Diabete

Anche conosciuto come: Diabete mellito

Che cos’è il diabete?

Nota: questa sezione fa riferimento al diabete mellito, non al diabete insipido. Anche se le due patologie si chiamano nello stesso modo “diabete” (che significa aumentata produzione di urina), il diabete insipido è più raro ed ha altre cause.

Con il termine diabete si indica un gruppo di patologie correlate all’incapacità di produrre sufficiente insulina e/o di rispondere ad essa. Ciò causa alte concentrazioni di glucosio nel sangue (iperglicemia) e può portare ad una serie di problemi di salute acuti e cronici, alcuni di essi pericolosi per la sopravvivenza.
In Italia, in base ai dati ISTAT, la prevalenza del diabete, riferita all’anno 2010 e stimata su tutta la popolazione, è pari al 4,9%. La prevalenza sale a circa il 13% nella fascia di età fra i 65 e i 74 anni, mentre oltre i 75 anni una persona su 5 ne è affetta (prevalenza del 19.8%). Ogni anno 27.000 persone di età fra i 20 e i 79 anni muoiono a causa delle complicanze del diabete. Molte persone affette da diabete non sanno di essere malate.
Le persone affette da diabete hanno delle difficoltà a metabolizzare il glucosio, la principale fonte di energia dell’organismo. Normalmente, dopo un pasto, i carboidrati vengono scomposti in glucosio e altri zuccheri semplici. Ciò causa l’aumento di glucosio nel sangue e stimola il pancreas a rilasciare insulina in circolo. L’insulina è l’ormone prodotto dalle cellule beta del pancreas. Regola il trasporto di glucosio nella maggior parte delle cellule dell’organismo e collabora col glucagone, un altro ormone pancreatico, per mantenere le concentrazioni di glucosio entro limiti ristretti.
Se un individuo non è in grado di produrre sufficiente insulina, o se le cellule dell’organismo sono resistenti ai suoi effetti (resistenza all’insulina), allora viene trasportata una minor quantità di glucosio dal sangue all’interno delle cellule. I livelli di glucosio nel sangue rimangono alti, ma le cellule dell’organismo vengono “affamate”. Ciò può causare problemi di salute sia a breve termine che a lungo termine, in relazione alla gravità della carenza insulinica e/o della resistenza. Il diabetico deve tenere sotto controllo la glicemia quotidianamente e nel lungo periodo per evitare problemi di salute e complicazioni. Il trattamento, che può prevedere una dieta, l’esercizio fisico e/o i farmaci, inclusa l’insulina, mira ad evitare che il glucosio ematico sia troppo alto o troppo basso.

  • Una concentrazione di glucosio molto alta nel sangue (iperglicemia acuta) può essere un’emergenza medica. L’organismo cerca di sbarazzarsi del glucosio in eccesso aumentando la produzione di urina. Questo processo può determinare disidratazione e squilibrio elettrolitico poiché sodio e potassio vengono persi con l’urina. Con una carenza insulinica grave, il glucosio non è disponibile per le cellule e l’organismo può cercare una fonte alternativa di energia metabolizzando gli acidi grassi. Questo processo è meno efficace, forma chetoni e modifica l’equilibrio acido-base, producendo uno stato di chetoacidosi. Se non diagnosticata, l’iperglicemia acuta può portare a disidratazione grave, perdita di coscienza e anche a morte.
  • Anche una concentrazione di glucosio molto bassa (ipoglicemia), è spesso il risultato di un’eccessiva  quantità troppo grande di insulina, e può essere pericolosa per la vita. Può determinare fame, sudorazione, battito irregolare e tachicardia, confusione, vista annebbiata, vertigini, svenimenti e convulsioni. Concentrazioni di glucosio molto basse nel sangue possono portare abbastanza rapidamente a shock e morte.
  • Le concentrazioni di glucosio che aumentano nel tempo e diventano cronicamente elevate possono non essere notate inizialmente. L’organismo cerca di controllare l’aumento di glucosio nel sangue, aumentando la produzione di insulina ed eliminando il glucosio con l’urina. Segni e sintomi di solito compaiono quando l’organismo non è più in grado di compensare le concentrazioni di glucosio ematico più alte.
    L’iperglicemia cronica può portare a lungo termine a danneggiamento di vasi, nervi e organi e ad altre patologie quali malattie renali, cecità, ictus, malattie cardiovascolari e problemi di circolazione alle gambe. Il danno da iperglicemia è cumulativo e può iniziare prima che la persona si accorga di essere diabetica. Prima questa patologia è diagnosticata e trattata, più sono le possibilità di minimizzare le complicazioni a lungo termine.

La tabella di seguito riportata riassume i vari tipi di diabete. Cliccare sul nome della patologia per avere maggiori informazioni.

Tipo di diabete

Descrizione

Tipo 1

L’esatta causa è sconosciuta; si pensa sia dovuto ad una patologia autoimmune che coinvolge la distruzione delle cellule beta del pancreas che producono insulina; può insorgere ad ogni età ma è più frequentemente diagnosticato nei bambini e nei ragazzi.

Tipo 2

E’la tipologia più comune; è associata a resistenza all’insulina e ad una produzione che è insufficiente a compensare la resistenza. Si sviluppa più frequentemente nei soggetti soprappeso, di mezza età e anziani. Con un aumento dell’obesità in bambini e adolescenti, la patologia è diventata però più comune anche in queste fasce d’età

Gestazionale

Si sviluppa in gravidanza e colpisce sia la mamma che il bambino; di solito insorge a gestazione avanzata

Prediabete

Glicemia più alta del normale, che non è considerate diabete; le persone con prediabete hanno un rischio aumentato di sviluppare il diabete

Altri

Gruppo di tipi di diabete meno frequenti. Tutte le patologie che danneggiano il pancreas e/o colpiscono la produzione di insulina o il suo uso possono causare diabete


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Segni e sintomi
I segni e i sintomi del diabete sono correlati ad aumentate concentrazioni di glucosio nel sangue  (iperglicemia), a basse concentrazioni (ipoglicemia) e alle complicanze associate al diabete. Gli affetti da diabete di tipo 1 sono spesso diagnosticati per sintomi acuti e gravi che richiedono l’ospedalizzazione. In prediabete, diabete di tipo 2 allo stadio iniziale e diabete gestazionale di solito non compaiono segni e sintomi.

I sintomi di diabete 1 e 2 associati ad iperglicemia sono i seguenti:

  • Polidipsia (aumentata sete)
  • Poliuria (aumentata diuresi)
  • Aumento della fame (nel tipo 1, si assiste anche ad una perdita di peso)
  • Affaticamento
  • Nausea, vomito, dolore addominale (soprattutto nei bambini)
  • Visione offuscata
  • Difficoltà a guarire da infezioni e ferite
  • Intorpidimento, formicolio e dolore ai piedi (neuropatia)
  • Disfunzione erettile negli uomini
  • Assenza di mestruazioni nella donna
  • Tachipnea (acuta, aumento della frequenza respiratoria)
  • Perdita di coscienza, coma (acuta)

Sintomi di ipoglicemia imminente:
Uno stato momentaneo di ipoglicemia nel soggetto diabetico può essere causato dalla somministrazione di una dose eccessiva di insulina, dal digiuno protratto, dall'attività fisica intensa o da fluttuazioni glicemiche temporanee, osservate nel diabete mellito. L'ipoglicemia necessita di rapida correzione perché conduce rapidamente a perdita di coscienza. Segni e sintomi comprendono:

  • Fame imponente e improvvisa
  • Cefalea
  • Ansia, confusione
  • Sudorazione
  • Tremori, debolezza
  • Visione sdoppiata
  • Convulsioni
  • Coma

Complicazioni
Le complicazioni del diabete possono essere associate a concentrazioni lipidiche anomale nel sangue, danneggiamento dei vasi sanguigni (grossi vasi e capillari), danno d’organo, in particolare renale (nefropatia diabetica) e danneggiamento dei nervi (neuropatia diabetica).
E’ importante per i pazienti diabetici collaborare con il proprio medico, per fare controlli regolari (più volte all’anno) che includano il monitoraggio mediante esami come albumina urinaria (microalbumina) ed Emoglobina glicata (A1c), per porre precocemente attenzione alle complicazioni elencate sotto.
Altre complicazioni possono essere:

  • Ferite infette, specialmente ai piedi, di solito di difficile guarigione che, se non risolte prontamente, possono portare all’amputazione. Spesso sono necessarie contromisure aggressive e specialistiche, e la persona affetta può avere bisogno del consulto con uno specialista, un medico che abbia esperienza con il ritardo della guarigione dei diabetici.
  • Retinopatia diabetica, che può portare a danno agli occhi, a distacco della retina e cecità. Spesso deve essere usato il laser per riattaccare la retina.  
  • Infezione delle vie urinarie, che possono essere frequenti e resistenti al trattamento antibiotico; il trattamento tardivo o inadeguato può esacerbare il danno renale.

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Esami
L’obiettivo degli esami del diabete è di determinare la presenza di una concentrazione di glucosio ematico alta (iperglicemia), per diagnosticare diabete e prediabete, per monitorare e controllare le concentrazioni di glucosio nel tempo e le complicazioni eventuali.

I test possono essere usati:

  • Quando il paziente mostra segni e sintomi tipici del diabete
  • Quando il paziente ha fattori di rischio o patologie associati al diabete
  • Quando il paziente arriva al pronto soccorso con patologie o condizioni acute
  • Regolarmente per monitorare il diabete e la glicemia

Lo screening per il diabete in gravidanza (diabete gestazionale) è differente rispetto ai test sulla popolazione generale. Vedere la sezione diabete gestazionale per maggiori informazioni.

In accordo con l’American Diabetes Association, possono essere usati per lo screening e la diagnosi di diabete pochi test, che hanno ognuno dei vantaggi, degli svantaggi e dei limiti. Se il risultato dello screening iniziale da uno dei test elencati sotto è anormale, l’esame viene ripetuto in un altro giorno. Il risultato deve tornare fuori dai limiti per confermare la diagnosi di diabete.
Questi esami sono:

  • Glucosio a digiuno (glicemia a digiuno)- questo esame misura le concentrazioni di glucosio nel sangue dopo un digiuno di 8-12 ore

Glicemia a digiuno

Indicazione

Da 70 a 99 mg/dL (3.9 - 5.5 mmol/L)

Normale

Da 100 a 125 mg/dL (5.6 - 6.9 mmol/L)

Prediabete (glicemia compromessa)

126 mg/dL (7.0 mmol/L) e oltre in più occasioni

Diabete

  • A1c (anche chiamata emoglobina glicata, A1c): valuta la concentrazione media di glucosio nel sangue nei 2-3 mesi precedenti all’esame. Per l’A1c il paziente non deve stare a digiuno per 8 ore o farsi prelevare il sangue più volte nel giro di poche ore, ma non è indicato in tutti i casi. Non dovrebbe essere utilizzato per diagnosticare il diabete gravidico, nelle persone che hanno avuto un sanguinamento importante o che hanno subito una trasfusione, negli affetti da patologie renali croniche o malattie del fegato, o in persone che hanno malattie del sangue come anemia ferro- carente, anemia da carenza di vitamina B12 e che sono portatori di varianti emoglobiniche. Inoltre, solo i metodi che sono sovrapponibili al metodo di riferimento (standardizzati) dovrebbero essere usati per lo screening.).

A1c

Indication

Meno del 5.7% (39 mmol/mol)

Normale

Da 5.7% a 6.4% (39-46 mmol/mol)

Prediabete

6.5% (47 mmol/mol) o più alta

Diabete

  • Test da carico di glucosio nelle 2 ore (OGTT): prevede un primo prelievo a digiuno seguito dalla somministrazione al paziente di una bevanda contenente 75 grammi di glucosio e un altro prelievo a due ore dall’assunzione.

Concentrazione di glucosio dopo 2 ore dall’assunzione di 75 grammi di glucosio

Indicazione

Meno di 140 mg/dL (7.8 mmol/L)

Normale tolleranza al glucosio

Da 140 a 199 mg/dL (7.8 to 11.1 mmol/L)

Prediabete (tolleranza al glucosio compromessa)

Uguale o maggiore a 200 mg/dL (11.1 mmol/L) in più occasioni

Diabete

  • Talvolta il campione di sangue può essere prelevato e il glucosio misurato quando la persona non è a digiuno. Un risultato maggiore o uguale a 200 mg/dL (11.1 mmol/L) indica diabete. Un risultato anomalo deve essere seguito da altri esami.

Solo per lo screening:

  • Talvolta sono misurati su campioni di urina il glucosio, le proteine e i chetoni, spesso come parte dell’esame dell’urina completo, durante un controllo routinario. Se il glucosio e/o le proteine o i chetoni sono presenti nel campione d’urina, il paziente ha un problema che deve essere risolto. Devono essere fatti altri esami per identificarne la causa.

Test per il monitoraggio:

  • Glucosio: nel diabete di tipo 1 deve essere  monitorata la glicemia dal paziente, spesso diverse volte al giorno, per determinare quanto sia sotto o sopra la norma e, sulla base dei consigli del medico, quali modifiche alla terapia devono essere apportate. Ciò di solito viene fatto mettendo una goccia di sangue (ottenuta con una puntura della pelle con un ago di un dispositivo apposito) su una striscia reattiva che viene poi inserita in un glucometro, una piccola macchina che fornisce una lettura digitale della misura della glicemia. Anche alcuni soggetti affetti da diabete di tipo 2 e da diabete gestazionale devono misurarsi la glicemia in questo modo.
  • A1c (Emoglobina glicata) e stima della glicemia media (eAG): un esame e un calcolo che vengono richiesti più volte all’anno per monitorare i diabetici e talvolta i prediabetici. A1c è la misura del glucosio ematico medio nei due o tre mesi precedenti al prelievo e aiuta il medico a capire se il trattamento funziona bene sul controllo della glicemia nel tempo.

Vengono usati anche altri esami per valutare il controllo della glicemia, la funzionalità d’organo e per determinare le complicazioni emergenti. Essi sono:

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Diabete di tipo 1
Il diabete di tipo 1, anche chiamato insulina dipendente o diabete giovanile, costituisce il 55% dei casi di diabete. La maggior parte dei casi viene diagnosticata in soggetti sotto i 30 anni d’età. I diabetici di tipo 1 producono pochissima insulina o non la producono affatto. Tutte le cellule beta secernenti insulina che il paziente ha al momento della diagnosi vengono distrutte entro 5-10 anni, lasciando il soggetto completamente dipendente dalle iniezioni dell’ormone per sopravvivere.
La vera causa del diabete di tipo 1 è sconosciuta, ma hanno un ruolo la storia familiare, i virus che attaccano il pancreas e i processi autoimmuni, durante i quali il sistema immunitario del paziente distrugge le cellule beta. Nel diabete di tipo 1 è più facile che insorgano complicazioni più precocemente rispetto agli altri tipi. Nel 40% dei casi circa si assiste alla comparsa di gravi problemi renali che portano all’insufficienza renale dall’età di 50 anni.

Segni e sintomi
I segni e sintomi del diabete di tipo 1 compaiono improvvisamente e la diagnosi viene fatta in pronto soccorso. Le persone affette possono essere malate gravemente, comatose, con glicemia alta ed elevate concentrazioni di chetoni (chetoacidosi) nel sangue e di solito hanno bisogno di essere ricoverate. Vedere la sezione segni e sintomi per informazioni più dettagliate.

Test di laboratorio
Insieme agli esami per il diabete, usati per lo screening, la diagnosi e il monitoraggio, possono essere usati altri test:

  • Autoanticorpi del diabete: questo esame può aiutare a distinguere tra diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2 se la diagnosi non è chiara. La presenza di uno o più anticorpi è indicativa di diabete di tipo 1.
  • InsulinaC- peptide: per monitorare la produzione di insulina
  • Chetoni su urina e/o su sangue, possono essere prescritti per monitorare i pazienti che arrivano in pronto soccorso con sintomi di iperglicemia acuta e per monitorare quelli che devono essere trattati per chetoacidosi. La formazione dei chetoni può essere conseguente al decremento della concentrazione o dell’efficacia dell’insulina nell’organismo.

Trattamento
Non esiste al momento una cura per il diabete di tipo 1, anche se il trapianto di isole pancreatiche (beta) ha avuto qualche successo e potrebbe essere un modo per ripristinare la produzione di insulina.
Il trattamento al momento della diagnosi è diverso rispetto a quello nel prosieguo della malattia. A volte il diabete di tipo 1 viene diagnosticato quando i sintomi sono acuti, con alte concentrazioni di glucosio, squilibrio elettrolitico e uno stato di chetoacidosi diabetica accompagnata da disidratazione che colpisce la funzionalità renale. Nei casi più gravi, la persona può essere priva di coscienza o comatosa. Questa è una condizione pericolosa per la vita che richiede l’ospedalizzazione immediata e cure di esperti che riportino la persona al normale equilibrio.
Il trattamento del diabete di tipo 1 prevede il monitoraggio quotidiano del glucosio, una dieta pianificata e attività fisica. L’esercizio regolare abbassa la glicemia, aumenta la sensibilità all’insulina e migliora la circolazione.
Le persone affette da diabete di tipo 1 devono controllare la propria glicemia e iniettarsi l’insulina più volte al giorno. Come alternativa possono indossare alla cintura una pompa insulinica, uno strumento programmato che rilascia piccole quantità di insulina (mediante un ago infilato sotto pelle) durante il giorno, per surrogare meglio la normale produzione di insulina. La quantità e il tipo di insulina somministrata devono essere aggiustati sulla base di cosa la persona mangia, della quantità di cibo consumata e delle attività svolte. Ci sono più tipi di insulina disponibili; alcuni agiscono velocemente ma hanno un effetto breve, mentre altri impiegano più tempo ad agire ma hanno una durata più lunga.  
La maggior parte di questi diabetici usa una combinazione di tipi diversi di insulina per far fronte ai loro bisogni, e talvolta mantenere il controllo può essere difficoltoso. Stress, patologie e infezioni possono modificare la quantità di insulina necessaria, e questi pazienti possono avere un equilibrio precario: la glicemia può essere molto altalenante durante la giornata. Come ulteriore complicazione, i pazienti possono sviluppare nel tempo anticorpi diretti contro l’insulina; l’organismo inizia a riconoscere le iniezioni come intrusioni e a distruggere l’insulina, così che sono necessari dosaggi più elevati o il passaggio ad un differente tipo di insulina.
I pazienti affetti da diabete di tipo 1 possono inoltre oltrepassare la soglia e avere problemi di ipoglicemia se si iniettano troppa insulina, se stanno a lungo senza mangiare o se i loro bisogni cambiano in modo inaspettato. E’ opportuno che portino con loro dello zucchero, sotto forma di bustine o caramelle, e che siano pronti a farne uso ai primi segni di ipoglicemia. Se la glicemia del paziente non torna normale con lo zucchero per via orale, è raccomandabile un’iniezione di glucagone (che stimola il fegato a rilasciare glucosio). Questa è indicata anche nei casi in cui il paziente perde conoscienza e deve intervenire qualcun altro.
Durante le condizioni acute, come la chetoacidosi diabetica o l’insufficienza renale, può essere necessario il ricovero.

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Diabete di tipo 2
Il diabete di tipo 2 è conosciuto anche come diabete non insulino- dipendente o come diabete dell’adulto. Gli affetti di solito producono insulina, ma non in quantità sufficiente per i loro bisogni, oppure sviluppano resistenza all’ormone. Nel momento della diagnosi le persone hanno sia la glicemia alta che normali concentrazioni di insulina, senza alcun sintomo. Circa il 90% dei casi di diabete sono di tipo 2. Generalmente questa patologia insorge in età avanzata (oltre i 45 anni d’età), negli obesi e nelle persone sedentarie. I fattori associati al diabete di tipo 2 sono:

  • Obesità o sovrappeso
  • Assenza di attività fisica
  • Storia familiare di diabete- avere un parente di primo grado affetto
  • Avere il prediabete
  • Etnia: afro- americani, sud americani, indiani d’America, asiatici e samoani
  • Avere il diabete gestazionale o partorire un bambino che pesa più di 4 chilogrammi.
  • Essere una donna con sindrome dell’ovaio policistico (PCOS)
  • Avere la pressione arteriosa alta
  • Avere trigliceridi e colesterolo alti, basse LDL
  • Avere la A1c uguale o maggiore a 5.7% o il prediabete identificato da esami precedenti
  • Avere una storia clinica di malattie cardiovascolari

Poiché i fenomeni dell’obesità e della mancanza di attività fisica sono in aumento, sono sempre di più i casi di diabete di tipo 2, anche in età precoce.
L’American Diabetes Association (ADA) e la United StatesPreventive Services Task Force raccomandano lo screening per gli adulti dai 45 anni d’età e per le persone sotto i 45 anni in sovrappeso e che hanno fattori di rischio per il diabete di tipo 2. La ADA raccomanda inoltre che i bambini in sovrappeso e che hanno due o più fattori di rischio dovrebbero essere inclusi nello screening.

Segni e sintomi
Le persone affette da diabete di tipo 2 possono avere o meno segni e sintomi nel momento della diagnosi, di solito lievi all’inizio che peggiorano se la patologia non è diagnosticata e trattata. Vedere la sezione Segni e sintomi per maggiori informazioni.

Test di laboratorio
Insieme agli esami per il diabete, usati per lo screening, la diagnosi e il monitoraggio, possono essere usati altri test:

  • Autoanticorpi del diabete: questo esame può aiutare a distinguere tra diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2 se la diagnosi non è chiara. La presenza di uno o più anticorpi è indicativa di diabete di tipo 1.
  • Insulina, C- peptide, per monitorare la produzione di insulina
  • Chetoni su urina e/o su sangue possono essere prescritti per monitorare i pazienti che arrivano in pronto soccorso con sintomi di iperglicemia acuta e per monitorare quelli che devono essere trattati per chetoacidosi. La formazione dei chetoni può essere conseguente al decremento della concentrazione o dell’efficacia dell’insulina nell’organismo.

Prevenzione e trattamento
Il rischio di avere il diabete di tipo 2 può essere diminuito perdendo peso, facendo esercizio fisico e seguendo una dieta salutare povera di grassi. Identificando il prediabete e apportando opportuni cambiamenti nello stile di vita per abbassare il glucosio a livelli normali, è possibile prevenire il diabete di tipo 2 o ritardarne l’insorgenza di alcuni anni. Normalizzando il glucosio ematico si può inoltre minimizzare o prevenire il danno a vene, arterie e reni.
Gli affetti da diabete di tipo 2 di solito possono auto misurarsi il glucosio una o più volte al giorno. Gli affetti da diabete di tipo 2 sono di vario tipo, ci sono quelli che possono controllare la glicemia solo con la dieta e l’esercizio fisico, quelli che devono prendere una terapia per via orale e quelli che necessitano di iniezioni di insulina. Alcuni devono cambiare il piano terapeutico col progredire della patologia.
I farmaci per via orale disponibili in commercio sono raggruppabili in quattro categorie. Essi includono:

  • Quelli che stimolano il pancreas a produrre più insulina
  • Quelli che rendono l’organismo più sensibile all’insulina
  • Quelli che rallentano l’assorbimento dei carboidrati nello stomaco (rallentando l’aumento della glicemia post- prandiale)
  • Quelli che impediscono il riassorbimento di glucosio dall’urina da parte dei reni

Spesso questi pazienti prendono due o più farmaci e/o fanno iniezioni di insulina, per controllare la glicemia.
Il paziente affetto da diabete di tipo 2 può andare incontro a serie complicazioni, soprattutto se vengono ignorati i sintomi iniziali, se la terapia viene trascurata, o se è sotto sforzo a causa di un infarto, di un ictus o di un’infezione grave. Gli effetti di una glicemia molto alta e della disidratazione possono sommarsi, portare ad affaticamento, confusione e nei casi gravi a convulsioni e coma, richiedendo l’immediata ospedalizzazione.

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Diabete gestazionale
Durante il diabete gestazionale si osserva un alto glucosio nel sangue (ipeglicemia), di solito a gestazione inoltrata. La causa è sconosciuta, ma si pensa che alcuni ormoni prodotti dalla placenta aumentino la resistenza insulinica nella madre, causando un aumento del glucosio ematico. Le donne ad aumentato rischio sono quelle:

  • Sovrappeso
  • Che hanno avuto il diabete gestazionale in una gravidanza precedente
  • Che hanno più di 25 anni
  • Che hanno in precedenza avuto un bambino molto grande o un bambino nato morto
  • Che hanno un parente di primo grado affetto da diabete
  • Che hanno la sindrome da ovaio policistico (PCOS)
  • Che sono di etnia: afro- americana, sud americana, indiana d’America, asiatica e samoana

La maggior parte delle donne sono sottoposte a test per il diabete gestazionale tra la 24a e la 28a settimana di gravidanza. Se il diabete gestazionale c’è ma non viene risolto, il bambino può essere più grosso del normale, può nascere con concentrazioni di glucosio basse, e può nascere prematuro. Questa condizione può inoltre causare delle complicanze alla mamma come ipertensione e preeclamspia.
L’iperglicemia associata al diabete gestazionale di solito sparisce dopo la nascita del bambino, ma sia la donna che il neonato hanno un aumentato rischio di sviluppare diabete di tipo 2. Una donna che ha avuto un diabete gravidico, è facile che lo sviluppi anche nelle gravidanze successive.

Segni e sintomi
I segni e sintomi del diabete gestazionale corrispondono a quelli del diabete in generale (vedere la sezione Segni e sintomi). Alcune donne con diabete gestazionale non manifestano segni chiari e possono rimanere ignare di avere la patologia.

Test di laboratorio
La maggior parte delle organizzazioni sanitarie raccomandano lo screening per il diabete gestazionale con un test su sangue alla 24a -28a settimana di gravidanza. L’ American Diabetes Association raccomanda che le donne in gravidanza  che non sono mai state sottoposte a test, facciano entrambi i test a uno step e a due step. L’ American College of Obstetricians and Gynecologists raccomanda l’approccio a due step.  

 

  • Approccio a uno step:

Fare un test di tolleranza al glucosio (OGTT).  questo esame prevede un primo prelievo a digiuno seguito dalla somministrazione al paziente di una bevanda contenente 75 grammi di glucosio e un altro prelievo a due ore dall’assunzione. E’ necessario che solo uno dei due risultati sia sopra la soglia per effettuare la diagnosi:

 

Momento del prelievo

Risultato della glicemia

Digiuno

Maggiore o uguale a 92 a 92 mg/dL (5.1 mmol/L)

Un’ora dopo la bevanda al glucosio

Maggiore o uguale a 180 mg/dL (10.0 mmol/L)

Due ore dopo la bevanda al glucosio

Maggiore o uguale a 153 mg/dL (8.5 mmol/L)

  • Approccio a due step:
    • Fare il test di screening. Alla donna viene somministrata una bevanda con 50 grammi di glucosio e la glicemia viene misurata dopo un’ora. Un valore di 140 mg/dL (7.8 mmol/L) o più alto (alcuni esperti raccomandano una soglia di 130 mg/dL o 7.2 mmol/L) è anormale e indica il bisogno di un OGTT a 3 ore (vedere sotto).
    • Se il test di screening è anormale, fare il test OGTT a 3 ore. Questo esame prevede un primo prelievo a digiuno seguito dalla somministrazione al paziente di una bevanda contenente 100 grammi di glucosio e la glicemia le viene misurata a intervalli regolari. Se due o più concentrazioni al digiuno, a un’ora, a due ore o a tre ore, sono sopra un certo livello, allora la diagnosi di diabete gestazionale è fatta.

Momento del prelievo

Risultato della glicemia
(alcuni laboratori usano valori di riferimento differenti)

Digiuno (prima di bere)

95 mg/dL (5.3 mmol/L)

Un’ora dopo la bevanda al glucosio

180 mg/dL (10.0 mmol/L)

Due ore dopo la bevanda al glucosio

155 mg/dL (8.6 mmol/L)

Tre ore dopo la bevanda al glucosio

140 mg/dL (7.8 mmol/L)

Le donne cui è stato  diagnosticato il diabete gestazionale dovrebbero essere sottoposte al test dopo aver partorito per vedere se il diabete persiste. Ciò può essere fatto in uno dei modi seguenti:

  • Glicemia a digiuno
  • Test da carico di glucosio a due ore (OGTT)
  • Test dell’A1c

Trattamento
Con il diabete gestazionale, la futura mamma deve modificare la propria dieta, fare esercizio regolarmente e monitorare le concentrazioni di glucosio spesso, come suggerito dal medico. Se è necessario un controllo maggiore, deve fare le iniezioni di insulina. I farmaci per via orale non sono comunemente usati in questo caso.
Di solito, il diabete si risolve dopo il parto, anche se la donna rimane ad alto rischio di sviluppare diabete di tipo 2 e deve essere monitorata accuratamente ad ogni gravidanza successiva. Subito dopo la nascita, anche il bambino deve essere monitorato per i segni di basso glucosio ematico (ipoglicemia) e per ogni difficoltà respiratoria (distress respiratorio).

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Prediabete
Il prediabete, anche conosciuto come ridotta tolleranza al glucosio, è caratterizzato da concentrazioni di glucosio più alte del normale ma non abbastanza da fare diagnosi di diabete. In Italia, 1,8 milioni di persone hanno il prediabete (dati ISTAT). Di solito coloro che hanno il prediabete non mostrano alcun sintomo ma se non vengono presi provvedimenti per abbassare la glicemia, essi hanno un rischio elevato di sviluppare il diabete entro 10 anni.
L’ American Diabetes Association (ADA) e la United StatesPreventive Services Task Force raccomandano lo screening per il diabete per gli adulti dai 45 anni in su e per gli adulti sotto i 45 anni in sovrappeso e che hanno fattori di rischio aggiuntivi per il diabete di tipo 2.

I fattori di rischio sono:

  • Sovrappeso, obesità o mancanza di attività fisica
  • Avere parenti di primo grado affetti
  • Essere una donna che ha partorito un bambino di un peso superiore ai 4 kg o con una storia di diabete gestazionale
  • Essere una donna affetta da sindrome da ovaio policistico (PCOS)
  • Appartenere a un’etnia: afro- americana, sud americana, indiana d’America, asiatica e samoana
  • Avere un’elevata pressione arteriosa (ipertensione) o prendere farmaci per l’ipertensione
  • Avere un basso colesterolo HDL (minore di 35 mg/dL o di 0.90 mmol/L) e/o alti trigliceridi, (più di 250 mg/dL o di 2.82 mmol/L)
  • Avere una A1c uguale o superiore al 5.7% o il prediabete identificato da esami precedenti
  • Avere una storia di malattia cardiovascolare

L’ADA raccomanda inoltre che i bambini in sovrappeso e che hanno due o più fattori di rischio dovrebbero essere testati per il diabete. Se il prediabete è presente, devono essere ri- testati annualmente.

Segni e sintomi
I pazienti portatori di prediabete non mostrano segni e sintomi alla diagnosi.

Test di laboratorio
Gli esami sono gli stessi che vengono usati per il diabete di tipo 2 (vedere la sezione esami).
In genere non è necessario il monitoraggio, ma l’ADA raccomanda che i pazienti con prediabete siano testati per lo sviluppo del diabete ogni anno.

Trattamento
Il trattamento principale del prediabete e della prevenzione verso la progressione al diabete di tipo 2 è il cambiamento dello stile di vita. Perdere peso, mangiare cibi salutari e fare regolare attività fisica sono misure che possono aiutare a prevenire o a ritardare lo sviluppo del diabete di tipo 2 e ridurre la glicemia. In alcuni casi, viene prescritta una terapia farmacologia orale.

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Altri tipi di diabete
Ci sono varie cause meno frequenti di diabete. Ogni patologia che danneggia il pancreas e/o colpisce la produzione di insulina o il suo uso può portare allo sviluppo del diabete.
Il diabete latente autoimmune negli adulti (LADA, talvolta chiamato diabete 1.5) è un diabete di tipo 1 che progredisce lentamente e spesso è erroneamente diagnosticato come diabete di tipo 2. Coloro che ne sono affetti tendono a produrre abbastanza insulina  e ad avere autoanticorpi del diabete.
Il diabete monogenico è un gruppo di malattie associate a geni difettosi che colpiscono l’abilità di produrre insulina:

  • MODY – Maturity onset diabetes of the young (Diabete della maturità che insorge nei giovani) è un tipo diabete causato da una mutazione genica. Alcuni differenti tipi di geni che inficiano la produzione di insulina sono raggruppati sotto la sigla MODY. Questa è una causa ereditaria del diabete tipicamente diagnosticata in bambini e adolescenti, anche se alcuni soggetti lo sviluppano più tardivamente o non si ammalano affatto.
  • NDM – Neonatal diabetes mellitus (Diabete mellito neonatale) è una forma rara riscontrabile nei neonati e nei bambini.

Le patologie che danneggiano il pancreas possono portare allo sviluppo del diabete. Alcuni esempi sono:

  • Fibrosi cistica produce muco denso che può bloccare il rilascio di enzimi pancreatici e danneggiare il pancreas
  • Emocromatosi è una patologia ereditaria associata ad un eccessivo accumulo di ferro. Il ferro in eccesso può danneggiare il pancreas e altri organi. Può essere chiamato anche “diabete di bronzo” poiché l’eccesso di ferro conferisce alla pelle un colorito bronzeo.
  • Pancreatite, tumore del pancreas e altre malattie pancreatiche che danneggiano il pancreas o la produzione delle cellule beta
  • Traumi o rimozione del pancreas

Segni e sintomi
I segni e sintomi di questo tipo di diabete corrispondono a quelle del diabete in generale. Vedere la sezione Segni e sintomi per maggiori informazioni. Ci sono poi altri sintomi associati alle patologie sottostanti, come emocromatosi e fibrosi cistica.

Test di laboratorio
Insieme ai test per il diabete, usati per lo screening, la diagnosi e il monitoraggio, possono essere usati pochi altri esami per la valutazione dei tipi e delle cause di diabete:

  • Autoanticorpi del diabete:- questo è un esame che aiuta ad identificare il LADA e a distinguerlo dal diabete di tipo 2 se la diagnosi non è chiara
  • Possono essere usati test genetici per determinare la specifica mutazione genica associata a MODY o NDM. In qualche caso, i membri della famiglia possono essere testati per determinare se hanno ereditato lo stesso gene alterato.
  • Separatamente, sono eseguiti i test per determinare altre patologie che possono causare il diabete. Queste malattie sono associate ad un aumentato rischio di sviluppare il diabete.

Trattamento
Le persone con malattie sottostanti necessitano di un trattamento per queste patologie, insieme a quello per il diabete stesso.
La maggior parte dei casi di diabete non è preventivabile, ma mangiare e vivere in modo salutare, tenere sotto controllo le patologie sottostanti, e normalizzare la glicemia può aiutare a minimizzare o prevenire i danni pancreatici, vascolari e renali.
I pazienti affetti possono avere bisogno di auto- misurarsi la glicemia diverse volte al giorno. Ogni caso è differente dall’altro e i bisogni possono cambiare nel tempo. Alcune persone riescono a  controllare la propria glicemia con la dieta e l’esercizio fisico, altre necessitano di una terapia farmacologia e altre ancora hanno bisogno di iniezioni di insulina quotidiane. I pazienti spesso devono cambiare la terapia durante il decorso della patologia. L’obiettivo è preservare la funzionalità delle cellule beta e la produzione di insulina se possibile, e di raggiungere e mantenere il controllo glicemico.

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Pagine correlate

In questo sito
Test: Glicemia, Insulina, C-Peptide, Albumina urinaria e rapporto albumina/creatinina, A1c, Cistatina C, Creatinina clearance, eGFR, Colesterolo HDL, Trigliceridi, CMP, Profilo lipidico, Colesterolo, Colesterolo LDL, Test a casa, Autoanticorpi del diabete, Chetoni, Fruttosamina
Patologie e condizioni: Malattie renali, Malattie pancreatiche, Patologie cardiache, Infarto, Ictus, Sindromi metaboliche, Acidosi e alcalosi, Neuropatie, Gravidanza

Nelle notizie: Task Force Updates Recommendations for Screening for Pre-Diabetes and Diabetes in Adults(2014), New Report Finds that Diabetes is on the Rise(2014), FDA Proposes Two Sets of Standards for Glucose Meters(2014), USPSTF Recommends Screening All Pregnant Women for Gestational Diabetes(2013), CDC: Most People Who Have Prediabetes Don't Know It(2013), Manage Type 2 Diabetes with Personal Approach, say ADA and EASD(2012), Experts Recommend All Admitted to Hospital Have Blood Glucose Testing(2012)

Altrove nel web:
FamilyDoctor.org: Diabetes
Nemours: Diabetes Center

NIDDK: National Diabetes Information Clearinghouse

NIDDK: What I Need to Know About Gestational Diabetes

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American Diabetes Association

UCSF Diabetes Education Online

American Diabetes Association: Diabetes Myths

Centers for Disease Control and Prevention: Type 1 or Type 2 Diabetes and Pregnancy

National Diabetes Education Program

Healthychildren.org: Diabetes

Healthychildren.org: Diabetes Mellitus (Type 1 Diabetes)

Healthychildren.org: Diabetes Treatment
 
Acrobat-Reader_logo.gifJAMA Patient Page: Diabetes
American Diabetes Association: Be Healthy Today; Be Healthy For Life, Information for Youth and their Families, Living with Type 2 Diabetes

NOTA: Questa sezione è basata sulla ricerca che utilizza le fonti qui citate insieme all’esperienza collettiva della Revisione Editoriale di Lab Tests Online. Questa sezione  è periodicamente rivista dalla Revisione Editoriale e può essere aggiornata come risultato della revisione. Ogni nuova fonte citata sarà aggiunta alla lista e distinta dalle fonti originali.

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