Ictus

 

In sintesi

 

Cos’è l’ictus?
L'ictus è una sindrome ischemica cerebrale dovuta all’improvvisa diminuzione o cessazione totale dell’apporto ematico in una o più aree dell’encefalo, tale da comportare la perdita o l’alterazione della funzionalità regolata dall’area interessata dell’encefalo. Infatti, se qualsiasi parte nell’organismo umano permane per troppo tempo senza un apporto di sangue e quindi di ossigeno ai tessuti, si ha il danneggiamento o la morte cellulare. Sebbene il danno ad alcuni tessuti sia reversibile (si pensi ad esempio alla pelle), la morte delle cellule cerebrali comporta danni permanenti con conseguenti disabilità.
In Italia l’ictus rappresenta la terza causa di morte, dopo le malattie cardiache e tumorali. L’ictus è responsabile di circa il 10-12% di tutti i decessi per anno e rappresenta la prima causa di invalidità. Si stima che in Italia si verifichino circa 196.000 ictus all’anno seguiti, in circa il 10-20% dei casi, da morte. Solo il 25% dei pazienti sopravvissuti ad un ictus guarisce completamente, mentre nel 75% dei casi permane una disabilità, talvolta tale da far perdere l’autosufficienza. Nel 20% dei casi di ictus, si tratta di recidive.

 

Esistono essenzialmente due tipi di ictus:

  • Ischemico – causato dall’ostruzione delle arterie cerebrali e riguarda circa l’87% dei casi di ictus; può essere dovuto alla presenza di un trombo formatosi nelle arterie cerebrali (ictus trombotico) o proveniente da altri distretti vascolari (ictus trombo-embolico)
  • Emorragico – causato dalla rottura di un vaso cerebrale, con la conseguente emorragia in sede cerebrale. Può essere il risultato di un aneurisma o di un trauma cranico. Spesso l’aneurisma è dovuto a difetti congeniti o all’ipertensione. L’ictus emorragico è uno dei più gravi e spesso conduce a morte.

 

Fattori di rischio e sintomi

Esistono diversi fattori di rischio correlati all’ictus. Tra questi vi sono:

· Ipertensione

·        Malattia coronarica (CAD) o altre malattie o difetti cardiaci come la fibrillazione atriale

·        Diabete mellito

·        Ipercolesterolemia

·        Età – il rischio di ictus raddoppia ogni dieci anni dopo i 55 anni

·        Anamnesi familiare positiva per ictus

·        Etnia – gli afroamericani hanno un rischio maggiore di morire di ictus rispetto ai caucasici, dovuto anche al rischio aumentato per l’ipertensione, il diabete e l’obesità

·        Sesso – gli uomini sono maggiormente a rischio rispetto alle donne, sebbene molte donne muoiano per ictus

 

Altri fattori di rischio includono:

·        Anemia mediterranea

·        Sindrome da anticorpi antifosfolipidi

·        Stile di vita poco sano, inclusa l’abitudine al fumo, all’uso di cocaina o di altre droghe, al consumo eccessivo di alcol, alla mancanza di esercizio fisico ed al consumo di cibi ricchi di grassi saturi

 

La maggior parte degli ictus sono preceduti da uno o più attacchi ischemici transitori (TIA) che non devono essere sottovalutati ma devono essere valutati attentamente nel minor tempo possibile. Diversamente dai sintomi di ictus, quelli di TIA si risolvono entro poche ore. I cinque sintomi più comuni sono:

·        Intorpidimento improvviso, debolezza o paralisi del viso o degli arti, in genere monolaterale

·        Improvvisa perdita della capacità di parlare o di capire ciò che viene detto

·        Improvvisa comparsa di vertigini, perdita dell’equilibrio, della coordinazione o problemi nella deambulazione

·        Offuscamento improvviso della vista o difficoltà visive da uno od entrambi gli occhi

·        Grave e inspiegabile cefalea

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Esami
La diagnosi di ictus si basa essenzialmente su esami non di laboratorio, tra i quali gli esami fisici, neurologici e di diagnostica per immagini. I ricercatori sono continuamente alla ricerca di biomarcatori di ictus che potrebbero essere utilizzati nello screening, diagnosi, trattamento e gestione dei pazienti con ictus.
Alcuni possibili biomarcatori di rischio includono l’Lp-PLA1, il recettore dell’N-metil-D-aspartato (NMDAR) e l’NT-proBNP. Tra i possibili biomarcatori candidati all’uso nella diagnosi di ictus vi sono gli anticorpi anti-NR2A/2B e anti-MMP (metalloprpoteasi). Probabilmente un pannello di esami potrebbe essere maggiormente utile nella definizione di un rischio di ictus. Questi test comunque vengono utilizzati ancora perlopiù a scopo di ricerca.

Esistono però altri test di laboratorio che possono rappresentare un sostegno alla diagnosi di ictus od alla sua esclusione:

·        Emocromo completo

·        PT e INR

·        aPTT

·        Glicemia

·        Elettroliti

·        Colesterolo totale, HDL e LDL

 

Meno frequentemente, possono essere richiesti degli esami volti all’identificazione di particolari patologie predisponesti l’ictus, come:

·        Anticorpi anti-nucleo (ANA)

·        Anticorpi antifosfolipidi (APL)

·        Anticorpi anticardiolipina (ACL)

·        Lupus anticoagulant (LAC)

·        Emocoltura

·        Troponina

·        Creatin chinasi (CK)

·        Antitrombina

·        Proteina C e Proteina S

·        Fattore V Leiden

·        VES (velocità di eritrosedimentazione)

·        Omocisteina

·        Test della sifilide (VDRL, FTA, altri)

·        Screening tossicologico del siero e delle urine

 

I test non di laboratorio possono includere la TAC o la risonanza magnetica nucleare cerebrale al fine di ricercare eventuali lesioni dell’encefalo e test di valutazione dell’attività elettrica e del flusso sanguigno cerebrali.

 

Trattamento
Esistono alcune misure che possono essere adottate per la prevenzione dell’ictus e farmaci che possono essere somministrati in caso di ictus.

·        Le misure preventive coinvolgono l’identificazione dei fattori di rischio presenti, come l’ipertensione, la fibrillazione atriale e il diabete ed il loro trattamento con farmaci anticoagulanti (come il warfarin) o antiaggreganti (come l’aspirina e il clopidogrel). Inoltre possono essere eseguite alcune procedure volte all’eliminazione di blocchi del flusso ematico.

·        In caso di ictus è necessario un immediato intervento medico. In caso di ictus ischemico può essere somministrato un farmaco chiamato attivatore tissutale del plasminogeno (tPA), un trombolitico che deve essere somministrato entro 3 ore dalla comparsa dei sintomi al fine di ridurre gli effetti a lungo termine dell’ictus.

·        Per i pazienti che abbiano già avuto un ictus emorragico, sono raccomandate delle procedure chirurgiche per prevenire la rottura di aneurismi o rimuovere vasi anomali

·        Per i pazienti con disabilità dovute a ictus, come perdita del tono muscolare o paralisi monolaterale o problemi nel parlare e nella memoria, possono essere prescritte cure riabilitative.

 

È importante che chiunque mostri sintomi di ictus o di TIA venga sottoposto immediatamente all’attenzione medica.

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Pagine correlate

In questo sito:

 

Test: ColesteroloGlicemiaEmocromoPT e INRaPTTClopidogrel

Condizioni patologiche: Infarto miocardio acutoMalattie cardiacheDiabete, Ipertensione, malattie cardiovascolari

 

Altrove nel web
Ministero della Salute - Ictus

Heart Rhythm Society
American Stroke Association 

National Stroke Association: Stroke Symptoms

NINDS Stroke Information Page
 
NHLBI: What is a Stroke?
FamilyDoctor.org: Stroke

MayoClinic.com: Stroke

NOTA: Questa sezione è basata sulla ricerca che utilizza le fonti qui citate insieme all’esperienza collettiva della Revisione Editoriale di Lab Tests Online. Questa sezione  è periodicamente rivista dalla Revisione Editoriale e può essere aggiornata come risultato della revisione. Ogni nuova fonte citata sarà aggiunta alla lista e distinta dalle fonti originali.

 

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Fonti utilizzate nelle revisioni precedenti

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Questo contentuto è stato modificato il 19.04.2017