Esami

In passato l'unico modo per porre diagnosi di celiachia era l'esecuzione della biopsia dell'intestino tenue. Questo esame è ancora considerato l'esame di riferimento e viene usato per confermare la diagnosi, ma la disponibilità di esami ematici meno invasivi ha ridotto il numero di biopsie.

Il migliore esame biochimico per la diagnosi di celiachia è la determinazione degli anticorpi anti-transglutaminasi tessutale (anti-tTG). Se questo esame risulta positivo, è probabile che il paziente sia celiaco. Se è negativo, ma persiste il sospetto di celiachia, possono essere prescritti altri esami discussi nella pagina degli esami della malattia celiaca. In entrambi i casi può essere richiesta una biopsia intestinale per definire il danno dei villi intestinali.

Altri esami possono essere prescritti per valutare la severità della malattia e il grado di malnutrizione, malassorbimento e interessamento d'organo.

Comprendono:

  • Esame emocromocitometrico – per individuare anemia
  • Velocità di eritrosedimentazione (VES) – per valutare l'infiammazione
  • Proteina C reattiva (PCR) – per valutare l'infiammazione
  • Pannello metabolico completo per determinare gli elettroliti, le proteine, la calcemia e la funzionalità epatica e renale
  • Vitamina D, E e B12 per individuare un deficit vitaminico
  • Esame dei grassi fecali per valutare il malassorbimento

Dopo un periodo di dieta priva di glutine si possono richiedere uno o più esami biochimici per verificare una riduzione delle concentrazioni di anticorpi, indicativa dell'efficacia della dieta. Se i sintomi non si attenuano si dovrebbero eseguire esami biochimici per verificare l'osservanza della dieta da parte del paziente e individuare eventuali alimenti con glutine nella dieta o altre cause responsabili della mancata risoluzione dei sintomi.

Recentemente sono divenuti disponibili esami genetici strettamente associati alla celiachia. Si tratta dei marcatori DQ2 e DQ8 del sistema di istocompatibilità umano HLA (Human Leucocyte Antigen). Un risultato positivo non pone diagnosi di celiachia, considerato che il 30% della popolazione generale presenta questo marcatore senza avere la malattia. Un risultato positivo richiede conferma. Tuttavia, un risultato negativo esclude la celiachia. Si tratta di esami molto utili nel caso di familiari di soggetti con celiachia, che appartengono ad una categoria ad alto rischio e per pazienti con altri esami diagnostici non conclusivi.



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Questo contentuto è stato modificato il 17.07.2008