalità polmonare e determinare la presenza di uno squilibrio che possa indicare patologie respiratorie, metaboliche o renali.
L’organismo di un individuo regola finemente il pH ematico, mantenendolo entro un ristretto range di 7.35- 7.45, non permettendo al sangue di diventare troppo acido (acidosi) o troppo basico/alcalino (alcalosi). La regolazione degli acidi e delle basi nell’organismo ha due componenti principali. La prima coinvolge sia il metabolismo che i reni: i processi cellulari di conversione di una sostanza in un’altra per produrre energia, genera una grande quantità di acido che i reni eliminano. La seconda componente di regolazione dell’equilibrio del pH coinvolge l’eliminazione dell’anidride carbonica (che è un acido se disciolta nel sangue) attraverso i polmoni. Questa componente respiratoria è inoltre il modo con cui l’organismo fornisce ossigeno ai tessuti. I polmoni inalano ossigeno, che si dissolve nel sangue e viene trasportato ai tessuti.
Questi processi di scambi gassosi e di equilibrio acido/ base sono inoltre associati strettamente all’equilibrio elettrolitico dell’organismo. In un normale stato di salute, questi processi sono in equilibrio dinamico e il pH ematico è stabile. (Per maggiori dettagli, vedere la sezione Acidosi e alcalosi).
C’è una vasta gamma di patologie acute e croniche che possono interferire con la funzionalità renale, la produzione di acido e la funzionalità polmonare e hanno la capacità di causare uno squilibrio del pH, del rapporto anidride carbonica/ossigeno o degli elettroliti. Esempi di ciò includono il diabete scompensato, che può portare a chetoacidosi e acidosi metabolica e a patologie polmonari gravi che interferiscono con lo scambio di gas CO2/O2. Condizioni temporanee quali shock, ansia, dolore, vomito prolungato e diarrea profusa possono portare talvolta all’acidosi o all’alcalosi.

L’ analisi del gas disciolti nel sangue fornisce un’istantanea del pH del sangue e dell’ ossigeno e dell’ anidride carbonica in esso contenuti. Mediante questa analisi possono essere determinate le seguenti componenti:

  • pH. La misura dell’equilibro di acidi e basi nel sangue. L’aumentata concentrazione di anidride carbonica e di altri acidi può causare la diminuzione del pH (facendolo diventare acido). La diminuzione di anidride carbonica o l’aumento di basi, come il bicarbonato (HCO3-), possono causare un aumento del pH ematico (facendo diventare il sangue alcalino).
  • Pressione parziale di O2 (PaO2). Misura la quantità di ossigeno nel sangue.
  • Pressione parziale di CO2 (PaCO2). Misura la quantità di anidride carbonica nel sangue. All’aumentare di PaCO2 diminuisce il pH ematico, facendo diventare il sangue più acido; al diminuire di PaCO2 il pH aumenta, facendo diventare il sangue più basico (alcalino)
  • Saturazione di O2 (O2Sat o SaO2). La percentuale di emoglobina che trasporta ossigeno. L’emoglobina è una proteina contenuta nei globuli rossi che trasporta ossigeno attraverso i vasi sanguigni ai tessuti in tutto il corpo.
  • Contenuto di O2 (O2CT o CaO2). La concentrazione di ossigeno per 100 mL di sangue.
  • Bicarbonato (HCO3-). E’ la forma in cui la CO2 è più presente nell’organismo. E’ calcolato a partire da pH e PaCO2. E’ una misura della componente metabolica dell’equilibrio acido- base. L’ HCO3- è escreto e riassorbito dai reni in risposta allo squilibrio del pH ed è direttamente correlato ad esso. All’aumentare del HCO3-aumenta anche il pH (diventando alcalino).
  • Eccesso/carenza di basi. Il numero calcolato che rappresenta la somma totale degli agenti tamponanti (anioni) nel sangue. Questi anioni includono emoglobina, proteine, fosfati e HCO3- (bicarbonato, che è l’anione dominante). Gli anioni sono regolati per compensare lo squilibrio di pH ematico. Il medico valuterà HCO3- e l’eccesso/ carenza di basi per determinare la capacità tamponante totale dei polmoni e dei reni quando deve decidere una terapia che corregga lo squilibrio.

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Che tipo di campione viene richiesto?
Per l’emogas analisi è quasi sempre usato il sangue arterioso ma, in alcuni casi, come nei bambini, viene raccolto al suo posto, sangue intero dal tallone. Il sangue può essere raccolto inoltre dal cordone ombelicale dei neonati. Dal momento che il sangue arterioso trasporta l’ossigeno nell’organismo e il sangue venoso trasporta i prodotti di scarto ai polmoni e ai reni, i gas e il pH non saranno gli stessi nei due diversi campioni di sangue. 
Un campione di sangue arterioso viene di solito raccolto dalle arterie radiali del polso, localizzate all’interno del polso, sotto al pollice, dove si può sentire il battito. Il test di circolazione chiamato test di Allen deve essere eseguito prima del prelievo per essere sicuri che ci sia un’adeguata circolazione nel polso del soggetto. Il test prevede la compressione sia dell’arteria radiale che di quella ulnare, e il loro rilascio una dopo l’altra per vedere il rossore, il colorarsi della pelle che indica il ritorno del sangue alla mano. Se la mano non si colora, allora il medico deve provare con l’altro polso. Il sangue può inoltre essere raccolto dall’arteria brachiale nel gomito o dall’arteria femorale nell’inguine, anche se queste sedi richiedono una preparazione accurata perché siano accessibili.
Nei neonati che hanno difficoltà respiratorie subito dopo la nascita, il sangue deve essere raccolto sia dall’arteria ombelicale che dalla vena ombelicale e testato separatamente.
Dopo il prelievo arterioso, deve essere applicata una pressione nella zona del prelievo per almeno 5 minuti. Dal momento che il sangue viene pompato attraverso le arterie, la puntura richiede un pò di tempo per smettere di sanguinare. Se l’individuo sta prendendo dei fluidificanti del sangue o l’aspirina, il sanguinamento può durare anche 10-15 minuti. Il prelevatore deve verificare che il sanguinamento si sia fermato e deve applicare un cerotto attorno al polso, che deve essere tenuto per circa un’ora.

NOTA: Se il sottoporsi a queste analisi mediche provoca stati d' ansia o disagio, si consiglia di leggere uno o più di questi articoli Come fare fronte alla paura, al disagio ed all'ansia da test, Suggerimenti sui test ematici, Suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare un test medico, Suggerimenti per aiutare l'anziano ad affrontare un test medico.
Un ulteriore articolo: Breve viaggio nel laboratorio, chiarisce le modalità di prelievo del campione ematico

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Esiste una preparazione al  test che possa assicurare la buona qualità del campione?
Di solito, non è necessaria alcuna preparazione al test.  Tuttavia, se il paziente è in terapia con l'ossigeno, la somministrazione può essere interrotta per 20-30 minuti prima della raccolta o, se questo non può essere tollerato o se il medico vuole valutare i livelli di ossigeno con l'aggiunta di O2, sarà registrata la quantità di ossigeno erogata. Questa è di solito espressa come frazione di ossigeno inspirato in percentuale (FIO2) o come litri di O2 che scorrono al minuto.

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Questo contentuto è stato modificato il30.06.2015